Wednesday, March 28, 2012

dècima

Si chiamava dècima la quota parte del reddito che un agricoltore doveva alla chiesa.
Maurizio Dècina è invece un noto professore e professionista del settore telecomunicazioni, alle cui aziende a volte offre i sui tributi.
I suoi seminari sono sempre interessanti, perché è un grande istrione e si sbilancia sempre in previsioni per il futuro. Raramente ci indovina, ma è divertente starlo a sentire.

Ricordo ad esempio una riunione del 1996, dopo l'insediamento di Prodi, convocata dall'on. Giovanna Melandri, appena nominata responsabile del settore Comunicazioni del PDS, dopo avere defenestrato Piero De Chiara, che aveva aiutato noi di Città Invisibile nella battaglia contro la TUT.
Maurizio Dècina fece una delle sue presentazioni sul futuro, in cui preconizzava un sistema tutto basato sulla TV via satellite.
Per spiegare quanto fosse fuori strada, azzardai una previsione: entro 4-5 anni la gente avrebbe speso più tempo in Internet che davanti alla TV. Tutti mi guardarono allibiti.
Eppure la previsione era semplice: contavo sul fatto che entro pochi anni molte aziende sarebbero state collegate e quindi gran parte dei lavoratori avrebbe speso 8 ore al giorno scambiadosi mail e altri materiali via Internet. Bastava poi aggiungere una buona pecentuale di giovani che avrebbero adottato la tecnologia e i numeri erano fatti.
Pochi anni dopo, per dare una spinta in quella direzione, sottomisi al Presidente del Consiglio D'Alema una lettera aperta che suggeriva di intervenire per lo sviluppo di Internet in Italia, con quelli che chiamai i Parametri Maastrich per Internet: obiettivi misurabili che l'Italia doveva raggiungere per poter entrare nell'era della comunicazione digitale.

Tornando a ieri, nel corso di un seminario della serie Informatica e Networking, qui a Pisa, Maurizio Dècina ha sostenuto che le aziende di servizio, i cosiddetti OTT, Over The Top), non pagano i costi della rete che usano per erogare i loro servizi.

Questo è l'argomento chiave che usano tutti gli operatori telefonici europei per pretendere un balzello sui profitti di chi fa servizi, e cercano sponda nei politici di turno, minacciando il rischio di posti di lavoro.
Gli ho fatto notare che l'idea è altrettanto assurda che se la Società Autostrade, oltre a farsi pagare il pedaggio per i camion che li trasportano, chiedesse all'Ikea una quota dei profitti delle vendite dei suoi mobili.

La cosa lo ha fatto terribilmente inalberare, e ha cominciato a blaterare che lui la questione la conosce bene e che ci sono studi che lo dimostrano.
Ho ribadito che la banda usata per il trasporto viene pagata da due lati, sia da Google, che paga l'accesso al/agli ISP a cui si connette, che dagli utenti che la pagano al loro operatore.
Lui ha obiettato che gli utenti pagano una tariffa flat.
Appunto: la pagano, con la tariffazione che ha reso possibile lo sviluppo di Internet.
Se si fosse adottata la tariffazione a consumo, come pretendevano gli operatori telefonici, Internet oggi non esisterebbe. Oggi, che di consumo gli utenti non vogliono sentir parlare, gli operatori rilanciano con tariffazioni basate sui contenuti, dovendo passare per questo sopra la Net Neutrality.
Qui si è arrabbiato ancora di più, dicendo che lui è stato il primo a portare Internet in Italia e che sa cos'è Internet e che lui con Internet ci ha guadagnato facendo Inet con Quintarelli.

Avrei potuto ribattere che c'è stato qualcun altro prima di lui a portare Internet in Italia, non da ultimo la Città Invisibile con la battaglia contro la TUT e il GARR con la rete GARR-B, GARR-G e GARR-X, che è tutt'ora la rete Internet con maggior banda aggregata in Italia.
E quanto a soldi, Ideare ne ha guadaganti parecchi creando i primi motori di ricerca in Italia.

Ma non mi andava di fare a chi ce l'ha più duro, quindi sono stato zitto.

Gli ho invece segnalato che Stefano Quintarelli, nel seminario prima del suo, ha sostenuto il contrario, che se anche si distribuissero i ricavi degli OTT ai carrier, questo non porterebbe loro grande beneficio, perché in Internet, come in tutti i fenomeni a Power Law, pochissimi fanno molti soldi e tantissimi fanno pochi soldi.
Pertanto distribuendo una parte degli utili di Google a migliaia di carrier, a questi arriverebbero solo briciole.
Farebbero meglio a fare loro stessi i servizi, facendo concorrenza agli OTT.
Cosa che però Dècina ha ammesso che non sanno fare.

Ci siamo lasciati con la promessa che mi manderà dei materiali che dimostrano che Google non paga l'accesso perché ha fatto un accordo di peering in cui non paga quattrini, in cambio del traffico che porta al carrier.
Secondo me questo non vuol dire non pagare, vuol dire pagare in natura, anziché in moneta.
Poi potremo discutere se Google o Amazon abusano di posizione dominante, ma questa è un'altra questione.

Intanto gli ho mandato questo mio articolo Internet è di tutti, che apparirà sul numero di GARR News dedicato ai 20 anni della rete della ricerca italiana.

Oggi molto gentilmente mi ha mandato alcune segnalazioni, tra cui:
Conclude affermando di concordare con la posizione di Labowitz e cioè di far pagare ai grandi content providers la banda di transito negli IXP.

Friday, March 02, 2012

morsa della tinagli

Ieri sera da Santoro si parlava di crescita economica e tra gli invitati c'era Irene Tinagli, giovane e bella economista che insegna a Madrid.
A lei era assegnata la parte dell'economista serio e preparato, a sostegno delle azioni del governo.
Quando però Santoro le ha chiesto cosa fare per la crescita, ha cominciato a balbettare, dicendo cose come "ne stiamo parlando", "stiamo studiando interventi sul mercato del lavoro", ecc. senza dare alcuna risposta concreta.
Più avanti Landini della FIOM ha fatto un intervento infervorato lamentandosi che le imprese non investono e in particolare che la FIAT ha annunciato la sospensione del piano di investimnti Fabbrica Italia, dopo che lo aveva promesso in cambio di accordi capestro con i lavoratori. Proponeva quindi che si procedesse ad una patrimoniale per ricavare fondi da destinare agli investimenti, ricordando che il 10% delle persone in Italia detiene il 45% della ricchezza.
La Tinagli avrebbe potuto ribattere dicendo che il rapporto non è poi tanto scadaloso, visto che in altri paesi il rapporto è ancor più sbilanciato, invece ha toppato clamorosamente dicendo che il 10% più alto delle fasce di reddito comprende redditi intorno a 30000 l'anno, che costitusce la classe media e che, essendo già alte le imposte, questo provocherebbe un blocco dell'economia.
Santoro le ha dovuto spiegare che la patrimoniale si riferisce al patrimonio, non al reddito.

Ecco come farsi stritolare dal mondo dello spettacolo: quella che sembrava una brillante economista da prendere ad esempio del talento italiano che si fa strada nel mondo, cade su una domanda elementare che la farebbe bocciare a un qualunque esame universitario di economia.

Thursday, March 01, 2012

sono solo parole

Già, e la musica dov'è?

La canzone che è arrivata terza al Festival di Sanremo è fatta di 5 note in tutto ripetute dall'inizio alla fine.
Si tratta di una scala discendente dalla dominante alla tonica: sib, lab, sol, fa, mib, con ogni tanto un re.

Dopo una lunga introduzione, fatta ripetendo sol, sol, fa, mib (che ogni tanto continua fino al re), si resta in attesa del ritornello, che non è altro che lo stesso motivo trasposto di una quinta e urlato più forte, con in più un arpeggio sull'accordo maggiore (sol, sol, sib, sib, sol, mib).

Solo Tchaikovski, nel Pas de Deux dello Schiaccianoci, riesce a creare una composizione struggente usando una semplice scala discendente: do---, si, la, sol, fa-, mi, re, do----.



Saturday, February 25, 2012

allarme treno

Ho asisistito ieri alla presentazione di un progetto di tirocino in Informatica che consisteva nella realizzazione di un sistema per allertare le squadre di operai che lavorano lungo i binari ferroviari dell'arrivo di un treno.
Il progetto aveva degli aspetti interessanti, quali l'uso di schede Arduino per gestire un sensore a ultrasuoni da una parte, un modem wireless per la comunicazione e una sirena di allarme dall'altra.

Alcuni seri dubbi sono però sorti alla commissione di laurea riguardo all'affidabilità della soluzione, visto che un suo malfunzionamento potrebbe mettere a rischio gli operai.
In particolare il sensore a ultrasuoni non è in grado di distinguere la direzione del treno, e quindi darebbe a volte falsi allarmi.
Nè distinguerebbe se due treni passano contemporaneamente in due direzioni diverse.
Inoltre ci si domandava quanto affidabile fosse il software di controllo e quali tecniche di verifica fossero state adottate.

Le risposte del candidato non sono risultate soddisfacenti.
Ma al di là di questo, íl progetto mi ha fatto ricordare un episodio che mi raccontava mio padre.

Durante la guerra mio padre lavorava nel genio militare e comandava una squadra che riparava i binari dopo i bombardamenti.
Un soldato veniva messo di vedetta ad una certa distanza per accorgersi dell'arrivo dei treni e segnalarlo per tempo.

Una volta successe che la vedetta si era allontanata e non segnalò in tempo l'arrivo del treno.
Quando mio padre si accorse che il treno stava sopraggiungendo era ormai troppo tardi.
Gli operai avevano appena posato un binario nuovo, ma non avevano ancora fatto in tempo a fissarlo con le viti.
Non c'era tempo per segnalare al treno di fermarsi o di rallentare.
Pertanto mio padre diede l'ordine ai soldati di allontanarsi più rapidamente possibile per sfuggire a una catastrofe.

Il treno sopraggiunse e miracolsamente passò sopra il binario senza deragliare.

Saturday, February 18, 2012

scempio di aranci

Ribelliamoci allo scempio della lingua italiana o, a seconda del caso, dell'ambiente siciliano!

Una pubblicità andata in onda nel mezzo di Sanremo, in uno dei massimi picchi di ascolto della TV, invitava ad acquistare "aranci originali della Sicilia".

Tuesday, February 14, 2012

altra figuraccia informatica


Il Festival di Sanremo si è aperto poco fa con uno sfoggio di tecnologie che riprendevano il tema di 2001 Odissea nello Spazio.
La meccanica delle navette scese dall'alto ha funzionato perfettamente, anche se le ho viste solo con la coda dell'occhio perché stavo combattendo per tentare l'accesso alla mia bolletta di Sorgenia, che dopo avermi richiesto per tre volte di battere una password di 12 caratteri misti maiuscoli e minuscoli, assolutamente impossibile da ricordare, solo per finalmente arrivare a una enorme paginona che diceva
Errore 550, servizio indisponibile per un problema tecnico, riprovare più tardi

Bene mentre mi succedeva questo, sotto la minaccia di dover cambiare la password periodicamente non so per quale sadica perversione (tutto solo per evitare il tremendo rischio che qualcuno veda la mia bolletta), a questo punto a Sanremo erano arrivati alla prima votazione e manco a farlo apposta il sistema di voto elettronico non ha funzionato.

In questo momento, dopo aver cercato invano di rimetterlo in piedi, sono passati ad una vecchia tecnologia, quella dei foglietti di carta.

Temo davvero che siamo un paese negato per la tecnologia e le cose stiano persino peggiorando.

impostore di rank

In diverse occasioni ho avuto modo di prendere le distanze dalle affermazioni del prof. Marchiori che si vantava o lasciava credere di essere l'inventore dell'"algoritmo di Google".

I fatti sono ben chiari, basta leggere l'articolo di Brin e Page in cui introducono PageRank e in cui citano il lavoro di Marchiori, dicendo esplicitamente che l'approccio di Marchiori è diverso dal loro, anzi per l'esattezza l'opposto: Marchiori usa gli outlink e PageRank gli inlink.
Adesso è stato richiesto a Google stessa di pronunciarsi.

Se si dovesse considerare chi per primo ha pensato di utilizzare i link alle pagine, come fonte di informazioni sulle pagine stesse, potrei mettermici anch'io, con vari articoli sulla categorizzazione per contesti:
Il progetto Theseus era iniziato già nel 1996, con la proposta Naxos (aprile 1996) e proseguito con lo sviluppo di Arianna (estate 1996), contemporaneamente allo sviluppo di Google e di PageRank.
Quando Jeffrey Ullman, professore di Stanford e partner di Brin in Google, venne a Pisa come membro della commissione di valutazione del dipartimento, nel 1999, fu colpito dal nostro lavoro al punto di esprimere questo parere nella relazione ufficiale:
The objective of the project is in a sense a combination of the two viewpoints: develop sophisticated Web applications. The reviewers feel that, while the project is not without flaws, it represents an excellent direction for the department to take. We encourage the department to grow this effort if at all possible.
In privato discutemmo le relazioni con il progetto di Brin-Page, e concordammo che, mentre entrambi utilizzavano le informazioni dei link, loro li usavano per la ricerca, mentre noi li usavamo per la classificazione, ed utilizzavamo non soltanto i link, ma anche quello che chiamavamo il loro contesto, ossia i paragrafi circostanti e i titoli dei capitoli o delle sezioni che li includevano.

Sunday, January 15, 2012

Costa Concordia

Questo video mostra il percorso della Costa Concordia fino all'affondandamento:
Incredibilmente secondo SeeNews la nave sarebbe passata in mezzo ai due scogli di Le Scole, ad una profondità di circa 10m, insufficiente per una nave che pesca 8.5 m.

chiarezza su grasso e proteine

Mi fido sempre poco di ciò che riportano i giornali a proposito di diete, anche quando riferiscono studi scientifici.
L'ultimo esempio è questo articolo di Repubblica, che spiega in modo incontrovertibile, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, che: 
un regime alimentare povero di proteine fa aumentare la massa grassa

una dieta in cui si assumano poche proteine porta all'aumento di grasso a discapito della massa muscolare.
ma che invece:
 il gruppo cui era stata assegnata una dieta povera di proteine aveva preso meno peso.

e tuttavia:

In coloro che avevano seguito la dieta a basso contenuto proteico, più del 90% delle calorie in eccesso era diventato massa grassa. Per gli altri non era più del 50%.
e infine:
Peso diverso, ma stessa quantità di massa grassa, insomma.

Chiaro, no?

Leggendo l'articolo originale, si scopre semplicemente che:
Overeating produced significantly less weight gain in the low protein diet group (3.16 kg; 95% CI, 1.88-4.44 kg) compared with the normal protein diet group (6.05 kg; 95% CI, 4.84-7.26 kg) or the high protein diet group (6.51 kg; 95% CI, 5.23-7.79 kg) (P = .002). Body fat increased similarly in all 3 protein diet groups and represented 50% to more than 90% of the excess stored calories.
Ossia una dieta ricca di proteine porta a un aumento di peso di più del doppio, anche se il grasso accumulato è lo stesso.



Saturday, January 14, 2012

truffa infostrada wind

Da settimane siamo tempestati da chiamate da agenti di Infostrada che ci offrono di passare al loro servizio.
Evidentemente disperati dopo i nostri infiniti dinieghi, sono passati a una tecnica, che a tutti gli effetti va considerata un tentativo di truffa.

Nell'ultima chiamata, la signorina del call center si è qualificata come Telecom e ha cominciato dicendo che si era verificato un problema sulla nostra linea a causa di un intervento di Infostrada-Wind.
Ho risposto che non capivo cosa potessi entrarci io in una questione tra Telecom e Infostrada: che se la risolvessero tra di loro.
La signorina insisteva dicendo che c'era un problema e che andava assolutamente risolto altrimenti saremmo rimasti senza linea.
Le ho risposto che la nostra linea stava funzionando perfettamente e che non capivo cosa stesse dicendo e la invitai a richiamarmi quando avesse avuto le idee più chiare e chiusi la telefonata.
Pochi secondi dopo venivo richiamato dalla stessa signorina che insisteva che c'era un problema causato da Infostrada e chiedeva di parlare col titolare della linea, che è mia moglie.
A mia moglie Maria venne ripetuto lo stesso discorso, che rischiavamo di restare senza linea se non facevamo quanto ci chiedevano. La signorina le chiese di prendere l'ultima bolletta e di indicarle il Codice Segreto in essa indicato. Rispondemmo che non avevamo nessuna bolletta sottomano, e la signorina protestò che non era possibile. Spiegammo che riceviamo le bollette online e che se loro erano Telecom lo avrebbero dovuto sapere e tanto più il codice segreto, che pertanto ci rifiutammo di fornire.
La signorina rispose che in effetti loro erano Telecom e infatti avevano i nostri dati, ripetendo il nome del titolare della linea e il suo codice fiscale.
A questo punto spiegò a Maria che la avrebbe fatta parlare con l'ufficio legale di Telecom e dopo qualche minuto di attesa le venne passata un'altra pesona, che si qualificò come rappresentante dell'ufficio legale di Telecom e ribadì la storia che dovevamo seguire le loro istruzioni: avremmo dovuto confermare l'adesione al servizio Infostrada rispondendo a delle domande che ci sarebbero state poste.
Maria ribadì che non aveva alcuna intenzione di aderire a Infostrada, ma loro insistettero dicendo che questa era la soluzione più semplice, perché a quel punto Telecom avrebbe potuto intervenire e chiedere il rientro presso di loro.
Maria disse che già eravamo in Telecom e non capiva come passare a Infostrada sarebbe stata una soluzione più semplice per restare con Telecom.
Quelli insistevano dicendo che loro facevano sempre così perché quello era il modo più rapido di risolvere il problema (non si capisce quale).
Maria disse che non le tornava, ma comunque acconsentì a ricevere la telefonata.
Poco dopo arrivò una telefonata apparentemente da Infostrada che le chiese se voleva aderire al servizio, a cui ovviamente lei rispose di no: questa volta l'incaricata non fece una grinza, si scusò e richiuse.
A questo punto arrivò una nuova chiamata dal presunto ufficio legale di Telecom in cui si arrabbiarono dicendo che lei avrebbe dovuto rispondere sì a tutte le domande minacciando che altrimenti ci avrebbero staccato la linea.
Maria alla fine si stufò e disse che non poteva affermare il contrario di ciò che pensava e chiuse la telefonata.

Siccome tutta la vicenda puzzava di imbroglio, telefonai a Telecom chiedendo se risultava un qualche problema in corso sulla linea e riferii di tutta la vicenda.
Mi rassicurarono che non c'era nessun problema e nessun intervento in corso e si raccomandarono di non fornire a nessuno informazioni e tantomeno il codice segreto, che è quello che serve per la migrazione ad altri operatori.

Quindi attenzione a tutti, se ricevete proposte come questa, si tratta di un tentativo di truffa da cui guardarsi bene.
Tra l'altro poiché erano coinvolte più persone, si tratta di truffa aggravata.

tremorti e tredispersi

Saturday, January 07, 2012

right to Cerf the net

Vint Cerf has taken public position against Internet access as a human right.
He claims that it is inappropriate to name a technology among fundametal principles, since technology evolves while principles should stand.
I partially agree on this and in fact I would not mention the word "Internet" but a term referring to the medium, rather than to a specific technology.
Nevertheless "freedom of press" is mentioned in many laws worldwide, including the First Amendment, so I see nothing wrong with "freedom of network", meaning the freedom to create, connect, use and share content with any network.
However Cerf seems to restrict human rights to very few things:
Loosely put, it must be among the things we as humans need in order to lead healthy, meaningful lives, like freedom from torture or freedom of conscience.
He misses though that there are other rights that require not just prevention of wrong doing, but an active policy.

Human rights include right to work (Art. 23 of UDHR), right to a standard of living adequate for the health and well-being of himself and of his family, including food, clothing, housing and medical care (Art. 25), right to education (Art. 26).
This does not mean that they should be provided for free: it means that no human could live without them. It is our goal as a society to ensure that these rights are attained for all mankind.
It makes sense to consider access to communication and information networks (not just the specific Internet of today) as a basic right, something that everybody should have.
Technology has created the abundance (not scarsity) that pertains to Commons. We should make the network a Common, shared among every person and collectively owned. Each network user in fact contributes to it in term of both infrastructure (the end device and local loop), content and services.
Cutting out a single person from the network is just an offense against humanity as cutting a piece of brain from someone's head.

Vint Cerf is one of the inventors of the Internet protocols and the leading promoter of the ISOC campaign: "Internet is for everyone", hence his opinions require respect.
However Sir Tim Berners Lee, the inventor of the Web, has a contrary opinion that Internet access is indeed a human right.

Wednesday, December 21, 2011

corsa alla voce

Come c'era da aspettarsi, le aziende stanno cominciando a capire le possibilità rivoluzionarie dell'uso del linguaggio nelle interfacce.

Il movimento è stato accelerato dall'acquisto di Siri da parte di Apple e dal suo utilizzo su iPhone.

Adesso le aziende stanno facendo la corsa ad accaparrarsi le aziende specializzate del settore.
Nuance, dopo l'acquisto di Loquendo, adesso compra Vlingo, una startup di Boston.
Nuance Mobile's senior vice president Mike Thompson said that "virtually every mobile and consumer electronics company on the planet is looking for ways to integrate natural, conversational voice interactions into their mobile products, applications, and services," and said the acquisition of Vlingo would "accelerate the pace of innovation to meet this demand."
Immagino che Telecom Italia si stia rodendo le unghie per aver ceduto un'azienda strategica come Loquendo, tra l'altro a un prezzo irrisorio.

Anche noi negli ultimi 12 anni abbiamo sviluppato una tecnologia di text analytics (Tanl) di primissimo livello, necessaria per interpretare i testi dopo il riconoscimento vocale. È deprimente che non la si riesca a portare sul mercato.

Sunday, December 11, 2011

veronesi tuto mato

In Veneto si dice "veronesi tutti matti", ma qui mi riferisco al prof. Sandro Veronesi, celebre oncologo ed ex ministro della Salute.
Veronesi gode di gran fama di scienziato, ma la mia stima in lui era già scesa parecchio quando aveva accettato di presiedere la Commissione per la Sicurezza Nucleare, su invito del governo Berlusconi.
Veronesi dichiarava una fede assoluta nel nucleare, che stride di per sè con il principio scientifico del dubbio e inoltre ignorava molteplici fatti scientifici che rendono la scelta nucleare attualmente impraticabile.
Infattii Veronesi parve ricredersi dopo l'incidente di Fukushima e rinumciò alla carica nella commissione, che poi comunque venne sciolta.

Ieri sera però ho sentito Veronesi intervenire alla trasmissione "E se domani" su Rai3 sul tema della carne nella dieta umana, un tema più consono alla sua preparazione di medico.
Anche qui però ha usato impropriamente la statistica, sostenendo che il consumo di carne pone a rischio di cancro, citando studi che indicano una più alta incidenza di cancro nelle popolazioni che consumano carne.
Veronesi dovrebbe sapere che correlazione statistica non implica un rapporto di causa effetto.
Inoltre si è espresso contro l'ipotesi che la scoperta della cottura abbia consentito all'Homo Herectus del pleistocene di sviluppare il cervello e le sue capacità intellettuali. Poiché la carne cotta è più digeribile, il consumo di carne avrebbe consentito ai nostri antenati di poter dedicare meno tempo a procacciarsi cibo o a digerire rispetto ad altre razze.
Veronesi confutava questa tesi con argomenti statisticamente irrilevanti, tra cui il fatto che Leonardo e Einstein fossero vegetariani e che che tra gli indiani, che sarebbero vegetariani, ci sono molti con alto quoziente intellettivo.
Ora Einstein divenne vegetariano negli ultimi suoi anni di vita.
Quanto a Leonardo, si inferisce soltanto da alcuni comportamenti che potesse essere vegetariano ed altri ipotizzano persino che la dieta vegetariana possa essere stata correlata all'emiparesi che lo colpì negli ultimi anni.
Infine le abitudini vegetariane degli indiani variano nel tempo e a seconda delle religioni.

In ogni caso, esempi isolati non sono sufficienti per rigettare un'ipotesi scientifica sull'evoluzione della specie:
There is little evidence to the contrary that animal foods have always played a significant role in the diets of all hominin species. Increased reliance on animal foods not only enabled for enhanced encephalization and its concomitant behavioral sophistication, but this dietary practice also permitted colonization of the world outside Africa.

Saturday, December 03, 2011

monti nomen

Monti ha scelto bene i suoi ministri, ma forse si poteva fare di meglio (nomen omen):

Ministro per l 'Ambiente: Cleanit (invece di Clini)
Ministro dell'Interno: Scoppola (invece di Cancellieri)
Ministro della Giustizia: Cancellieri (invece di Di Benedetto)
Ministro della Difesa: Trapattoni (Di Paola)
Ministro per lo Sviluppo Economico: Cresci (Passera)
Ministro del Lavoro: Stanca (Fornero)
Ministro dell'Istruzione: Dotti (Profumo)
Ministro della Salute: Curato (Balduzzi)
Ministro per la Cultura (con delega allo Spettacolo): Carnevale (Ornaghi)
Ministro per gli Affari Europei: Tedesco (Milanesi)
Ministro per gli Affari Regionali: Gnudi, con segretario Affamati (Gnudi)
Ministro per la Coesione: Colla (Barca)
Ministro per le Politiche Agricole: Pianta (Catania)

borghi e sobborghi

Segnalo questo articolo del NYT: The Death of the Fringe Suburb

Pisa è la versione toscana di questo fenomeno: con migliaia di famiglie che si sono trasferite in passato nei dintorni e che affollano la città in macchina tutte le mattine (quando vengono al lavoro) e le notti (quando vengono a divertirsi), provocando in un centro minuscolo una densità di auto tra le più alte d'Italia.
Il centro è stato lasciato agli studenti, per case spesso malamente mantenute e dagli affitti esorbitanti.

Forse non è più il caso di puntare su Fiat per il rilancio economico e di convincere i sindacati che si mettano l'anima in pace.
Lo sviluppo è altrove.

Bisogna investire in piste ciclabili, trasporti pubblici, car/bike sharing e riqualificazione dei centri storici.
Rifare le pavimentazioni con pietre levigate, affinché si possano usare strumenti a ruote: trolley, passeggini, pattini, skateboard. Come hanno fatto a Barcellona, non usando pietre scavate da profondi solchi come hanno fatto in piaza Dante, che richiede scarponi da montagna per l'attraversamento, e un po' meglio in corso Italia.
Non basta limitarsi a chiudere le buche per evitare gli incidenti come quello alla collega Marilisa, che costano al comune molte migliaia di Euro in risarcimenti

Bisogna allargare i marciapiedi, che negli anni dell'auto sono stati ridotti ai minimi termini, fino al caso limite da 30 cm qui in lungarno, a fianco della chiesa di S. Cristina. E se a quel punto non c'è spazio per le auto, ci si rassegni e si chiuda la strada: non era stata prevista per il traffico dei veicoli e per secoli la città è sopravvissuta ugualmente.
L'effetto paradossale è che per facilitare le auto, si sono obbligati i pedoni a camminare sulle strade, un'abitudine inveterata nei pisani, che ormai lo fanno anche dove i marciapiedi ci sono.
Di conseguenza il traffico delle auto si rallenta, ottenendo l'opposto dello scopo e provocando disagi a tutti.
Inoltre vanno interrati gli scarichi delle grondaie.
Quando piove a Pisa non si può camminare perché ci sono rivoli d'acqua ogni 3 metri da attraversare con gli stivali.

Basta andare in una qualunque media città a nord degli Appennini (Modena, Reggio Emilia, Udine per citare le ultime che ho visitato) per notare la differenza tra il decoro di queste e la sciatteria di Pisa.

Invece di mandare le startup a Ospedaletto o Navacchio, occorre creare spazi in centro per nuove aziende vicine all'università.


Tuesday, November 22, 2011

creativi assurdi

Ho già fatto osservare che tutte le pubblicità di automobili ce le fanno vedere muoversi in assoluto silenzio, senza minimo rumore di motore, spesso sullo sfondo di paesaggi naturali incontaminati.
Uno recente si spinge persino a mostrare un automoblista assordato dai rumori di città, che si rifugia dentro la macchina, dove regna un silenzio perfetto. Chissà chi lo produceva il rumore là fuori.

Un altro esempio di assurdo logico è il seguente.
Cosa fanno tutti i migliori alteti italiani, Fiona May, Cristina Vezzali, Federica Pellegrini, Andrew Howe e Alex Schwazer, quando non si allenano?
Mangiano merendine o le fanno mangiare ai loro figli.

Come si può immaginare di circumveire il pubblico cercando di annullare le caratteristiche negative dei prodotti (inquinamento per le auto, obesità per le merendine) associandole con immagini del loro opposto?
Pensano che i consumatori non abbiano capacità di raziocinio e un'immagine sia sufficiente ad annullare la realtà dei fatti?



Saturday, November 19, 2011

belusconi web

Mi preoccupa molto l'intenzione di Berlusconi di investire in una web TV.
Anche se con molto ritardo, Berlusconi sembra aver capito che il controllo delle televsioni non è più sufficiente per canalizzare il consenso.
Il web è molto dinamico, ma anche molto disarticolato, essendo sostanzialmente sostenuto e alimentato da volontari con mezzi artigianali.

Conquistare audience sul web non è stato finora una faccenda da grandi agenzie o da strateghi della comunicazione.
Ci sono numerosi esempi di fallimento: AOL+TimesWarner, Google Video rispetto a YouTube, giornali oline rispetto a Huffington Post.
In genere il successo sul web arride in modo inatteso a qualche fortunata startup che viene esaltato dal fenomeno di concentrazione dovuto alla legge di Zipf.

Il modo più sicuro per avere successo sul web è di acquistare qualcuno che ha già un qualche successo e contribuire alla sua crescita. L'acquisto di YouTube da parte di Google è un classico esempio.
Ma neanche questo riesce sempre, vedi Murdoch con MySpace.

Tuttavia Berlusconi potrebbe riuscire, specie se riesce a combinare i contenuti degli utenti con quelli professionali, come fa l'Huffington Post.

La sinistra in questo caso resterebbe disarmata e sconfitta e sarebbe una sconfitta da cui non c'è via d'uscita.

Ci può consolare solo che in questo momento non ci sono esempi di grande successo in rete in Italia che Berlusconi possa acquisire. L'unica eccezione è il blog di Beppe Grillo, che non è proprio adatto.

canaloplasty

On Wednesday I underwent canaloplasty, a surgical treatment for glaucoma in my right eye.
Canaloplasty is a new advanced treatment that unclogs the Schlemm's canal which collects the aqueous humor from the anterior chamber of the eye and disperses it.
In a pigmentary glaucoma like mine, the canal gets clogged by particles of pigment from the iris.
I decided to go for this treatment, despite contrary opinions of my ophthalmologists in Pisa and Barcelona, since it looked to me a better solution than creating an artificial channel through the eye, as in trabeculectomy or drainage implants, which are more conventional solutions.
Restoring the natural flow sounded like the right idea: the only problem is that the surgical procedure is complex and requires a good eye surgeon.
There are only about a dozen of them in Europe.
I found one in Udine, dr. Paolo Brusini, who has been a pioneer performing it since a couple of years.

The surgery requires passing a microcatheter all the way through the Schlemm's canal, i.e. 360 degrees around the iris. The catheter is a tiny fiber optic with a light on top, so that the surgeon can see its position.
Despite the anesthesia I could feel the catheter moving within the eye.
Brusini started from the top moving counterclockwise but when reached 8 hours it found a blockage.
It was a moment of tension, then Brusini decided to remove the catheter and to try in the other direction.
This time the blockage was removed and the catheter reappeared from the end of the channel.
It was a moment of cheer and I heard a sigh of relief from Brusini and his collaborators.
The whole operation took more than an hour and Brusini said that all canaloplasty operations are quite stressful for him, and indeed he had to take a rest after finishing.

I am very grateful to Brusini for his competence, dedication and passion in his work. He and his team at the Udine Hospital have been very competent and kind.
It is just a pity that surgery rooms and other facilities for his clinic are not enough and hence the waiting list is long.

The day after surgery I was released and I can already behave normally as the eye completes recovery.
The pressure in the eye is down to 12 mmHg, from levels up to 40 in the days before surgery, despite the use of drops and diuretics to control it.

Monday, November 14, 2011

videocrasia

Nella dibattito che Enrico Mentana ha condotto ieri sera prima della proiezione del film Videocracy, egli ha discusso con i giornalisti Aldo Cazzullo e Massimo Giannini delle manifestazioni davanti al Quirinale quando Berlusconi è andato a presentare le sue dimissioni a Napolitano.
Cazzullo aveva scritto un pesante editoriale sul Corriere in cui condannava tali manifestazioni. Sorvolava invece sui ben più indecenti atteggiamenti e gestacci dei politici nella stessa circostanza.
Giannini ha invece sostenuto che si trattasse di una manifestazione fisiologica e non particolarmente deprecabile.

Del dibattito mi ha colpito invece la mancanza di logica nei ragionamenti di Mentana e Cazzullo.
I dimostranti di sabato venivano assimilati a quelli del finale del Caimano, che erano invece l’opposto, una sommossa violenta scatenata dal premier condannato in tribunale.
In piazza c’era invece un’orchestra e un coro che manifestava gioia cantando l’Hallelujah di Handel, una manifestazione del tutto pacifica, come ammettevano gli stessi giornalisti che la criticavano.
Cazzullo si lamentava che la polizia avesse dovuto chiudere la zona: come se questo fosse una prova di violenze in corso.

Ma il ragionamento più assurdo era quello di Cazzullo che diceva che bisognava stare attenti alle critiche, perché non è detto che Berlusconi sia finito.
Quindi non si può criticare liberamente per timore di possibili rappresaglie?
È questo il comportamento che i nostri giornalisti consigliano di tenere in una democrazia?
Non sottende questo l’assuefazione ad un regime, di cui bisogna avere paura?
E non è proprio questo ciò che abbiamo imparato di Berlusconi, che è spietato contro i nemici, che comprendono giornalisti come Biagi, Santoro, Luzzatti, attori satirici come la Guzzanti e politici come Dotti, Scognamiglio, Casini e Fini e chiunque altro abbia osato opporglisi?

Gli ingenui giornalisti ci hanno invece ancora una volta spacciato l’immagine di un Berlusconi che vuole essere amato e piacere a tutti: tutti quelli che gli si inchinano.
E i giornalisti ci invitano a inchinarci, anziché a tenere la schiena dritta come chiedeva Montanelli.

Wednesday, November 02, 2011

poro lupi

Dopo la figura penosa della Gelmini la settimana scorsa a Ballarò, ieri abbiamo assistito ad un altro esempio della decomposizione delle menti della maggioranza.

La Bernini e Lupi si erano preparati il solito discorsetto trito e ritrito sul fatto che la crisi viene da fuori, dall'Europa e che è tutta colpa del debito pubblico che questo governo ha ereditato dai precedenti.
Lupi sbandierava il fatto che tutte le borse europee, non solo quella italiana, oggi erano crollate.
Peccato che di fronte a loro ci fosse un agguerrito Luigi Abete che è sbottato dicendo che Lupi era fuori di testa.
Lupi era infatti in stato confusionale: non capiva che un conto sono le borse, che reagiscono a fenomeni complessivi, in particolare al rischio sul debito greco e su come questo possa riflettersi sulle banche europee, comprese quelle italiane, che sono esposte in titoli greci.
Altro conto è lo spread, l'interesse sul debito pubblico italiano, che riguarda solo la credibilità e solvibilità dell'Italia.
E lo spread è aumentato sempre, anche il giorno dopo la lettera di Bersluconi alla UE, quando invece le borse sono risalite, come riferiva gongolante Lupi: risalite non per la lettera di Berlsuconi, ma per l'accordo sul sostegno alla Grecia.

Abete ha messo alle strette la Bernini chiedendole: ma se il problema è europeo, non occorre che l'Italia faccia niente, tocca all'Europa risolverlo?
La povera donna zeppa di botulino, che fa già fatica ad aprire la bocca, non avendo argomenti ha cercato di metterla in cagnara, che è la seconda tecnica che hanno insegnato ai politici di destra che partecipano ai talk show.
Ma neanche questo ha funzionato: Floris ormai lo ha imparato e al primo accenno fa abbassare i microfoni ai caciaroni e li blocca sul nascere.
Se si voleva ragionare, si poteva citare l'articolo di Paul Krugman sul NYT, sul secchio bucato degli interventi europeri. Krugman spiega che usare la BCE, finanziata dagli stati europei, per sostenere gli stati europei è come cercare di svuotare l'acqua di una falla in una barca con un secchio bucato. Può dare un piccolo sollievo temporaneo, ma presto bisogna tamponare la falla.
Alla Bernini che diceva che il problema è un problema europeo, bisognava spiegare che all'origine del problema europeo ci sono la Grecia e l'Italia e che se l'Italia non risolve i suoi problemi, come ci chiedono inisistentemente i nostri partner, nemmeno il problema europeo si risolve. I tedeschi e la Merkel in particolare hanno dimostrato molta pazienza finora, accettando di darci una ultima chance di dimostrare che riusciamo a fare interventi seri e concreti.
Alla Camusso e a Floris che indicavano le decine di provvedimenti annunciati e mai attuati dal governo per ridurre il debito e rilanciare la crescita, faceva solo pena sentire la Bernini tentare sfacciatamente di negare che il governo avesse fatto ben poco finora. Se avesse fatto il suo dovere evidentemente non saremmo qui a discutere sui diktat della BCE.

È stato ancora più vergognoso Lupi quando ha usato il solito argomento trito di rinfacciare all'opposizione certi comportamenti di cui viene accusata la maggioranza, in stile Cicchitto, Schifani o Capezzone.
In particolare ha provato a lagnarsi della segnalazione di Rutelli che un parlamentare, Antonione, avesse deciso di lasciare la maggioranza.
Lupi si è lamentato dicendo che quando uno lascia la maggioranza è considerato serio, mentre se lascia l'opposizione no. Strano che Lupi finga di non sapere che chi passa alla maggioranza riceve un congruo compenso in termini di posti di sottosegretario o simili, quindi si tratta di azioni deprecabili sia per chi le compie che per chi le negozia.

Friday, October 28, 2011

Pora stella

Forse a qualcuno è sfuggito, perché Maria Stella on. Gelmini lo ha detto a Ballarò soffocata dagli applausi per Fini.
Per controbattere a Gianfranco Fini, che riferiva che la moglie di Umberto sen. Bossi era andata in pensione di anzianità a 39 anni, la pora Stella ha affermato, credendo di avere in mano la prova dell'inganno:
Non è vero. Ho visitato la Bosina e tuttora insegna la moglie di Bossi.
Infatti Mauela Marrone in Bossi percepisce sia la pensione di anzianità dello Stato e sia insegna alla Bosina, una scuola privata che si pone tra gli obiettivi di "formare cittadini coscienti dell’identità territoriale" e che riceve 800 mila Euro di sussidi dal governo, in barba all'art. 33 della Costituzione che sancisce:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Sempre nella stessa trasmissione, la pora stella ha sostenuto che i governi Berlusconi non hanno mai messo le mani nelle tasche degli italiani, lasciandoci col mistero da quali tasche provengano i 200 miliardi di manovre attuate dal fido Tremonti. Non dimentichiamoci che sempre a Ballarò la Gelmini assicurò che se Tremonti avesse fatto dei tagli al suo ministero, glielo avrebbe detto. Lei ingenua si è dovuta ricredere quando qualche settimana fa si è svegliata dai suoi sogni dicendo che non avrebbe più accettato tagli al suo ministero.

Infine, ciliegina sulla torta, di fronte alle critiche alla scuola, si è difesa con l'arma letale:
La scuola italiana l'ha distrutta la sinistra!
Così ha fatto harakiri, ammettendo che la scuola è stata distrutta, ma facendo finta di non sapere che non c'è stato nessun ministro dell'Istruzione di sinistra in 65 anni di repubblica, se non una breve parentesi di 4 anni con Luigi Berlinguer.

Sunday, October 09, 2011

bongiorno sveglia!

L'avv. Giulia Bongiorno, intervistata da Lucia Annunziata, spiega le ragioni della sue dimissioni dalla Commissione Giustizia della Camera, sulla questione della legge bavaglio sulle intercettazioni.
Bongiorno sostiene che Berlusconi fa finta di essere garantista, in realtà è interessato solo a coprire i suoi problemi.
La Annunziata giustamente le chiede come mai le ci sono voluti 4 anni per arrivare a questa conclusione.
Allora la Bongiorno spiega che lei ha avuto l'incarico di negoziare la fusione tra Forza Italia e An e Berlusconi continuava a metterle ostacoli. Alla fine si è visto come è andata a finire, con i Finiani cacciati dal PdL.
Evidentemente né lei né Fini hanno capito che non si possono fare accordi con Berlusconi, come sa bene D'Alema dai tempi della bicamerale, e poi Dotti, Scognamiglio, Pera, Pannella, Adornato, Guzzanti, Casini e una lunga lista di personaggi usati e gettati.
Se a Berlusconi offri il dito, lui si prende il braccio, e non ha nessuno scrupolo a gettare a mare qualunque accordo, nel momento in cui sente in posizione di forza. Ti attira nella sua tana, ti succhia l'anima e a quel punto ti schiaccia. Avanti il prossimo.

In altre parole, il famoso detto di Abramo Lincoln:
Puoi imbrogliare tutti qualche volta, ma non puoi imbrogliare tutti tutte le volte.
non vale se i tutti da imbrogliare cambiano nel tempo e sono così sprovveduti da non avere memoria storica.

Insomma Bongiorno sarà un bravo avvocato, ma come politica è piuttosto ingenua, come peraltro il suo presidente Gianfranco Fini.

Saturday, October 08, 2011

Scamarcio sguardo fisso

Scamarcio è l'interprete di una scalcagnata miniserie TV intitolata "Il segreto dell'acqua".
L'ho seguita per vedere se Scamarcio nelle sei puntate avrebbe mai cambiato espressione del viso.
Invece per tutto il tempo mantiene la stessa espressione vuota e assente, qualunque cosa succede: se stia scopando la collega poliziotta fidanzata del fratello, oppure se sia preso a pistolettate o se reciti l'omelia funebre per un collega assassinato.
Sembra che Scamarcio faccia quel gioco che si fa tra ragazzi di guardarsi in faccia fino a che uno perde mettendosi a ridere. Scamarcio purtroppo vince: ho aspettato inutilmente che Scamarcio prorompesse in una risata liberatoria. In questo dimostra abilità simili a quelle di "expressionless mug" Tobey Maguire in Spiderman, anche se a Maguire capitano cose ben più incredibili.

La storia è completamente scalcagnata: dovrebbe parlare di mafia e di clandestini a Palermo e di approvvigionamento idrico.
In realtà la mafia sembra occuparsi di speculazione edilizia, acquistando case, ristrutturandole e vendendole.
Si occupa anche di costruire un acquedotto per cui impiega manodopera clandestina, ma a parte questo non si capisce cosa ci sia di illegale, visto che opera sulla base di un contratto di cui deve rispettare i tempi di consegna e il lavoro sembra fatto ad opera d'arte.
Ci sono un certo numero di morti, la cui logica sfugge e spesso non è legata a questioni di mafia.
Un imprenditore affoga un extra-comunitario perché fidanzato con la figlia e poi muore a sua volta di infarto.
Uno si suicida per aver rinchiuso la madre in un ospizio, un altro cade dalle scale fuggendo dai poliziotti non si sa perché.
L'unico che muore per motivi di mafia è un poliziotto traditore, che si redime salvando Scamarcio dai proiettili.
Il mandante dell'omicidio è il padre di Scamarcio, un mafioso interpretato da un attore che biascica le parole, forse cercando di imitare Marlon Brando del Padrino, ma non si capisce nulla di ciò che dice.
Comunque tutto finisce a tarallucci e vino, perché il fratello di Scamarcio, colpito dal suo sguardo durante la deposizione in tribunale, si pente e accusa il padre.

Insegnate ai procuratori antimafia come fare quello sguardo micidiale e avremo sconfitto la mafia.

Nel frattempo ridateci Camilleri e Montalbano.

Friday, October 07, 2011

Jobs rinnova la sua sfida

Steve Jobs è stato indubbiamente un grande innovatore e ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'informatica. La sua morte prematura colpisce e lascia un vuoto incolmabile.

Sotto la sua guida Apple, più che inventare, è stata in grado di cogliere le invenzioni altrui e renderle accessibili ad un vasto pubblico.

Ma, come diceva Henry Ford, una tecnologia è rivoluzionaria quando viene resa disponible a tutti: questo è ciò che ha fatto Jobs e che ha reso Apple una società rivoluzionaria.
Rivoluzioni in informatica continueranno a esserci, e saranno alimentate da chi fa ricerca e inventa, ma non possono fare a meno di chi le trasforma in strumenti per tutti.
Proprio a questo proposito, noto una singolare coincidenza con una notizia di due giorni fa: l'introduzione di un'interfaccia vocale sugli iPhone.
L'interfaccia voice su iPhone apre finalmente la strada all'uso del linguaggio in sostituzione delle interfacce grafiche.
In dieci anni di ricerca sull'analisi del linguaggio ha fatto progressi straordinari.

L'addio di Steve Job potrebbe quindi coincidere con il superamento delle interfacce GUI inventate da Alan Kay e che Jobs seppe trasferire in prodotti di largo consumo, rivoluzionando il mondo, non solo informatico.

Forse lo stesso avverrà con le interfacce in linguaggio naturale, e Steve Jobs ci lascia dopo aver lanciato la sfida per la prossima rivoluzione.

Ancora una volta Apple non ha inventato, ma ha acquisito la tecnologia da SIRI, una startup dell'SRI, che a sua volta utilizza le tecnologie di ASR di Nuance, che a sua volta ha di recente acquistato Loquendo.

Loquendo era uno spinoff del vecchio CSELT di Torino, dove nacque tra l'altro lo standard MP3. È stata ceduta da Telecom Italia a un prezzo irrisorio, circa il doppio del fatturato.

Anche in questo caso le aziende italiane hanno dimostrato di non sapere sfruttare la tecnologia e di non essere capaci di competere a livello globale. Appena hanno qualche carta da giocare, si ritirano, come fece qualche anno fa Pirelli, cedendo la produzione di dispositivi in fibra ottica a Cisco.

Poi magari finiscono a chiedere aiuti al governo e protezione per il mercato nazionale, come Telecom e Alitalia.

Wednesday, September 14, 2011

Tlemonti

Altra giravolta del genio di Tremonti che aveva additato la Cina come fonte di tutti i nostri mali.
Adesso Tlemonti offle ai cinesi in svendita quote di società italiane in cambio dell'acquisto di BTP che non riesce a piazzare più a nessuno se non a tassi quasi da usura.
Chissà perché vendere l'Alitalia ai francesi non andava bene, invece vendere Eni e Enel ai cinesi è cosa buona e giusta. Forse l'energia è meno strategica del trasporto aereo passeggeri?
Per l'Alitalia abbiamo gettato al vento 4-5 di milardi di Euro, che tanto i miliardi ci avanzano da tutte le parti. Comunque Air France già possiede il 25% di Alitalia e finirà per acquistare anche il resto a prezzi molto inferiori a quanto promesso al governo Prodi prima che Berlusconi con le sue bravate mandasse a monte l'affare.

Friday, August 19, 2011

borsello elettronico

Per consentire la tracciabilità di tutti i pagamenti e insieme dre un impulso all'innovazione e all'industria europea, propongo di introdurre la moneta elettronica per l'Euro.
I passi da svolgere a livello europeo sarebbero questi:

1. Definizione di uno standard europeo per la moneta elettronica

2. Specifiche internazionali di borsello elettronico ricaricabile per le minute spese con tecnologia NFC (Near Field Communication)

3. Commessa a consorzio europeo per lo sviluppo di lettori NFC per addebito spese da borsello elettronico

4. Riduzione IVA di 1% su tutte le spese pagate con moneta elettronica nei primi 5 anni



Friday, August 12, 2011

tremonti: il licenziamento felice

Ammettendo alfine la necessità di una "manovla molto folte", tentando di aggiustare frettolosamente la sua patetica manovra precedente, Tremonti ha illustrato oggi le sue proposte, tra le quali spicca, pare su suggerimento della BCE, l'idea del licenziamento felice, ossia "il superamento di un sistema aziendale rigido e il licenziamento e la dismissione del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici", una "sorta di diritto di licenziare", ma "compensato con migliori posti di lavoro".

Resta da capire chi sarà felice del licenziamento: l'azienda, il lavoratore o l'assicurazione.




Sunday, August 07, 2011

la seconda scoperta del secolo

Dopo aver scoperto che il PdL è un partito di servi, Ernesto Galli della Loggia fa la sua seconda grande scoperta che la Rai è stata ridotta a un ectoplasma attraverso le direttive, le nomine pilotate, i diktat bulgari emessi da Berlusconi in barba al conflitto di interessi.
Attento Ernesto, la prossima epurazione potrebbe toccare a te!
Il tuo direttore Ferruccio l'ha già sperimentata una volta e ha dovuto abbassare la cresta.

monti per tremonti

Monti bacchetta Berlusconi e Tremonti in un lucido editoriale sul Pompiere della Sera, che qualche giorno fa aveva detto che bisognava "domare subito l'incendio" (forse per non smentire il nomignolo affibbiatogli da Travaglio).

Ciò che dice sembra talmente ovvio che non si capisce come il governo e gran parte degli italiani siano stati incapaci di riconoscerlo.

Il podestà straniero che Monti evoca però darà solo le indicazioni sugli obiettivi che l'Italia dovrà raggiungere. Mi chiedo chi sarà a definire le strategie per raggiungerli. Se saranno gli stessi, Tremonti e Berlusconi, che ci hanno portati a questa situazione, non sono stati nemmeno capaci di capirla e hanno proposto soluzioni sbagliate e insufficienti, allora siamo proprio in cattive mani.

Come Paul Krugman sostiene in un Op-Ed sul NYT, ci si dovrebbe porre l'obiettivo di una crescita e in particolare dell'occupazione, che è il dramma maggiore per le giovani generazioni e per il futuro dell'economia occidentale.

Non è con condoni, cartolarizzazioni o altri giochini di finanza creativa che si rilancia l'economia del paese.

Toccherebbe a persone come Monti cha hanno idee e competenze, prendere coraggio, farsi avanti e guidare il paese verso l'uscita dal tunnel.

Thursday, August 04, 2011

parti dissociali

Sono andato a leggere il documento che le parti sociali hanno sottoposto oggi al Governo per fronteggiare la situazione economica del paese.

Si tratta di un documento breve in cui vengono indicate 6 priorità.
Ciò mi ha fatto subito ben sperare, ma le speranze si sono subito dileguate.

1 punto. Pareggio di bilancio 2014. Questa è la favoletta di Tremonti, scaricata sul governo che verrà, ma siamo seri. Vogliamo puntare a questo per il rilancio dell'economia del paese?

2 punto. Costi della Politica. Ridurre i costi, abolire le province, accorpare i comuni. Tutto giusto. Ma che cosa c'entra questo col rilancio economico del paese? È una questione politica, non credo se ne dovrebbero impicciare i sindacati.

3 punto. Liberalizzazioni e privatizzazioni. Ma se questo è ciò che Berluscononi considera il suo grande sogno: portare a compimento la grande "rivoluzione liberale". Forse il problema è intendersi su cosa vuol dire "liberalizzare e privatizzare", e allora queste poche righe di documento non sono sufficienti a definire l'obiettivo. Ne sa qualcosa Bersani quando ha tentato qualche liberalizzazione o quando di recente si è tentanto di mettere mano a una riforma degli albi professionali. A tutti va bene liberalizzare, purché sia nel settore diverso dal nostro! E quindi non si fa mai nessuna liberalizzazione. Occorre spiegare come fare a uscire da questa impasse, altrimenti anche questo è whishful thinking.
Privatizzazioni poi, se non si accettano capitali stranieri stiamo freschi: le aziende italiane sono sottocapitalizzate di loro, figurati se hanno capitali freschi da investire: Alitalia docet. Ma per attirare capitali stranieri occorre un sistema produttivo, infrastrutture e servizi all'altezza di un paese moderno. Queste non si improvvisano.

4 punto. Sbloccare gli investimenti. Sbloccare le opere già finanziate. Questo è l'unico intervento concreto richiesto in tutto il documento.
Un altro, semplicissimo ed efficace, sarebbe di chiedere che le amministrazioni paghino le fatture a 30 giorni, sollevando molte imprese da problemi di cassa.
Modificare il titolo V invece è un'altra di quelle cose che richiedono tempi lunghissmi e non da alcun sollievo immediato alle aziende.

5 punto. Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Approvare rapidamente i provvedimenti all'esame del parlamento. Questo non mi sembra un grande suggerimento, né tantomeno quello di una riforma della PA che permetta recupero di produttività. Ora o si ritiene che Brunetta sia un cretino e se ne chiedono le dimissioni, altrimenti questo è ciò che lui dichiara di stare facendo.

6 punto. Mercato del lavoro. Le parti sociali preseguiranno l'impegno a modernizzare le relazioni sindacali. Mi sembra faccia parte del loro mestiere, dovrebbe andare da sè quasi senza dirlo. Non mi è neanche chiaro a chi lo dicano: a sè stessi? Le relazioni sindacali non sono certo col governo.

Insomma, mentre il paese affonda, siamo ancora a fumose dichiarazioni, a impicciarsi di questioni altrui, a fughe in avanti e a non proporre niente di concreto e di preciso.

Wednesday, August 03, 2011

berlusconi e la soluzione finale

Straordinario discorso di Berusconi poco fa in Parlamento. Ci ha spiegato che ín Italia non c'è da preoccuparsi perché le banche hanno liquidità superiore a quella delle banche degli altri paesi e hanno superato bene gli stress test, le famiglie e le aziende sono molto meno indebitate di quelle degli altri paesi.
Sono gli investitori internazionali che non capiscono come stanno veramente le cose, ma il governo ha già messo in atto tutti gli interventi per rientrare dal debito entro il 2014 e sia Barroso che Junkers al telefono gli hanno confermato che il governo sta facendo bene.
Comunque lui si impegna di persona a tirare fuori l'Italia dalla crisi che è planetaria.
In altri termini, si impegna a portare l'Italia fuori dalla Terra.

Il solito esagerato: basterebbe che se ne andasse lui fuori dall'Italia!

Tuesday, August 02, 2011

missioni sinistre

Complimenti alla sinistra italiana per il voto a favore del finanziamento delle missioni all'estero.
Passava lo stesso anche se votava contro, ma almeno non si dava l'appoggio a iniziative che persino l'ex capo dell'intelligence di Obama considera fallimentari.
Blair estimated that there are some 4,000 terrorists worldwide, and a budget of some $80 billion devoted to fighting them -- a figure he said did not include the wars of Afghanistan or Iraq.
"That's $20 million for each of these people ... Is that proportionate?"
Invece a noi italiani di soldi da buttare in guerre inutili ce ne avanzano da tutte le tasche.

PS.
Il rifinanziamento prevede l'acquisto di aerei in grado di trasportare ordigni nucleari. Qualcuno dei votanti a favore è in grado di spiegare in quale modo un ordigno nucleare può essere utilizzato in una missione di pace?

viale del Tremonti

Sono anni che dico che bisogna cacciare Tremonti. A dicembre c'eravamo quasi, poi sono arrivate le Giubbe Rosse guidate da Napolitano a salvare Berlusconi dandogli un mese di tempo per riorganizzare le truppe.

Non fosse bastato, Napolitano si è messo di nuovo alla guida delle truppe di soccorso organizzando l'approvazione rapida della più assurda manovra economica concepita dal genio di Treconti.
Così assurda che in due giorni lo spread è aumentato di 100 punti e si è rimangiato il doppio del valore della manovra stessa, costringendo il genio dei conti a modificare in mezza giornata la manovra concepita in sei mesi per portarla da 1,5 miliardi a 40 miliardi, facendo così contento, presumo, Napolitano.
Per qualche giorno lo spread è sceso sotto i 300 e Treconti ha gloriosamente dichiarato che era merito suo, dimenticando i massicci acquisti di BTP che si è dovuta sobbarcare la BCE.
Ma notoriamente, cercare di tirarsi su per i lacci delle scarpe non dura a lungo e difatti oggi siamo arrivati al record di 355.

Ebbene, a questo punto, visto che Berlusconi non è uno stupido, ma Bersani forse sì, il risultato è che a disfarsi di Tremonti sarà Berlusconi stesso, lasciando con un palmo di naso Bersani, la sinistra, il terzo polo, confindustria, Montezzemmola, sindacatti e tutti gli altri.
Mentre tutti gli altri stanno lì timorosi di fare una mossa, mamma mia, non sia mai, chissà come reagiscono i mercati, chissà che succede se casca Berlusconi, e chi ci va poi al governo, e questa sinistra sarà poi in grado di governare.
Cacasotto, frignoni, incapaci.
Adesso ci terremo altri dieci anni di Berlusconi e di Berlusconismo.
Diteglielo a Bersani e al PD che si vergognino, che fanno schifo, che si tolgano di mezzo, che i loro tatticismi non porteranno mai da nessuna parte.

Saturday, July 30, 2011

tremonti memoria

Tanto per non scordare cose che già ho ricordato ma che è bene ripetere e diffondere perché sarebbe giunto il momento di disfarsi di questo solenne buffone oltre che adesso conclamato piccolo imbroglione.
Ecco le numerose giravolte di Tremonti in politica economica.
Ne avesse mai azzeccata una. Ci ha sempre spiegato con le sue illuminanti tautologie i fenomeni dopo che erano avvenuti prendendo provvedimenti sbagliati per rabberciare la situazione causata dai suoi improvvidi provvedimenti precedenti.

tracce di tremonti

Ora si è capito perché Tremonti ha insistito tanto per abolire la norma sulla tracciabilità dei pagamenti, quella introdotta dal suo pedecessore Visco che obbligava l'uso deli assegni per gli importi superiori a 100 Euro.
Se no come faceva Tremonti a pagare in nero in contanti i 4000 Euro di affitto dell'appartamento di Milanese.
Lui ha ammesso di aver fatto un errore, ma d'altra parte, poverino, lavora così tanto, per il bene dell'Italia, che non può occuparsi di questi dettagli.
Certo, con quel che guadagna, Tremonti potrebbe permettersi di rivolgersi a un commercialista. Gliene potrei consigliare uno famoso, che è suo omonimo.

Thursday, July 28, 2011

innovazione massima locale

Vi racconto una storia.

Un'azienda produceva panini per hamburger. Gli ingredienti erano farina, lievito, sale, zucchero. Era leader in quel mercato.
Gli agricoltori del paese però entrarono in crisi a causa della concorrenza internazionale e chiesero sussidi al governo. Il governo intervenne per favorire l'innovazione nella produzione di corn syrup, al punto che il corn syrup divenne molto più economico dello zucchero.
La ditta dei panini introdusse innovazione di prodotto utilizzando corn syrup nei suoi panini al posto dello zucchero e dando loro un sapore che li rese speciali.
Anche i produttori di bevande gasate innovarono i loro prodotti sostituendo lo zucchero con il corn syrup e gli agricoltori furono molto contenti.
Qualche anno dopo un lungo e laborioso studio medico scoprì che la popolazione era molto ingrassata e questo provocava molte malattie quali il diabete, e che questo, oltre ai danni alla salute causava ingenti costi sanitari.
Pertanto venne lanciata una campagna per convincere i cittadini a ridurre il consumo di hamburger. I consumi scesero e la ditta che produceva i panini fallì.
Lo studio venne ripetuto e rivelò che le persone sovrappeso non erano diminuite, bensì aumentati.
Si scoprì che un studio svolto da un eretico ricercatore che tutte le riviste ufficiali avevano fino a quel momento ignorato, spiegava che mentre lo zucchero è una sostanza naturale che il fegato riconosce ed è in grado di scomporre e dissolvere eliminadolo col metabolismo, il corn syrup si maschera e si combina nei grassi formando composti che si accumulano nell'organismo in composti non smaltibili. A tutti gli effetti il corn syrup è una sostanza tossica che andrebbe vietata.
Morale della storia: l'innovazione a volte può portare a benefici locali che non sempre corrispondono a benefici globali.

Wednesday, July 27, 2011

suchert

Nel blog Tempo Reale di Vittorio Zucconi appaiono a volte commenti molto intelligenti firmati da un certo suchert. Riporto l'ultimo che ho trovato degno di non andare perduto.

In “Le origini del totalitarismo”, Hanna Arendt cita Toqueville ed il suo “L’Ancien Régime et la Révolution” per riaffermare come non sia il privilegio in sé ad essere oggetto dell’odio popolare, ma il privilegio inutile, non accompagnato da un reale potere e dalle responsabilità che, sempre, del potere sono diretta conseguenza.

La rivoluzione francese giunse quando l’aristocrazia era già ben avviata lungo la propria parabola discendente; quando, sotto la monarchia assoluta, era già venuta meno la sua funzione di classe dirigente e solo le restavano i patrimoni.
L’aristocrazia della fine dell’ancien régime era, nella percezione popolare, una casta di buoni a nulla, incapaci anche di esercitare il potere, la cui ricchezza appariva del tutto superflua. Parassitaria.
Un situazione del tutto simile è quella in cui si trovano oggi i nostri politicanti, sia in parlamento che nelle amministrazioni locali.
La legge elettorale e il voto di fiducia palese hanno, di fatto, esautorato il parlamento.
Onorevoli e Senatori, e il loro infimo livello intellettuale ne é la dimostrazione, non hanno ormai altra funzione che quella di votare seguendo le istruzioni dei capi dei propri partiti. Svolgono, perlomeno agli occhi dei cittadini, un compito troppo modesto per pretendere di conservare i privilegi di cui godono; chiunque si sente in grado di schiacciare a comando un bottone e pare assurdo che per fare quello, e nulla più, qualcuno che pure non sembra troppo intelligente o preparato (e di fatto non serve che lo sia) riceva dei compensi, in denaro e in natura, del tutto sproporzionati ai salari con cui deve sopravvivere la stragrande maggioranza degli italiani.
Le restrizioni imposte dalla disastrosa situazione delle finanze pubbliche alle amministrazioni locali, non solo ha diminuito la qualità e quantità dei servizi di cui godono i cittadini, ma ha ridotto, e di molto, la capacità dei politicanti di distribuire favori di ogni tipo e, prima d’ogni altra cosa, posti di lavoro.
I cittadini, parafrasando di nuovo Arendt, erano disposti ad accettare l’abuso e l’arbitrio di assessori e consiglieri regionali perché, per quanto fossero ingiusti o addirittura illegali, rappresentavano il modo in cui veniva esercitato un potere che avvertivano, sulla propria pelle, come reale. Da quando il governo centrale ha stretto i cordoni della borsa questo potere è, nella percezione di molti, scomparso; resta la visione, anche a livello locale, di una classe non più dirigente di privilegiati, solitamente impreparati a svolgere i propri compiti, che hanno perso qualunque funzione che non sia la difesa del proprio privilegio.
Non bisogna essere dei maghi della finanza per capire che, al più tardi in autunno, sarà necessario chiedere altri sacrifici ai cittadini; non è più del tutto vero il detto “trade until May then sail away”, lavora fino a maggio e poi va in barca, degli operatori di Wall Street, ma i mercati tendono ancora a rallentare le operazioni durante l’estate e, a meno di sviluppi drammatici della crisi del debito USA, sarà solo dopo le ferie che, si scatenerà tutta la furia di una tempesta di cui, temo, abbiamo visto solo l’inizio.
I nostri politici, che siano di destra o sinistra in questo caso c’entra ben poco, hanno pochissimo tempo per ridimensionare drasticamente i propri costi, se non è già troppo tardi. Non si tratta, da parte loro, solo di far risparmiare all’erario qualche miliardo di euro, ma, soprattutto, di dimostrare al Paese la propria voglia di essere davvero, prima di tutto con l’esempio, classe dirigente.
Non lo facessero, e tale è la loro stupidità che non paiono disposti a farlo, temo che scopriranno che la pazienza degli italiani pare infinita, ma non lo è.
Quel giorno, quando i nostri moderni gentiluomini, finalmente capiranno quel che intendeva Burke quando, appunto, scriveva “le rivoluzioni si preoccupano più delle condizioni di un gentiluomo che non dell’istituzione di un re”, io vorrei essere ovunque tranne che al loro posto.

ancor agcom

Altro messaggio a 24 dall'audizione di Calabrò in Parlamento:

Evitiamo di mescolare il diritto di autore con la pirateria.

Il diritto di autore è inalienabile e nessuno lo contesta. La cosiddetta "pirateria" non viola il diritto di autore, bensì il copyright.
La violazione del diritto di autore si manifesta con il plagio, ossia appropriandosi dell'opera dichiarandosene autore o creando un'altra opera che ne ricalca parti significative. Questo non è ciò che fanno i cosiddetti pirati.

La remunerazione del lavoro intellettuale avviene separatamente dal riconoscimento del diritto d'autore e si ottiene in molte forme diverse, non necessariamente quelle tradizionali che si basano sulla remunerazione dei publisher, non degli autori. Internet consente micropagamenti, pagamenti con abbonamenti, pagamenti indiretti con pubblicità, pagamenti su base statistica, dual licencing e licenze gratuite.

In molti casi gli autori sono pagati da enti pubblici per le loro opere.

Comunque Internet è un mezzo nato per la condivisione, dove ciascuno mette a disposizione di altri le sue opere, in modo volontario, se vuole. Se non vuole, non lo fa, tiene le sue opere sotto chiave: bel modo di farsi conoscere!

Ma il beneficio della condivisione è molto maggiore del contributo che qualunque singolo potrebbe mai poter apportare.
Questo tutti lo hanno capito e per questo che dopo anni di boicottaggio anche le grosse aziende ci si vogliono attaccare come sanguisughe.
Ma invece di partecipare in forma cooperativa, si lanciano attacchi denigratori parlando a sproposito di "pirateria", quando chi lucra guadagni spropositati e ingiustificati sono proprio loro.

bersanetor

Bersani si spara sui piedi tentando di dare una risposta a Travaglio sul caso Penati.
Ammette palesemente di avere commesso un errore sul consigliere Pronzato, sbaglia la ricostruzione dell'incontro Gavio-Penati sostenendo di averlo favorito nel suo ruolo di ministro delle Attività Produttive, mentre nel 2004 al governo c'era Berlusconi, ammette che la sua credibilità sia messa in discussione.

Oh, ragassi, sono talmente paesano e provinciale che mica mi posso ricordare tutto nei dettagli.

Oh, ragassi, mica penserete che possa essere davvero credibile.

Saturday, July 23, 2011

oslo horror

L'orrore scatenatosi a Oslo ha scatenato il riflesso condizionato di certi giornalisti che vedono terroristi musulmani ovunque.

Credo sarebbe meglio abbassare i toni ed evitare di scatenare fanatismo contro fanatismo.

Preserviamo Oslo e il suo messaggio di pace, gli sforzi per le trattative di pace che portarono agli accordi di Oslo tra Rabin e Arafat del 1993, affossati da un altro terrorista assassino.
Uniamoci quindi al dolore dei norvegesi per il loro lutto e incoraggiamoli a superare questo momento difficile proseguendo senza farsi intimidire.

Il terrorismo è purtroppo solo una risposta esasperata dagli estremismi di ogni genere, ideologici, politici e religiosi.
Si estirpa combattendo l'origine del male, cioé l'estremismo, non affrontando il sintomo, ossia il terrorismo, che si rigenera.

Friday, July 15, 2011

Tremonti roditore socialista

Dal sito del Il Fatto Quotidiano:

E Tremonti? “Nega, ma è socialista pure lui”, risponde Antonio Martino (deputato PdL, ex ministro). “Abbiamo un sistema fiscale assurdo. Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%. La colpa del mancato gettito non è tanto dell’evasione fiscale, ma di elusione ed erosione. Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle – conclude Martino – vuol dire qualcosa come tre miliardi”.

Thursday, July 14, 2011

Draghi sbraghi

Ma perché ci prendono in giro? Fino a due giorni fa tutti erano pronti a spergiurare, da FMI, BCE, Merkel, Banca d'Italia, in giù, che la manovra era sufficiente e che i conti dell'Italia erano a posto.

Quando bastava leggerla per capire che era un bluff, con almeno 15 miliardi incerti e comunque rinviati a chi verrà dopo di loro.

Sembra il comportamento dello studente che azzarda una risposta sperando che il professore sia distratto.
Con la differenza che lo studente impreparato viene bocciato, invece questi restano continuando a far danni.

Tremonti, bocciato dai mercati, chiama in soccorso la BCE a comprare massicciamente titoli italiani per fare ritornare lo spread a 300.
Tutti si affrettano ad applaudire il miracolo, ma non si rendono conto che è un altro bluff?
Calmierare i prezzi ricomprandosi i propri debiti non può durare a lungo, infatti Tremonti annuncia correzioni alla manovra.

Ma basta! Tremonti continua a sbagliare: se ne vada.
Ma non dopo aver approvato la manovra, come accetta l'opposizione supina: prima, in modo che qualcun altro più competente ne possa fare una più seria.
Una sola, una volta per tutte, non una serie di manovrine approssimate, scritte e cambiate ogni due giorni.
Ma vi rendete conto?
Tremonti ha lavorato alla manovra per diversi mesi ed è costretto a riscriverla in mezza giornata per farla approvare entro domani o il paese va in default!
E chi si è adoperato per questo? Non il presidente del Consiglio, ma il presidente della Repubblica, in un ruolo del tutto inappropriato.
Napolitano ha già salvato una volta Berlusconi dandogli un mese di tempo in più per rabberciare la sua maggioranza, sempre con la scusa dei conti pubblici.
Invece i conti pubblici continuano a peggiorare e la vera soluzione si allontana.

Tuesday, July 12, 2011

disgregazione corporativa

Stanno fiorendo le proteste di vari gruppi, che sentono sulla loro pelle i danni di una deludente gestione del potere: protestano le donne, protestano i precari, protestano i valsusini, protestano i metalmeccanici, ecc.
Ciò che sconcerta è che ciascuno sembra protestatre per se stesso, come illustra questa frase di Lidia Ravera:
siamo stufe di essere "trattate come donne"
Estrapolando si direbbe che i giovani sono stufi di essere trattati da giovani, i poliziotti da poliziotti, i ricercatori da ricercatori, ecc.
Possibile che non ci si renda conto che i problemi sono riconducibili a una matrice comune, ossia un governo incapace e corrotto?
Possibile che non ci sia un'opposizione in grado di coagulare il senso di oppressione e fare uscire queste proteste dall'impotenza di manifestazioni a cui si va a piangersi addosso in una forma di autocommiserazione consolatoria e poi tutto procede come prima?
Nessuno se la vive bene, ma ciascuno pensa di salvarsi chiedendo trattamenti speciali: il mantra politico è prendersela con "i tagli lineari".
Dopo la manifestazione, ciascuno torna a casa soddisfatto dello sfogo e poi continua a comportarsi come prima, sforzandosi di mantenere il prorpio tenore di vita intaccando i risparmi propri o della famiglia.

Cosa aspettiamo? Il default per accorgerci che si deve cacciare Tremonti.

Monday, July 11, 2011

Tremorti ci affossa

Le mie previsioni di pochi giorni fa si stanno avverando: lo spread coi Bund tedeschi è arrivato a 307.
In una sola settimana, questo tracollo ha fatto aumentare il nostro debito di oltre 13 miliardi.

Mentre i nostri politici buffoni (da ridere la pochade tra Tremonti e Brunetta) giochicchiano con una manovra fittizia, che dovrebbe recuperare 1,5 miliardi nel 2011 e 5,5 nel 2012, noi già ne abbiamo buttati via ben di più per la sola incapacità di Tremonti a gestire la nostra economia.

In Giappone un ministro dell'economia così avrebbe già fatto harakiri.

Se non ora quando?

A novembre.

Questa la risposta che si sono date le donne a Siena.

Sunday, July 10, 2011

Cerf notice and takedown

Segnalo queste parole di Vint Cerf a un meeting dell'OECD, che avalla il principio del "notice and take down":
Intermediaries facilitate access to and use of the Internet and its growing infrastructure. New business models have made it possible to provide access to enormous and growing computing and communication infrastructure at marginal and sometimes zero cost to users. Liability for the abuse of the Internet’s assets should lie with the abusers and not with the implementers of its infrastructure.
“Notice and take down” regimes are both effective and harness the eyes and ears of the billions of Internet’s users. At the scale at which the Internet now operates, these regimes, together with other forensic methods, may be the only effective ways of detecting and curbing abuse.
Il principio è accolto nella proposta di delibera di AGCOM, che tuttavia va oltre prevedendo poi un meccanismo farraginoso di verifiche e sanzioni, su cui farebbe meglio ad astenersi.

Thursday, June 30, 2011

IT senza IT

Questo racconto spiega perché l'Italia ha perso il treno dell'Information Technology.

Tuesday, June 28, 2011

lame o non lame

Quattro anni fa commentavo questo annuncio di Gillette:
Finalmente ci sono arrivati: 5 blades is better than 4!
Era nato persino un gruppo su Facebook per bloccare la degenerazione.

Adesso anche loro hanno capito che era una schiocchezza e in questi giorni dichiarano con paginone di pubblicità sui giornali:
non aumenteremo più il numero di lame.

Sunday, June 19, 2011

Tremo per Tremorti

Ormai siamo alla resa dei conti di 17 anni di politica economica fallimentare, eccettuate le brevi parentesi di Ciampi e di Prodi. Dopo Standard&Poor's, anche Moody's preannuncia un declassamento del debito pubblico italiano.
Come sempre ben vigili, le agenzie di rating si accorgono dei problemi troppo tardi.

A Tremonti non resta che qualche mossa disperata per tentare di riassicurare i mercati che tra poche ore, quando apriranno i mercati asiatici, si scateneranno sul debito italiano, facendoci a pezzettini.
Tremo al pensiero di quale possa essere la mossa disperata, dato che la carta segreta di Tremonti è il tentativo di equiparare il debito pubblico con il risparmio privato.

Allora ricordiamci bene di chi è lo sciagurato responsabile di tutto ciò, come ci ricorda in questa breve sintesi Eugenio Scalfari, a buona memoria di coloro che tuttora anche nell'opposizione elogiano Tremonti.

E gli errori di Tremonti, come ribadisce Massimo Giannini, sono imperdonabili:
Questo governo ha tamponato il deficit, ma ha fatto riesplodere il debito, e ha dilapidato il tesoretto dell'avanzo primario. Il Paese non ha conosciuto vero né rigore contabile, né meno che mai vera crescita economica. Accorgersene, oggi, è una colpa etica imperdonabile. E rimediare, ormai, è una scommessa politica non più credibile.

Friday, June 10, 2011

software nuclerare

Vorreste una centrale nucleare vicino a voi controllata da software affidabile come quello fornito da IBM a Poste Italiane?

A oltre una settimana dal guasto che ha mandato in tilt i servizi di Poste Italiane, i tecnici ancora brancolano nel buio sulle cause.
Se fosse successo in una centrale nucleare, immaginatevi i danni dopo una settimana.

Ma questo è nulla: la mia automobile è controllata da una centralina elettronica.
In 8 anni ho già ricevuto due lettere dalla casa costruttrice che segnalava di rivolgermi al concessionario per farla sostituire a causa di difetti di progettazione, entrambi potenzialmente pericolosi per la mia vita come lo spegnimento improvviso delle luci durante la guida.

Eppure la centralina è un oggetto tecnologicamente semplice riprodotto in milioni di esemplari.
Immaginate i rischi del sistema di controllo di una centrale nucleare di cui vengono costruiti pochissimi esemplari.

Thursday, June 09, 2011

Internet diritto umano

Qualcuno si ricorderà che sostengo da molti anni che Internet vada incluso tra i diritti umani e che non basta l'art. 19 della dichiarazione dei diritti umani relativa alla libertà di espressione.
Il parere è condiviso dal 79% degli intervistati in un sondaggio della BBC.

Ora finalmente anche l'ONU sembra volerlo riconoscere:
Given that the Internet has become an indispensable tool for realizing a range of human rights, combating inequality, and accelerating development and human progress, ensuring universal access to the Internet should be a priority for all States. Each State should thus develop a concrete and effective policy, in consultation with individuals from all sections of society, including the private sector and relevant Government ministries, to make the Internet widely available, accessible and affordable to all segments of population.

Post-allo

Come informatici credo che la questione di come un sistema informatico, vitale per il paese come quello delle Poste, possa andare in tilt per circa una settimana dovrebbe per lo meno incuriosirci.

In questo articolo vengono tirate in ballo aziende tra le più grandi al mondo (IBM, HP), tecnologie tra il moderno e l'antico (VTAM, DB2 e cloud) e investimenti di oltre 33 milioini di Euro da parte di un'azienda pubblica.

Possibile che ci troviamo ancora di fronte a casi così clamorosi di imperizia?
Nessuno ha insegnato agli specialisti software che prima di fare il deployment su larga scala di un sistema si fanno test accurati?
Perché non è stato possibile fare un rollback al sistema precedente, appena sono stati accertati i malfunzionamenti?
Da qualche parte si parla di "bug", ma per l'esattezza che tipo di bug si è trattato?

Le notizie sull'accaduto che sono riuscito a trovare in rete possono essere definite quanto meno "reticenti".

In cosa è programmato il Service Delivery Platform di IBM?
Non sarà per caso un problema di inefficienza dovuto, che ne so, alla pesantezza di Java EE?
Non sarà ancora una volta un caso in cui i programmatori hanno perso la percezione dei costi delle soluzioni, causato dall'accavallamento di strati di software di cui nessuno sa prevedere l'impatto?
Siamo sicuri che l'informatica stia facendo progressi o non stia invece regredendo a sistemi che non si riescono più a controllare?

È possibile che ci si debba ridurre ad accettare, come se fosse una fatalità:
"il sistema è così complesso che ancora, a distanza di una settimana dal fattaccio, Poste, Hp e Ibm non hanno scoperto del tutto la causa del problema"?
Se il sistema è così complesso che non lo si riesce a controllare, lo si sarebbe dovuto rifiutare, rimandando i progettisti al tavolo di disegno, non pagare 33 milioni.

Se qualcuno ha notizie di prima mano, sarei grato che le condividesse.

Tuesday, June 07, 2011

truffa contatori dell'acqua

Da diversi anni lotto insieme con tutto il condominio contro la truffa dei contatori pilota, che il gestore privato Acque Spa ci ha costretto a installare.
Il contatore pilota è installato all'ingresso del palazzo: immediatamente all'interno del palazzo, un metro più in là nell'androne delle scale ci sono i contatori dei singoli appartamenti.

Acque Spa calcola la differenza tra il valore misurato dal contatore pilota e la somma dei singoli contatori (8 in tutto) e ci addebita la differenza.

La differenza risulta essere di circa 133 mc l'anno, ossia quasi mezzo mc al giorno.

Se ci fosse una perdita di tale entità nel tratto di tubazione di un metro tra il contatore pilota e i contatori lo si vedrebbe e le scale sarebbero perennemente allagate.

Alle nostre ripetute proteste, Acque Spa ha fatto eseguire un sopralluogo e ha risposto che i contatori rientrano nella norma di una tolleranza di ± 2% e che pertanto l'importo di circa 200,00 Euro è dovuto.

Ci sono due errori in questa argomentazione:
  1. la tolleranza dei contatori non è costante, ma aumenta col consumo, pertanto il contatore pilota che legge valori circa dieci volte superiori a quelli dei singoli ha una tolleranza maggiore
  2. se si trattasse di tolleranza, la tolleranza provocherebbe letture a volte positive e a volte negative, mentre nel nostro caso le letture sono sempre a vantaggio del gestore.
Una lettura sempre errata per eccesso si chiama tecnicamente "errore sistematico" di misura, non tolleranza di strumento di misura.
Nonostante le nostre argomentazioni e nonostante questa stessa situazione si ripeta in quasi tutta la città di Pisa, Acque SpA si rifiuta di accogliere il nostro reclamo.

La soluzione alternativa che Acque Spa ha imposto in maniera surrettizia a tutti gli utenti, è stata l'adesione ad una polizza di assicurazione contro le perdite occulte, inserita proditoriamente nelle bollette con una clausola di adesione per silenzio assenso.

Altro che efficienza e eliminazione degli sprechi! Acque Spa vuole guadagnarci due volte sugli sprechi, facendoceli pagare sia in bolletta sia come costi di assicurazione.

L'arroganza e la poco trasparenza dimostrata dal gestore privato in questa nostra vicenda mi fanno decisamente propendere per il ritiro delle concessioni ai privati.

Lanzillotta dell'acqua

Linda Lanzillotta, ex ministro ombra del PD alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione, fa parte del comitato per il No al referendum sull'acqua pubblica.

La sua argomentazione è che la PA è inefficiente e costituisce una casta.
Proprio quello che ti aspetti che combatta e sconfigga un ministro alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione.

Si potrebbe dire che la Lanzillotta chiede un voto alla propria incapacità.

Un motivo in più per votare Sì.

Del resto se la PA è inefficiente e costituisce una casta, questo è un problema che va comunque affrontato e non lo si risolve certo sottraendo la gestione dell'acqua (e dei trasporti) ai comuni.
Bisognerebbe togliere tutto alla PA, dalle scuole alla giustizia, alla sanità, alla difesa, alle strade, alle ferrovie, ecc.
Lancia in resta Lanzillotta! Visto che non sai come far funzionare lo stato, smantellalo del tutto!

PS.
Anche il marito della Lanzillotta, Franco Bassanini, che aveva lasciato una buona memoria di sè come ministro per la Funzione Pubblica introducendo norme sulla autocertificazione, fa parte del comitato per il No.

Ho sentito Bassanini argomentare contro il referendum sulle tariffe per l'acqua, sostenendo che per migliorare l'infrastruttura servono capitali, che i comuni non hanno e che dovrebbero reperire rivolgendosi ai privati raccogliendo finanziamenti che andrebbero remunerati.
Bassanini forse immagina che i privati i capitali li trovino nel campo dei miracoli e non debbano farseli prestare a loro volta e di conseguenza li debbano remunerare.
Con la gestione privata i capitali verrebbero quindi remunerati due volte, una volta da parte del gestore che li metterà nei costi, e una volta da parte dei cittadini col sovrapprezzo nella bolletta.
In altri temini, se servono 100 di capitale, i cittadini dovrebbero pagare 100 + 7 (interessi) + 7 (sovrapprezzo) = 114 con il gestore privato, invece di solo 100 + 7 = 107 con la gestione pubblica.

Poiché 114 > 107 è evidente che bisogna votare Sì al referendum sulle tariffe dell'acqua.

hotel Patria

Bella trasmissione ieri sera su Rai3 di Mario Calabresi, direttore de La Stampa.
Calabresi racconta l'Italia di oggi e gli italiani che si impegnano a dare il meglio di sè e a sopravvivere in un ambiente che sta diventando sempre più ostile: "storie di passione, coraggio, amore e talento".

Particolarmente toccante la storia della scuola di via Paravia a Milano costretta a chiudere a causa della norma idiota e populista del ministro Gelimini che vieta classi con più del 30% di stranieri.
Gli stranieri in questione sono in realtà ragazzini nati in Italia da immigrati e che parlano e vivono da italiani e si sentono italiani.
Il risultato disastroso è che nei locali della scuola che chiude verrà aperta una scuola egiziana e siccome l'unica altra scuola del quartiere è una scuola privata francese, a quei ragazzini verrà negato il diritto all'istruzione che la nostra costituzione garantisce.

Hotel Patria si colloca nella scia delle migliori trasmissioni giornalistiche televisive italiane, dalla TV7 di Zavoli al Fatto di Enzo Biagi e c'è da augurarsi che abbia il successo che merita.

A fronte di una trasmissione che apre alla Rai, ce n'è oggi una che chiude, quella "micidiale" Annozero che ha fatto perdere le elezioni amministrative a Berlusconi.
È impressionante anche qui vedere l'idiozia all'opera: i migliori personaggi televisivi che raccontano semplicemente la realtà (Fazio, Gabbanelli, Saviano, Iacona, Lerner, Mentana) subiscono ostracismi e sono accusati di faziosità per essere sostituiti da personaggi spudoratamente faziosi e narcisisti come Ferrara, Paragone e Sgarbi, ai quali viene affidato il compito di presentare una finzione.
Lo spettacolo è talmente squallido che il pubblico stesso si rivolta.

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Monday, June 06, 2011

la scoperta del secolo

Ernesto Galli della Loggia ha fatto la scoperta del secolo: il PdL è un partito di servi di un padrone.
Ci voleva il genio di un politologo acuto e intelligente e diciassette anni di studio per arrivare a questa strabiliante conclusione.
Mi permetto di dubitare però che il Galli ci sia arrivato da solo: secondo me ha copiato.
Infatti è stato Giuliano Ferrara stesso ad autodefinire se stesso e gli accoliti di Berlusconi "servi liberi".