Wednesday, November 19, 2008

Criminal bailout

“The more details emerge, the clearer it becomes that Washington’s handling of the Wall Street bailout is not merely incompetent. It is borderline criminal,” says Naomi Klein, author of “The Shock Doctrine.”

Sunday, November 16, 2008

Germania investe in ICT

Wolfgang Wahlster (collega di antica data: lavoravamo entrambi con le Lisp Machine) illustra il piano di investimenti da 1,2 miliardi di Euro su ICT lanciato dal governo tedesco.

L'ICT viene considerato il principale motore dell'innovazione per la Germania: già oggi l'80% delle innovazioni in molti settori industriali sono basate su ICT.

I settori di ricerca fondamentali sono:
  1. Electronic systems and microsystems
  2. Software systems and knowledge processing
  3. Communication technology and networks

In Italia il pensiero dominante è che abbiamo perso il treno dell'informatica e non conviene investirci. Io invece ritengo che di treni ne passano in continuazione, anzi, l'informatica è proprio il settore migliore dove competere, perché non richiede investimenti colossali.

L'informatica è una disciplina le cui realizzazioni sono limitate solo dall'immaginazione, perché le potenze di elaborazione di cui chiunque può disporre offrono potenzialità praticamente illimitate, al contrario di altri settori che si scontrano con limiti materiali: fisica, ingegneria, biologia, ecc.

Noi che non abbiamo grandi aziende e grandi capitali dovremmo puntare proprio sulle intelligenze.

Wahlster insiste particolarmente sul Knowledge Processing.

Ne sono convinto anch'io: ormai sapppiamo fare di tutto con le interfaccie utente, tranne che svolgere compiti sensati, che richiedono la comprensione degli intenti: l'essenza del Pragmatic Web.

PD: yes we can ... screw up Internet

Ci risiamo: ancora una volta i politici mettono mano a leggi sull'editoria e combinano guai con Internet.
Questa volta è un deputato del PD, Franco Levi, a presentare una proposta di legge, che prevede un registro per tutti i siti Web.

Come ricorda Giorgio Giunchi, di Società Internet (capitolo italiano di ISOC),
Levi fa parte di una teoria di consiglieri dei leader di centro sinistra [lui consigliere di Prodi, ma prima ancora Vannino Chiti capo segreteria di Fassino e redattore della madre di tutte le leggi "editoriali" per l'internet, e prima ancora Passigli sottosegretario alla Presidenza del Consiglio D'Alema ...] che non sanno ciò di cui parlano.
Mentre Veltroni sogna di imitare Barack Obama, i suoi fanno di tutto per rovinare proprio lo strumento principe della campagna elettorale di Obama.

Da Beppe Grillo un appello a bloccare l'iniziativa.

Ci sarebbe da fare moltissimo per sviluppare Internet in Italia, a partire da rilevare la rete di accesso da Telecom Italia e trasformarla in una Next Generation Network, gestita da un'organizzazione a maggioranza pubblica, che fornisca unicamente trasporto aperto a tutti gli operatori, sul modello della rete di GigaPop che proponevo anni fa.
Una Next Generation Internet consente di unificare su infrastruttura IP il trasporto per tutti i servizi di rete, da Internet (fissa e wireless), alla telefonia tradizionale a quella mobile, ai servizi broadband (video).

L'esperienza del Consortium Garr dimostra che sfruttando le competenze dei nostri ricercatori e impegnadoli in sfide tecnologiche anche con obiettivi di efficienza economica, si possono realizzare strutture all'avanguardia nel mondo.

Friday, October 24, 2008

Informatica e crisi

Nella testimonianza di ieri al Congresso, Greenspan attribuisce parte della crisi all'informatica:

Business decisions by financial services firms were based on

the best insights of mathematicians and finance experts, supported by major advances in computer technology.
The whole intellectual edifice, however, collapsed in the summer of last year because the data inputted into the risk management models generally covered only the past two decades — a period of euphoria.

A sua volta Christopher Cox, chairman della SEC, afferma
Cox also pointed to a 2004 decision by the SEC to loosen its capital rules and agree to instead rely on the computer models for assessing risks — a decision that essentially outsourced regulatory duties to Wall Street firms themselves.
Insomma: dati sbagliati e conflitto di interessi.

Thursday, October 23, 2008

Greenspan non lo sa ...

... ma quando passa ride tutta la città
faceva un motivetto degli anni '40.

Greenspan non sa come sia potuta avvenire la crisi, anche se molti lo considerano il principale colpevole, per aver mantenuto per anni tassi bassissimi, al di sotto dell'inflazione, in pratica quindi regalando denaro alle banche.

Nella testimonianza al Congresso di oggi, Greenspan dichiara di essere rimasto "shocked" dal tracollo del sistema finanziario:
I still do not understand exactly how it happened

Disaster capitalism

Con la scusa dei disastri, la democrcazia è stata abolita, lasciando mano libera ai lobbisti delle aziende, ai generali, alla protezione civile, alla polizia, che ottengono dal governo tutto ciò che vogliono, sulla base del criterio dell'emergenza nazionale.

È quanto afferma Naomi Klein, secondo questo resoconto.

No one knows how to fix the financial system

Uno recente studio da parte di un team di IBM porta a concludere che:

"Bankers and financial professionals are flabbergasted"

Thursday, October 16, 2008

Salviamo la CAI

Notizie di stampa:

http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=61350

ci fanno sapere che la cordata CAI sarebbe in difficoltà.

Per finanziare l'operazione di acquisto di Alitalia, si sarebbe rivolta a una delle più antiche e solide banche mondiali, Lehman Brothers:

"Secondo indiscrezioni, prima del fallimento, Lehman Brothers aveva dato disponibilità a finanziare al top manager mantovano, a capo della holding Immsi e del gruppo Piaggio, l’intero importo (150 milioni, ndr)."

Ora putroppo la crisi del credito mondiale rende più difficile l'accesso al credito.

Pertanto propongo di inviare il seguente dispaccio agli onorevoli:

Berlusconi, Tremonti, Gelmini, Veltroni

nonché alle organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto l'accordo:

Docenti, ricercatori e studenti Ittaliani (con la I maiuscola, doppia t) (pausa)

È giunta l'ora (pausa) delle decisioni irrrevocabili (tripla r). (applausi)
La dichiarazione di guerra ad AirFrance e a Lufthansa è stata consegnata ai rispettivi mministratori delegati. (applausi)

Noi docenti e ricercatori Italiani, consapevoli dei gravi rischi per il Paese (sempre P maiuscola), derivanti da un impensabile fallimento del piano di salvataggio di alitalia (a minuscola), memori dei sacrifici che i nostri padri fecero per l'Italia, consegnando l'oro alla Patria (P maiuscola, ci mancherebbe), ci dichiariamo disponibili a contribuire ulteriormente ad aiutare la "cordata granitica" [1], che ha in animo di incamerare cameratescamente i previsti guadagni derivanti dall'acquisto della parte sana dell'azienda stessa, contribuendo per parte nostra altri 150 milioni dal Fondo di Finanziamento Ordinario per l'Università.

Uno speciale ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi (!) per far sì che tanti quattrini andassero in fumo, compresi i precedenti e gli attuali presidenti del consiglio, il leader dell'opposizione (cosiddetta), e il ministro ombra Colaninno (ma quale conflitto di interessi!?).

Viva il nostro Presidente del Consiglio

I docenti, ricercatori e studenti Italiani

[1] aggettivo mussoliniano, ma così si è espressa banca Intesa, che dal fallimento del piano che ha così ben concepito, rischierebbe di non riuscire a recuperare gli ingenti crediti che ha con AirOne, altra ditta sull'orlo della bancarotta.

PS.
Per i giovani che non ricordano o a cui non è stato insegnato a scuola: le "decisioni irrevocabili" portarono l'Italia al peggiore disastro della sua storia.

Tuesday, September 30, 2008

Regulator incapaci e deboli

È evidente che le autorità di controllo dei mercati sono state incapaci di impedire frodi e comportamenti irresponsabili, ma sorprende ancor di più il fatto che avessero individuato i fenomeni, ma l'azione intrapresa sia stata del tutto inadeguata.
Per esempio, nel caso di Fannie Mae, hanno semplicemente costretto il CEO Franklin D. Raines a rinunciare a delle stock options al prezzo di $ 77.10 nel momento in cui valevano $ 29 e ad altri benefit:

http://voices.washingtonpost.com/washbizblog/2008/04/regulator_to_dismiss_charges_a.html

Friday, September 26, 2008

financial meltdown

Ripreso dal blog di Beppe Turani su Repubblica.
http://giuseppeturani.repubblica.it/il_mio_weblog/2008/09/superman-e-stan.html#comments

Dear Friends:

The financial meltdown the economists of the Austrian School predicted has arrived.

We are in this crisis because of an excess of artificially created credit at the hands of the Federal Reserve System. The solution being proposed? More artificial credit by the Federal Reserve. No liquidation of bad debt and malinvestment is to be allowed. By doing more of the same, we will only continue and intensify the distortions in our economy - all the capital misallocation, all the malinvestment - and prevent the market's attempt to re-establish rational pricing of houses and other assets.

Last night the president addressed the nation about the financial crisis. There is no point in going through his remarks line by line, since I'd only be repeating what I've been saying over and over - not just for the past several days, but for years and even decades.
Still, at least a few observations are necessary.

The president assures us that his administration "is working with Congress to address the root cause behind much of the instability in our markets." Care to take a guess at whether the Federal Reserve and its money creation spree were even mentioned?
We are told that "low interest rates" led to excessive borrowing, but we are not told how these low interest rates came about. They were a deliberate policy of the Federal Reserve. As always, artificially low interest rates distort the market. Entrepreneurs engage in malinvestments - investments that do not make sense in light of current resource availability, that occur in more temporally remote stages of the capital structure than the pattern of consumer demand can support, and that would not have been made at all if the interest rate had been permitted to tell the truth instead of being toyed with by the Fed.

Not a word about any of that, of course, because Americans might then discover how the great wise men in Washington caused this great debacle. Better to keep scapegoating the mortgage industry or "wildcat capitalism" (as if we actually have a pure free market!).

Speaking about Fannie Mae and Freddie Mac, the president said: "Because these companies were chartered by Congress, many believed they were guaranteed by the federal government. This allowed them to borrow enormous sums of money, fuel the market for questionable investments, and put our financial system at risk."
Doesn't that prove the foolishness of chartering Fannie and Freddie in the first place? Doesn't that suggest that maybe, just maybe, government may have contributed to this mess? And of course, by bailing out Fannie and Freddie, hasn't the federal government shown that the "many" who "believed they were guaranteed by the federal government" were in fact correct?

Then come the scare tactics. If we don't give dictatorial powers to the Treasury Secretary "the stock market would drop even more, which would reduce the value of your retirement account. The value of your home could plummet." Left unsaid, naturally, is that with the bailout and all the money and credit that must be produced out of thin air to fund it, the value of your retirement account will drop anyway, because the value of the dollar will suffer a precipitous decline. As for home prices, they are obviously much too high, and supply and demand cannot equilibrate if government insists on propping them up.

It's the same destructive strategy that government tried during the Great Depression: prop up prices at all costs. The Depression went on for over a decade. On the other hand, when liquidation was allowed to occur in the equally devastating downturn of 1921, the economy recovered within less than a year.

The president also tells us that Senators McCain and Obama will join him at the White House today in order to figure out how to get the bipartisan bailout passed. The two senators would do their country much more good if they stayed on the campaign trail debating who the bigger celebrity is, or whatever it is that occupies their attention these days.

F.A. Hayek won the Nobel Prize for showing how central banks' manipulation of interest rates creates the boom-bust cycle with which we are sadly familiar. In 1932, in the depths of the Great Depression, he described the foolish policies being pursued in his day - and which are being proposed, just as destructively, in our own:

Instead of furthering the inevitable liquidation of the maladjustments brought about by the boom during the last three years, all conceivable means have been used to prevent that readjustment from taking place; and one of these means, which has been repeatedly tried though without success, from the earliest to the most recent stages of depression, has been this deliberate policy of credit expansion.

To combat the depression by a forced credit expansion is to attempt to cure the evil by the very means which brought it about; because we are suffering from a misdirection of production, we want to create further misdirection - a procedure that can only lead to a much more severe crisis as soon as the credit expansion comes to an end... It is probably to this experiment, together with the attempts to prevent liquidation once the crisis had come, that we owe the exceptional severity and duration of the depression.

The only thing we learn from history, I am afraid, is that we do not learn from history.
The very people who have spent the past several years assuring us that the economy is fundamentally sound, and who themselves foolishly cheered the extension of all these novel kinds of mortgages, are the ones who now claim to be the experts who will restore prosperity! Just how spectacularly wrong, how utterly without a clue, does someone have to be before his expert status is called into question?

Oh, and did you notice that the bailout is now being called a "rescue plan"? I guess "bailout" wasn't sitting too well with the American people.
The very people who with somber faces tell us of their deep concern for the spread of democracy around the world are the ones most insistent on forcing a bill through Congress that the American people overwhelmingly oppose. The very fact that some of you seem to think you're supposed to have a voice in all this actually seems to annoy them.

I continue to urge you to contact your representatives and give them a piece of your mind. I myself am doing everything I can to promote the correct point of view on the crisis. Be sure also to educate yourselves on these subjects - the Campaign for Liberty blog is an excellent place to start. Read the posts, ask questions in the comment section, and learn.

H.G. Wells once said that civilization was in a race between education and catastrophe. Let us learn the truth and spread it as far and wide as our circumstances allow. For the truth is the greatest weapon we have.

In liberty,

Ron Paul

Dennis Tsichritzis on innovation

Ho sempre avuto una grande stima di Dennis e condivido completamente le sue osservazioni su ricerca e innovazione:

http://www.odbms.org/blog/

Wednesday, September 24, 2008

crisi finanziaria e riforme dei mercati

Persino i liberisti più convinti dichiarano oggi che il sistema finanziario mondiale deve essere riformato.
Dicono anche che siamo di fronte ad una crisi economica di portata simile a quella del 1929.
In un sondaggio l'80% degli americani sostiene che il paese è su un binario sbagliato.

Come al solito vedono solo gli aspetti che riguardano il loro paese
e si disinteressano degli altri.

La crisi di oggi è ben più grave di quella del 1929 per la semplice ragione che questa volta coinvolge tutto il mondo, con le informazioni che viaggiano alla velocità della luce, ben più veloci di uno tzunami.

La crisi finanziaria richiederebbe che gli USA riducessero drasticamente il loro debito, sul quale hanno marciato per decenni, contando sull'afflusso di capitali finanziari, finanziadosi di tutto,
comprese le guerre a cui noi avevamo deciso di non partecipare.

Ora che la soluzione di emergenza del governo USA è stata quella di trasformare il debito privato in debito pubblico (con la benedizione di tutti i liberisti), il debito USA, che è già a $ 9.7 trilioni, rischia di lievitare ulteriormente (http://www.newsweek.com/id/160367).

Lo stesso Paulson non è stato in grado di quantificare la dimensione dell'intervento di bail out:
lui dice $ 200 miliardi, molti indicano $ 700 miliardi, altri oltre il trilione.
Solo la crisi dei subprime ha già generato perdite per $ 1.3 trilioni.
Con un debito del genere, se il FMI e le altre agenzie di rating fossero coerenti, il rating del tesoro USA andrebbe declassato sotto A.

A quel punto i cinesi, che ne detengono una larga quota, potrebbero defilarsi e lasciare che gli USA si strozzino col loro stesso cappio.

Ho seguito l'andamento delle borse in questi giorni, e in almeno tre circostanze è apparso chiaro che le soluzioni del tesoro USA sono sono palliativi: il mercato ha reagito positivamente per poche ore, per poi trascinarsi in un rosso ancor più profondo.
Ma il dramma è che adesso il tesoro USA è ormani nudo: ha esaurito tutte le frecce al suo arco.
Al prossimo fallimento non sarebbe in grado di far fronte e quindi nessuno potrà evitare l'effetto domino.

E in Italia che facciamo?
Fino a due anni fa, il crack Parmalat era stato lasciato al suo destino, con migliaia di piccoli investitori che ci hanno rimesso.
Poi è venuto il crack Enron, e tutti hanno lodato la serietà delle istituzioni USA che hanno reso più severe le norme contro i falsi in bilancio (proprio come ha fatto da noi Berlusconi ;-) .
Ma anche queste non hanno evidentemente funzionato.

Oggi invece che nella patria del liberismo si salvano buchi colossali (come possibile che nessuno se ne sia accorto? quelli stessi che si indignavano per il caso Parmalat) con l'intervento pubblico,
già vediamo all'orizzonte il salvataggio di Alitalia con gli stessi mezzi: il debito viene scaricato sui cittadini, 16 privati amici di qualcuno si prendono i guadagni.

Ma nessuno si rende conto della tragedia in cui stiamo sprofondando?
Non c'è nessuno che alza la voce e si rifiuta di proseguire con queste politiche economiche insensate?

Perché nessuno pone le domande impellenti:

But have you heard anyone in authority asking about the $700 billion bailout: how do you propose to pay for it?

http://www.blogger.com/post-create.g?blogID=9361055

Ho letto svariati articoli di commentatori economici, dei governatori Draghi, di Trichet e di Bernanke: nessuno ha la minima idea di come risolvere e di quando finirà questa crisi.

Un discorso a parte meriterebbe Giulio Tremonti, il buffone della finanza, che ora tace ammutolito, dopo esserse stato per 5 anni di governo in attesa del miracolo economico prossimo venturo, ed essersi vantato a posteriori (nel 2007) di aver previsto per primo la crisi della globlalizzazione inziata nel 2001.
La prima cosa che ha fatto col nuovo governo è aumentare il debito eliminando quel che restava dell'ICI:
esattamente l'opposto di ciò che richiede la situazione economica attuale.

A me pare chiarissimo che questa crisi non finirà finché saremo retti da persone incapaci e soggette al potere politico e dei potentati economici.

Ne usciremo pagando uno scotto altissimo e con tutte le economie dell'occidente gravemente ridimensionate.

Non vale la pena di alzare la voce?

PS.
Che le banche stessero giocando d'azzardo mi era parso chiaro l'anno scorso, dopo questo episodio.

Una ragazza, che lavorava a Barcellona con una borsa postdoc, decise di comprarsi un appartamento, a causa degli alti affiti in città.
Andò in banca a chiedere un mutuo: naturalmente le chiesero garanzie, un deposito ecc.
Lei decise di fare il muso duro e ottenne un mutuo senza garanzie, per il 100% del valore dell'immobile (!).
Questo nel momento di massima impennata dei prezzi degli immobili a Barcellona, che sono già scesi del 7% in un anno.

Sono rimasto allibito e ho pensato: buon per lei.
Ma naturalmente se buon per lei, male per la banca, che rischia di trovarsi a carico un immobile di prezzo significativemtne ribassato e probabilmente invendibile date le condizioni del mercato di oggi.

Moltiplicate per centinaia di migliaia ed ecco spiegata la crisi dei mutui: anche in Europa, per quanto si affrettino a rassicurarci i nostri politici.

Tuesday, September 23, 2008

FMI e crisi USA

Riporto questo commento dal blog di Beppe Grillo:
Negli ultimi 20 anni almeno il FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha subordinato qualunque piano di salvataggio di economie che richiedevano rinegoziaione del debito, a 3 condizioni TASSATIVE:
  • NESSUN INTERVENTO DI STATO
  • POLITICA MONETARIA RESTRITTIVA
  • DIMINUZUIONE DELLA SPESA PUBBLICA
Hanno recitato per anni la tiritera che il "sacro mercato" avrebbe magicamente restaurato le condizioni per far rifiorire l'economia...
Risultato:
  • morti per fame
  • debiti alle stelle
  • estromissione dei governi locali
  • politica economica ed estera dettata dal FMI e non più dai governi locali
  • via libera alla speculazione più becera, che ha schiavizzato e ridotto alla fame interi paesi.
Adesso guai macroeconomici toccano gli USA...

Ed il FMI che fà?
  • Non ha nulla da dire per gli interventi di stato per salvare Freddie e Fanny e AIG ecc. ecc.?
  • Nulla da dire per l'aumento di spesa pubblica legato al fatto che sarà il Tesoro Usa, con i soldi dei cittadini americani, a salvare queste (e chissà quante altre???) aziende?
  • la politica monetaria e del credito resytrittiva dove è stata negli ultimi 20 anni negli USA? Con soldi dati a tutti e garantiti da nulla?

Chissà il buon 50 Stelle dove è...

Arriverà anche per lui l'ora di fare i conti con i FATTI?
Non dico la Coscienza, per carità, ma almeno con i fatti...

Fabio Castellucci

Sunday, September 07, 2008

Centro Regionale sul Riuso

Ho ricevuto l'invito a partecipare a un convegno su Open Source e Riuso.

Con la presente abbiamo il piacere d'invitarla, Mercoledi 17 Settembre 2008, a Pisa presso il Dipartimento di Informatica, Largo B. Pontecorvo 3, Edificio C - Sala Gerace, dove avrà luogo una Giornata di discussione e confronto fra enti e aziende sul tema Open Source e Riuso.

L'evento è organizzato congiuntamente con il Centro Regionale di Competenza per l'Open Source per affrontare i seguenti argomenti:
  • le applicazioni distribuite con licenze open source sono disponibili per tutti, quindi riusabili per definizione;
  • l'open source è un riuso molto più aperto di quanto il CAD prescrive, per le PA è una scelta non richiesta e, per certi versi, coraggiosa;
  • per portabilità e costi di licenza, è più conveniente riusare i prodotti sviluppati su piattaforme aperte di quelli basati su componenti proprietari;
  • il riuso, anche se nell'ambito ristretto della PA e dei suoi fornitori contribuisce a diffondere i principî fondamentali dell'open source: disponibilità del codice e della documentazione, libertà di modifica, sviluppo cooperativo, concorrenza basata sulle competenze tecnologiche.
Gli argomenti mi sono apparsi alcuni di lapalissiana ovvietà, altri sgrammaticati e incomprensibili, per cui mi sono incuriosito per capire quale attività stia svolgendo il Centro Regionale di Competenza per il Riuso (diverso dal citato su Open Source), che la Regione Toscana ha creato presso mio dipartimento stanziando un finanziamento di 300 milioni di Euro.

Mi sono imbattuto in questo articolo, presentato al Convegno Nazionale AICA 2007:

http://www.crcr.unipi.it/mediawiki/images/d/db/CRCR20070921-AICA-cr.pdf

dal quale si possono estrarre queste deliziose banalità:

Perché un prodotto sia veramente riusato sono necessarie due condizioni: il riuso deve essere possibile, ma soprattutto deve essere conveniente.

perché il riuso sia conveniente il prodotto deve essere veramente ben fatto.

I prodotti disponibili oggi per il riuso sono piuttosto lontani dall'essere ben fatti.

Da cui con un semplice sillogismo si ricava che non ci sono prodotti riusabili.

Quando gli autori se ne rendono conto, correggono il tiro a proposito del catalogo di software riusabile che il Centro ha il compito di mantenere:
non ha senso tenere il catalogo vuoto perché l'asticella del ben fatto è troppo alta.

Ne consegue che viene accettato che nel catalogo ci siano prodotti non proprio riusabili.

Il catalogo viene pertanto riempito dai fornitori, i quali sono loro stessi ad autocertificare il proprio software.
Attualmente nel catalogo sono presenti 10 schede complete di prodotti e altre 30 incomplete,
ossia nemmeno la descrizione del prodotto è adeguata.

Il Centro comunque si sottrae da qualunque responsabilità affermando:

Il CRCR non ha il compito di validare la verità e l'accuratezza di quanto contenuto nella dichiarazione (di certificazione. ndr).

Anche il resto dell'articolo rimane sul superficiale e il quadro sull'attività effettiva del centro rimane molto vago.

Sono dispiaciuto come informatico e come cittadino:

  1. che i colleghi del mio dipartimento scrivano articoli di questo tenore
  2. che il congresso nazionale degli informatici italiani accetti articoli del genere
  3. che la regione Toscana finanzi un'attività dai risultati alquanto discutibili.

Tuesday, March 18, 2008

Pleurite

Domenica sono tornato a casa dopo una intera settimana in ospedale.
Devo stare a casa per altri dieci giorni, per guarire completamente dalla pleurite.
Ma si è trattato di una brutta esperienza.

Ho accusato un dolore alla spalla quando ero nel mio ufficio giovedì 6, pomeriggio.
Pensavo che fosse solo un dolore muscolare causato da un colpo di freddo dovuto allo spiffero di aria fredda che manda dal soffitto l'impianto di (cosiddetto) riscaldamento.
Mi ero già lamentato per il riscaldamento, ma a quanto pare il servizio di manutenzione non riesce a trovare un modo per risolvere il problema.

Più tardi è iniziato un dolore a sinistra nel petto che rendeva doloroso respirare.
Ho preso un antidolorifico per poter dormire e il giorno dopo ho consultato il mio medico.
Lui mi ha fatto fare una radiografia urgente sospettando una pleurite.
Il medico che faceva la lastra dapprima scherzava, dicendo che non potevo avere una pleurite, perché non avevo né febbre, né tosse.
Però prima di andarmene, mi ha richiamato e ha voluto ripetere l'esame da cui ha rilevato un inizio di pleurite nel polmone in basso a sinistra.
Il mio medico ha prescritto antibiotici e mi ha mandato al Pronto Soccorso per ulteriori indagini.

Il medico del PS ha guardato l'Rx in trasparenza, senza usare il pannello
illuminato perché non funzionava, e ha detto che non vi era nessuna pleurite,
soprattutto perché non avevo febbre, né tosse. Ha anche chiesto il parere di
altre due radiologi, che apparentemente hanno confermato.
Stava per rimandarmi a casa, quando ha notato che il battito del mio cuore, misurato con uno strumento elettronico collegato al dito, era sceso per un attimo a 40 bpm.
Le dissi di non fidarsi dello strumento, in quanto aveva dato una falsa lettura in una precedente occasione: la lettura del polso a mano non avrebbe segnalato alcun problema.
Lei non mi diede retta e decise che di ricoverarmi in cardiologia in terapia intensiva.

Sabato 8 sono entrato in terapia intensiva, con elettrodi collegati ad un monitor 24 ore al giorno per un immaginario blocco cardiaco.
Ho smesso sia gli antibiotici che l'antidolorifico.
Il dolore era quasi sparito, ma lunedì è ripreso così forte che facevo fatica a respirare.
Ho chiesto aiuto, ma il medico di guardia non credeva che avessi tanto dolore, e continuava a sostenere che fosse un dolore intercostale.

Stavo diventando scettico sulla loro capacità di diagnosi, così ho chiesto di controllare ancora una volta il mio Rx.
Il medico la guardò di nuovo in trasparenza e insisteva che non vi era nessuna pleurite.
Gli ho indicato il punto in cui il mio medico di famiglia aveva visto il versamento pleurico.
Lui disse che era la punta del fegato.
Sono rimasto allibito e gli ho chiesto: lei pensa che io abbia il fegato sulla sinistra?
Allora si arrabbiò dicendo che io non ho competenze mediche per discutere, che il fegato sta a destra, ma arriva fino a sinistra.
Allora ho insistito per riprendermi la lastra e farla vedere al mio medico affinché rivedesse la sua diagnosi.
A quel punto ci ha ripensato e ha deciso di prescrivermi antibiotici e un nuovo Rx.

Martedì da un nuovo Rx risultava che la pleurite era notevolmente progredita e mi venne prescritta una nuova cura a base di antibiotici e di antidolorifico.
A quel punto era chiaro che non vi era motivo per rimanere in terapia intensiva a cardiologia, tuttavia non potevano dimettermi né di inviarmi altrove, perché non ci c'erano letti disponibili in altri reparti.

Ironia della sorte, mi tenevano collegato al monitor, perché altrimenti il primario si sarebbe lamentato della mia presenza abusiva.
Infine, il sabato si è liberato un letto nel Dipartimento di Medicina Generale e mi hanno trasferito lì.

La dr.ssa Coli ha guardato gli esami e in pochi secondi ha fatto la diagnosi corretta: ho avuto una polmonite virale, che spiega la mancanza di febbre, che ha causato la pleurite.
La dose di eutirox che mi era stata prescritta per la tiroide era troppo alta e stava causando extra battiti nel cuore, e ciò confondeva il misuratore di battito elettronico.
Mi ha anche fatto notare che il dolore era esattamente nel punto in cui la Rx segnalava il versamento.
In altre parole, i sintomi erano abbastanza chiari perché si potessero interpetare fin dal primo giorno.
Ha detto che mi avrebbe potuto dimettere immediatamente mandandomi a casa per continuare la cura, ma le regole la costringevano a trattenermi per almeno un giorno.
Il sabato dal Rx è emerso che il versamento pleurico si è notevolmente ridotto e sono stato dimesso.

È sorprendente quanti medici incompetenti ci siano e quanto la medicina sia disarmata per molte malattie.

Sostanzialmente il mio corpo dovrà guarire da solo, perché non vi è alcuna medicina per i virus, nessuna cura per gli extra battiti, nessuna cura per l'insufficienza renale mentre la tiroide è già guarita da sola.

Penso che non andrò mai più al Pronto Soccorso se non se sto proprio morendo.

Monday, March 17, 2008

Crowdsourcing Research

Un modo alternativo di fare ricerca: invece di assemblare poche persone in un centro di ricerca, si postano i problemi ad una miriade di persone.
È più probabile che si trovi così la persona giusta per risolvere il problema.
Le persone sono premiate solo se trovano la soluzione, invece di dare soldi alle persone che fanno proposte di progetti di ricerca ma che spesso non sono in grado di risolverli.

Si chiama crowdsourcing.
http://www.innocentive.com/

Qui ne ha parlato l'Harvard Business Review.