Thursday, August 04, 2011

parti dissociali

Sono andato a leggere il documento che le parti sociali hanno sottoposto oggi al Governo per fronteggiare la situazione economica del paese.

Si tratta di un documento breve in cui vengono indicate 6 priorità.
Ciò mi ha fatto subito ben sperare, ma le speranze si sono subito dileguate.

1 punto. Pareggio di bilancio 2014. Questa è la favoletta di Tremonti, scaricata sul governo che verrà, ma siamo seri. Vogliamo puntare a questo per il rilancio dell'economia del paese?

2 punto. Costi della Politica. Ridurre i costi, abolire le province, accorpare i comuni. Tutto giusto. Ma che cosa c'entra questo col rilancio economico del paese? È una questione politica, non credo se ne dovrebbero impicciare i sindacati.

3 punto. Liberalizzazioni e privatizzazioni. Ma se questo è ciò che Berluscononi considera il suo grande sogno: portare a compimento la grande "rivoluzione liberale". Forse il problema è intendersi su cosa vuol dire "liberalizzare e privatizzare", e allora queste poche righe di documento non sono sufficienti a definire l'obiettivo. Ne sa qualcosa Bersani quando ha tentato qualche liberalizzazione o quando di recente si è tentanto di mettere mano a una riforma degli albi professionali. A tutti va bene liberalizzare, purché sia nel settore diverso dal nostro! E quindi non si fa mai nessuna liberalizzazione. Occorre spiegare come fare a uscire da questa impasse, altrimenti anche questo è whishful thinking.
Privatizzazioni poi, se non si accettano capitali stranieri stiamo freschi: le aziende italiane sono sottocapitalizzate di loro, figurati se hanno capitali freschi da investire: Alitalia docet. Ma per attirare capitali stranieri occorre un sistema produttivo, infrastrutture e servizi all'altezza di un paese moderno. Queste non si improvvisano.

4 punto. Sbloccare gli investimenti. Sbloccare le opere già finanziate. Questo è l'unico intervento concreto richiesto in tutto il documento.
Un altro, semplicissimo ed efficace, sarebbe di chiedere che le amministrazioni paghino le fatture a 30 giorni, sollevando molte imprese da problemi di cassa.
Modificare il titolo V invece è un'altra di quelle cose che richiedono tempi lunghissmi e non da alcun sollievo immediato alle aziende.

5 punto. Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Approvare rapidamente i provvedimenti all'esame del parlamento. Questo non mi sembra un grande suggerimento, né tantomeno quello di una riforma della PA che permetta recupero di produttività. Ora o si ritiene che Brunetta sia un cretino e se ne chiedono le dimissioni, altrimenti questo è ciò che lui dichiara di stare facendo.

6 punto. Mercato del lavoro. Le parti sociali preseguiranno l'impegno a modernizzare le relazioni sindacali. Mi sembra faccia parte del loro mestiere, dovrebbe andare da sè quasi senza dirlo. Non mi è neanche chiaro a chi lo dicano: a sè stessi? Le relazioni sindacali non sono certo col governo.

Insomma, mentre il paese affonda, siamo ancora a fumose dichiarazioni, a impicciarsi di questioni altrui, a fughe in avanti e a non proporre niente di concreto e di preciso.

Wednesday, August 03, 2011

berlusconi e la soluzione finale

Straordinario discorso di Berusconi poco fa in Parlamento. Ci ha spiegato che ín Italia non c'è da preoccuparsi perché le banche hanno liquidità superiore a quella delle banche degli altri paesi e hanno superato bene gli stress test, le famiglie e le aziende sono molto meno indebitate di quelle degli altri paesi.
Sono gli investitori internazionali che non capiscono come stanno veramente le cose, ma il governo ha già messo in atto tutti gli interventi per rientrare dal debito entro il 2014 e sia Barroso che Junkers al telefono gli hanno confermato che il governo sta facendo bene.
Comunque lui si impegna di persona a tirare fuori l'Italia dalla crisi che è planetaria.
In altri termini, si impegna a portare l'Italia fuori dalla Terra.

Il solito esagerato: basterebbe che se ne andasse lui fuori dall'Italia!

Tuesday, August 02, 2011

missioni sinistre

Complimenti alla sinistra italiana per il voto a favore del finanziamento delle missioni all'estero.
Passava lo stesso anche se votava contro, ma almeno non si dava l'appoggio a iniziative che persino l'ex capo dell'intelligence di Obama considera fallimentari.
Blair estimated that there are some 4,000 terrorists worldwide, and a budget of some $80 billion devoted to fighting them -- a figure he said did not include the wars of Afghanistan or Iraq.
"That's $20 million for each of these people ... Is that proportionate?"
Invece a noi italiani di soldi da buttare in guerre inutili ce ne avanzano da tutte le tasche.

PS.
Il rifinanziamento prevede l'acquisto di aerei in grado di trasportare ordigni nucleari. Qualcuno dei votanti a favore è in grado di spiegare in quale modo un ordigno nucleare può essere utilizzato in una missione di pace?

viale del Tremonti

Sono anni che dico che bisogna cacciare Tremonti. A dicembre c'eravamo quasi, poi sono arrivate le Giubbe Rosse guidate da Napolitano a salvare Berlusconi dandogli un mese di tempo per riorganizzare le truppe.

Non fosse bastato, Napolitano si è messo di nuovo alla guida delle truppe di soccorso organizzando l'approvazione rapida della più assurda manovra economica concepita dal genio di Treconti.
Così assurda che in due giorni lo spread è aumentato di 100 punti e si è rimangiato il doppio del valore della manovra stessa, costringendo il genio dei conti a modificare in mezza giornata la manovra concepita in sei mesi per portarla da 1,5 miliardi a 40 miliardi, facendo così contento, presumo, Napolitano.
Per qualche giorno lo spread è sceso sotto i 300 e Treconti ha gloriosamente dichiarato che era merito suo, dimenticando i massicci acquisti di BTP che si è dovuta sobbarcare la BCE.
Ma notoriamente, cercare di tirarsi su per i lacci delle scarpe non dura a lungo e difatti oggi siamo arrivati al record di 355.

Ebbene, a questo punto, visto che Berlusconi non è uno stupido, ma Bersani forse sì, il risultato è che a disfarsi di Tremonti sarà Berlusconi stesso, lasciando con un palmo di naso Bersani, la sinistra, il terzo polo, confindustria, Montezzemmola, sindacatti e tutti gli altri.
Mentre tutti gli altri stanno lì timorosi di fare una mossa, mamma mia, non sia mai, chissà come reagiscono i mercati, chissà che succede se casca Berlusconi, e chi ci va poi al governo, e questa sinistra sarà poi in grado di governare.
Cacasotto, frignoni, incapaci.
Adesso ci terremo altri dieci anni di Berlusconi e di Berlusconismo.
Diteglielo a Bersani e al PD che si vergognino, che fanno schifo, che si tolgano di mezzo, che i loro tatticismi non porteranno mai da nessuna parte.

Saturday, July 30, 2011

tremonti memoria

Tanto per non scordare cose che già ho ricordato ma che è bene ripetere e diffondere perché sarebbe giunto il momento di disfarsi di questo solenne buffone oltre che adesso conclamato piccolo imbroglione.
Ecco le numerose giravolte di Tremonti in politica economica.
Ne avesse mai azzeccata una. Ci ha sempre spiegato con le sue illuminanti tautologie i fenomeni dopo che erano avvenuti prendendo provvedimenti sbagliati per rabberciare la situazione causata dai suoi improvvidi provvedimenti precedenti.

tracce di tremonti

Ora si è capito perché Tremonti ha insistito tanto per abolire la norma sulla tracciabilità dei pagamenti, quella introdotta dal suo pedecessore Visco che obbligava l'uso deli assegni per gli importi superiori a 100 Euro.
Se no come faceva Tremonti a pagare in nero in contanti i 4000 Euro di affitto dell'appartamento di Milanese.
Lui ha ammesso di aver fatto un errore, ma d'altra parte, poverino, lavora così tanto, per il bene dell'Italia, che non può occuparsi di questi dettagli.
Certo, con quel che guadagna, Tremonti potrebbe permettersi di rivolgersi a un commercialista. Gliene potrei consigliare uno famoso, che è suo omonimo.

Thursday, July 28, 2011

innovazione massima locale

Vi racconto una storia.

Un'azienda produceva panini per hamburger. Gli ingredienti erano farina, lievito, sale, zucchero. Era leader in quel mercato.
Gli agricoltori del paese però entrarono in crisi a causa della concorrenza internazionale e chiesero sussidi al governo. Il governo intervenne per favorire l'innovazione nella produzione di corn syrup, al punto che il corn syrup divenne molto più economico dello zucchero.
La ditta dei panini introdusse innovazione di prodotto utilizzando corn syrup nei suoi panini al posto dello zucchero e dando loro un sapore che li rese speciali.
Anche i produttori di bevande gasate innovarono i loro prodotti sostituendo lo zucchero con il corn syrup e gli agricoltori furono molto contenti.
Qualche anno dopo un lungo e laborioso studio medico scoprì che la popolazione era molto ingrassata e questo provocava molte malattie quali il diabete, e che questo, oltre ai danni alla salute causava ingenti costi sanitari.
Pertanto venne lanciata una campagna per convincere i cittadini a ridurre il consumo di hamburger. I consumi scesero e la ditta che produceva i panini fallì.
Lo studio venne ripetuto e rivelò che le persone sovrappeso non erano diminuite, bensì aumentati.
Si scoprì che un studio svolto da un eretico ricercatore che tutte le riviste ufficiali avevano fino a quel momento ignorato, spiegava che mentre lo zucchero è una sostanza naturale che il fegato riconosce ed è in grado di scomporre e dissolvere eliminadolo col metabolismo, il corn syrup si maschera e si combina nei grassi formando composti che si accumulano nell'organismo in composti non smaltibili. A tutti gli effetti il corn syrup è una sostanza tossica che andrebbe vietata.
Morale della storia: l'innovazione a volte può portare a benefici locali che non sempre corrispondono a benefici globali.

Wednesday, July 27, 2011

suchert

Nel blog Tempo Reale di Vittorio Zucconi appaiono a volte commenti molto intelligenti firmati da un certo suchert. Riporto l'ultimo che ho trovato degno di non andare perduto.

In “Le origini del totalitarismo”, Hanna Arendt cita Toqueville ed il suo “L’Ancien Régime et la Révolution” per riaffermare come non sia il privilegio in sé ad essere oggetto dell’odio popolare, ma il privilegio inutile, non accompagnato da un reale potere e dalle responsabilità che, sempre, del potere sono diretta conseguenza.

La rivoluzione francese giunse quando l’aristocrazia era già ben avviata lungo la propria parabola discendente; quando, sotto la monarchia assoluta, era già venuta meno la sua funzione di classe dirigente e solo le restavano i patrimoni.
L’aristocrazia della fine dell’ancien régime era, nella percezione popolare, una casta di buoni a nulla, incapaci anche di esercitare il potere, la cui ricchezza appariva del tutto superflua. Parassitaria.
Un situazione del tutto simile è quella in cui si trovano oggi i nostri politicanti, sia in parlamento che nelle amministrazioni locali.
La legge elettorale e il voto di fiducia palese hanno, di fatto, esautorato il parlamento.
Onorevoli e Senatori, e il loro infimo livello intellettuale ne é la dimostrazione, non hanno ormai altra funzione che quella di votare seguendo le istruzioni dei capi dei propri partiti. Svolgono, perlomeno agli occhi dei cittadini, un compito troppo modesto per pretendere di conservare i privilegi di cui godono; chiunque si sente in grado di schiacciare a comando un bottone e pare assurdo che per fare quello, e nulla più, qualcuno che pure non sembra troppo intelligente o preparato (e di fatto non serve che lo sia) riceva dei compensi, in denaro e in natura, del tutto sproporzionati ai salari con cui deve sopravvivere la stragrande maggioranza degli italiani.
Le restrizioni imposte dalla disastrosa situazione delle finanze pubbliche alle amministrazioni locali, non solo ha diminuito la qualità e quantità dei servizi di cui godono i cittadini, ma ha ridotto, e di molto, la capacità dei politicanti di distribuire favori di ogni tipo e, prima d’ogni altra cosa, posti di lavoro.
I cittadini, parafrasando di nuovo Arendt, erano disposti ad accettare l’abuso e l’arbitrio di assessori e consiglieri regionali perché, per quanto fossero ingiusti o addirittura illegali, rappresentavano il modo in cui veniva esercitato un potere che avvertivano, sulla propria pelle, come reale. Da quando il governo centrale ha stretto i cordoni della borsa questo potere è, nella percezione di molti, scomparso; resta la visione, anche a livello locale, di una classe non più dirigente di privilegiati, solitamente impreparati a svolgere i propri compiti, che hanno perso qualunque funzione che non sia la difesa del proprio privilegio.
Non bisogna essere dei maghi della finanza per capire che, al più tardi in autunno, sarà necessario chiedere altri sacrifici ai cittadini; non è più del tutto vero il detto “trade until May then sail away”, lavora fino a maggio e poi va in barca, degli operatori di Wall Street, ma i mercati tendono ancora a rallentare le operazioni durante l’estate e, a meno di sviluppi drammatici della crisi del debito USA, sarà solo dopo le ferie che, si scatenerà tutta la furia di una tempesta di cui, temo, abbiamo visto solo l’inizio.
I nostri politici, che siano di destra o sinistra in questo caso c’entra ben poco, hanno pochissimo tempo per ridimensionare drasticamente i propri costi, se non è già troppo tardi. Non si tratta, da parte loro, solo di far risparmiare all’erario qualche miliardo di euro, ma, soprattutto, di dimostrare al Paese la propria voglia di essere davvero, prima di tutto con l’esempio, classe dirigente.
Non lo facessero, e tale è la loro stupidità che non paiono disposti a farlo, temo che scopriranno che la pazienza degli italiani pare infinita, ma non lo è.
Quel giorno, quando i nostri moderni gentiluomini, finalmente capiranno quel che intendeva Burke quando, appunto, scriveva “le rivoluzioni si preoccupano più delle condizioni di un gentiluomo che non dell’istituzione di un re”, io vorrei essere ovunque tranne che al loro posto.

ancor agcom

Altro messaggio a 24 dall'audizione di Calabrò in Parlamento:

Evitiamo di mescolare il diritto di autore con la pirateria.

Il diritto di autore è inalienabile e nessuno lo contesta. La cosiddetta "pirateria" non viola il diritto di autore, bensì il copyright.
La violazione del diritto di autore si manifesta con il plagio, ossia appropriandosi dell'opera dichiarandosene autore o creando un'altra opera che ne ricalca parti significative. Questo non è ciò che fanno i cosiddetti pirati.

La remunerazione del lavoro intellettuale avviene separatamente dal riconoscimento del diritto d'autore e si ottiene in molte forme diverse, non necessariamente quelle tradizionali che si basano sulla remunerazione dei publisher, non degli autori. Internet consente micropagamenti, pagamenti con abbonamenti, pagamenti indiretti con pubblicità, pagamenti su base statistica, dual licencing e licenze gratuite.

In molti casi gli autori sono pagati da enti pubblici per le loro opere.

Comunque Internet è un mezzo nato per la condivisione, dove ciascuno mette a disposizione di altri le sue opere, in modo volontario, se vuole. Se non vuole, non lo fa, tiene le sue opere sotto chiave: bel modo di farsi conoscere!

Ma il beneficio della condivisione è molto maggiore del contributo che qualunque singolo potrebbe mai poter apportare.
Questo tutti lo hanno capito e per questo che dopo anni di boicottaggio anche le grosse aziende ci si vogliono attaccare come sanguisughe.
Ma invece di partecipare in forma cooperativa, si lanciano attacchi denigratori parlando a sproposito di "pirateria", quando chi lucra guadagni spropositati e ingiustificati sono proprio loro.

bersanetor

Bersani si spara sui piedi tentando di dare una risposta a Travaglio sul caso Penati.
Ammette palesemente di avere commesso un errore sul consigliere Pronzato, sbaglia la ricostruzione dell'incontro Gavio-Penati sostenendo di averlo favorito nel suo ruolo di ministro delle Attività Produttive, mentre nel 2004 al governo c'era Berlusconi, ammette che la sua credibilità sia messa in discussione.

Oh, ragassi, sono talmente paesano e provinciale che mica mi posso ricordare tutto nei dettagli.

Oh, ragassi, mica penserete che possa essere davvero credibile.

Saturday, July 23, 2011

oslo horror

L'orrore scatenatosi a Oslo ha scatenato il riflesso condizionato di certi giornalisti che vedono terroristi musulmani ovunque.

Credo sarebbe meglio abbassare i toni ed evitare di scatenare fanatismo contro fanatismo.

Preserviamo Oslo e il suo messaggio di pace, gli sforzi per le trattative di pace che portarono agli accordi di Oslo tra Rabin e Arafat del 1993, affossati da un altro terrorista assassino.
Uniamoci quindi al dolore dei norvegesi per il loro lutto e incoraggiamoli a superare questo momento difficile proseguendo senza farsi intimidire.

Il terrorismo è purtroppo solo una risposta esasperata dagli estremismi di ogni genere, ideologici, politici e religiosi.
Si estirpa combattendo l'origine del male, cioé l'estremismo, non affrontando il sintomo, ossia il terrorismo, che si rigenera.

Friday, July 15, 2011

Tremonti roditore socialista

Dal sito del Il Fatto Quotidiano:

E Tremonti? “Nega, ma è socialista pure lui”, risponde Antonio Martino (deputato PdL, ex ministro). “Abbiamo un sistema fiscale assurdo. Ire, Ires e Irap fruttano il 14,6% del reddito nazionale, non sarebbe più sensata una sola aliquota del 20%. La colpa del mancato gettito non è tanto dell’evasione fiscale, ma di elusione ed erosione. Quando il genio di Sondrio aprì il suo studio di tributarista, solo nel primo anno fece erodere ai suoi clienti, in modo legale, base imponibile per 600 miliardi di lire. Il che, tradotto in parcelle – conclude Martino – vuol dire qualcosa come tre miliardi”.

Thursday, July 14, 2011

Draghi sbraghi

Ma perché ci prendono in giro? Fino a due giorni fa tutti erano pronti a spergiurare, da FMI, BCE, Merkel, Banca d'Italia, in giù, che la manovra era sufficiente e che i conti dell'Italia erano a posto.

Quando bastava leggerla per capire che era un bluff, con almeno 15 miliardi incerti e comunque rinviati a chi verrà dopo di loro.

Sembra il comportamento dello studente che azzarda una risposta sperando che il professore sia distratto.
Con la differenza che lo studente impreparato viene bocciato, invece questi restano continuando a far danni.

Tremonti, bocciato dai mercati, chiama in soccorso la BCE a comprare massicciamente titoli italiani per fare ritornare lo spread a 300.
Tutti si affrettano ad applaudire il miracolo, ma non si rendono conto che è un altro bluff?
Calmierare i prezzi ricomprandosi i propri debiti non può durare a lungo, infatti Tremonti annuncia correzioni alla manovra.

Ma basta! Tremonti continua a sbagliare: se ne vada.
Ma non dopo aver approvato la manovra, come accetta l'opposizione supina: prima, in modo che qualcun altro più competente ne possa fare una più seria.
Una sola, una volta per tutte, non una serie di manovrine approssimate, scritte e cambiate ogni due giorni.
Ma vi rendete conto?
Tremonti ha lavorato alla manovra per diversi mesi ed è costretto a riscriverla in mezza giornata per farla approvare entro domani o il paese va in default!
E chi si è adoperato per questo? Non il presidente del Consiglio, ma il presidente della Repubblica, in un ruolo del tutto inappropriato.
Napolitano ha già salvato una volta Berlusconi dandogli un mese di tempo in più per rabberciare la sua maggioranza, sempre con la scusa dei conti pubblici.
Invece i conti pubblici continuano a peggiorare e la vera soluzione si allontana.

Tuesday, July 12, 2011

disgregazione corporativa

Stanno fiorendo le proteste di vari gruppi, che sentono sulla loro pelle i danni di una deludente gestione del potere: protestano le donne, protestano i precari, protestano i valsusini, protestano i metalmeccanici, ecc.
Ciò che sconcerta è che ciascuno sembra protestatre per se stesso, come illustra questa frase di Lidia Ravera:
siamo stufe di essere "trattate come donne"
Estrapolando si direbbe che i giovani sono stufi di essere trattati da giovani, i poliziotti da poliziotti, i ricercatori da ricercatori, ecc.
Possibile che non ci si renda conto che i problemi sono riconducibili a una matrice comune, ossia un governo incapace e corrotto?
Possibile che non ci sia un'opposizione in grado di coagulare il senso di oppressione e fare uscire queste proteste dall'impotenza di manifestazioni a cui si va a piangersi addosso in una forma di autocommiserazione consolatoria e poi tutto procede come prima?
Nessuno se la vive bene, ma ciascuno pensa di salvarsi chiedendo trattamenti speciali: il mantra politico è prendersela con "i tagli lineari".
Dopo la manifestazione, ciascuno torna a casa soddisfatto dello sfogo e poi continua a comportarsi come prima, sforzandosi di mantenere il prorpio tenore di vita intaccando i risparmi propri o della famiglia.

Cosa aspettiamo? Il default per accorgerci che si deve cacciare Tremonti.

Monday, July 11, 2011

Tremorti ci affossa

Le mie previsioni di pochi giorni fa si stanno avverando: lo spread coi Bund tedeschi è arrivato a 307.
In una sola settimana, questo tracollo ha fatto aumentare il nostro debito di oltre 13 miliardi.

Mentre i nostri politici buffoni (da ridere la pochade tra Tremonti e Brunetta) giochicchiano con una manovra fittizia, che dovrebbe recuperare 1,5 miliardi nel 2011 e 5,5 nel 2012, noi già ne abbiamo buttati via ben di più per la sola incapacità di Tremonti a gestire la nostra economia.

In Giappone un ministro dell'economia così avrebbe già fatto harakiri.

Se non ora quando?

A novembre.

Questa la risposta che si sono date le donne a Siena.

Sunday, July 10, 2011

Cerf notice and takedown

Segnalo queste parole di Vint Cerf a un meeting dell'OECD, che avalla il principio del "notice and take down":
Intermediaries facilitate access to and use of the Internet and its growing infrastructure. New business models have made it possible to provide access to enormous and growing computing and communication infrastructure at marginal and sometimes zero cost to users. Liability for the abuse of the Internet’s assets should lie with the abusers and not with the implementers of its infrastructure.
“Notice and take down” regimes are both effective and harness the eyes and ears of the billions of Internet’s users. At the scale at which the Internet now operates, these regimes, together with other forensic methods, may be the only effective ways of detecting and curbing abuse.
Il principio è accolto nella proposta di delibera di AGCOM, che tuttavia va oltre prevedendo poi un meccanismo farraginoso di verifiche e sanzioni, su cui farebbe meglio ad astenersi.

Thursday, June 30, 2011

IT senza IT

Questo racconto spiega perché l'Italia ha perso il treno dell'Information Technology.

Tuesday, June 28, 2011

lame o non lame

Quattro anni fa commentavo questo annuncio di Gillette:
Finalmente ci sono arrivati: 5 blades is better than 4!
Era nato persino un gruppo su Facebook per bloccare la degenerazione.

Adesso anche loro hanno capito che era una schiocchezza e in questi giorni dichiarano con paginone di pubblicità sui giornali:
non aumenteremo più il numero di lame.

Sunday, June 19, 2011

Tremo per Tremorti

Ormai siamo alla resa dei conti di 17 anni di politica economica fallimentare, eccettuate le brevi parentesi di Ciampi e di Prodi. Dopo Standard&Poor's, anche Moody's preannuncia un declassamento del debito pubblico italiano.
Come sempre ben vigili, le agenzie di rating si accorgono dei problemi troppo tardi.

A Tremonti non resta che qualche mossa disperata per tentare di riassicurare i mercati che tra poche ore, quando apriranno i mercati asiatici, si scateneranno sul debito italiano, facendoci a pezzettini.
Tremo al pensiero di quale possa essere la mossa disperata, dato che la carta segreta di Tremonti è il tentativo di equiparare il debito pubblico con il risparmio privato.

Allora ricordiamci bene di chi è lo sciagurato responsabile di tutto ciò, come ci ricorda in questa breve sintesi Eugenio Scalfari, a buona memoria di coloro che tuttora anche nell'opposizione elogiano Tremonti.

E gli errori di Tremonti, come ribadisce Massimo Giannini, sono imperdonabili:
Questo governo ha tamponato il deficit, ma ha fatto riesplodere il debito, e ha dilapidato il tesoretto dell'avanzo primario. Il Paese non ha conosciuto vero né rigore contabile, né meno che mai vera crescita economica. Accorgersene, oggi, è una colpa etica imperdonabile. E rimediare, ormai, è una scommessa politica non più credibile.

Friday, June 10, 2011

software nuclerare

Vorreste una centrale nucleare vicino a voi controllata da software affidabile come quello fornito da IBM a Poste Italiane?

A oltre una settimana dal guasto che ha mandato in tilt i servizi di Poste Italiane, i tecnici ancora brancolano nel buio sulle cause.
Se fosse successo in una centrale nucleare, immaginatevi i danni dopo una settimana.

Ma questo è nulla: la mia automobile è controllata da una centralina elettronica.
In 8 anni ho già ricevuto due lettere dalla casa costruttrice che segnalava di rivolgermi al concessionario per farla sostituire a causa di difetti di progettazione, entrambi potenzialmente pericolosi per la mia vita come lo spegnimento improvviso delle luci durante la guida.

Eppure la centralina è un oggetto tecnologicamente semplice riprodotto in milioni di esemplari.
Immaginate i rischi del sistema di controllo di una centrale nucleare di cui vengono costruiti pochissimi esemplari.

Thursday, June 09, 2011

Internet diritto umano

Qualcuno si ricorderà che sostengo da molti anni che Internet vada incluso tra i diritti umani e che non basta l'art. 19 della dichiarazione dei diritti umani relativa alla libertà di espressione.
Il parere è condiviso dal 79% degli intervistati in un sondaggio della BBC.

Ora finalmente anche l'ONU sembra volerlo riconoscere:
Given that the Internet has become an indispensable tool for realizing a range of human rights, combating inequality, and accelerating development and human progress, ensuring universal access to the Internet should be a priority for all States. Each State should thus develop a concrete and effective policy, in consultation with individuals from all sections of society, including the private sector and relevant Government ministries, to make the Internet widely available, accessible and affordable to all segments of population.

Post-allo

Come informatici credo che la questione di come un sistema informatico, vitale per il paese come quello delle Poste, possa andare in tilt per circa una settimana dovrebbe per lo meno incuriosirci.

In questo articolo vengono tirate in ballo aziende tra le più grandi al mondo (IBM, HP), tecnologie tra il moderno e l'antico (VTAM, DB2 e cloud) e investimenti di oltre 33 milioini di Euro da parte di un'azienda pubblica.

Possibile che ci troviamo ancora di fronte a casi così clamorosi di imperizia?
Nessuno ha insegnato agli specialisti software che prima di fare il deployment su larga scala di un sistema si fanno test accurati?
Perché non è stato possibile fare un rollback al sistema precedente, appena sono stati accertati i malfunzionamenti?
Da qualche parte si parla di "bug", ma per l'esattezza che tipo di bug si è trattato?

Le notizie sull'accaduto che sono riuscito a trovare in rete possono essere definite quanto meno "reticenti".

In cosa è programmato il Service Delivery Platform di IBM?
Non sarà per caso un problema di inefficienza dovuto, che ne so, alla pesantezza di Java EE?
Non sarà ancora una volta un caso in cui i programmatori hanno perso la percezione dei costi delle soluzioni, causato dall'accavallamento di strati di software di cui nessuno sa prevedere l'impatto?
Siamo sicuri che l'informatica stia facendo progressi o non stia invece regredendo a sistemi che non si riescono più a controllare?

È possibile che ci si debba ridurre ad accettare, come se fosse una fatalità:
"il sistema è così complesso che ancora, a distanza di una settimana dal fattaccio, Poste, Hp e Ibm non hanno scoperto del tutto la causa del problema"?
Se il sistema è così complesso che non lo si riesce a controllare, lo si sarebbe dovuto rifiutare, rimandando i progettisti al tavolo di disegno, non pagare 33 milioni.

Se qualcuno ha notizie di prima mano, sarei grato che le condividesse.

Tuesday, June 07, 2011

truffa contatori dell'acqua

Da diversi anni lotto insieme con tutto il condominio contro la truffa dei contatori pilota, che il gestore privato Acque Spa ci ha costretto a installare.
Il contatore pilota è installato all'ingresso del palazzo: immediatamente all'interno del palazzo, un metro più in là nell'androne delle scale ci sono i contatori dei singoli appartamenti.

Acque Spa calcola la differenza tra il valore misurato dal contatore pilota e la somma dei singoli contatori (8 in tutto) e ci addebita la differenza.

La differenza risulta essere di circa 133 mc l'anno, ossia quasi mezzo mc al giorno.

Se ci fosse una perdita di tale entità nel tratto di tubazione di un metro tra il contatore pilota e i contatori lo si vedrebbe e le scale sarebbero perennemente allagate.

Alle nostre ripetute proteste, Acque Spa ha fatto eseguire un sopralluogo e ha risposto che i contatori rientrano nella norma di una tolleranza di ± 2% e che pertanto l'importo di circa 200,00 Euro è dovuto.

Ci sono due errori in questa argomentazione:
  1. la tolleranza dei contatori non è costante, ma aumenta col consumo, pertanto il contatore pilota che legge valori circa dieci volte superiori a quelli dei singoli ha una tolleranza maggiore
  2. se si trattasse di tolleranza, la tolleranza provocherebbe letture a volte positive e a volte negative, mentre nel nostro caso le letture sono sempre a vantaggio del gestore.
Una lettura sempre errata per eccesso si chiama tecnicamente "errore sistematico" di misura, non tolleranza di strumento di misura.
Nonostante le nostre argomentazioni e nonostante questa stessa situazione si ripeta in quasi tutta la città di Pisa, Acque SpA si rifiuta di accogliere il nostro reclamo.

La soluzione alternativa che Acque Spa ha imposto in maniera surrettizia a tutti gli utenti, è stata l'adesione ad una polizza di assicurazione contro le perdite occulte, inserita proditoriamente nelle bollette con una clausola di adesione per silenzio assenso.

Altro che efficienza e eliminazione degli sprechi! Acque Spa vuole guadagnarci due volte sugli sprechi, facendoceli pagare sia in bolletta sia come costi di assicurazione.

L'arroganza e la poco trasparenza dimostrata dal gestore privato in questa nostra vicenda mi fanno decisamente propendere per il ritiro delle concessioni ai privati.

Lanzillotta dell'acqua

Linda Lanzillotta, ex ministro ombra del PD alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione, fa parte del comitato per il No al referendum sull'acqua pubblica.

La sua argomentazione è che la PA è inefficiente e costituisce una casta.
Proprio quello che ti aspetti che combatta e sconfigga un ministro alla Pubblica Amministrazione e all'Innovazione.

Si potrebbe dire che la Lanzillotta chiede un voto alla propria incapacità.

Un motivo in più per votare Sì.

Del resto se la PA è inefficiente e costituisce una casta, questo è un problema che va comunque affrontato e non lo si risolve certo sottraendo la gestione dell'acqua (e dei trasporti) ai comuni.
Bisognerebbe togliere tutto alla PA, dalle scuole alla giustizia, alla sanità, alla difesa, alle strade, alle ferrovie, ecc.
Lancia in resta Lanzillotta! Visto che non sai come far funzionare lo stato, smantellalo del tutto!

PS.
Anche il marito della Lanzillotta, Franco Bassanini, che aveva lasciato una buona memoria di sè come ministro per la Funzione Pubblica introducendo norme sulla autocertificazione, fa parte del comitato per il No.

Ho sentito Bassanini argomentare contro il referendum sulle tariffe per l'acqua, sostenendo che per migliorare l'infrastruttura servono capitali, che i comuni non hanno e che dovrebbero reperire rivolgendosi ai privati raccogliendo finanziamenti che andrebbero remunerati.
Bassanini forse immagina che i privati i capitali li trovino nel campo dei miracoli e non debbano farseli prestare a loro volta e di conseguenza li debbano remunerare.
Con la gestione privata i capitali verrebbero quindi remunerati due volte, una volta da parte del gestore che li metterà nei costi, e una volta da parte dei cittadini col sovrapprezzo nella bolletta.
In altri temini, se servono 100 di capitale, i cittadini dovrebbero pagare 100 + 7 (interessi) + 7 (sovrapprezzo) = 114 con il gestore privato, invece di solo 100 + 7 = 107 con la gestione pubblica.

Poiché 114 > 107 è evidente che bisogna votare Sì al referendum sulle tariffe dell'acqua.

hotel Patria

Bella trasmissione ieri sera su Rai3 di Mario Calabresi, direttore de La Stampa.
Calabresi racconta l'Italia di oggi e gli italiani che si impegnano a dare il meglio di sè e a sopravvivere in un ambiente che sta diventando sempre più ostile: "storie di passione, coraggio, amore e talento".

Particolarmente toccante la storia della scuola di via Paravia a Milano costretta a chiudere a causa della norma idiota e populista del ministro Gelimini che vieta classi con più del 30% di stranieri.
Gli stranieri in questione sono in realtà ragazzini nati in Italia da immigrati e che parlano e vivono da italiani e si sentono italiani.
Il risultato disastroso è che nei locali della scuola che chiude verrà aperta una scuola egiziana e siccome l'unica altra scuola del quartiere è una scuola privata francese, a quei ragazzini verrà negato il diritto all'istruzione che la nostra costituzione garantisce.

Hotel Patria si colloca nella scia delle migliori trasmissioni giornalistiche televisive italiane, dalla TV7 di Zavoli al Fatto di Enzo Biagi e c'è da augurarsi che abbia il successo che merita.

A fronte di una trasmissione che apre alla Rai, ce n'è oggi una che chiude, quella "micidiale" Annozero che ha fatto perdere le elezioni amministrative a Berlusconi.
È impressionante anche qui vedere l'idiozia all'opera: i migliori personaggi televisivi che raccontano semplicemente la realtà (Fazio, Gabbanelli, Saviano, Iacona, Lerner, Mentana) subiscono ostracismi e sono accusati di faziosità per essere sostituiti da personaggi spudoratamente faziosi e narcisisti come Ferrara, Paragone e Sgarbi, ai quali viene affidato il compito di presentare una finzione.
Lo spettacolo è talmente squallido che il pubblico stesso si rivolta.

Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Monday, June 06, 2011

la scoperta del secolo

Ernesto Galli della Loggia ha fatto la scoperta del secolo: il PdL è un partito di servi di un padrone.
Ci voleva il genio di un politologo acuto e intelligente e diciassette anni di studio per arrivare a questa strabiliante conclusione.
Mi permetto di dubitare però che il Galli ci sia arrivato da solo: secondo me ha copiato.
Infatti è stato Giuliano Ferrara stesso ad autodefinire se stesso e gli accoliti di Berlusconi "servi liberi".

Saturday, June 04, 2011

Grand Challenges

Joseph Sifakis, che ha ricevuto lo ACM Turing Award 2007 per le sue ricerche sul model checking, ha tenuto ieri un seminario all'IMT sul tema
From programs to real-life systems: building a smarter world

nel quale ha indicato tre Grand Challenges per l'informatica:
  • Marry physicality and computation
  • Component-based design
  • Adaptivity
L'UK Computing Research Committee ha raccolto a sua volta questa lista di Grand Challenges.
 
Io vorrei fare la seguente considerazione.
Tra poco un soggetto noto, ma anche altri, potrà disporre di:
  • 1 ZetaByte di spazio disco (10^21 Byte)
  • 160 milioni di core
in un unico sistema ben coordinato, non come somma di sistemi disparati.

La challenge è immaginare cosa fare con questa potenza di elaborazione che non sia la pura e semplice applicazione di brute force a montagne di dati.

Per esempio Google Goggles è un impressionante servizio in grado di usare una foto per lanciare una ricerca: fotografate la torre di Pisa e vi trova tutto ciò che è rilevante.
Ma il meccanismo si basa sostanzialmente su distribuire la ricerca su un archivio di 1 miliardo di foto a migliaia di processori.
 
Il mio parere è che gran parte delle applicazioni odierne siano autoreferenziali, ossia trasformano dati di un tipo in dati dello stesso tipo.
 
Nel caso di Goggles: immagini in immagini, ma analogamente la search opera tra parole e parole, la traduzione tra frasi e frasi.
 
Raramente si tenta di passare da un dominio a un altro, da un testo al suo significato, da una frase ad un'azione, da uno scambio a un'interazione, da un messaggio a un'arricchimento di conoscenze.
 
Questa è pertanto la mia Grand Challenge:

  • Apprendimento continuo ad operare attraverso interazioni
Vi invito a segnalarmi le vostre.

PS.
Tra i soggetti che disporranno di tali risorse non ci sono università o centri di ricerca e ciò pone un qualche problema sul ruolo della ricerca pubblica in informatica.

Tuesday, May 31, 2011

previsioni Tremonti

Come dicevo qualche post fa, Tremonti in 17 anni non ha quasi mai azzeccato le sue previsioni economiche. Aspettavo gli esiti dei ballottaggi per avere la conferma che non azzecca nemmeno le previsioni politiche, dopo averci deliziato con le sue battutine insulse a favore del candidato leghista a Bologna ("Ho sentito che il candidato era Merola e credevo di essere a Napoli"), e contro Pisapia a Milano ("Pisapia l'Expo porta via").

Il livello del personaggio è quello che rivelano queste battute, ma per fortuna il livello degli elettori è risultato essere molte spanne sopra il suo.

Saturday, May 28, 2011

indignados

Sabato scorso sono stato a intervistare gli indignados di Plaza di Catalunya, per cercare di capire come la pensano e che obiettivi si pongono.
Niente di preciso, a quanto pare: per il momento raccoglievano suggerimenti scritti in scatoloni di cartone, coordinati da signori con i capelli grigi che erano incuriositi dalla mia presenza di italiano con capelli grigi.
I giovani sembrano meno interessati a forme organizzative e si affrettavano a ripetere di non avere portavoci o organizzazione e che tutto viene deciso in assemblea.
Oggi che la polizia è andata a sgomberarli a manganellate condivido queste osservazioni di Estrellita, sul blog di Grillo:
E adesso gli Indignados cominceranno a capire la differenza tra destra e sinistra.

Zapatero è stato affossato perché molti giovani cresciuti a pane, playstation e facebook sul quale imparano a premere il tastino "mi piace" e "condividi" come delle scimmie, sono davvero convinti che siano tutti uguali.

Zapatero:
- autore delle leggi più progressiste in materia di diritti civili;
- approvazione di una legge che impone per ogni casa costruita o ristrutturata di installare pannelli termici per il riscaldamento dell'acqua;
- ritiro delle truppe dall'Iraq;
- abolizione dell'obbligo dell'insegnamento della religione cattolica nelle scuole;
- obbligatorietà dell'insegnamento dell'educazione civica;
- risarcimento economico per i figli delle vittime della dittatura franchista;
- risarcimento totale del biglietto ferroviario a tutti i viaggiatori se il treno giunge con più di cinque minuti di ritardo.
- Durante il governo Zapatero è stata inoltre prolungata quella è considerata la miglior legge a livello mondiale contro la violenza sulle donne. Questo e tanto altro, informarsi, please....

Ma siccome la dittatura franchista è ormai finita nel lontano 1975, si è persa la memoria storica.
Adesso arrivano le manganellate, giusto per rinfrescare la memoria.

Adesso Los Indignados cominceranno a capire la differenza tra un governo progressista e uno repressivo e fascista.
E se vorranno manifestare potranno farlo subendo la violenza di quest'ultimo.
La scuola di pensiero del "sono tutti uguali" favorisce il neoliberismo e gente come lo Spiritosone di Arcore e Sarkozy.

Wednesday, May 25, 2011

si faccia venire un'idea

Questo è il suggerimento di Giuliano Ferrara per Silvio Berlusconi se vuole riuscire a portare a termine la legislatura.

Ma Ferrara non è pagato per dare idee, insieme a un folto branco di cosiddetti intellettuali, molti come lui transfughi dalla sinistra?
Se l'idea è che serve un'idea, vuol dire proprio essere a corto di idee.

In realtà le idee a Berlusconi non sono mai mancate: peccato che fossero idee sbagliate, che mai sono servite a migliorare il paese e quasi mai sono state realizzate.

squallida vespa

Quando ho ascoltato ieri sera Bruno Vespa riferire in diretta che la moglie di Pisapia in una intervista a Vanity Fair aveva detto che il marito era un “simpatico intrattenitore ma inadatto a governare”, non potevo credere alle mie orecchie.

Infatti la signora si riferiva a Berlusconi, non al marito.

Ma a quale squallore arrivano i tirapiedi di Berlusconi!

Tuesday, May 24, 2011

petizione per liberalizzare gli abusi

Ho lanciato una petizione popolare:

Via multe e sanzioni per ogni tipo di abuso 

Tutti i cittadini sono essere uguali di fronte alla legge, secondo l'art. 3 della costituzione.
Pertanto riteniamo ingiusto che i cittadini di Milano e di Napoli godano di privilegi rispetto ai cittadini di altre città.
Di conseguenza vanno abolite in tutti i comuni italiani le multe e le sanzioni per abusi edilizi.
D'altra parte anche le leggi devono avere pari dignità tra lotro, pertanto è ingiusto che per alcune siano previste sanzioni e per altre no.

Pertanto i sottoscritti

CHIEDONO

l'abolizione di tutte le sanzioni amministrative per i seguenti abusi:
  1. abusi del traffico
  2. abusi edilizi
  3. abusi fiscali
Siamo certi che l'abolizione delle sanzioni per abusi fiscali troverà l'appoggio del ministro Tremonti, il quale si è distinto in questa direzione in tutti gli anni dei suoi mandati, compreso la recente direttiva sulla riduzione dei controlli fiscali.

L'abolizione delle sanzioni sarebbe una misura in linea con gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici perseguita dal ministro Tremonti, perché consentirebbe di risparmiare su tutto il personale preposto ai controlli: vigili, guardia di finanza, ecc.

D'altra parte la liberalizzazione degli abusi sarebbe una misura utile al rilancio economico del paese, che potrebbe diventare uno dei primi esportatori al mondo di abusi.

Wednesday, May 18, 2011

viva l'Obamma

Il documento intitolato U.S. International Strategy fo Cyberspace contiene le linee guida dell’Amministrazione Obama nella regolamentazione degli aspetti internazionali del mondo della rete.

Gli Stati Uniti dicono no a misure che impongono la restrizione ai contenuti e all’accesso ad Internet e alla creazione per via regolamentare di forme di responsabilità dei provider.

Secondo Fulvio Sarzana di S. Ippolito:
È la migliore risposta (anche se indiretta e non riferita in prima persona all’Italia) degli Stati Uniti a chi aveva diffuso in Italia informazioni sulla posizione “ufficiale” degli Stati Uniti stessi sulle misure di inibizione attraverso i provider dei cittadini Italiani attualmente allo studio da parte dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Sono passate meno di due settimane da quando veniva data notizia anche in Italia del Rapporto sul Copyright e i digital media stilato dall’Office of the United States Trade Representative (USTR) che aveva fatto parlare di un appoggio degli Stati Uniti alle misure di restrizione all’accesso dei contenuti allo Studio in Italia dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

In quel documento c’era chi aveva sostenuto (a proprio uso e consumo) che per la prima volta l’Italia fosse stata inserita tra gli “Stati canaglia” dei violatori di copyright (e non era vero visto che lo stesso “stanco documento” viene stilato oramai di routine ogni anno da dieci anni a questa parte) paventando una “posizione ufficiale” di compiacimento dell’Amministrazione USA sulle misure inibitorie dell’accesso ai contenuti sulla rete attualmente allo studio dell’AGCOM.

Tuesday, May 17, 2011

respinti gli invasori di Ikea

Grande vittoria contro gi invasori stranieri, portatori tra l'altro di idee sovversive sul concetto di famiglia.
Ma più che Giovanardi poté il consiglio comunale di Vecchiano.
Ikea proponeva di insediare un punto vendita a Migliarino, all'uscita dell'autostrada, in una zona semi-industriale dismessa di ex fabbriche di ceramiche e di campi incolti, che avrebbe portato a un indotto di occupazione di oltre 600 persone in una zona altrimenti depressa, particolarmente dopo l'alluvione del Serchio dell'anno scorso.

La giunta di sinistra si è fieramente opposta al progetto, in quanto, se è vero che Migliarino avrebbe ottenuto dei benefici occupazionali, qualche attività commerciale in qualche altra provincia forse ne avrebbe potuto soffrire.
In particolare il centro commerciale Ikea avrebbe provocato disturbo alle prostitute e ai viados che esercitano nella celebre zona de La Costanza, adiacente al luogo dell'insediamento.

La decisione del consiglio è stata presa in barba a un sondaggio tra i cittadini che risultavano 82% a favore dell'insediamento di Ikea.

Onore al merito quindi agli audaci amministratori di Vecchiano che si sono immolati contro la globalizzazione, bloccata per sempre con un atto che verrà ricordato negli annali della storia alla pari della battaglia delle Termopili.

Sunday, May 15, 2011

Trementi previsioni

Tremonti oggi, oltre alle solite pillole di saggezza ("Non dimentichiamo che noi abbiamo il mezzogiorno", "I fattori di causa della crisi economica sono ancora tutti in essere", "Il Nord Italia è la regione più ricca d'Europa", in realtà è al ventesimo posto), ha fatto le sue trementi previsioni:
In futuro potremmo crescere più di loro [Germania, ndr].

Basta solo che Tremonti ricordi alla Merkel che loro hanno l'Est, da cui proviene ma di cui si deve essere scordata, e la classifica tornerà immediatamente a posto.

In realtà nella Germania Est dal 1990 a oggi la disoccupazione è passata dal 20% al 12,7% e la differenza di PIL pro capite tra Est e Ovest si è dimezzata attestandosi a circa 72% di quello dell'Ovest.
Ciò è stato ottenuto con investimenti di un importo pari a quasi il 4% del PIL.

Dresden ospita ad esempio la Silicon Saxony, divenuta il principale centro di microelettronica in Europa.
Un investimento che ha fruttato:
"by the end of 2003 the government had already recouped its €1.2 billion investment in the semiconductor industry in the Dresden region through tax revenues"
(http://www.spiegel.de/international/spiegel/0,1518,373639-3,00.html)

Tremonti ieri gongolava col sorrisetto del cretino che crede di esser furbo, del fatto che il debito pubblico della Germania ha superato il nostro.

Vai a spiegare al vate della Lega Nord che per ottenere lo sviluppo bisogna investire, magari anche nel Sud!

La profezia di Tremonti preoccupa doppiamente:
  1. Tremonti in 15 anni non ha azzeccato quasi mai una previsione economica
  2. se pensa che l'Italia crescerà più della Germania, ossia oltre il 4% l'anno, un ritmo che l'Italia non vede dagli anni '70, non farà assolutamente nulla per stimolare l'economia italiana, che quindi continuerà a ristagnare.
D'altra parte, siccome le previsioni degli oracoli e delle sibille sono ambigue, Tremonti potrebbe invece contemplare un tracollo della crescita tedesca sotto il nostro 1%, cosa che francamente non augurerei né a loro né a noi.

Saturday, May 14, 2011

nokia to the skype

Dopo varie voci di interessi da parte di Apple e di Google all'acquisto di Skype, a sorpresa è spuntato come acquirente Microsoft.
Si sta svolgendo sotto i nostri occhi un altro atto di una battaglia tra giganti per le reti del futuro, che si gioca su vari campi: quello degli standard e dell'interoperabilità (la network neutrality che è già venuta alla ribalta con la famigerata presa di posizione di Google e Verizon), gli accordi sui sistemi operativi (Microsoft-Nokia su Windows Phone 7 con l'affossamento di Symbian), l'asta delle frequenze wireless (che Google ha tentato di accaparrarsi in quantità), quello sui diritti intellettuali (con le major che cercano di imporre norme di legge che consentano loro di intervenire reprimendo a discrezione certi usi della rete), ecc.

Al di là di questioni di principio, si tratta principalmente di questioni di soldi: i gestori di telefonia si sono visti progressivamente togliere da sotto i piedi dei mercati che controllavano a condizioni capestro.

Un tempo era la telefonia fissa, che veniva gestita in condizioni di monopolio a prezzi esorbitanti.
Quando la telefonia fissa ha cominciato ad essere soppiantata da Internet a tariffa flat, si sono rifugiati nella telefonia cellulare, dove di nuovo gli utenti si sono adeguati all'inevitabilità di tariffe di nuovo esose.
Per non parlare degli SMS che costano letteralmente 0 e sono fatti pagare un'enormità.
Poi è arrivato Skype e gli utenti hanno scoperto che si poteva telefonare gratis in tutto il mondo.

Analogo discorso nel settore musica e film: un tempo si potevano soltanto acquistare dischi a prezzi esosi nei negozi.
Poi la gente ha scoperto che si potevano scambiare materiali via rete, prima illegalmente, poi legalmente su servizi come iTunes a prezzi ragionevoli.
Adesso però gli operatori di rete pretendono una quota dei guadagni dei fornitori di contenuti, o direttamente o in forma surrettizia, sostenendo che gli utenti devono pagare un extra per potere utilizzare certi servizi.

Non lasciamoci quindi confondere da giustificazioni fondate su principi tecnici: la vera ragione è quella di poter tornare a guadagnare in forma arbitraria senza controlli né concorrenza.

In questo scenario l'acquisizione di Skype da parte di Microsoft può avere solo due conseguenze:
  1. l'affossamento di Skype
  2. l'affossamento di Nokia
Le strategie per queste due aziende rischiano infatti di finire in rotta di collisione.
Se ci fossero cellulari Skype abilitati ad usare Skype in tutti i modi possibili, attraverso reti Wifi, ormai sempre più diffuse e disponibili gratuitamente ovunque, vorrebbe dire chiudere il maggiore canale di guadagni degli operatori telefonici.
Difficile immaginare che gli operatori possano trovare rapidamente delle alternative di guadagno: non certo le applicazioni di streaming video 3D di cui blatera a sproposito il CEO di Verizon.
Quindi non sarà certo Nokia il veicolo per la diffusione di Skype.

Invece è possibile immaginare Skype sui tablet, sui PC, e su altri dispositivi supportati da MS.
Siccome il numero di questi crescerà rapidamente a superare il numero dei cellulari Nokia e chi se li porterà dietro scoprirà di poterci fare molto di più di ciò che ci fa con un Nokia, questo vorrà dire l'affossamento di Nokia.

Lo scenario alternativo è quello invece che l'acquisto di Skype abbia l'obiettivo strategico di affossarlo, per togliere di mezzo un prodotto che potrebbe disturbare proprio la strategia di Microsoft incentrata su un accordo di partnership con Nokia.
Non solo si toglie di mezzo un pericolo, ma si impedisce che cada nelle mani di altri che avrebbero potuto sfruttarlo per disturbare i piani di Microsoft-Nokia.

Come consumatore e utente Internet, non posso che essere intensamente preoccupato, perché non sento di fidarmi di nessuno degli attori in questo momento all'opera:

  • Microsoft-Nokia, per quanto detto sopra, mi sembrano intenzionati principalmente al mantenimento dello status-quo
  • Google ha dovuto fare concessioni a Verizon sulla network neutrality sulle reti wireless per ottenere che i dispositivi Android venissero venduti dagli operatori
  • Apple si comporta da monopolista imponendo condizioni sulle app che accetta di distribuire, sulle percentuali di guadagno.
Gli utenti dovrebbero vigilare e fare sentire la loro voce, come hanno fatto ai tempi della nascita di Internet, scontrandosi contro le strategie degli operatori che volevano farsi le loro reti proprietarie che potevano controllare in termini di funzioni e di guadagni.
Potrebbero convincere Google a diventare il loro portabandiera, a prendere coraggio e non farsi intimidire dagli operatori telefonici, aderendo alla filosofia dei cellulari con un sistema operativo aperto su cui ciascuno può caricare qualunque applicazione senza dover chiedere il permesso a nessuno.

Tuesday, May 10, 2011

storiella di Tremonti

Qualcuno riesce a spiegarmi la storiella che Tremonti ha raccontato ieri ai giornalisti alla conferenza dell'Aspen institute?

C'è un auto con dentro una famiglia bloccata sui binari mentre sta arrivando un treno.
Qualcuno fa il tifo per l'auto.

Secondo Tremonti ci sarebbe qualcuno che fa il tifo per treno e conclude:
"Ma siate ottimisti e fate il tifo per l'auto!"

Ho provato in tutti i modi a rigirare il significato della storiella e non riesco a immaginare come essere pessimisti possa voler dire tifare per il treno.

Mi pare ovvio che tutti, nessuno escluso faccia il tifo per l'auto, ed è proprio per escludere i rischi dei disastri che si mettano in evidenza i pericoli.
Sono proprio i personaggi come Tremonti, che non vogliono vedere i pericoli, che mettono a maggior rischio le auto della metafora.
Nel caso della metafora, sarebbe come se all'auto bloccata non si dovesse dire: "sbrigatevi, sta arrivando un treno", perché si peccherebbe di pessimismo.

Come al solito, o Tremonti è un genio e noi siamo incapaci di capirne la genialità, o è un cretino.

ripresa economica all'orizzonte

Conversazione intercettata poco fa tra tre commercianti che stavano di fronte ai rispettivi negozi, evidentemente vuoti.

commerciante1: Tizio licenzia tutte le commesse e chiude.
commerciante2: Caio sta vendendo tutto.
commerciante3: Sempre peggio.

Monday, May 09, 2011

voto di scambio

Dov'è lo scandalo?

Lo ha detto ieri in pubblico Berlusconi.

Dovevamo allargare la maggioranza. Quindi cosa sono 10 o 15 sottosegretari in più in un governo che ne ha 49 rispetto al governo Prodi che ne aveva 109?

È un normalissimo voto di scambio.
Tutti i giorni io compro due cappuccini, un giornale (nel senso di testata, non di quotidiano), un senatore, un cardinale e vendo un magistrato, un giornalista e tre mezzi futuristi.
I socialisti, i radicali e gli ex-comunisti non ho bisogno di comprarli perché vengono gratis.
Ho qualche difficoltà coi centristi perché continuano ad aspettare che il prezzo salga.
Gli ex-comunisti si dividono in due tipi, quelli redenti, passati con noi e quelli irredenti, rimasti a sinistra.
Questi ultimi sono il peggio del peggio, anche per la sinistra stessa.

PS
Io non sono mai stato comunista, ma ho grande rispetto per i comunisti, come ad esempio Andrea Camilleri, che credevano e credono in un grande ideale, mentre disprezzo coloro che quell'ideale lo gettano come un vestito vecchio perché non è più di moda o non gli fa più comodo.

Sunday, May 08, 2011

quel gran genio di Tremonti

Tremonti non finisce di stupirmi.

Trovo fantastica la trovata di dare in concessione le spiagge per 90 anni.
È un modo magnifico per rimettere a posto il terzo debito pubblico mondiale, di cui il ministro si lamenta un giorno sì e l'altro pure.
Il demanio incasserà la bellezza di 1000 Euro al mese per ciascuno stabilimento balneare da 10.000 metri quadrati.
Se affittassi allo stesso prezzo per cento anni i cento metri di casa mia, mio figlio mi farebbe ricoverare in un ospizio.

La commissione Europea ha messo in dubbio che la decisione violi le norme sulla concorrenza, ma il ministro per l'ambiente Prestigiacomo ha spiegato che non si mira a ledere la concorrenza, ma solo a rafforzare i monopòli nazionali.
Naturalmente la Prestigiacomo non è competente in materia di concorrenza, ma di ambiente, come del resto si era capito da questa sua dichiarazione.
Certo questa stessa dichiarazione fa nascere anche il dubbio se sia competente di ambiente.

Purtroppo c'è poco da ridere.
Se fossi un investitore internazionale, a questo punto lascerei perdere l'Italia e punterei decisamente sulle spiagge del nord Africa che presto vivranno una nuova stagione con la rinascita democratica.
Lì le spiagge sono pulite e il mare splendido, la stagione dura quattro mesi di più, il lavoro costa la metà, i cibi sono saporiti e con la creazione di nuovi aereoporti e voli low-cost ci si possono portare turisti da tutta Europa tutto l'anno.

I monopolisti romagnoli, versiliesi e ostiensi resteranno solo con i loro bagnanti domenicali da immergere nelle mucillaggini.
Contenti loro, Pretigiacomo e Tremonti col suo debito pubblico in crescita.

Oops! Ora capisco: al mare non ci si va per il mare ma per i megawatt, i megashow, i megasballi.
Ma allora perché distruggere le coste? Tanto varrebbe impiantare discoteche in capannoni di aree industriali dismesse.

Friday, May 06, 2011

controlli Agenzia Entrate

Siccome ho parlato di controlli della finanza, non posso non citare la mia esperienza personale con l'Agenzia delle Entrate.
Nel 1996 sviluppai uno dei primi applet Java: serviva a compilare il modello 740 della dichiarazione dei redditi e lo mandai alla Sogei che lo trasformò nel pacchetto che adesso distribuisce in rete per la compilazione di Unico.

Da allora invio la mia dichiarazione per via telematica.
Naturalmente la dichiarazione è sempre corretta formalmente e il pagamento viene fatto tramite prelievo automatico dal mio conto entro le scadenze previste.
I redditi sono quelli certificati dal mio datore di lavoro tramite CUD, poi c'è qualche ricevuta di spese di ristruttrazione e di spese mediche che non devo allegare.
Tutto è talmente perfetto che mi viene perfino recapitata una lettera che attesta che tutto è regolare.

Senonché con perfetta regolarità, a fine dicembre del quinto anno dalla dichiarazione, ossia a pochi giorni dalla data di prescrizione, ricevo una notifica di richiesta di documenti per la verifica della dichiarazione di 5 anni prima.
Mi vengono dati 60 giorni di tempo per rispondere.

Naturalmente si tratta di una grossa scocciatura.
Perché non si tratta solo di documenti vecchi di 5 anni, ma le ristrutturazioni edilizie vanno rateizzate in dieci anni, quindi si tratta di documenti vecchi persino 15 anni!
D'altra parte, visto che finisce che me li chiedono poi comunque tutti gli anni, tanto varrebbe che me li facessero allegare subito, anziché fare finta che non li vogliano, in un finto tributo alla semplificazione.

Il paradosso non finisce qui.
Quando compilo la dichiarazione lo faccio sempre di fretta, all'ultimo giorno prima della scadenza:
raccolgo in fretta tutte le ricevute che trovo e le inserisco nella dichiarazione.
Di certo non ne inserisco una inventata.
Invece quando ricevo una contestazione, ho 60 giorni di tempo e sono preoccupato e ci metto molta più attenzione.
Alla fine scopro sempre qualche ricevuta che mi era sfuggita e scopro quindi di avere un credito con il fisco.
Quindi l'esito della contestazione è che chiedo un rimborso per l'anno successivo.

Conclusione, ben vengano i controlli, ma il fisco farebbe meglio a indirizzarli dove c'è qualche maggiore possibilità di trovare evasione, non certo sempre dalle stesse persone tutti gli anni, in particolare quelle a reddito fisso.

I miei colleghi Pedreschi e Turini hanno sviluppato sofisticate tecniche di data mining in grado di individuare potenziali evasori incrociando dati.
Che il ministero si aggiorni e le usi.

Thursday, May 05, 2011

quel genio di Tremonti

Non c'ero proprio arrivato. La precedente ipotesi consentiva a Tremonti solo di ridurre i costi del suo ministero, ma la nuova trovata è ancora più geniale: multare i funzionari che esagerano con i controlli. In questo modo non solo si risparmia, ma si aumentano le entrate.
Basta emettere un ordine di servizio ai funzionari invitandoli a svolgere controlli, poi li si multano se li effettuano davvero. Geniale!
Immagino che Tremonti, che come è noto sa fare bene i conti, come dimostrano i grandi successi dello scudo fiscale e simili, deve avere concluso che si ottengono più entrate con le multe sulle sanzioni ai funzionari che con i controlli fiscali.
BTW, in Gran Bretagna l'aliquota per lo scodo fiscale è stata del 50 %, non il 5% del nostrano Robin Hood.

Monday, April 25, 2011

vita e morte del CD

Oggi è morto Norio Ogha, considerato uno dei padri del CD. In realtà la tecnologia fu sviluppata in Europa dalla Philips.

Lessi il primo articolo sulla tecnologia laser sulla rivista Wireless World nel 1970.

Lo scopo del progetto originale, sviluppato intorno al 1967 dal Philips Natuurkundig Laboratorium (Philips Physics Research Laboratory - Natlab) era la registrazione video e si chiamava LaserVision.
Verso il 1980 dei lettori LaserVision vennero prodotti dalla Pioneer.
Nicholas Negroponte al MIT li utilizzò nel suo progetto di Architecture Machine in applicazioni avanzate.
In un disco di dimensioni di un LP, Negroponte aveva messo le riprese di tutte le strade della città di Aspen: si poteva girare interattivamente per la città, come si fa oggi con Google Street View.

In seguito gli ingegneri della Philips decisero che omettendo le immagini, potevano creare un'alternativa agli LP e in collaborazione con Sony nacque il CD.

Ci furono lunghe discussioni sul formato digitale da usare, ad esempio se usare 14 o 16 bit. Alla fine prevalse il PCM encoding a 16 bit con sampling a 44kHz, che assicura adeguata fedeltà.

Sony contribuì al successo del CD introducendo nel 1984 un lettore portatile, un incredible concentrato di tecnologia in 13 cmq. Gianfranco Prini ne portò uno dei primi a Pisa di ritorno da un viaggio a Tokio, commentando che conteneva più tecnologia che un computer Digital Vax 780, che a quel tempo occupava 6 metri cubi.

La BBC riporta un buon resoconto degli inizi della storia.
 
È curioso che la morte di Ogha coincida con la morte del CD, ormai superato dalla rete come mezzo di diffusione della musica. Molti computer non montano nemmeno più i lettori ottici, di cui si può tranquillamente fare a meno.

Thursday, April 21, 2011

quel genio di Tremonti

Straordinaria idea di Tremonti, che riesce a prendere due piccioni con una fava:
ridurre i costi del suo ministero e ridurre la corruzione (sempre del suo ministero).

Tremonti lo ottiene riducendo il numero delle ispezioni della Guardia di Finanza alle aziende, naturalmente su invito delle aziende stesse, le quali ringraziano calorosamente.
Suggerisco al ministro di abolire del tutto le ispezioni, che così si risparmia ancor di più e si sconfigge definitivamente la corruzione.
Pensate quanto si risparmia eliminando la GdF: personale in meno, auto grigie in meno, ecc.

Dopo aver fatto finta di ravvedersi sull'evasione fiscale, ritenuta uno dei problemi più seri per l'economia italiana, Tremonti è tornato sulla linea dei condoni, delle concessioni, degli scudi fiscali che è quella che rientra più nelle sue corde di commercialista, consulente degli evasori.

Del resto, il suo cambiamento di rotta sull'evasione è durato solo poche settimane, il tempo di qualche dichiarazione ad effetto ai giornalisti o per avere una pacca sulle spalle dai suoi colleghi europei.

È pazzesco che al ministro non venga nemmeno in mente che se le aziende corrompono la Guardia di Finanza, qualcosa da nascodere evidentemente ce l'hanno e che sarebbe compito suo assicurare che la GdF non sia corrotta e svolga le ispezioni con efficienza.

a loro insaputa

Dopo il caso del ministro per lo Sviluppo Economico Scajola, che si è dimesso dopo aver scoperto che qualcuno "a sua insaputa" gli aveva comprato un appartamento con vista Colosseo, ecco il caso del ministro per Istruzione Università e Ricerca, Maristella Gelmini, che afferma che il ministro dell'Economia Tremonti non le avrebbe detto dei tagli 4,5 miliardi ai fondi per l'istruzione per ciascuno dei prossimi tre anni, secondo quanto previsto dal DPEF appena presentato in Consiglio dei Ministri.

Ma quanto insipienti sono i nostri ministri?

Thursday, March 24, 2011

moda italiana da esportazione (di profitti)

Mi sono imbattuto per caso in questa notizia:

Sfila in procura la maxitruffa firmata D&G

La società è già stata condannata a pagare una multa da 800 milioni di euro all’Agenzia delle entrate.

ricerca de-internazionalizzata

Il DL 9 gennaio 2008, n. 17, relativo all'ammissione di cittadini di paesi terzi a fini di ricerca scientifica, prescrive che (Art.1, comma 2):
c) l'obbligo dell'istituto di farsi carico delle spese connesse all'eventuale condizione d'irregolarità del ricercatore, compresi i costi relativi all'espulsione, per un periodo di tempo pari a sei mesi dalla cessazione della convenzione di accoglienza di cui al comma 3;
Ora mi chiedo quale istituto possa accettare una condizione riguardante spese non quantificate e non quantificabili, oltretutto relative ad un periodo oltre la scadenza del contratto, nel quale l'istituto non ha più alcun rapporto con il ricercatore.
All'istituto è gia richiesto l'impegno di coprire le spese del viaggio di andata e ritorno (Art. 1, comma 3).

Se le spese di espulsione potessero essere quantificabili (ma non saprei se nemmeno la questura le può quantificare in anticipo) si potrebbe immaginare di stipulare una polizza di assicurazione per coprire questo rischio.

Francamente mi pare una richiesta totalmente assurda: non si può chiedere ad un'istituto di assumersi responsabilità per persone con cui non ha rapporti.

Se vogliamo un'università internazionalizzata, queste norme certo non lo facilitano.
Si noti, tra l'altro, che il decreto dichiara di essere fatto per recipire la Direttiva 2005/71/CE del Consiglio del 12 ottobre 2005,
destinata ad agevolare contribuire alla realizzazione di tali obiettivi favorendo l’ammissione e la mobilità dei cittadini di paesi terzi a fini di ricerca per soggiorni di oltre tre mesi, in modo che la Comunità eserciti un maggiore richiamo per i ricercatori di tutto il mondo e migliori le sue capacità di polo di ricerca a livello internazionale.
Dimenticavo, l'autore del decreto è il ministro Mussi, se ci fosse bisogno di altre dimostrazioni della sua saggezza.

Friday, March 18, 2011

ri-riforma giustizia

Ma possibile che il PD mandi ancora in giro D'Alema (martedì a Ballarò) a discutere di giustizia e a discettare sulla sottile differenza tra la riforma che lui commissionò a Marco Boato nella Bicamerale e quella che ha commissionato Berlusconi ad Alfano.

La bozza Boato era già indecente allora e il fallimento della bicamerale ebbe il solo benefico effetto di potercela scampare.
Ve la immaginate una magistratura assoggetta al potere politico, con Berlusconi al governo, per merito di una legge concepita dalla cosiddetta "sinistra".

Lo stesso Boato riconosce la somiglianza della sua bozza con quella di Alfano.

Ma come si fa a continuare a puntare sulla vecchia nomenklatura che ha fallito e che evidentmente non è in grado di capire le dinamiche e i meccanismi della politica di oggi, che non è più quella della DC e della TV di Bernabei su cui si sono formati.

Ma quando la smetteranno quelli di "sinistra" di scimmiottare quelli di "destra"?
Così
  • si fanno pasticci sul federalismo, o si offrono inciuci alla Lega, perché si considera di moda l'idea;
  • si fanno leggi mercantilistiche perché l'economia di mercato è di moda;
  • si riforma la scuola finanziando le scuole private (Berlinguer);
  • non si fanno leggi sul conflitto di interesse, perché l'elettorato non le capisce;
  • e via dicendo.
Possible che non capiscano che un'alternativa potrà avere successo solo se è una VERA alternativa?

Monday, March 14, 2011

insicurezza nucleare

Come scienziato ho sempre esercitato il principio del dubbio che mi impedisce di avere certezze assolute.
Mi aveva già stupito che uno scienzato come il prof. Veronesi si fosse lasciato trascinare da certezze riguardo alla sicurezza degli impianti nucleari al punto da accettare la nomina a presidente dell'Agenzia per la Sicurezza.

Ebbene, mi pare che i fatti valgano ben più delle opinioni o dei pareri manipolati di cosiddetti scienziati.
Il prof. Veronesi farebbe un atto di onestà intellettuale e di coraggio civile ammettendo un errore di giudizio e dimettendosi dall'Agenzia.

Tuesday, March 01, 2011

wir leben Autos

Ma che cavolo vuol dire questo slogan pubblicitario di Opel?

Quando lo ascoltavo senza guardarlo, pensavo che dicesse "wir lieben Autos", noi amiamo le auto.
Oggi ho guardato lo spot e la frase viene riportata per iscritto: letteralmente significa "noi viviamo le auto".

Vedo che anche altri si pongono la questione (altri ancora), tentando una azzardata traduzione: we live for autos.

Oppure un più spiritoso:
We're alive until Magna and Sberbank/GAZ screw us and start moving production to Russia.

Gli interessati la spiegano così:
But we do not only build cars, we live for cars and the word “leben” expresses our high level of energy which can be felt by everyone whose life is touched by an Opel.

Insensato, specie per una pubblicità trasmessa in nazioni di lingua non tedesca.

Sunday, February 27, 2011

Misteri della fede

Se si fa l'unione delle categorie o gruppi di persone che Berlusconi continua a offendere (insegnanti, magistrati, "la sinistra", donne, impiegati pubblici, precari, ecc.) non riesco a immaginare chi resti fuori:
  • professionisti maschi
  • dipendenti maschi della UIL
  • agricoltori maschi della Coldiretti
  • alti prelati
  • pensionati delle categorie suddette
Ma il totale di questi difficilmente raggiunge l'oltre 30% degli italiani che nei sondaggi continuano a esprimere gradimento per Berlusconi.

Misteri della fede: a meno che ciascuno in quelle categorie consideri che le offese sono dirette a tutti gli altri ma non a lui.
Lui, in quanto ammiratore di Berlusconi, è esente dalle critiche.
Lui, in quanto ammiratore di Berlusconi, si tira fuori dal caos.
Lui, in quanto ammiratore di Berlusconi, ha un futuro radioso.

Lui, in quanto ammiratore di Berlusconi, è un vero imbecille.

Saturday, February 26, 2011

Tweet Fiction

Le riprese di Fuori Classe (RAI 1) sembrano adottare una tecnica da Twitter o SMS. Ogni scena dura al massimo 15 secondi: i primi dieci per portare al climax e gli ultimi 5 per la svolta finale.

Si tratta di una nuova tecnica cinematografica adeguata ai tempi?

Non rimpiango certo le scene di 15 minuti di Antonioni, ma mi chiedo se si possa davvero svolgere un racconto in questo modo.

Tuesday, February 15, 2011

dis-charger

The European Telecommunications Standards Institute has developed a standard for phone chargers: pity though it only tackles half of the problem.

A charger has an input and an output: agreeing on the output does not solve the major problem that plagues all electrical appliances in Europe:
the power plug.

I wonder why, despite previous attempts, the EU has not been able to force the European electrical manufacturers to agree on a common plug.

We will have a single charger for the phones, but we will have to carry half a dozen adapters for each appliance.
In some cases, UK for instance, the adapter is bulkier and bigger than the device itself, not to mention the charger.
Moreover the adapters are dangerous: they can take fire because of poor contacts creating a resistance, as it happened to me once. I was lucky I was saved by our cat, which noticed the fire inside a kitcken cabinet and started to meow.

It is ironic that Europe has been capable of creating a common currency, but not a common electric plug.

Thursday, February 03, 2011

Monday, January 10, 2011

pro life

Come si fa a definirsi pro life, quando si ammazza chi la pensa diversamente?
E per difendere gli innocenti non nati sono pronti a uccidere anche innocenti nati, come la bambina di nove anni abbattuta davanti alla panetteria di Tucson.

La riscoperta che parole sono proiettili, nella storia di una società dove troppe armi sono nelle mani di troppe persone.
Se si è davvero per la vita, la prima cosa da fare sarebbe bandire gli strumenti di morte, le armi e le mine antipersona.

Invece proprio a Tucson, pochi giorni fa, il City Council ha abolito il divieto di portare armi nei parchi pubblici!
Fantastici i termini dell'ordinanza:
no person in a park shall use, carry or possess air rifles, spring guns, bows and arrows, slings or any other form of weapon other than a firearm.


Ai ragazzini viene impedito di portarsi le freccette, agli adulti è consentito di portarsi armi da fuoco!





Friday, December 24, 2010

Chi Vespa mangia la foglia

L'altra sera mi sono commosso per il povero Bruno Vespa!

Poveretto, si è accorto che Berlusconi mente, persino a lui!
In uno studio vuoto, Vespa ha raccontato come dal 1/1/2011 gli aquilani dovranno ricominciare a pagare le tasse.
Ma come, dice Vespa? Ai terremotati del Friuli e delle Marche sono state concesse proroghe ben più lunghe.
Pertanto Vespa ha convocato Berlusconi e davanti a non so quale pubblico gli ha chiesto:
"Non pensa che gli aquilani debbano godere almeno delle stesse agevolazioni di altri terremotati?"
Va da sè quale è stata la risposta di Berlusconi a una domanda retorica di questo tipo.
Naturalmente gli uffici di Tremonti non tengono conto delle dichiarazioni di Berlusconi a Vespa.
Per questo Vespa piangeva come un bambino a cui hanno rotto il giocattolo.
Pensava che i maggiordomi comandassero i loro signori, invece il loro ruolo è di tenere a bada la servitù, mestiere che Vespa svolge benissimo.

Sunday, December 19, 2010

State buoni, se potete

Odifreddi ha sollevato la questione: si può uscire da una crisi come quella attuale, dove chi la subisce non solo non viene ascoltato, ma viene anche offeso e dileggiato, senza violenza?
Se la maggioranza non capisce o trascura problemi insostenibili della minoranza, la democrazia si trasforma in dittatura della maggioranza e mostra la corda.
Quando la minoranza oppressa non ha più nulla da perdere, difficile che dia retta all'invito di Filippo Neri.

Wednesday, December 15, 2010

Quel che Fini non sa

Da prima dell'estate, quando è cominciata la manfrina di Fini e del suo ripensamento su Berlusconi e sul PDL, ponevo a tutti questa domanda:
Cos'è che Fini sa e che noi non sappiamo?
Infatti, o Fini sapeva che sarebbe capitato qualcosa di grosso che avrebbe scalzato Berlusconi, o lui si stava semplicemente suicidando politicamente.
Ieri ho avuto la risposta: Fini non sapeva niente.

Ma la cosa che più mi ha irritato è che in questi mesi tutti, ma proprio tutti, si siano messi a disquisire, ma cosa farà Fini, ma il governo cadrà, ma con chi si alleerà questo e quest'altro.
Mentre l'economia del paese arretrava e Tremonti si dedicava al gioco delle tre carte per convincere gli investitori che l'Italia non è l'Irlanda, ogni giornalista, politico o conduttore televisivo si baloccava su questioni irrilevanti, o meglio su intrighi di palazzo.
Cosa ci voleva per capire che Berlusconi non se ne sarebbe andato?

Il disgusto per me era tale che ho smesso di guardare la tv.

Mario Monicelli lo sapeva e per questo se ne è voluto andare prima: "da questa situazione se ne esce solo con una rivoluzione".

Tuesday, December 14, 2010

In-Compatibility View

Sull barra di IE 8 è apparso (forse c'era anche prima, ma non l'avevo notato) un bottone con un'immagine di una pagina rotta, il cui baloon dice:
Compatibility mode: websites designed for older browsers will look better ...
Ciò mi ha fatto pensare che le mie pagine non fossero scritte correttamente, ma non sono riuscito a capire quale fosse il problema.

Alla fine ho cercato spiegazioni e trovato questa pagina, che mi ha confuso ancor più le idee.
Dai commenti alla pagina, non sembro essere il solo.
Uno dei più benevoli dice
I'll keep an open mind about this feature until I personally experience it with IE8, but this seems like a confuser for sure.
mentre un altro:
So, basically, the fact that IE was "Broken", is now a "Feature" in IE8?
Ironically, il bottone appare in quella stessa pagina.
Almeno avessero scritto sul bottone:
Enable Compatibility Mode
In breve, cosa dovrei fare?
Semplicemente ignorare la questione, mandare MS a quel paese, farmi 4 risate?

Monday, December 13, 2010

Mono-Chrome

La mano destra non sa quello che fa la sinistra.
Visitando il Google Code Playground viene richiesto di installare il Google Chrome Frame per poter usare Internet Explorer.
Dopo l'installazione, se apro il Google Calendar, mi dice che il browser che uso non è supportato :-(

Friday, December 03, 2010

Grande appoggio alla riforma Gelmini

Mi è capitato di ascoltare in diretta TV la dichiarazione di voto del capogruppo del PdL Farbizio Cicchitto prima della votazione sul disegno di legge Gelmini di riforma dell'università.
In tutto il discorso l'unica motivazione di merito addotta era l'editoriale sul Corriere di Francesco Giavazzi che, pur criticando la legge, afferma che "la legge Gelmini è il meglio che oggi si possa ottenere data la cultura della nostra classe politica".

Il resto del discorso di Cicchitto conteneva solo una serie di critiche all'opposizione, con frasi del tipo: "è inutile che Bersani salga sui tetti, non sarà mai un abile affabultore come Nichi Vendola, nemmeno se si mette l'orecchino".

Se un capogruppo ha solo argomenti di questo tipo per approvare a una legge, vuol dire proprio che non riesce a trovarne di migliori e ha sprecato comunque un'occasione per spiegare a milioni di persone, compresi tutti gli studenti che manifestano in questi giorni, quali sarebbero dei buoni motivi per approvarla.

Ma soprattutto Cicchitto ci ha fatto vedere a quale livello di squallore è sceso il dibattito parlamentare, che invece di argomentare nel merito dei problemi, è solo infarcito di offese e di attacchi personali.
Ci vorranno decenni per poter disintossicare il parlamento e la TV da questa epidemia e poter reimparare a svolgere dibattiti civili e di merito.

Addio a Monicelli

Come dice Estrellita:
[Mario Monicelli] Ha lasciato tanti messaggi in eredità ai giovani e ha detto tante amare verità: "Italiani codardi, come con Mussolini, hanno sempre bisogno di affidarsi a qualcuno che pensi per loro". "Ci vorrebbe una rivoluzione". Forse le tue parole non sono state vane, Grande Mario, le cronache di questi giorni ci parlano di giovani che reagiscono. Hai detto anche: "La speranza è una trappola inventata dai padroni" e avevi ragione. Non si può vivere di speranza, bisogna combattere. Come diceva il Che "La libertà non si chiede, la si prende". Coerente fino alla fine: niente funerali, solo un saluto.
Un altro grande italiano che se ne va, dopo Enzo Biagi e Indro Montanelli, che hanno cercato di spiegare agli italiani cosa vuol dire vivere con dignità e restare fedeli ai grandi ideali di libertà e giustizia.

Wednesday, November 10, 2010

Ricerca in ICT

La Digital Agenda 2020 dell'Unione Europea comprende l'azione 55, che prevede il raddoppio degli investimenti in ricerca e sviluppo in ICT.

Tuesday, October 26, 2010

Tremonti ingessato

Gianfranco Prini (non Fini), fa notare che Tremonti abbia pochi gradi di libertà nella gestione delle finanze, come si evince da quanto scrive lui stesso nella recente Decisione di Finanza Pubblica.

In particolare:
  • i saldi dei bilanci 2011-13 sono fissati per legge appovata prima dell'estate e sulla quale c'è l'OK della UE nell'ambito del patto di stabilità (ricordate le affermazioni di Tremonti di allora: "abbiamo messo in sicurezza i conti", etc.?)
  • quei saldi possono essere cambiati per via ordinaria solo nel 2011 per il triennio 2012-14, e così via in per periodi rolling di 3 anni (se si modificano i saldi in corso d'anno -- cosa che non so in quale misura sia possibile ex lege 196 del 31.12.2009 -- bisogna tornare a sottoporli alla UE per una nuova approvazione)
  • dall'anno prossimo questa procedura tremontiana verrà fatta propria dalla UE, con variazioni, e diventerà obbligatoria per tutti i paesi membri.
In altre parole, parrebbe che:
  • ciò che non sta ora in quei saldi non potrà andare a modificarli in aggiunta fino alla eventuale revisione del saldi 2012 della manovra che verrà approvata a fine 2011 (i.e. già da quest'anno è diventato impossibile l'assalto alla diligenza delle passate finanziarie, in cui alla fine ci si infilava un po' di tutto)
  • a conferma del punto precedente: la commissione Bilancio della Camera la settimana scorsa ha respinto una ventina di emendamenti (ivi incluso quello dei soldi per 9000 nuovi associati proposto dalla Gelmini come merce di scambio per la rapida approvazione della "sua" legge)
  • l'unico modo possibile per dare più fondi al MIUR è quello di sottrarne altrettanti dai bilanci di altri ministeri (ve l'immaginate quanto la cosa sia facile, dopo che hanno tutti subito un taglio lineare del 10% -- con gli Interni che non hanno i soldi per comperare la benzina per le volanti, e con un miliardozzo abbondante che va comunque trovato per finanziare i nostri rinnovati e mutati impegni in Afghanistan, etc.?)
  • a meno che non crescano le entrate fiscali (che sono invece in calo: l'unico modo per farlo sarebbe quello di alzare le aliquote 2011, oppure riaprire qualche condono, etc.) o che si spenda meno del previsto (mai successo in più di 60 anni di storia repubblicana)

FIAT: Ricerche al Centro

Tra le polemiche di questi giorni, è bene ricordare che Marchionne è l'uomo che ha tirato fuori la FIAT dal baratro.

Come? Mettendo a frutto i risultati di anni di ricerche che giacevano nel cassetto al Centro Ricerche FIAT di Orbassano.

Perché ribadirlo? Perché si tratta di un esempio da manuale di come la ricerca sia cruciale per sopravvivere nell'economia globale.

One of Marchionne's first actions when he took over Fiat was to pay a visit to Orbassano. There, one of the company's senior technicians, Rinaldo Rinolfi, presented him with a memo whose bland title, "Strategic plan for motors for the next ten years", belied its prophetic nature. By 2010, the paper proposed, Fiat would have three breakthrough technologies ready for market: the MultiJet II diesel and the MultiAir petrol engines and, to work with them, a Dual Dry Clutch Transmission, which would deliver the smoothness of automatic transmission with the economy of manual. Rinolfi's strategy, developed alongside fellow physicist Lucio Bernard, who had joined the company in 1978, was based on a radical assumption: it would be better to improve the diesel and petrol engines that already existed than to develop cars powered by either biofuels or electricity.

Marchionne agreed and in 2005 he brought all of Fiat's powertrain research under one roof. The result was FPT Powertrain, which set Fiat on a period of research that would lead to bold, environment-focused innovations. "In years when the automotive industry was craving for more -- more power, more size, more displacement -- we alone foresaw that times were about to change," says Alfredo Altavilla, FPT Powertrain's CEO.

Monday, October 25, 2010

copyright per gli indici

In questo articolo di Hal Varian, chief Economist di Google, si ribadisce che la creazione di indici di materiali protetti da copyright non deve essere soggetta a corrispettivi.
Al contrario, di solito si paga per essere inseriti in elenchi come le Pagine Gialle:

Indici, elenchi e cataloghi sono complementi per le opere in questione, non le sostituiscono. Perché dunque gli editori non dovrebbero accettare di buon grado una tecnologia che rende le loro pubblicazioni più accessibili?
La risposta più semplice è che gli editori vogliono mantenere il controllo totale sulle pubblicazioni. Ovviamente, gli editori sarebbero felici se Google creasse un catalogo efficiente e gratuito delle pubblicazioni, ma lo sarebbero ancor di più se Google li remunerasse per il diritto di farlo.
Non c’è alcun dubbio che gli editori abbiano il diritto di controllare se l’opera viene riprodotta per crearne un’altra che si ponga in concorrenza con l’originale; il punto è se i titolari dei diritti debbano poter controllare la riproduzione dell’opera per scopi sostanzialmente diversi, in particolare scopi che valorizzano l’opera in questione.

Sunday, October 24, 2010

congelare un vulcano

Bertolaso è un grande: ora pensa addirituttura di poter congelare un vulcano , visto che la discarica di Cava Vitiello a Terzigno si trova nel parco del Vesuvio.

Sarebbe un'idea migliore usare direttamente il Vesuvio come inceneritore.

Thursday, October 21, 2010

Tremonti evasivo

Pochi giorni fa Tremonti sosteneva che non occorreva abolire le province perché il risparmio lo si poteva recuperare con la lotta all'evasione.
Ieri al tavolo con le parti sociali ha detto invece che:
La riforma [fiscale] non può essere coperta su ipotesi di recupero di evasione fiscale.
Quella sulle province non era un'ipotesi?

Naturalmente Tremonti non ha mancato di concederci la sua solita perla di saggezza:
L'anima di ogni riforma è la riforma delle anime.

Tuesday, October 19, 2010

Indian parser

Our team participated to the ICON 2010 contest on dependency parsing for Indian languages.

The DeSR parser achieved best UAS (Unlabeled Attachment Score) on all languages with an average of 90.94% and a remarkable 94.57% on Hindi-coarse (where I tuned the parser most).

On LAS (Labeled Attachment Score) DeSR is first with 88.98% on Hindi-Coarse and second on Hindi-Fine with 87.49%.

Bangla and Telugu have quite small training sets (7000 tokens) but nonetheless DeSR is close to first at about 1% distance.

Thursday, October 14, 2010

Tremonti immobile

ItaliaFutura critica l'immobilismo di Tremonti:
Non possiamo più accontentarci dell'immobilismo che si trincera dietro un rigore a la carte. Non ci sono soldi da investire per la cultura, per le infrastrutture, per la ricerca, per il taglio delle tasse, per la giustizia, per la scuola, per i servizi alle famiglie. In una parola non ci sono risorse per la crescita e per gli investimenti.
Compito della politica è trovare e proporre soluzioni al paese. Tagliare gli sprechi in tutti i settori (cultura inclusa) è sacrosanto ma bisogna spiegare: come si intende procedere, quando ci saranno delle risorse da investire, con che criterio verranno assegnate in maniera da incentivare anche gli investimenti dei privati.
l’incapacità di pensare alla crescita trasforma di fatto il Ministero dell’Economia in un Ministero del Bilancio

assessore al lavoro al lavoro

Nella newsletter dell'assessore regionale alle attività produttive e al lavoro Simoncini si legge:
  • Tavolo nazionale per la Eaton di Massa
  • Tavolo nazionale sulla cassa integrazione per i lavoratori della società Crm
  • L'impegno della Regione per l'azienda Inalfa di Livorno
  • Simoncini convocherà i vertici della Targetti Sankey sull'ipotesi di dismettere lo stabilimento
  • Tavolo regionale con i vertici locali della Magona di Piombino
  • Incontro per l'azienda Beltrame con le organizzazioni sindacali
  • Atisale, oggi l'incontro con il presidente dell'azienda
La crisi è ovunque e l'unico che ha lavoro in abbondanza è l'assessore al lavoro.