Wednesday, December 21, 2011

corsa alla voce

Come c'era da aspettarsi, le aziende stanno cominciando a capire le possibilità rivoluzionarie dell'uso del linguaggio nelle interfacce.

Il movimento è stato accelerato dall'acquisto di Siri da parte di Apple e dal suo utilizzo su iPhone.

Adesso le aziende stanno facendo la corsa ad accaparrarsi le aziende specializzate del settore.
Nuance, dopo l'acquisto di Loquendo, adesso compra Vlingo, una startup di Boston.
Nuance Mobile's senior vice president Mike Thompson said that "virtually every mobile and consumer electronics company on the planet is looking for ways to integrate natural, conversational voice interactions into their mobile products, applications, and services," and said the acquisition of Vlingo would "accelerate the pace of innovation to meet this demand."
Immagino che Telecom Italia si stia rodendo le unghie per aver ceduto un'azienda strategica come Loquendo, tra l'altro a un prezzo irrisorio.

Anche noi negli ultimi 12 anni abbiamo sviluppato una tecnologia di text analytics (Tanl) di primissimo livello, necessaria per interpretare i testi dopo il riconoscimento vocale. È deprimente che non la si riesca a portare sul mercato.

Sunday, December 11, 2011

veronesi tuto mato

In Veneto si dice "veronesi tutti matti", ma qui mi riferisco al prof. Sandro Veronesi, celebre oncologo ed ex ministro della Salute.
Veronesi gode di gran fama di scienziato, ma la mia stima in lui era già scesa parecchio quando aveva accettato di presiedere la Commissione per la Sicurezza Nucleare, su invito del governo Berlusconi.
Veronesi dichiarava una fede assoluta nel nucleare, che stride di per sè con il principio scientifico del dubbio e inoltre ignorava molteplici fatti scientifici che rendono la scelta nucleare attualmente impraticabile.
Infattii Veronesi parve ricredersi dopo l'incidente di Fukushima e rinumciò alla carica nella commissione, che poi comunque venne sciolta.

Ieri sera però ho sentito Veronesi intervenire alla trasmissione "E se domani" su Rai3 sul tema della carne nella dieta umana, un tema più consono alla sua preparazione di medico.
Anche qui però ha usato impropriamente la statistica, sostenendo che il consumo di carne pone a rischio di cancro, citando studi che indicano una più alta incidenza di cancro nelle popolazioni che consumano carne.
Veronesi dovrebbe sapere che correlazione statistica non implica un rapporto di causa effetto.
Inoltre si è espresso contro l'ipotesi che la scoperta della cottura abbia consentito all'Homo Herectus del pleistocene di sviluppare il cervello e le sue capacità intellettuali. Poiché la carne cotta è più digeribile, il consumo di carne avrebbe consentito ai nostri antenati di poter dedicare meno tempo a procacciarsi cibo o a digerire rispetto ad altre razze.
Veronesi confutava questa tesi con argomenti statisticamente irrilevanti, tra cui il fatto che Leonardo e Einstein fossero vegetariani e che che tra gli indiani, che sarebbero vegetariani, ci sono molti con alto quoziente intellettivo.
Ora Einstein divenne vegetariano negli ultimi suoi anni di vita.
Quanto a Leonardo, si inferisce soltanto da alcuni comportamenti che potesse essere vegetariano ed altri ipotizzano persino che la dieta vegetariana possa essere stata correlata all'emiparesi che lo colpì negli ultimi anni.
Infine le abitudini vegetariane degli indiani variano nel tempo e a seconda delle religioni.

In ogni caso, esempi isolati non sono sufficienti per rigettare un'ipotesi scientifica sull'evoluzione della specie:
There is little evidence to the contrary that animal foods have always played a significant role in the diets of all hominin species. Increased reliance on animal foods not only enabled for enhanced encephalization and its concomitant behavioral sophistication, but this dietary practice also permitted colonization of the world outside Africa.

Saturday, December 03, 2011

monti nomen

Monti ha scelto bene i suoi ministri, ma forse si poteva fare di meglio (nomen omen):

Ministro per l 'Ambiente: Cleanit (invece di Clini)
Ministro dell'Interno: Scoppola (invece di Cancellieri)
Ministro della Giustizia: Cancellieri (invece di Di Benedetto)
Ministro della Difesa: Trapattoni (Di Paola)
Ministro per lo Sviluppo Economico: Cresci (Passera)
Ministro del Lavoro: Stanca (Fornero)
Ministro dell'Istruzione: Dotti (Profumo)
Ministro della Salute: Curato (Balduzzi)
Ministro per la Cultura (con delega allo Spettacolo): Carnevale (Ornaghi)
Ministro per gli Affari Europei: Tedesco (Milanesi)
Ministro per gli Affari Regionali: Gnudi, con segretario Affamati (Gnudi)
Ministro per la Coesione: Colla (Barca)
Ministro per le Politiche Agricole: Pianta (Catania)

borghi e sobborghi

Segnalo questo articolo del NYT: The Death of the Fringe Suburb

Pisa è la versione toscana di questo fenomeno: con migliaia di famiglie che si sono trasferite in passato nei dintorni e che affollano la città in macchina tutte le mattine (quando vengono al lavoro) e le notti (quando vengono a divertirsi), provocando in un centro minuscolo una densità di auto tra le più alte d'Italia.
Il centro è stato lasciato agli studenti, per case spesso malamente mantenute e dagli affitti esorbitanti.

Forse non è più il caso di puntare su Fiat per il rilancio economico e di convincere i sindacati che si mettano l'anima in pace.
Lo sviluppo è altrove.

Bisogna investire in piste ciclabili, trasporti pubblici, car/bike sharing e riqualificazione dei centri storici.
Rifare le pavimentazioni con pietre levigate, affinché si possano usare strumenti a ruote: trolley, passeggini, pattini, skateboard. Come hanno fatto a Barcellona, non usando pietre scavate da profondi solchi come hanno fatto in piaza Dante, che richiede scarponi da montagna per l'attraversamento, e un po' meglio in corso Italia.
Non basta limitarsi a chiudere le buche per evitare gli incidenti come quello alla collega Marilisa, che costano al comune molte migliaia di Euro in risarcimenti

Bisogna allargare i marciapiedi, che negli anni dell'auto sono stati ridotti ai minimi termini, fino al caso limite da 30 cm qui in lungarno, a fianco della chiesa di S. Cristina. E se a quel punto non c'è spazio per le auto, ci si rassegni e si chiuda la strada: non era stata prevista per il traffico dei veicoli e per secoli la città è sopravvissuta ugualmente.
L'effetto paradossale è che per facilitare le auto, si sono obbligati i pedoni a camminare sulle strade, un'abitudine inveterata nei pisani, che ormai lo fanno anche dove i marciapiedi ci sono.
Di conseguenza il traffico delle auto si rallenta, ottenendo l'opposto dello scopo e provocando disagi a tutti.
Inoltre vanno interrati gli scarichi delle grondaie.
Quando piove a Pisa non si può camminare perché ci sono rivoli d'acqua ogni 3 metri da attraversare con gli stivali.

Basta andare in una qualunque media città a nord degli Appennini (Modena, Reggio Emilia, Udine per citare le ultime che ho visitato) per notare la differenza tra il decoro di queste e la sciatteria di Pisa.

Invece di mandare le startup a Ospedaletto o Navacchio, occorre creare spazi in centro per nuove aziende vicine all'università.


Tuesday, November 22, 2011

creativi assurdi

Ho già fatto osservare che tutte le pubblicità di automobili ce le fanno vedere muoversi in assoluto silenzio, senza minimo rumore di motore, spesso sullo sfondo di paesaggi naturali incontaminati.
Uno recente si spinge persino a mostrare un automoblista assordato dai rumori di città, che si rifugia dentro la macchina, dove regna un silenzio perfetto. Chissà chi lo produceva il rumore là fuori.

Un altro esempio di assurdo logico è il seguente.
Cosa fanno tutti i migliori alteti italiani, Fiona May, Cristina Vezzali, Federica Pellegrini, Andrew Howe e Alex Schwazer, quando non si allenano?
Mangiano merendine o le fanno mangiare ai loro figli.

Come si può immaginare di circumveire il pubblico cercando di annullare le caratteristiche negative dei prodotti (inquinamento per le auto, obesità per le merendine) associandole con immagini del loro opposto?
Pensano che i consumatori non abbiano capacità di raziocinio e un'immagine sia sufficiente ad annullare la realtà dei fatti?



Saturday, November 19, 2011

belusconi web

Mi preoccupa molto l'intenzione di Berlusconi di investire in una web TV.
Anche se con molto ritardo, Berlusconi sembra aver capito che il controllo delle televsioni non è più sufficiente per canalizzare il consenso.
Il web è molto dinamico, ma anche molto disarticolato, essendo sostanzialmente sostenuto e alimentato da volontari con mezzi artigianali.

Conquistare audience sul web non è stato finora una faccenda da grandi agenzie o da strateghi della comunicazione.
Ci sono numerosi esempi di fallimento: AOL+TimesWarner, Google Video rispetto a YouTube, giornali oline rispetto a Huffington Post.
In genere il successo sul web arride in modo inatteso a qualche fortunata startup che viene esaltato dal fenomeno di concentrazione dovuto alla legge di Zipf.

Il modo più sicuro per avere successo sul web è di acquistare qualcuno che ha già un qualche successo e contribuire alla sua crescita. L'acquisto di YouTube da parte di Google è un classico esempio.
Ma neanche questo riesce sempre, vedi Murdoch con MySpace.

Tuttavia Berlusconi potrebbe riuscire, specie se riesce a combinare i contenuti degli utenti con quelli professionali, come fa l'Huffington Post.

La sinistra in questo caso resterebbe disarmata e sconfitta e sarebbe una sconfitta da cui non c'è via d'uscita.

Ci può consolare solo che in questo momento non ci sono esempi di grande successo in rete in Italia che Berlusconi possa acquisire. L'unica eccezione è il blog di Beppe Grillo, che non è proprio adatto.

canaloplasty

On Wednesday I underwent canaloplasty, a surgical treatment for glaucoma in my right eye.
Canaloplasty is a new advanced treatment that unclogs the Schlemm's canal which collects the aqueous humor from the anterior chamber of the eye and disperses it.
In a pigmentary glaucoma like mine, the canal gets clogged by particles of pigment from the iris.
I decided to go for this treatment, despite contrary opinions of my ophthalmologists in Pisa and Barcelona, since it looked to me a better solution than creating an artificial channel through the eye, as in trabeculectomy or drainage implants, which are more conventional solutions.
Restoring the natural flow sounded like the right idea: the only problem is that the surgical procedure is complex and requires a good eye surgeon.
There are only about a dozen of them in Europe.
I found one in Udine, dr. Paolo Brusini, who has been a pioneer performing it since a couple of years.

The surgery requires passing a microcatheter all the way through the Schlemm's canal, i.e. 360 degrees around the iris. The catheter is a tiny fiber optic with a light on top, so that the surgeon can see its position.
Despite the anesthesia I could feel the catheter moving within the eye.
Brusini started from the top moving counterclockwise but when reached 8 hours it found a blockage.
It was a moment of tension, then Brusini decided to remove the catheter and to try in the other direction.
This time the blockage was removed and the catheter reappeared from the end of the channel.
It was a moment of cheer and I heard a sigh of relief from Brusini and his collaborators.
The whole operation took more than an hour and Brusini said that all canaloplasty operations are quite stressful for him, and indeed he had to take a rest after finishing.

I am very grateful to Brusini for his competence, dedication and passion in his work. He and his team at the Udine Hospital have been very competent and kind.
It is just a pity that surgery rooms and other facilities for his clinic are not enough and hence the waiting list is long.

The day after surgery I was released and I can already behave normally as the eye completes recovery.
The pressure in the eye is down to 12 mmHg, from levels up to 40 in the days before surgery, despite the use of drops and diuretics to control it.

Monday, November 14, 2011

videocrasia

Nella dibattito che Enrico Mentana ha condotto ieri sera prima della proiezione del film Videocracy, egli ha discusso con i giornalisti Aldo Cazzullo e Massimo Giannini delle manifestazioni davanti al Quirinale quando Berlusconi è andato a presentare le sue dimissioni a Napolitano.
Cazzullo aveva scritto un pesante editoriale sul Corriere in cui condannava tali manifestazioni. Sorvolava invece sui ben più indecenti atteggiamenti e gestacci dei politici nella stessa circostanza.
Giannini ha invece sostenuto che si trattasse di una manifestazione fisiologica e non particolarmente deprecabile.

Del dibattito mi ha colpito invece la mancanza di logica nei ragionamenti di Mentana e Cazzullo.
I dimostranti di sabato venivano assimilati a quelli del finale del Caimano, che erano invece l’opposto, una sommossa violenta scatenata dal premier condannato in tribunale.
In piazza c’era invece un’orchestra e un coro che manifestava gioia cantando l’Hallelujah di Handel, una manifestazione del tutto pacifica, come ammettevano gli stessi giornalisti che la criticavano.
Cazzullo si lamentava che la polizia avesse dovuto chiudere la zona: come se questo fosse una prova di violenze in corso.

Ma il ragionamento più assurdo era quello di Cazzullo che diceva che bisognava stare attenti alle critiche, perché non è detto che Berlusconi sia finito.
Quindi non si può criticare liberamente per timore di possibili rappresaglie?
È questo il comportamento che i nostri giornalisti consigliano di tenere in una democrazia?
Non sottende questo l’assuefazione ad un regime, di cui bisogna avere paura?
E non è proprio questo ciò che abbiamo imparato di Berlusconi, che è spietato contro i nemici, che comprendono giornalisti come Biagi, Santoro, Luzzatti, attori satirici come la Guzzanti e politici come Dotti, Scognamiglio, Casini e Fini e chiunque altro abbia osato opporglisi?

Gli ingenui giornalisti ci hanno invece ancora una volta spacciato l’immagine di un Berlusconi che vuole essere amato e piacere a tutti: tutti quelli che gli si inchinano.
E i giornalisti ci invitano a inchinarci, anziché a tenere la schiena dritta come chiedeva Montanelli.

Wednesday, November 02, 2011

poro lupi

Dopo la figura penosa della Gelmini la settimana scorsa a Ballarò, ieri abbiamo assistito ad un altro esempio della decomposizione delle menti della maggioranza.

La Bernini e Lupi si erano preparati il solito discorsetto trito e ritrito sul fatto che la crisi viene da fuori, dall'Europa e che è tutta colpa del debito pubblico che questo governo ha ereditato dai precedenti.
Lupi sbandierava il fatto che tutte le borse europee, non solo quella italiana, oggi erano crollate.
Peccato che di fronte a loro ci fosse un agguerrito Luigi Abete che è sbottato dicendo che Lupi era fuori di testa.
Lupi era infatti in stato confusionale: non capiva che un conto sono le borse, che reagiscono a fenomeni complessivi, in particolare al rischio sul debito greco e su come questo possa riflettersi sulle banche europee, comprese quelle italiane, che sono esposte in titoli greci.
Altro conto è lo spread, l'interesse sul debito pubblico italiano, che riguarda solo la credibilità e solvibilità dell'Italia.
E lo spread è aumentato sempre, anche il giorno dopo la lettera di Bersluconi alla UE, quando invece le borse sono risalite, come riferiva gongolante Lupi: risalite non per la lettera di Berlsuconi, ma per l'accordo sul sostegno alla Grecia.

Abete ha messo alle strette la Bernini chiedendole: ma se il problema è europeo, non occorre che l'Italia faccia niente, tocca all'Europa risolverlo?
La povera donna zeppa di botulino, che fa già fatica ad aprire la bocca, non avendo argomenti ha cercato di metterla in cagnara, che è la seconda tecnica che hanno insegnato ai politici di destra che partecipano ai talk show.
Ma neanche questo ha funzionato: Floris ormai lo ha imparato e al primo accenno fa abbassare i microfoni ai caciaroni e li blocca sul nascere.
Se si voleva ragionare, si poteva citare l'articolo di Paul Krugman sul NYT, sul secchio bucato degli interventi europeri. Krugman spiega che usare la BCE, finanziata dagli stati europei, per sostenere gli stati europei è come cercare di svuotare l'acqua di una falla in una barca con un secchio bucato. Può dare un piccolo sollievo temporaneo, ma presto bisogna tamponare la falla.
Alla Bernini che diceva che il problema è un problema europeo, bisognava spiegare che all'origine del problema europeo ci sono la Grecia e l'Italia e che se l'Italia non risolve i suoi problemi, come ci chiedono inisistentemente i nostri partner, nemmeno il problema europeo si risolve. I tedeschi e la Merkel in particolare hanno dimostrato molta pazienza finora, accettando di darci una ultima chance di dimostrare che riusciamo a fare interventi seri e concreti.
Alla Camusso e a Floris che indicavano le decine di provvedimenti annunciati e mai attuati dal governo per ridurre il debito e rilanciare la crescita, faceva solo pena sentire la Bernini tentare sfacciatamente di negare che il governo avesse fatto ben poco finora. Se avesse fatto il suo dovere evidentemente non saremmo qui a discutere sui diktat della BCE.

È stato ancora più vergognoso Lupi quando ha usato il solito argomento trito di rinfacciare all'opposizione certi comportamenti di cui viene accusata la maggioranza, in stile Cicchitto, Schifani o Capezzone.
In particolare ha provato a lagnarsi della segnalazione di Rutelli che un parlamentare, Antonione, avesse deciso di lasciare la maggioranza.
Lupi si è lamentato dicendo che quando uno lascia la maggioranza è considerato serio, mentre se lascia l'opposizione no. Strano che Lupi finga di non sapere che chi passa alla maggioranza riceve un congruo compenso in termini di posti di sottosegretario o simili, quindi si tratta di azioni deprecabili sia per chi le compie che per chi le negozia.

Friday, October 28, 2011

Pora stella

Forse a qualcuno è sfuggito, perché Maria Stella on. Gelmini lo ha detto a Ballarò soffocata dagli applausi per Fini.
Per controbattere a Gianfranco Fini, che riferiva che la moglie di Umberto sen. Bossi era andata in pensione di anzianità a 39 anni, la pora Stella ha affermato, credendo di avere in mano la prova dell'inganno:
Non è vero. Ho visitato la Bosina e tuttora insegna la moglie di Bossi.
Infatti Mauela Marrone in Bossi percepisce sia la pensione di anzianità dello Stato e sia insegna alla Bosina, una scuola privata che si pone tra gli obiettivi di "formare cittadini coscienti dell’identità territoriale" e che riceve 800 mila Euro di sussidi dal governo, in barba all'art. 33 della Costituzione che sancisce:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Sempre nella stessa trasmissione, la pora stella ha sostenuto che i governi Berlusconi non hanno mai messo le mani nelle tasche degli italiani, lasciandoci col mistero da quali tasche provengano i 200 miliardi di manovre attuate dal fido Tremonti. Non dimentichiamoci che sempre a Ballarò la Gelmini assicurò che se Tremonti avesse fatto dei tagli al suo ministero, glielo avrebbe detto. Lei ingenua si è dovuta ricredere quando qualche settimana fa si è svegliata dai suoi sogni dicendo che non avrebbe più accettato tagli al suo ministero.

Infine, ciliegina sulla torta, di fronte alle critiche alla scuola, si è difesa con l'arma letale:
La scuola italiana l'ha distrutta la sinistra!
Così ha fatto harakiri, ammettendo che la scuola è stata distrutta, ma facendo finta di non sapere che non c'è stato nessun ministro dell'Istruzione di sinistra in 65 anni di repubblica, se non una breve parentesi di 4 anni con Luigi Berlinguer.

Sunday, October 09, 2011

bongiorno sveglia!

L'avv. Giulia Bongiorno, intervistata da Lucia Annunziata, spiega le ragioni della sue dimissioni dalla Commissione Giustizia della Camera, sulla questione della legge bavaglio sulle intercettazioni.
Bongiorno sostiene che Berlusconi fa finta di essere garantista, in realtà è interessato solo a coprire i suoi problemi.
La Annunziata giustamente le chiede come mai le ci sono voluti 4 anni per arrivare a questa conclusione.
Allora la Bongiorno spiega che lei ha avuto l'incarico di negoziare la fusione tra Forza Italia e An e Berlusconi continuava a metterle ostacoli. Alla fine si è visto come è andata a finire, con i Finiani cacciati dal PdL.
Evidentemente né lei né Fini hanno capito che non si possono fare accordi con Berlusconi, come sa bene D'Alema dai tempi della bicamerale, e poi Dotti, Scognamiglio, Pera, Pannella, Adornato, Guzzanti, Casini e una lunga lista di personaggi usati e gettati.
Se a Berlusconi offri il dito, lui si prende il braccio, e non ha nessuno scrupolo a gettare a mare qualunque accordo, nel momento in cui sente in posizione di forza. Ti attira nella sua tana, ti succhia l'anima e a quel punto ti schiaccia. Avanti il prossimo.

In altre parole, il famoso detto di Abramo Lincoln:
Puoi imbrogliare tutti qualche volta, ma non puoi imbrogliare tutti tutte le volte.
non vale se i tutti da imbrogliare cambiano nel tempo e sono così sprovveduti da non avere memoria storica.

Insomma Bongiorno sarà un bravo avvocato, ma come politica è piuttosto ingenua, come peraltro il suo presidente Gianfranco Fini.

Saturday, October 08, 2011

Scamarcio sguardo fisso

Scamarcio è l'interprete di una scalcagnata miniserie TV intitolata "Il segreto dell'acqua".
L'ho seguita per vedere se Scamarcio nelle sei puntate avrebbe mai cambiato espressione del viso.
Invece per tutto il tempo mantiene la stessa espressione vuota e assente, qualunque cosa succede: se stia scopando la collega poliziotta fidanzata del fratello, oppure se sia preso a pistolettate o se reciti l'omelia funebre per un collega assassinato.
Sembra che Scamarcio faccia quel gioco che si fa tra ragazzi di guardarsi in faccia fino a che uno perde mettendosi a ridere. Scamarcio purtroppo vince: ho aspettato inutilmente che Scamarcio prorompesse in una risata liberatoria. In questo dimostra abilità simili a quelle di "expressionless mug" Tobey Maguire in Spiderman, anche se a Maguire capitano cose ben più incredibili.

La storia è completamente scalcagnata: dovrebbe parlare di mafia e di clandestini a Palermo e di approvvigionamento idrico.
In realtà la mafia sembra occuparsi di speculazione edilizia, acquistando case, ristrutturandole e vendendole.
Si occupa anche di costruire un acquedotto per cui impiega manodopera clandestina, ma a parte questo non si capisce cosa ci sia di illegale, visto che opera sulla base di un contratto di cui deve rispettare i tempi di consegna e il lavoro sembra fatto ad opera d'arte.
Ci sono un certo numero di morti, la cui logica sfugge e spesso non è legata a questioni di mafia.
Un imprenditore affoga un extra-comunitario perché fidanzato con la figlia e poi muore a sua volta di infarto.
Uno si suicida per aver rinchiuso la madre in un ospizio, un altro cade dalle scale fuggendo dai poliziotti non si sa perché.
L'unico che muore per motivi di mafia è un poliziotto traditore, che si redime salvando Scamarcio dai proiettili.
Il mandante dell'omicidio è il padre di Scamarcio, un mafioso interpretato da un attore che biascica le parole, forse cercando di imitare Marlon Brando del Padrino, ma non si capisce nulla di ciò che dice.
Comunque tutto finisce a tarallucci e vino, perché il fratello di Scamarcio, colpito dal suo sguardo durante la deposizione in tribunale, si pente e accusa il padre.

Insegnate ai procuratori antimafia come fare quello sguardo micidiale e avremo sconfitto la mafia.

Nel frattempo ridateci Camilleri e Montalbano.

Friday, October 07, 2011

Jobs rinnova la sua sfida

Steve Jobs è stato indubbiamente un grande innovatore e ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'informatica. La sua morte prematura colpisce e lascia un vuoto incolmabile.

Sotto la sua guida Apple, più che inventare, è stata in grado di cogliere le invenzioni altrui e renderle accessibili ad un vasto pubblico.

Ma, come diceva Henry Ford, una tecnologia è rivoluzionaria quando viene resa disponible a tutti: questo è ciò che ha fatto Jobs e che ha reso Apple una società rivoluzionaria.
Rivoluzioni in informatica continueranno a esserci, e saranno alimentate da chi fa ricerca e inventa, ma non possono fare a meno di chi le trasforma in strumenti per tutti.
Proprio a questo proposito, noto una singolare coincidenza con una notizia di due giorni fa: l'introduzione di un'interfaccia vocale sugli iPhone.
L'interfaccia voice su iPhone apre finalmente la strada all'uso del linguaggio in sostituzione delle interfacce grafiche.
In dieci anni di ricerca sull'analisi del linguaggio ha fatto progressi straordinari.

L'addio di Steve Job potrebbe quindi coincidere con il superamento delle interfacce GUI inventate da Alan Kay e che Jobs seppe trasferire in prodotti di largo consumo, rivoluzionando il mondo, non solo informatico.

Forse lo stesso avverrà con le interfacce in linguaggio naturale, e Steve Jobs ci lascia dopo aver lanciato la sfida per la prossima rivoluzione.

Ancora una volta Apple non ha inventato, ma ha acquisito la tecnologia da SIRI, una startup dell'SRI, che a sua volta utilizza le tecnologie di ASR di Nuance, che a sua volta ha di recente acquistato Loquendo.

Loquendo era uno spinoff del vecchio CSELT di Torino, dove nacque tra l'altro lo standard MP3. È stata ceduta da Telecom Italia a un prezzo irrisorio, circa il doppio del fatturato.

Anche in questo caso le aziende italiane hanno dimostrato di non sapere sfruttare la tecnologia e di non essere capaci di competere a livello globale. Appena hanno qualche carta da giocare, si ritirano, come fece qualche anno fa Pirelli, cedendo la produzione di dispositivi in fibra ottica a Cisco.

Poi magari finiscono a chiedere aiuti al governo e protezione per il mercato nazionale, come Telecom e Alitalia.

Wednesday, September 14, 2011

Tlemonti

Altra giravolta del genio di Tremonti che aveva additato la Cina come fonte di tutti i nostri mali.
Adesso Tlemonti offle ai cinesi in svendita quote di società italiane in cambio dell'acquisto di BTP che non riesce a piazzare più a nessuno se non a tassi quasi da usura.
Chissà perché vendere l'Alitalia ai francesi non andava bene, invece vendere Eni e Enel ai cinesi è cosa buona e giusta. Forse l'energia è meno strategica del trasporto aereo passeggeri?
Per l'Alitalia abbiamo gettato al vento 4-5 di milardi di Euro, che tanto i miliardi ci avanzano da tutte le parti. Comunque Air France già possiede il 25% di Alitalia e finirà per acquistare anche il resto a prezzi molto inferiori a quanto promesso al governo Prodi prima che Berlusconi con le sue bravate mandasse a monte l'affare.

Friday, August 19, 2011

borsello elettronico

Per consentire la tracciabilità di tutti i pagamenti e insieme dre un impulso all'innovazione e all'industria europea, propongo di introdurre la moneta elettronica per l'Euro.
I passi da svolgere a livello europeo sarebbero questi:

1. Definizione di uno standard europeo per la moneta elettronica

2. Specifiche internazionali di borsello elettronico ricaricabile per le minute spese con tecnologia NFC (Near Field Communication)

3. Commessa a consorzio europeo per lo sviluppo di lettori NFC per addebito spese da borsello elettronico

4. Riduzione IVA di 1% su tutte le spese pagate con moneta elettronica nei primi 5 anni



Friday, August 12, 2011

tremonti: il licenziamento felice

Ammettendo alfine la necessità di una "manovla molto folte", tentando di aggiustare frettolosamente la sua patetica manovra precedente, Tremonti ha illustrato oggi le sue proposte, tra le quali spicca, pare su suggerimento della BCE, l'idea del licenziamento felice, ossia "il superamento di un sistema aziendale rigido e il licenziamento e la dismissione del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici", una "sorta di diritto di licenziare", ma "compensato con migliori posti di lavoro".

Resta da capire chi sarà felice del licenziamento: l'azienda, il lavoratore o l'assicurazione.




Sunday, August 07, 2011

la seconda scoperta del secolo

Dopo aver scoperto che il PdL è un partito di servi, Ernesto Galli della Loggia fa la sua seconda grande scoperta che la Rai è stata ridotta a un ectoplasma attraverso le direttive, le nomine pilotate, i diktat bulgari emessi da Berlusconi in barba al conflitto di interessi.
Attento Ernesto, la prossima epurazione potrebbe toccare a te!
Il tuo direttore Ferruccio l'ha già sperimentata una volta e ha dovuto abbassare la cresta.

monti per tremonti

Monti bacchetta Berlusconi e Tremonti in un lucido editoriale sul Pompiere della Sera, che qualche giorno fa aveva detto che bisognava "domare subito l'incendio" (forse per non smentire il nomignolo affibbiatogli da Travaglio).

Ciò che dice sembra talmente ovvio che non si capisce come il governo e gran parte degli italiani siano stati incapaci di riconoscerlo.

Il podestà straniero che Monti evoca però darà solo le indicazioni sugli obiettivi che l'Italia dovrà raggiungere. Mi chiedo chi sarà a definire le strategie per raggiungerli. Se saranno gli stessi, Tremonti e Berlusconi, che ci hanno portati a questa situazione, non sono stati nemmeno capaci di capirla e hanno proposto soluzioni sbagliate e insufficienti, allora siamo proprio in cattive mani.

Come Paul Krugman sostiene in un Op-Ed sul NYT, ci si dovrebbe porre l'obiettivo di una crescita e in particolare dell'occupazione, che è il dramma maggiore per le giovani generazioni e per il futuro dell'economia occidentale.

Non è con condoni, cartolarizzazioni o altri giochini di finanza creativa che si rilancia l'economia del paese.

Toccherebbe a persone come Monti cha hanno idee e competenze, prendere coraggio, farsi avanti e guidare il paese verso l'uscita dal tunnel.

Thursday, August 04, 2011

parti dissociali

Sono andato a leggere il documento che le parti sociali hanno sottoposto oggi al Governo per fronteggiare la situazione economica del paese.

Si tratta di un documento breve in cui vengono indicate 6 priorità.
Ciò mi ha fatto subito ben sperare, ma le speranze si sono subito dileguate.

1 punto. Pareggio di bilancio 2014. Questa è la favoletta di Tremonti, scaricata sul governo che verrà, ma siamo seri. Vogliamo puntare a questo per il rilancio dell'economia del paese?

2 punto. Costi della Politica. Ridurre i costi, abolire le province, accorpare i comuni. Tutto giusto. Ma che cosa c'entra questo col rilancio economico del paese? È una questione politica, non credo se ne dovrebbero impicciare i sindacati.

3 punto. Liberalizzazioni e privatizzazioni. Ma se questo è ciò che Berluscononi considera il suo grande sogno: portare a compimento la grande "rivoluzione liberale". Forse il problema è intendersi su cosa vuol dire "liberalizzare e privatizzare", e allora queste poche righe di documento non sono sufficienti a definire l'obiettivo. Ne sa qualcosa Bersani quando ha tentato qualche liberalizzazione o quando di recente si è tentanto di mettere mano a una riforma degli albi professionali. A tutti va bene liberalizzare, purché sia nel settore diverso dal nostro! E quindi non si fa mai nessuna liberalizzazione. Occorre spiegare come fare a uscire da questa impasse, altrimenti anche questo è whishful thinking.
Privatizzazioni poi, se non si accettano capitali stranieri stiamo freschi: le aziende italiane sono sottocapitalizzate di loro, figurati se hanno capitali freschi da investire: Alitalia docet. Ma per attirare capitali stranieri occorre un sistema produttivo, infrastrutture e servizi all'altezza di un paese moderno. Queste non si improvvisano.

4 punto. Sbloccare gli investimenti. Sbloccare le opere già finanziate. Questo è l'unico intervento concreto richiesto in tutto il documento.
Un altro, semplicissimo ed efficace, sarebbe di chiedere che le amministrazioni paghino le fatture a 30 giorni, sollevando molte imprese da problemi di cassa.
Modificare il titolo V invece è un'altra di quelle cose che richiedono tempi lunghissmi e non da alcun sollievo immediato alle aziende.

5 punto. Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Approvare rapidamente i provvedimenti all'esame del parlamento. Questo non mi sembra un grande suggerimento, né tantomeno quello di una riforma della PA che permetta recupero di produttività. Ora o si ritiene che Brunetta sia un cretino e se ne chiedono le dimissioni, altrimenti questo è ciò che lui dichiara di stare facendo.

6 punto. Mercato del lavoro. Le parti sociali preseguiranno l'impegno a modernizzare le relazioni sindacali. Mi sembra faccia parte del loro mestiere, dovrebbe andare da sè quasi senza dirlo. Non mi è neanche chiaro a chi lo dicano: a sè stessi? Le relazioni sindacali non sono certo col governo.

Insomma, mentre il paese affonda, siamo ancora a fumose dichiarazioni, a impicciarsi di questioni altrui, a fughe in avanti e a non proporre niente di concreto e di preciso.

Wednesday, August 03, 2011

berlusconi e la soluzione finale

Straordinario discorso di Berusconi poco fa in Parlamento. Ci ha spiegato che ín Italia non c'è da preoccuparsi perché le banche hanno liquidità superiore a quella delle banche degli altri paesi e hanno superato bene gli stress test, le famiglie e le aziende sono molto meno indebitate di quelle degli altri paesi.
Sono gli investitori internazionali che non capiscono come stanno veramente le cose, ma il governo ha già messo in atto tutti gli interventi per rientrare dal debito entro il 2014 e sia Barroso che Junkers al telefono gli hanno confermato che il governo sta facendo bene.
Comunque lui si impegna di persona a tirare fuori l'Italia dalla crisi che è planetaria.
In altri termini, si impegna a portare l'Italia fuori dalla Terra.

Il solito esagerato: basterebbe che se ne andasse lui fuori dall'Italia!

Tuesday, August 02, 2011

missioni sinistre

Complimenti alla sinistra italiana per il voto a favore del finanziamento delle missioni all'estero.
Passava lo stesso anche se votava contro, ma almeno non si dava l'appoggio a iniziative che persino l'ex capo dell'intelligence di Obama considera fallimentari.
Blair estimated that there are some 4,000 terrorists worldwide, and a budget of some $80 billion devoted to fighting them -- a figure he said did not include the wars of Afghanistan or Iraq.
"That's $20 million for each of these people ... Is that proportionate?"
Invece a noi italiani di soldi da buttare in guerre inutili ce ne avanzano da tutte le tasche.

PS.
Il rifinanziamento prevede l'acquisto di aerei in grado di trasportare ordigni nucleari. Qualcuno dei votanti a favore è in grado di spiegare in quale modo un ordigno nucleare può essere utilizzato in una missione di pace?

viale del Tremonti

Sono anni che dico che bisogna cacciare Tremonti. A dicembre c'eravamo quasi, poi sono arrivate le Giubbe Rosse guidate da Napolitano a salvare Berlusconi dandogli un mese di tempo per riorganizzare le truppe.

Non fosse bastato, Napolitano si è messo di nuovo alla guida delle truppe di soccorso organizzando l'approvazione rapida della più assurda manovra economica concepita dal genio di Treconti.
Così assurda che in due giorni lo spread è aumentato di 100 punti e si è rimangiato il doppio del valore della manovra stessa, costringendo il genio dei conti a modificare in mezza giornata la manovra concepita in sei mesi per portarla da 1,5 miliardi a 40 miliardi, facendo così contento, presumo, Napolitano.
Per qualche giorno lo spread è sceso sotto i 300 e Treconti ha gloriosamente dichiarato che era merito suo, dimenticando i massicci acquisti di BTP che si è dovuta sobbarcare la BCE.
Ma notoriamente, cercare di tirarsi su per i lacci delle scarpe non dura a lungo e difatti oggi siamo arrivati al record di 355.

Ebbene, a questo punto, visto che Berlusconi non è uno stupido, ma Bersani forse sì, il risultato è che a disfarsi di Tremonti sarà Berlusconi stesso, lasciando con un palmo di naso Bersani, la sinistra, il terzo polo, confindustria, Montezzemmola, sindacatti e tutti gli altri.
Mentre tutti gli altri stanno lì timorosi di fare una mossa, mamma mia, non sia mai, chissà come reagiscono i mercati, chissà che succede se casca Berlusconi, e chi ci va poi al governo, e questa sinistra sarà poi in grado di governare.
Cacasotto, frignoni, incapaci.
Adesso ci terremo altri dieci anni di Berlusconi e di Berlusconismo.
Diteglielo a Bersani e al PD che si vergognino, che fanno schifo, che si tolgano di mezzo, che i loro tatticismi non porteranno mai da nessuna parte.

Saturday, July 30, 2011

tremonti memoria

Tanto per non scordare cose che già ho ricordato ma che è bene ripetere e diffondere perché sarebbe giunto il momento di disfarsi di questo solenne buffone oltre che adesso conclamato piccolo imbroglione.
Ecco le numerose giravolte di Tremonti in politica economica.
Ne avesse mai azzeccata una. Ci ha sempre spiegato con le sue illuminanti tautologie i fenomeni dopo che erano avvenuti prendendo provvedimenti sbagliati per rabberciare la situazione causata dai suoi improvvidi provvedimenti precedenti.

tracce di tremonti

Ora si è capito perché Tremonti ha insistito tanto per abolire la norma sulla tracciabilità dei pagamenti, quella introdotta dal suo pedecessore Visco che obbligava l'uso deli assegni per gli importi superiori a 100 Euro.
Se no come faceva Tremonti a pagare in nero in contanti i 4000 Euro di affitto dell'appartamento di Milanese.
Lui ha ammesso di aver fatto un errore, ma d'altra parte, poverino, lavora così tanto, per il bene dell'Italia, che non può occuparsi di questi dettagli.
Certo, con quel che guadagna, Tremonti potrebbe permettersi di rivolgersi a un commercialista. Gliene potrei consigliare uno famoso, che è suo omonimo.

Thursday, July 28, 2011

innovazione massima locale

Vi racconto una storia.

Un'azienda produceva panini per hamburger. Gli ingredienti erano farina, lievito, sale, zucchero. Era leader in quel mercato.
Gli agricoltori del paese però entrarono in crisi a causa della concorrenza internazionale e chiesero sussidi al governo. Il governo intervenne per favorire l'innovazione nella produzione di corn syrup, al punto che il corn syrup divenne molto più economico dello zucchero.
La ditta dei panini introdusse innovazione di prodotto utilizzando corn syrup nei suoi panini al posto dello zucchero e dando loro un sapore che li rese speciali.
Anche i produttori di bevande gasate innovarono i loro prodotti sostituendo lo zucchero con il corn syrup e gli agricoltori furono molto contenti.
Qualche anno dopo un lungo e laborioso studio medico scoprì che la popolazione era molto ingrassata e questo provocava molte malattie quali il diabete, e che questo, oltre ai danni alla salute causava ingenti costi sanitari.
Pertanto venne lanciata una campagna per convincere i cittadini a ridurre il consumo di hamburger. I consumi scesero e la ditta che produceva i panini fallì.
Lo studio venne ripetuto e rivelò che le persone sovrappeso non erano diminuite, bensì aumentati.
Si scoprì che un studio svolto da un eretico ricercatore che tutte le riviste ufficiali avevano fino a quel momento ignorato, spiegava che mentre lo zucchero è una sostanza naturale che il fegato riconosce ed è in grado di scomporre e dissolvere eliminadolo col metabolismo, il corn syrup si maschera e si combina nei grassi formando composti che si accumulano nell'organismo in composti non smaltibili. A tutti gli effetti il corn syrup è una sostanza tossica che andrebbe vietata.
Morale della storia: l'innovazione a volte può portare a benefici locali che non sempre corrispondono a benefici globali.

Wednesday, July 27, 2011

suchert

Nel blog Tempo Reale di Vittorio Zucconi appaiono a volte commenti molto intelligenti firmati da un certo suchert. Riporto l'ultimo che ho trovato degno di non andare perduto.

In “Le origini del totalitarismo”, Hanna Arendt cita Toqueville ed il suo “L’Ancien Régime et la Révolution” per riaffermare come non sia il privilegio in sé ad essere oggetto dell’odio popolare, ma il privilegio inutile, non accompagnato da un reale potere e dalle responsabilità che, sempre, del potere sono diretta conseguenza.

La rivoluzione francese giunse quando l’aristocrazia era già ben avviata lungo la propria parabola discendente; quando, sotto la monarchia assoluta, era già venuta meno la sua funzione di classe dirigente e solo le restavano i patrimoni.
L’aristocrazia della fine dell’ancien régime era, nella percezione popolare, una casta di buoni a nulla, incapaci anche di esercitare il potere, la cui ricchezza appariva del tutto superflua. Parassitaria.
Un situazione del tutto simile è quella in cui si trovano oggi i nostri politicanti, sia in parlamento che nelle amministrazioni locali.
La legge elettorale e il voto di fiducia palese hanno, di fatto, esautorato il parlamento.
Onorevoli e Senatori, e il loro infimo livello intellettuale ne é la dimostrazione, non hanno ormai altra funzione che quella di votare seguendo le istruzioni dei capi dei propri partiti. Svolgono, perlomeno agli occhi dei cittadini, un compito troppo modesto per pretendere di conservare i privilegi di cui godono; chiunque si sente in grado di schiacciare a comando un bottone e pare assurdo che per fare quello, e nulla più, qualcuno che pure non sembra troppo intelligente o preparato (e di fatto non serve che lo sia) riceva dei compensi, in denaro e in natura, del tutto sproporzionati ai salari con cui deve sopravvivere la stragrande maggioranza degli italiani.
Le restrizioni imposte dalla disastrosa situazione delle finanze pubbliche alle amministrazioni locali, non solo ha diminuito la qualità e quantità dei servizi di cui godono i cittadini, ma ha ridotto, e di molto, la capacità dei politicanti di distribuire favori di ogni tipo e, prima d’ogni altra cosa, posti di lavoro.
I cittadini, parafrasando di nuovo Arendt, erano disposti ad accettare l’abuso e l’arbitrio di assessori e consiglieri regionali perché, per quanto fossero ingiusti o addirittura illegali, rappresentavano il modo in cui veniva esercitato un potere che avvertivano, sulla propria pelle, come reale. Da quando il governo centrale ha stretto i cordoni della borsa questo potere è, nella percezione di molti, scomparso; resta la visione, anche a livello locale, di una classe non più dirigente di privilegiati, solitamente impreparati a svolgere i propri compiti, che hanno perso qualunque funzione che non sia la difesa del proprio privilegio.
Non bisogna essere dei maghi della finanza per capire che, al più tardi in autunno, sarà necessario chiedere altri sacrifici ai cittadini; non è più del tutto vero il detto “trade until May then sail away”, lavora fino a maggio e poi va in barca, degli operatori di Wall Street, ma i mercati tendono ancora a rallentare le operazioni durante l’estate e, a meno di sviluppi drammatici della crisi del debito USA, sarà solo dopo le ferie che, si scatenerà tutta la furia di una tempesta di cui, temo, abbiamo visto solo l’inizio.
I nostri politici, che siano di destra o sinistra in questo caso c’entra ben poco, hanno pochissimo tempo per ridimensionare drasticamente i propri costi, se non è già troppo tardi. Non si tratta, da parte loro, solo di far risparmiare all’erario qualche miliardo di euro, ma, soprattutto, di dimostrare al Paese la propria voglia di essere davvero, prima di tutto con l’esempio, classe dirigente.
Non lo facessero, e tale è la loro stupidità che non paiono disposti a farlo, temo che scopriranno che la pazienza degli italiani pare infinita, ma non lo è.
Quel giorno, quando i nostri moderni gentiluomini, finalmente capiranno quel che intendeva Burke quando, appunto, scriveva “le rivoluzioni si preoccupano più delle condizioni di un gentiluomo che non dell’istituzione di un re”, io vorrei essere ovunque tranne che al loro posto.

ancor agcom

Altro messaggio a 24 dall'audizione di Calabrò in Parlamento:

Evitiamo di mescolare il diritto di autore con la pirateria.

Il diritto di autore è inalienabile e nessuno lo contesta. La cosiddetta "pirateria" non viola il diritto di autore, bensì il copyright.
La violazione del diritto di autore si manifesta con il plagio, ossia appropriandosi dell'opera dichiarandosene autore o creando un'altra opera che ne ricalca parti significative. Questo non è ciò che fanno i cosiddetti pirati.

La remunerazione del lavoro intellettuale avviene separatamente dal riconoscimento del diritto d'autore e si ottiene in molte forme diverse, non necessariamente quelle tradizionali che si basano sulla remunerazione dei publisher, non degli autori. Internet consente micropagamenti, pagamenti con abbonamenti, pagamenti indiretti con pubblicità, pagamenti su base statistica, dual licencing e licenze gratuite.

In molti casi gli autori sono pagati da enti pubblici per le loro opere.

Comunque Internet è un mezzo nato per la condivisione, dove ciascuno mette a disposizione di altri le sue opere, in modo volontario, se vuole. Se non vuole, non lo fa, tiene le sue opere sotto chiave: bel modo di farsi conoscere!

Ma il beneficio della condivisione è molto maggiore del contributo che qualunque singolo potrebbe mai poter apportare.
Questo tutti lo hanno capito e per questo che dopo anni di boicottaggio anche le grosse aziende ci si vogliono attaccare come sanguisughe.
Ma invece di partecipare in forma cooperativa, si lanciano attacchi denigratori parlando a sproposito di "pirateria", quando chi lucra guadagni spropositati e ingiustificati sono proprio loro.

bersanetor

Bersani si spara sui piedi tentando di dare una risposta a Travaglio sul caso Penati.
Ammette palesemente di avere commesso un errore sul consigliere Pronzato, sbaglia la ricostruzione dell'incontro Gavio-Penati sostenendo di averlo favorito nel suo ruolo di ministro delle Attività Produttive, mentre nel 2004 al governo c'era Berlusconi, ammette che la sua credibilità sia messa in discussione.

Oh, ragassi, sono talmente paesano e provinciale che mica mi posso ricordare tutto nei dettagli.

Oh, ragassi, mica penserete che possa essere davvero credibile.

Saturday, July 23, 2011

oslo horror

L'orrore scatenatosi a Oslo ha scatenato il riflesso condizionato di certi giornalisti che vedono terroristi musulmani ovunque.

Credo sarebbe meglio abbassare i toni ed evitare di scatenare fanatismo contro fanatismo.

Preserviamo Oslo e il suo messaggio di pace, gli sforzi per le trattative di pace che portarono agli accordi di Oslo tra Rabin e Arafat del 1993, affossati da un altro terrorista assassino.
Uniamoci quindi al dolore dei norvegesi per il loro lutto e incoraggiamoli a superare questo momento difficile proseguendo senza farsi intimidire.

Il terrorismo è purtroppo solo una risposta esasperata dagli estremismi di ogni genere, ideologici, politici e religiosi.
Si estirpa combattendo l'origine del male, cioé l'estremismo, non affrontando il sintomo, ossia il terrorismo, che si rigenera.

Friday, July 15, 2011

Tremonti roditore socialista

Dal sito del Il Fatto Quotidiano:

E Tremonti? “Nega, ma è socialista pure lui”, risponde Antonio Martino (deputato PdL, ex ministro). “Abbiamo un sistema fiscale assurdo. Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%. La colpa del mancato gettito non è tanto dell’evasione fiscale, ma di elusione ed erosione. Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle – conclude Martino – vuol dire qualcosa come tre miliardi”.

Thursday, July 14, 2011

Draghi sbraghi

Ma perché ci prendono in giro? Fino a due giorni fa tutti erano pronti a spergiurare, da FMI, BCE, Merkel, Banca d'Italia, in giù, che la manovra era sufficiente e che i conti dell'Italia erano a posto.

Quando bastava leggerla per capire che era un bluff, con almeno 15 miliardi incerti e comunque rinviati a chi verrà dopo di loro.

Sembra il comportamento dello studente che azzarda una risposta sperando che il professore sia distratto.
Con la differenza che lo studente impreparato viene bocciato, invece questi restano continuando a far danni.

Tremonti, bocciato dai mercati, chiama in soccorso la BCE a comprare massicciamente titoli italiani per fare ritornare lo spread a 300.
Tutti si affrettano ad applaudire il miracolo, ma non si rendono conto che è un altro bluff?
Calmierare i prezzi ricomprandosi i propri debiti non può durare a lungo, infatti Tremonti annuncia correzioni alla manovra.

Ma basta! Tremonti continua a sbagliare: se ne vada.
Ma non dopo aver approvato la manovra, come accetta l'opposizione supina: prima, in modo che qualcun altro più competente ne possa fare una più seria.
Una sola, una volta per tutte, non una serie di manovrine approssimate, scritte e cambiate ogni due giorni.
Ma vi rendete conto?
Tremonti ha lavorato alla manovra per diversi mesi ed è costretto a riscriverla in mezza giornata per farla approvare entro domani o il paese va in default!
E chi si è adoperato per questo? Non il presidente del Consiglio, ma il presidente della Repubblica, in un ruolo del tutto inappropriato.
Napolitano ha già salvato una volta Berlusconi dandogli un mese di tempo in più per rabberciare la sua maggioranza, sempre con la scusa dei conti pubblici.
Invece i conti pubblici continuano a peggiorare e la vera soluzione si allontana.

Tuesday, July 12, 2011

disgregazione corporativa

Stanno fiorendo le proteste di vari gruppi, che sentono sulla loro pelle i danni di una deludente gestione del potere: protestano le donne, protestano i precari, protestano i valsusini, protestano i metalmeccanici, ecc.
Ciò che sconcerta è che ciascuno sembra protestatre per se stesso, come illustra questa frase di Lidia Ravera:
siamo stufe di essere "trattate come donne"
Estrapolando si direbbe che i giovani sono stufi di essere trattati da giovani, i poliziotti da poliziotti, i ricercatori da ricercatori, ecc.
Possibile che non ci si renda conto che i problemi sono riconducibili a una matrice comune, ossia un governo incapace e corrotto?
Possibile che non ci sia un'opposizione in grado di coagulare il senso di oppressione e fare uscire queste proteste dall'impotenza di manifestazioni a cui si va a piangersi addosso in una forma di autocommiserazione consolatoria e poi tutto procede come prima?
Nessuno se la vive bene, ma ciascuno pensa di salvarsi chiedendo trattamenti speciali: il mantra politico è prendersela con "i tagli lineari".
Dopo la manifestazione, ciascuno torna a casa soddisfatto dello sfogo e poi continua a comportarsi come prima, sforzandosi di mantenere il prorpio tenore di vita intaccando i risparmi propri o della famiglia.

Cosa aspettiamo? Il default per accorgerci che si deve cacciare Tremonti.

Monday, July 11, 2011

Tremorti ci affossa

Le mie previsioni di pochi giorni fa si stanno avverando: lo spread coi Bund tedeschi è arrivato a 307.
In una sola settimana, questo tracollo ha fatto aumentare il nostro debito di oltre 13 miliardi.

Mentre i nostri politici buffoni (da ridere la pochade tra Tremonti e Brunetta) giochicchiano con una manovra fittizia, che dovrebbe recuperare 1,5 miliardi nel 2011 e 5,5 nel 2012, noi già ne abbiamo buttati via ben di più per la sola incapacità di Tremonti a gestire la nostra economia.

In Giappone un ministro dell'economia così avrebbe già fatto harakiri.

Se non ora quando?

A novembre.

Questa la risposta che si sono date le donne a Siena.

Sunday, July 10, 2011

Cerf notice and takedown

Segnalo queste parole di Vint Cerf a un meeting dell'OECD, che avalla il principio del "notice and take down":
Intermediaries facilitate access to and use of the Internet and its growing infrastructure. New business models have made it possible to provide access to enormous and growing computing and communication infrastructure at marginal and sometimes zero cost to users. Liability for the abuse of the Internet’s assets should lie with the abusers and not with the implementers of its infrastructure.
“Notice and take down” regimes are both effective and harness the eyes and ears of the billions of Internet’s users. At the scale at which the Internet now operates, these regimes, together with other forensic methods, may be the only effective ways of detecting and curbing abuse.
Il principio è accolto nella proposta di delibera di AGCOM, che tuttavia va oltre prevedendo poi un meccanismo farraginoso di verifiche e sanzioni, su cui farebbe meglio ad astenersi.

Thursday, June 30, 2011

Tuesday, June 28, 2011

lame o non lame

Quattro anni fa commentavo questo annuncio di Gillette:
Finalmente ci sono arrivati: 5 blades is better than 4!
Era nato persino un gruppo su Facebook per bloccare la degenerazione.

Adesso anche loro hanno capito che era una schiocchezza e in questi giorni dichiarano con paginone di pubblicità sui giornali:
non aumenteremo più il numero di lame.

Sunday, June 19, 2011

Tremo per Tremorti

Ormai siamo alla resa dei conti di 17 anni di politica economica fallimentare, eccettuate le brevi parentesi di Ciampi e di Prodi. Dopo Standard&Poor's, anche Moody's preannuncia un declassamento del debito pubblico italiano.
Come sempre ben vigili, le agenzie di rating si accorgono dei problemi troppo tardi.

A Tremonti non resta che qualche mossa disperata per tentare di riassicurare i mercati che tra poche ore, quando apriranno i mercati asiatici, si scateneranno sul debito italiano, facendoci a pezzettini.
Tremo al pensiero di quale possa essere la mossa disperata, dato che la carta segreta di Tremonti è il tentativo di equiparare il debito pubblico con il risparmio privato.

Allora ricordiamci bene di chi è lo sciagurato responsabile di tutto ciò, come ci ricorda in questa breve sintesi Eugenio Scalfari, a buona memoria di coloro che tuttora anche nell'opposizione elogiano Tremonti.

E gli errori di Tremonti, come ribadisce Massimo Giannini, sono imperdonabili:
Questo governo ha tamponato il deficit, ma ha fatto riesplodere il debito, e ha dilapidato il tesoretto dell'avanzo primario. Il Paese non ha conosciuto vero né rigore contabile, né meno che mai vera crescita economica. Accorgersene, oggi, è una colpa etica imperdonabile. E rimediare, ormai, è una scommessa politica non più credibile.

Friday, June 10, 2011

software nuclerare

Vorreste una centrale nucleare vicino a voi controllata da software affidabile come quello fornito da IBM a Poste Italiane?

A oltre una settimana dal guasto che ha mandato in tilt i servizi di Poste Italiane, i tecnici ancora brancolano nel buio sulle cause.
Se fosse successo in una centrale nucleare, immaginatevi i danni dopo una settimana.

Ma questo è nulla: la mia automobile è controllata da una centralina elettronica.
In 8 anni ho già ricevuto due lettere dalla casa costruttrice che segnalava di rivolgermi al concessionario per farla sostituire a causa di difetti di progettazione, entrambi potenzialmente pericolosi per la mia vita come lo spegnimento improvviso delle luci durante la guida.

Eppure la centralina è un oggetto tecnologicamente semplice riprodotto in milioni di esemplari.
Immaginate i rischi del sistema di controllo di una centrale nucleare di cui vengono costruiti pochissimi esemplari.

Thursday, June 09, 2011

Internet diritto umano

Qualcuno si ricorderà che sostengo da molti anni che Internet vada incluso tra i diritti umani e che non basta l'art. 19 della dichiarazione dei diritti umani relativa alla libertà di espressione.
Il parere è condiviso dal 79% degli intervistati in un sondaggio della BBC.

Ora finalmente anche l'ONU sembra volerlo riconoscere:
Given that the Internet has become an indispensable tool for realizing a range of human rights, combating inequality, and accelerating development and human progress, ensuring universal access to the Internet should be a priority for all States. Each State should thus develop a concrete and effective policy, in consultation with individuals from all sections of society, including the private sector and relevant Government ministries, to make the Internet widely available, accessible and affordable to all segments of population.

Post-allo

Come informatici credo che la questione di come un sistema informatico, vitale per il paese come quello delle Poste, possa andare in tilt per circa una settimana dovrebbe per lo meno incuriosirci.

In questo articolo vengono tirate in ballo aziende tra le più grandi al mondo (IBM, HP), tecnologie tra il moderno e l'antico (VTAM, DB2 e cloud) e investimenti di oltre 33 milioini di Euro da parte di un'azienda pubblica.

Possibile che ci troviamo ancora di fronte a casi così clamorosi di imperizia?
Nessuno ha insegnato agli specialisti software che prima di fare il deployment su larga scala di un sistema si fanno test accurati?
Perché non è stato possibile fare un rollback al sistema precedente, appena sono stati accertati i malfunzionamenti?
Da qualche parte si parla di "bug", ma per l'esattezza che tipo di bug si è trattato?

Le notizie sull'accaduto che sono riuscito a trovare in rete possono essere definite quanto meno "reticenti".

In cosa è programmato il Service Delivery Platform di IBM?
Non sarà per caso un problema di inefficienza dovuto, che ne so, alla pesantezza di Java EE?
Non sarà ancora una volta un caso in cui i programmatori hanno perso la percezione dei costi delle soluzioni, causato dall'accavallamento di strati di software di cui nessuno sa prevedere l'impatto?
Siamo sicuri che l'informatica stia facendo progressi o non stia invece regredendo a sistemi che non si riescono più a controllare?

È possibile che ci si debba ridurre ad accettare, come se fosse una fatalità:
"il sistema è così complesso che ancora, a distanza di una settimana dal fattaccio, Poste, Hp e Ibm non hanno scoperto del tutto la causa del problema"?
Se il sistema è così complesso che non lo si riesce a controllare, lo si sarebbe dovuto rifiutare, rimandando i progettisti al tavolo di disegno, non pagare 33 milioni.

Se qualcuno ha notizie di prima mano, sarei grato che le condividesse.

Tuesday, June 07, 2011

truffa contatori dell'acqua

Da diversi anni lotto insieme con tutto il condominio contro la truffa dei contatori pilota, che il gestore privato Acque Spa ci ha costretto a installare.
Il contatore pilota è installato all'ingresso del palazzo: immediatamente all'interno del palazzo, un metro più in là nell'androne delle scale ci sono i contatori dei singoli appartamenti.

Acque Spa calcola la differenza tra il valore misurato dal contatore pilota e la somma dei singoli contatori (8 in tutto) e ci addebita la differenza.

La differenza risulta essere di circa 133 mc l'anno, ossia quasi mezzo mc al giorno.

Se ci fosse una perdita di tale entità nel tratto di tubazione di un metro tra il contatore pilota e i contatori lo si vedrebbe e le scale sarebbero perennemente allagate.

Alle nostre ripetute proteste, Acque Spa ha fatto eseguire un sopralluogo e ha risposto che i contatori rientrano nella norma di una tolleranza di ± 2% e che pertanto l'importo di circa 200,00 Euro è dovuto.

Ci sono due errori in questa argomentazione:
  1. la tolleranza dei contatori non è costante, ma aumenta col consumo, pertanto il contatore pilota che legge valori circa dieci volte superiori a quelli dei singoli ha una tolleranza maggiore
  2. se si trattasse di tolleranza, la tolleranza provocherebbe letture a volte positive e a volte negative, mentre nel nostro caso le letture sono sempre a vantaggio del gestore.
Una lettura sempre errata per eccesso si chiama tecnicamente "errore sistematico" di misura, non tolleranza di strumento di misura.
Nonostante le nostre argomentazioni e nonostante questa stessa situazione si ripeta in quasi tutta la città di Pisa, Acque SpA si rifiuta di accogliere il nostro reclamo.

La soluzione alternativa che Acque Spa ha imposto in maniera surrettizia a tutti gli utenti, è stata l'adesione ad una polizza di assicurazione contro le perdite occulte, inserita proditoriamente nelle bollette con una clausola di adesione per silenzio assenso.

Altro che efficienza e eliminazione degli sprechi! Acque Spa vuole guadagnarci due volte sugli sprechi, facendoceli pagare sia in bolletta sia come costi di assicurazione.

L'arroganza e la poco trasparenza dimostrata dal gestore privato in questa nostra vicenda mi fanno decisamente propendere per il ritiro delle concessioni ai privati.

Lanzillotta dell'acqua

Linda Lanzillotta, ex ministro ombra del PD alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione, fa parte del comitato per il No al referendum sull'acqua pubblica.

La sua argomentazione è che la PA è inefficiente e costituisce una casta.
Proprio quello che ti aspetti che combatta e sconfigga un ministro alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione.

Si potrebbe dire che la Lanzillotta chiede un voto alla propria incapacità.

Un motivo in più per votare Sì.

Del resto se la PA è inefficiente e costituisce una casta, questo è un problema che va comunque affrontato e non lo si risolve certo sottraendo la gestione dell'acqua (e dei trasporti) ai comuni.
Bisognerebbe togliere tutto alla PA, dalle scuole alla giustizia, alla sanità, alla difesa, alle strade, alle ferrovie, ecc.
Lancia in resta Lanzillotta! Visto che non sai come far funzionare lo stato, smantellalo del tutto!

PS.
Anche il marito della Lanzillotta, Franco Bassanini, che aveva lasciato una buona memoria di sè come ministro per la Funzione Pubblica introducendo norme sulla autocertificazione, fa parte del comitato per il No.

Ho sentito Bassanini argomentare contro il referendum sulle tariffe per l'acqua, sostenendo che per migliorare l'infrastruttura servono capitali, che i comuni non hanno e che dovrebbero reperire rivolgendosi ai privati raccogliendo finanziamenti che andrebbero remunerati.
Bassanini forse immagina che i privati i capitali li trovino nel campo dei miracoli e non debbano farseli prestare a loro volta e di conseguenza li debbano remunerare.
Con la gestione privata i capitali verrebbero quindi remunerati due volte, una volta da parte del gestore che li metterà nei costi, e una volta da parte dei cittadini col sovrapprezzo nella bolletta.
In altri temini, se servono 100 di capitale, i cittadini dovrebbero pagare 100 + 7 (interessi) + 7 (sovrapprezzo) = 114 con il gestore privato, invece di solo 100 + 7 = 107 con la gestione pubblica.

Poiché 114 > 107 è evidente che bisogna votare Sì al referendum sulle tariffe dell'acqua.

hotel Patria

Bella trasmissione ieri sera su Rai3 di Mario Calabresi, direttore de La Stampa.
Calabresi racconta l'Italia di oggi e gli italiani che si impegnano a dare il meglio di sè e a sopravvivere in un ambiente che sta diventando sempre più ostile: "storie di passione, coraggio, amore e talento".

Particolarmente toccante la storia della scuola di via Paravia a Milano costretta a chiudere a causa della norma idiota e populista del ministro Gelimini che vieta classi con più del 30% di stranieri.
Gli stranieri in questione sono in realtà ragazzini nati in Italia da immigrati e che parlano e vivono da italiani e si sentono italiani.
Il risultato disastroso è che nei locali della scuola che chiude verrà aperta una scuola egiziana e siccome l'unica altra scuola del quartiere è una scuola privata francese, a quei ragazzini verrà negato il diritto all'istruzione che la nostra costituzione garantisce.

Hotel Patria si colloca nella scia delle migliori trasmissioni giornalistiche televisive italiane, dalla TV7 di Zavoli al Fatto di Enzo Biagi e c'è da augurarsi che abbia il successo che merita.

A fronte di una trasmissione che apre alla Rai, ce n'è oggi una che chiude, quella "micidiale" Annozero che ha fatto perdere le elezioni amministrative a Berlusconi.
È impressionante anche qui vedere l'idiozia all'opera: i migliori personaggi televisivi che raccontano semplicemente la realtà (Fazio, Gabbanelli, Saviano, Iacona, Lerner, Mentana) subiscono ostracismi e sono accusati di faziosità per essere sostituiti da personaggi spudoratamente faziosi e narcisisti come Ferrara, Paragone e Sgarbi, ai quali viene affidato il compito di presentare una finzione.
Lo spettacolo è talmente squallido che il pubblico stesso si rivolta.

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Monday, June 06, 2011

la scoperta del secolo

Ernesto Galli della Loggia ha fatto la scoperta del secolo: il PdL è un partito di servi di un padrone.
Ci voleva il genio di un politologo acuto e intelligente e diciassette anni di studio per arrivare a questa strabiliante conclusione.
Mi permetto di dubitare però che il Galli ci sia arrivato da solo: secondo me ha copiato.
Infatti è stato Giuliano Ferrara stesso ad autodefinire se stesso e gli accoliti di Berlusconi "servi liberi".

Saturday, June 04, 2011

Grand Challenges

Joseph Sifakis, che ha ricevuto lo ACM Turing Award 2007 per le sue ricerche sul model checking, ha tenuto ieri un seminario all'IMT sul tema
From programs to real-life systems: building a smarter world

nel quale ha indicato tre Grand Challenges per l'informatica:
  • Marry physicality and computation
  • Component-based design
  • Adaptivity
L'UK Computing Research Committee ha raccolto a sua volta questa lista di Grand Challenges.
 
Io vorrei fare la seguente considerazione.
Tra poco un soggetto noto, ma anche altri, potrà disporre di:
  • 1 ZetaByte di spazio disco (10^21 Byte)
  • 160 milioni di core
in un unico sistema ben coordinato, non come somma di sistemi disparati.

La challenge è immaginare cosa fare con questa potenza di elaborazione che non sia la pura e semplice applicazione di brute force a montagne di dati.

Per esempio Google Goggles è un impressionante servizio in grado di usare una foto per lanciare una ricerca: fotografate la torre di Pisa e vi trova tutto ciò che è rilevante.
Ma il meccanismo si basa sostanzialmente su distribuire la ricerca su un archivio di 1 miliardo di foto a migliaia di processori.
 
Il mio parere è che gran parte delle applicazioni odierne siano autoreferenziali, ossia trasformano dati di un tipo in dati dello stesso tipo.
 
Nel caso di Goggles: immagini in immagini, ma analogamente la search opera tra parole e parole, la traduzione tra frasi e frasi.
 
Raramente si tenta di passare da un dominio a un altro, da un testo al suo significato, da una frase ad un'azione, da uno scambio a un'interazione, da un messaggio a un'arricchimento di conoscenze.
 
Questa è pertanto la mia Grand Challenge:

  • Apprendimento continuo ad operare attraverso interazioni
Vi invito a segnalarmi le vostre.

PS.
Tra i soggetti che disporranno di tali risorse non ci sono università o centri di ricerca e ciò pone un qualche problema sul ruolo della ricerca pubblica in informatica.

Tuesday, May 31, 2011

previsioni Tremonti

Come dicevo qualche post fa, Tremonti in 17 anni non ha quasi mai azzeccato le sue previsioni economiche. Aspettavo gli esiti dei ballottaggi per avere la conferma che non azzecca nemmeno le previsioni politiche, dopo averci deliziato con le sue battutine insulse a favore del candidato leghista a Bologna ("Ho sentito che il candidato era Merola e credevo di essere a Napoli"), e contro Pisapia a Milano ("Pisapia l'Expo porta via").

Il livello del personaggio è quello che rivelano queste battute, ma per fortuna il livello degli elettori è risultato essere molte spanne sopra il suo.

Saturday, May 28, 2011

indignados

Sabato scorso sono stato a intervistare gli indignados di Plaza di Catalunya, per cercare di capire come la pensano e che obiettivi si pongono.
Niente di preciso, a quanto pare: per il momento raccoglievano suggerimenti scritti in scatoloni di cartone, coordinati da signori con i capelli grigi che erano incuriositi dalla mia presenza di italiano con capelli grigi.
I giovani sembrano meno interessati a forme organizzative e si affrettavano a ripetere di non avere portavoci o organizzazione e che tutto viene deciso in assemblea.
Oggi che la polizia è andata a sgomberarli a manganellate condivido queste osservazioni di Estrellita, sul blog di Grillo:
E adesso gli Indignados cominceranno a capire la differenza tra destra e sinistra.

Zapatero è stato affossato perché molti giovani cresciuti a pane, playstation e facebook sul quale imparano a premere il tastino "mi piace" e "condividi" come delle scimmie, sono davvero convinti che siano tutti uguali.

Zapatero:
- autore delle leggi più progressiste in materia di diritti civili;
- approvazione di una legge che impone per ogni casa costruita o ristrutturata di installare pannelli termici per il riscaldamento dell'acqua;
- ritiro delle truppe dall'Iraq;
- abolizione dell'obbligo dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole;
- obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione civica;
- risarcimento economico per i figli delle vittime della dittatura franchista;
- risarcimento totale del biglietto ferroviario a tutti i viaggiatori se il treno giunge con più di cinque minuti di ritardo.
- Durante il governo Zapatero è stata inoltre prolungata quella è considerata la miglior legge a livello mondiale contro la violenza sulle donne. Questo e tanto altro, informarsi, please....

Ma siccome la dittatura franchista è ormai finita nel lontano 1975, si è persa la memoria storica.
Adesso arrivano le manganellate, giusto per rinfrescare la memoria.

Adesso Los Indignados cominceranno a capire la differenza tra un governo progressista e uno repressivo e fascista.
E se vorranno manifestare potranno farlo subendo la violenza di quest'ultimo.
La scuola di pensiero del "sono tutti uguali" favorisce il neoliberismo e gente come lo Spiritosone di Arcore e Sarkozy.

Wednesday, May 25, 2011

si faccia venire un'idea

Questo è il suggerimento di Giuliano Ferrara per Silvio Berlusconi se vuole riuscire a portare a termine la legislatura.

Ma Ferrara non è pagato per dare idee, insieme a un folto branco di cosiddetti intellettuali, molti come lui transfughi dalla sinistra?
Se l'idea è che serve un'idea, vuol dire proprio essere a corto di idee.

In realtà le idee a Berlusconi non sono mai mancate: peccato che fossero idee sbagliate, che mai sono servite a migliorare il paese e quasi mai sono state realizzate.

squallida vespa

Quando ho ascoltato ieri sera Bruno Vespa riferire in diretta che la moglie di Pisapia in una intervista a Vanity Fair aveva detto che il marito era un “simpatico intrattenitore ma inadatto a governare”, non potevo credere alle mie orecchie.

Infatti la signora si riferiva a Berlusconi, non al marito.

Ma a quale squallore arrivano i tirapiedi di Berlusconi!

Tuesday, May 24, 2011

petizione per liberalizzare gli abusi

Ho lanciato una petizione popolare:

Via multe e sanzioni per ogni tipo di abuso 

Tutti i cittadini sono essere uguali di fronte alla legge, secondo l'art. 3 della costituzione.
Pertanto riteniamo ingiusto che i cittadini di Milano e di Napoli godano di privilegi rispetto ai cittadini di altre città.
Di conseguenza vanno abolite in tutti i comuni italiani le multe e le sanzioni per abusi edilizi.
D'altra parte anche le leggi devono avere pari dignità tra lotro, pertanto è ingiusto che per alcune siano previste sanzioni e per altre no.

Pertanto i sottoscritti

CHIEDONO

l'abolizione di tutte le sanzioni amministrative per i seguenti abusi:
  1. abusi del traffico
  2. abusi edilizi
  3. abusi fiscali
Siamo certi che l'abolizione delle sanzioni per abusi fiscali troverà l'appoggio del ministro Tremonti, il quale si è distinto in questa direzione in tutti gli anni dei suoi mandati, compreso la recente direttiva sulla riduzione dei controlli fiscali.

L'abolizione delle sanzioni sarebbe una misura in linea con gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici perseguita dal ministro Tremonti, perché consentirebbe di risparmiare su tutto il personale preposto ai controlli: vigili, guardia di finanza, ecc.

D'altra parte la liberalizzazione degli abusi sarebbe una misura utile al rilancio economico del paese, che potrebbe diventare uno dei primi esportatori al mondo di abusi.

Wednesday, May 18, 2011

viva l'Obamma

Il documento intitolato U.S. International Strategy fo Cyberspace contiene le linee guida dell’Amministrazione Obama nella regolamentazione degli aspetti internazionali del mondo della rete.

Gli Stati Uniti dicono no a misure che impongono la restrizione ai contenuti e all’accesso ad Internet e alla creazione per via regolamentare di forme di responsabilità dei provider.

Secondo Fulvio Sarzana di S. Ippolito:
È la migliore risposta (anche se indiretta e non riferita in prima persona all’Italia) degli Stati Uniti a chi aveva diffuso in Italia informazioni sulla posizione “ufficiale” degli Stati Uniti stessi sulle misure di inibizione attraverso i provider dei cittadini Italiani attualmente allo studio da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Sono passate meno di due settimane da quando veniva data notizia anche in Italia del Rapporto sul Copyright e i digital media stilato dall’Office of the United States Trade Representative (USTR) che aveva fatto parlare di un appoggio degli Stati Uniti alle misure di restrizione all’accesso dei contenuti allo Studio in Italia dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

In quel documento c’era chi aveva sostenuto (a proprio uso e consumo) che per la prima volta l’Italia fosse stata inserita tra gli “Stati canaglia” dei violatori di copyright (e non era vero visto che lo stesso “stanco documento” viene stilato oramai di routine ogni anno da dieci anni a questa parte) paventando una “posizione ufficiale” di compiacimento dell’Amministrazione USA sulle misure inibitorie dell’accesso ai contenuti sulla rete attualmente allo studio dell’AGCOM.

Tuesday, May 17, 2011

respinti gli invasori di Ikea

Grande vittoria contro gi invasori stranieri, portatori tra l'altro di idee sovversive sul concetto di famiglia.
Ma più che Giovanardi poté il consiglio comunale di Vecchiano.
Ikea proponeva di insediare un punto vendita a Migliarino, all'uscita dell'autostrada, in una zona semi-industriale dismessa di ex fabbriche di ceramiche e di campi incolti, che avrebbe portato a un indotto di occupazione di oltre 600 persone in una zona altrimenti depressa, particolarmente dopo l'alluvione del Serchio dell'anno scorso.

La giunta di sinistra si è fieramente opposta al progetto, in quanto, se è vero che Migliarino avrebbe ottenuto dei benefici occupazionali, qualche attività commerciale in qualche altra provincia forse ne avrebbe potuto soffrire.
In particolare il centro commerciale Ikea avrebbe provocato disturbo alle prostitute e ai viados che esercitano nella celebre zona de La Costanza, adiacente al luogo dell'insediamento.

La decisione del consiglio è stata presa in barba a un sondaggio tra i cittadini che risultavano 82% a favore dell'insediamento di Ikea.

Onore al merito quindi agli audaci amministratori di Vecchiano che si sono immolati contro la globalizzazione, bloccata per sempre con un atto che verrà ricordato negli annali della storia alla pari della battaglia delle Termopili.

Sunday, May 15, 2011

Trementi previsioni

Tremonti oggi, oltre alle solite pillole di saggezza ("Non dimentichiamo che noi abbiamo il mezzogiorno", "I fattori di causa della crisi economica sono ancora tutti in essere", "Il Nord Italia è la regione più ricca d'Europa", in realtà è al ventesimo posto), ha fatto le sue trementi previsioni:
In futuro potremmo crescere più di loro [Germania, ndr].

Basta solo che Tremonti ricordi alla Merkel che loro hanno l'Est, da cui proviene ma di cui si deve essere scordata, e la classifica tornerà immediatamente a posto.

In realtà nella Germania Est dal 1990 a oggi la disoccupazione è passata dal 20% al 12,7% e la differenza di PIL pro capite tra Est e Ovest si è dimezzata attestandosi a circa 72% di quello dell'Ovest.
Ciò è stato ottenuto con investimenti di un importo pari a quasi il 4% del PIL.

Dresden ospita ad esempio la Silicon Saxony, divenuta il principale centro di microelettronica in Europa.
Un investimento che ha fruttato:
"by the end of 2003 the government had already recouped its €1.2 billion investment in the semiconductor industry in the Dresden region through tax revenues"
(http://www.spiegel.de/international/spiegel/0,1518,373639-3,00.html)

Tremonti ieri gongolava col sorrisetto del cretino che crede di esser furbo, del fatto che il debito pubblico della Germania ha superato il nostro.

Vai a spiegare al vate della Lega Nord che per ottenere lo sviluppo bisogna investire, magari anche nel Sud!

La profezia di Tremonti preoccupa doppiamente:
  1. Tremonti in 15 anni non ha azzeccato quasi mai una previsione economica
  2. se pensa che l'Italia crescerà più della Germania, ossia oltre il 4% l'anno, un ritmo che l'Italia non vede dagli anni '70, non farà assolutamente nulla per stimolare l'economia italiana, che quindi continuerà a ristagnare.
D'altra parte, siccome le previsioni degli oracoli e delle sibille sono ambigue, Tremonti potrebbe invece contemplare un tracollo della crescita tedesca sotto il nostro 1%, cosa che francamente non augurerei né a loro né a noi.

Saturday, May 14, 2011

nokia to the skype

Dopo varie voci di interessi da parte di Apple e di Google all'acquisto di Skype, a sorpresa è spuntato come acquirente Microsoft.
Si sta svolgendo sotto i nostri occhi un altro atto di una battaglia tra giganti per le reti del futuro, che si gioca su vari campi: quello degli standard e dell'interoperabilità (la network neutrality che è già venuta alla ribalta con la famigerata presa di posizione di Google e Verizon), gli accordi sui sistemi operativi (Microsoft-Nokia su Windows Phone 7 con l'affossamento di Symbian), l'asta delle frequenze wireless (che Google ha tentato di accaparrarsi in quantità), quello sui diritti intellettuali (con le major che cercano di imporre norme di legge che consentano loro di intervenire reprimendo a discrezione certi usi della rete), ecc.

Al di là di questioni di principio, si tratta principalmente di questioni di soldi: i gestori di telefonia si sono visti progressivamente togliere da sotto i piedi dei mercati che controllavano a condizioni capestro.

Un tempo era la telefonia fissa, che veniva gestita in condizioni di monopolio a prezzi esorbitanti.
Quando la telefonia fissa ha cominciato ad essere soppiantata da Internet a tariffa flat, si sono rifugiati nella telefonia cellulare, dove di nuovo gli utenti si sono adeguati all'inevitabilità di tariffe di nuovo esose.
Per non parlare degli SMS che costano letteralmente 0 e sono fatti pagare un'enormità.
Poi è arrivato Skype e gli utenti hanno scoperto che si poteva telefonare gratis in tutto il mondo.

Analogo discorso nel settore musica e film: un tempo si potevano soltanto acquistare dischi a prezzi esosi nei negozi.
Poi la gente ha scoperto che si potevano scambiare materiali via rete, prima illegalmente, poi legalmente su servizi come iTunes a prezzi ragionevoli.
Adesso però gli operatori di rete pretendono una quota dei guadagni dei fornitori di contenuti, o direttamente o in forma surrettizia, sostenendo che gli utenti devono pagare un extra per potere utilizzare certi servizi.

Non lasciamoci quindi confondere da giustificazioni fondate su principi tecnici: la vera ragione è quella di poter tornare a guadagnare in forma arbitraria senza controlli né concorrenza.

In questo scenario l'acquisizione di Skype da parte di Microsoft può avere solo due conseguenze:
  1. l'affossamento di Skype
  2. l'affossamento di Nokia
Le strategie per queste due aziende rischiano infatti di finire in rotta di collisione.
Se ci fossero cellulari Skype abilitati ad usare Skype in tutti i modi possibili, attraverso reti Wifi, ormai sempre più diffuse e disponibili gratuitamente ovunque, vorrebbe dire chiudere il maggiore canale di guadagni degli operatori telefonici.
Difficile immaginare che gli operatori possano trovare rapidamente delle alternative di guadagno: non certo le applicazioni di streaming video 3D di cui blatera a sproposito il CEO di Verizon.
Quindi non sarà certo Nokia il veicolo per la diffusione di Skype.

Invece è possibile immaginare Skype sui tablet, sui PC, e su altri dispositivi supportati da MS.
Siccome il numero di questi crescerà rapidamente a superare il numero dei cellulari Nokia e chi se li porterà dietro scoprirà di poterci fare molto di più di ciò che ci fa con un Nokia, questo vorrà dire l'affossamento di Nokia.

Lo scenario alternativo è quello invece che l'acquisto di Skype abbia l'obiettivo strategico di affossarlo, per togliere di mezzo un prodotto che potrebbe disturbare proprio la strategia di Microsoft incentrata su un accordo di partnership con Nokia.
Non solo si toglie di mezzo un pericolo, ma si impedisce che cada nelle mani di altri che avrebbero potuto sfruttarlo per disturbare i piani di Microsoft-Nokia.

Come consumatore e utente Internet, non posso che essere intensamente preoccupato, perché non sento di fidarmi di nessuno degli attori in questo momento all'opera:

  • Microsoft-Nokia, per quanto detto sopra, mi sembrano intenzionati principalmente al mantenimento dello status-quo
  • Google ha dovuto fare concessioni a Verizon sulla network neutrality sulle reti wireless per ottenere che i dispositivi Android venissero venduti dagli operatori
  • Apple si comporta da monopolista imponendo condizioni sulle app che accetta di distribuire, sulle percentuali di guadagno.
Gli utenti dovrebbero vigilare e fare sentire la loro voce, come hanno fatto ai tempi della nascita di Internet, scontrandosi contro le strategie degli operatori che volevano farsi le loro reti proprietarie che potevano controllare in termini di funzioni e di guadagni.
Potrebbero convincere Google a diventare il loro portabandiera, a prendere coraggio e non farsi intimidire dagli operatori telefonici, aderendo alla filosofia dei cellulari con un sistema operativo aperto su cui ciascuno può caricare qualunque applicazione senza dover chiedere il permesso a nessuno.

Tuesday, May 10, 2011

storiella di Tremonti

Qualcuno riesce a spiegarmi la storiella che Tremonti ha raccontato ieri ai giornalisti alla conferenza dell'Aspen institute?

C'è un auto con dentro una famiglia bloccata sui binari mentre sta arrivando un treno.
Qualcuno fa il tifo per l'auto.

Secondo Tremonti ci sarebbe qualcuno che fa il tifo per treno e conclude:
"Ma siate ottimisti e fate il tifo per l'auto!"

Ho provato in tutti i modi a rigirare il significato della storiella e non riesco a immaginare come essere pessimisti possa voler dire tifare per il treno.

Mi pare ovvio che tutti, nessuno escluso faccia il tifo per l'auto, ed è proprio per escludere i rischi dei disastri che si mettano in evidenza i pericoli.
Sono proprio i personaggi come Tremonti, che non vogliono vedere i pericoli, che mettono a maggior rischio le auto della metafora.
Nel caso della metafora, sarebbe come se all'auto bloccata non si dovesse dire: "sbrigatevi, sta arrivando un treno", perché si peccherebbe di pessimismo.

Come al solito, o Tremonti è un genio e noi siamo incapaci di capirne la genialità, o è un cretino.

ripresa economica all'orizzonte

Conversazione intercettata poco fa tra tre commercianti che stavano di fronte ai rispettivi negozi, evidentemente vuoti.

commerciante1: Tizio licenzia tutte le commesse e chiude.
commerciante2: Caio sta vendendo tutto.
commerciante3: Sempre peggio.

Monday, May 09, 2011

voto di scambio

Dov'è lo scandalo?

Lo ha detto ieri in pubblico Berlusconi.

Dovevamo allargare la maggioranza. Quindi cosa sono 10 o 15 sottosegretari in più in un governo che ne ha 49 rispetto al governo Prodi che ne aveva 109?

È un normalissimo voto di scambio.
Tutti i giorni io compro due cappuccini, un giornale (nel senso di testata, non di quotidiano), un senatore, un cardinale e vendo un magistrato, un giornalista e tre mezzi futuristi.
I socialisti, i radicali e gli ex-comunisti non ho bisogno di comprarli perché vengono gratis.
Ho qualche difficoltà coi centristi perché continuano ad aspettare che il prezzo salga.
Gli ex-comunisti si dividono in due tipi, quelli redenti, passati con noi e quelli irredenti, rimasti a sinistra.
Questi ultimi sono il peggio del peggio, anche per la sinistra stessa.

PS
Io non sono mai stato comunista, ma ho grande rispetto per i comunisti, come ad esempio Andrea Camilleri, che credevano e credono in un grande ideale, mentre disprezzo coloro che quell'ideale lo gettano come un vestito vecchio perché non è più di moda o non gli fa più comodo.

Sunday, May 08, 2011

quel gran genio di Tremonti

Tremonti non finisce di stupirmi.

Trovo fantastica la trovata di dare in concessione le spiagge per 90 anni.
È un modo magnifico per rimettere a posto il terzo debito pubblico mondiale, di cui il ministro si lamenta un giorno sì e l'altro pure.
Il demanio incasserà la bellezza di 1000 Euro al mese per ciascuno stabilimento balneare da 10.000 metri quadrati.
Se affittassi allo stesso prezzo per cento anni i cento metri di casa mia, mio figlio mi farebbe ricoverare in un ospizio.

La commissione Europea ha messo in dubbio che la decisione violi le norme sulla concorrenza, ma il ministro per l'ambiente Prestigiacomo ha spiegato che non si mira a ledere la concorrenza, ma solo a rafforzare i monopòli nazionali.
Naturalmente la Prestigiacomo non è competente in materia di concorrenza, ma di ambiente, come del resto si era capito da questa sua dichiarazione.
Certo questa stessa dichiarazione fa nascere anche il dubbio se sia competente di ambiente.

Purtroppo c'è poco da ridere.
Se fossi un investitore internazionale, a questo punto lascerei perdere l'Italia e punterei decisamente sulle spiagge del nord Africa che presto vivranno una nuova stagione con la rinascita democratica.
Lì le spiagge sono pulite e il mare splendido, la stagione dura quattro mesi di più, il lavoro costa la metà, i cibi sono saporiti e con la creazione di nuovi aereoporti e voli low-cost ci si possono portare turisti da tutta Europa tutto l'anno.

I monopolisti romagnoli, versiliesi e ostiensi resteranno solo con i loro bagnanti domenicali da immergere nelle mucillaggini.
Contenti loro, Pretigiacomo e Tremonti col suo debito pubblico in crescita.

Oops! Ora capisco: al mare non ci si va per il mare ma per i megawatt, i megashow, i megasballi.
Ma allora perché distruggere le coste? Tanto varrebbe impiantare discoteche in capannoni di aree industriali dismesse.

Friday, May 06, 2011

controlli Agenzia Entrate

Siccome ho parlato di controlli della finanza, non posso non citare la mia esperienza personale con l'Agenzia delle Entrate.
Nel 1996 sviluppai uno dei primi applet Java: serviva a compilare il modello 740 della dichiarazione dei redditi e lo mandai alla Sogei che lo trasformò nel pacchetto che adesso distribuisce in rete per la compilazione di Unico.

Da allora invio la mia dichiarazione per via telematica.
Naturalmente la dichiarazione è sempre corretta formalmente e il pagamento viene fatto tramite prelievo automatico dal mio conto entro le scadenze previste.
I redditi sono quelli certificati dal mio datore di lavoro tramite CUD, poi c'è qualche ricevuta di spese di ristruttrazione e di spese mediche che non devo allegare.
Tutto è talmente perfetto che mi viene perfino recapitata una lettera che attesta che tutto è regolare.

Senonché con perfetta regolarità, a fine dicembre del quinto anno dalla dichiarazione, ossia a pochi giorni dalla data di prescrizione, ricevo una notifica di richiesta di documenti per la verifica della dichiarazione di 5 anni prima.
Mi vengono dati 60 giorni di tempo per rispondere.

Naturalmente si tratta di una grossa scocciatura.
Perché non si tratta solo di documenti vecchi di 5 anni, ma le ristrutturazioni edilizie vanno rateizzate in dieci anni, quindi si tratta di documenti vecchi persino 15 anni!
D'altra parte, visto che finisce che me li chiedono poi comunque tutti gli anni, tanto varrebbe che me li facessero allegare subito, anziché fare finta che non li vogliano, in un finto tributo alla semplificazione.

Il paradosso non finisce qui.
Quando compilo la dichiarazione lo faccio sempre di fretta, all'ultimo giorno prima della scadenza:
raccolgo in fretta tutte le ricevute che trovo e le inserisco nella dichiarazione.
Di certo non ne inserisco una inventata.
Invece quando ricevo una contestazione, ho 60 giorni di tempo e sono preoccupato e ci metto molta più attenzione.
Alla fine scopro sempre qualche ricevuta che mi era sfuggita e scopro quindi di avere un credito con il fisco.
Quindi l'esito della contestazione è che chiedo un rimborso per l'anno successivo.

Conclusione, ben vengano i controlli, ma il fisco farebbe meglio a indirizzarli dove c'è qualche maggiore possibilità di trovare evasione, non certo sempre dalle stesse persone tutti gli anni, in particolare quelle a reddito fisso.

I miei colleghi Pedreschi e Turini hanno sviluppato sofisticate tecniche di data mining in grado di individuare potenziali evasori incrociando dati.
Che il ministero si aggiorni e le usi.