Sunday, November 16, 2008

PD: yes we can ... screw up Internet

Ci risiamo: ancora una volta i politici mettono mano a leggi sull'editoria e combinano guai con Internet.
Questa volta è un deputato del PD, Franco Levi, a presentare una proposta di legge, che prevede un registro per tutti i siti Web.

Come ricorda Giorgio Giunchi, di Società Internet (capitolo italiano di ISOC),
Levi fa parte di una teoria di consiglieri dei leader di centro sinistra [lui consigliere di Prodi, ma prima ancora Vannino Chiti capo segreteria di Fassino e redattore della madre di tutte le leggi "editoriali" per l'internet, e prima ancora Passigli sottosegretario alla Presidenza del Consiglio D'Alema ...] che non sanno ciò di cui parlano.
Mentre Veltroni sogna di imitare Barack Obama, i suoi fanno di tutto per rovinare proprio lo strumento principe della campagna elettorale di Obama.

Da Beppe Grillo un appello a bloccare l'iniziativa.

Ci sarebbe da fare moltissimo per sviluppare Internet in Italia, a partire da rilevare la rete di accesso da Telecom Italia e trasformarla in una Next Generation Network, gestita da un'organizzazione a maggioranza pubblica, che fornisca unicamente trasporto aperto a tutti gli operatori, sul modello della rete di GigaPop che proponevo anni fa.
Una Next Generation Internet consente di unificare su infrastruttura IP il trasporto per tutti i servizi di rete, da Internet (fissa e wireless), alla telefonia tradizionale a quella mobile, ai servizi broadband (video).

L'esperienza del Consortium Garr dimostra che sfruttando le competenze dei nostri ricercatori e impegnadoli in sfide tecnologiche anche con obiettivi di efficienza economica, si possono realizzare strutture all'avanguardia nel mondo.

3 comments:

Dariol said...

Sono del tutto d'accordo con te circa l'insipienza dei consiglieri tecnologici dei leader politici italiani.

Ammiro invece e sinceramente il tuo perdurante e giovanile ottimismo circa la possibilita' di cambiare il mondo. Forse io sono invecchiato molto piu' velocemente di te e ho perso la capacita' di credere in certe cambiamenti, come rilevare la rete di accesso da Telecom Italia e ... farla gestire da un'organizzazione a maggioranza pubblica. Io credo che a tutt'oggi, non ostante tutte le (troppe) autorities esistenti, Telecom Italia continui ad esercitare un monopolio de-facto nella rete di comunicazione italiana.

Sono il solito inguaribile pessimista?

Beppe Attardi said...

Invece questo è il momento di cambiare il mondo: la crisi economico-finanziaria rende tutto possibile.
La rete Telecom la si potrebbe comprare a prezzi di svendita.

Quanto all'ottimismo, bisogna dare spunti ai giovani di oggi, perché

"Yes, we can"

lo sia davvero anche in Italia.

Paolino Madotto said...

Beppe sono d'accordo con te sul provvedimento Levi. Purtroppo un vasto settore trasversale della politica apre la bocca e da fiato come si fa con le trombe. Non sanno di cosa parlano. Credo tuttavia che sia un provvedimento di un singolo e stò cercando, per quanto mi è possibile, di sensibilizzare un gran numero di deputati a respongere questa proposta.