Wednesday, April 08, 2009

GM da Hummer a Segway

La GM, dopo aver lanciato prodotti come Hummer (http://www.hummer.com/) che l'hanno portata sull'orlo del fallimento e di cui mesi fa è stata costretta a chiudere la produzione, e come sottoprodotto aver contribuito a inondare le nostre città dei veicoli più assurdi che siano mai stati concepiti, ha annunciato ieri un veicolo elettrico a due ruote in collaborazione con Segway, a sua volta un fallimento commerciale:

http://motori.corriere.it/varie/09_aprile_07/segway_gm_65729a00-2380-11de-aefc-00144f02aabc.shtml

La svolta non salverà né GM né Segway: il problema infatti non sono i prodotti, ma la mentalità dei consumatori che sono stati imbambolati per anni dal mito del trasporto individuale e dagli amministratori che li hanno assecondati.

Fate un po' caso a tutte, dico tutte, le pubblicità di automobili: mostrano macchine che circolano in assoluto silenzio attraverso spazi vergini, accompagnate da musiche celestiali.
Quanto di più lontano dalla realtà di auto rumorose e inquinanti che verranno usate principalmente in ingorghi urbani.

Nessun PUMA o Segway potrà circolare serenamente in mezzo al traffico urbano: oltretutto poi dove lo si parcheggia?

La soluzione in realtà passa attraverso un completo ripensamento delle politiche dei trasporti, in cui ciascun mezzo è riservato ad uno specifico ambito dove gli altri non sono ammessi.

Quindi aerei per la lunga distanza, treni per la media, auto per il punto-punto sulla media distanza, autobus e bici in ambito urbano.

Pertanto le strade cittadine dovrebbero essere riservate interamente ai trasporti pubblici e alle biciclette.
Niente auto parcheggiate per le strade. Non sono state concepite per questo le strade dei nostri centri storici: immaginatevi le strade com'erano fino al 1900, non erano certo depositi per carri.
Le auto si dovrebbero fermare ai limiti delle città, in appositi parcheggi scambiatori.
Nei parcheggi, oltre a connessioni a navette e metropolitane, dovrebbero insediarsi stazioni di sharing di biciclette, Segway o simili, che si possono lasciare a destinazione in altre stazioni dislocate per la città.

Il bike sharing ha avuto grande successo in paesi più civili del nostro, molto meno da noi in cui viene lamentato un alto tasso di vandalismo, con bici distrutte o gettate nei navigli.

La gestione del bike-sharing ha costi non indifferenti: a Barcellona per esempio circolano in continuazione furgoncini che raccolgono bici dalle stazioni più affollate e le spostano in quelle vuote (http://www.bicing.com/).
Probabilmente in città più piccole come Pisa, una soluzione potrebbe essere di fare pagare un piccolo extra a chi non rientra con la bici nella stessa stazione da cui è partito.
Questo garantirebbe che nei parcheggi scambiatori ci sia sempre un numero adeguato di bici a disposizione.

Quanto alle auto, bandite assolutamente dalla città, a meno di pagare un alto ticket di ingresso, ma solo per raggiungere un determinato posto per poi uscire e fermarsi in un parcheggio esterno.
Questo consente a chi deve fare consegne di muoversi in città, ma non di fermarsi e sostare.

L'ammistrazione comunale risparmierebbe e guadagenerebbe contemporanemante: invece di dover mandare in giro vigili a fare multe a chi parcheggia irregolarmente, riceverebbe automaticamente entrate dai ticket; una specie di pagamento anticipato per chi fa uso di una risorsa pubblica.
Naturalmente ci possono essere gli sponsor: per cui gli alberghi si potranno accollare il costo del ticket per chi va da loro, un negozio idem per chi va a ritirare un prodotto, ecc.
Le entrate servirebbero al Comune per rifare la pavimentazione, che adesso è totalmente inadatta alle due ruote.
A Barcellona la pavimentazione di strade e marciapiedi è liscia; a Pisa dove non è terribilmente sconnessa, è fatta da pietre con profonde scanalature.
In piazza Dante si fa fatica persino a camminare: invece con una pavimentazione liscia si favorisce anche l'uso di carrelli per la spesa o di valigie con le ruote.

I servizi di mobilità andrebbero poi integrati con dei buoni servizi informativi: per esempio poter ricevere via rete informazioni istantanee su viabilità, tempi di arrivo degli autobus, disponibilità, ecc.
Il Bicing di Barcellona ti segnala via SMS dove trovare bici disponibili vicine a dove ti trovi, sfruttando la localizzazione GPS di telefonini.

Mille altre idee possono venire in mente, se solo si comincia a far qualcosa, buttando via l'idea antiquata del trasporto in auto.

3 comments:

Undo said...

Condivido... ma a chi lo proponiamo?
Abbiamo in Italia, in Regione, in città una classe politica che ci ascolta?
Se si, vengo con te!

Dariol said...

Del tutto d'accordo.
Ma a Pisa. praticamente, da dove si comincia?
Perche' non si puo' cominciare dalle piccole cose?
Per esempio, come in altre civili citta' del nostro paese, facendo rispettare il codice della strada?
Magari i Lungarni non sarebbero piu' terra di nessuno dove ci sono auto parcheggiate in divieto di sosta in prima e in seconda fila e dove i vigili non ci sono mai e anche quando ci sono si sognano bene dal multare questi obbrobbi?
Mi sembra che Pisa, per questo aspetto, sia una citta' del quarto mondo.
Basterebbe farla tornare nel 1° mondo e gia' questo contribuirebbe a far crescere una intelligenza sociale che oggi, secondo me, manca al pisano medio.

Anonymous said...

ciao, io sono un proprietario di segway e vivo a milano. da quando l'ho acquistato ho limitato l'uso dell'auto del 80% (salvo quando piove forte) e ho diminuito anche il costo mensile di benzina.
E' vero, a volte il segway può essere un pò invadente, ma credo che questo sia dovuto al fatto che la gente non è ancora abiutata a vederli in giro e piuttosto di pensare che dove circola un segway che occupa lo spazio di una persona e non inquina, avrebbe potuto esserci un auto. il problema è che le città come hai detto tu non sono state progettate nè per le auto nè per i segway, ma neppure per le biciclette... alcuni persone pensano che quando uno usa un segway lo usa per non camminare. Questo è vero in parte. Certo la figata sta nel fatto che non lo devi parcheggiare, entra in ascensore e te lo porti in ufficio. Ma la cosa che non capiscono è che prima di vedermi nella zona pedonale con il segway, ho fatto diversi km sulle ciclabili evitando di intralciare e inquinare con l'auto. Io non sostituisco il segway con le mie gambe, lo sostituisco al posto dell'auto. Come tutte le cose credo che la cosa giusta sia l'uso degli strumenti e non l'abuso. Ma la gente a volte mi critica perchè uso il mio segway. La stessa gente che poi la domenica si ricoglionisce nei centri commerciali e che nonostante non siano invalidi preferiscono le scale mobili alle scale normali, che portano i figli a scuola con i SUV, che parcheggiano in tripla fila, che piangono il morto e fregano il vivo. Io sono consapevole del fatto che Segway non sià stato un successo in ambito di vendite, ma credo che la colpa non sia solo del prezzo. E' dovuto anche all'ignoranza della media delle persone. Comunque ho sviluppato un idea per creare nuove ciclabili a costo quasi zero. Se volete ve ne posso parlare. Cordiali saluti.
Marco