Saturday, February 16, 2013

Cenerentola Boralevi

Ho appena ascoltato la scrittrice Antonella Boralevi illustrare il suo ultimo romanzo intitolato Baci di una notte, che racconta la storia di una figlia di un cassintegrato siciliano che va a lavorare in un fast food a Cortina, dove incontra in un rifugio il figlio ricco, bello e annoiato di una famiglia benestante. Complice la montagna, Cortina, "sotto la neve", la Boralevi fa intuire la nascita di una storia d'amore.

Non voglio nemmeno sentire il resto: talmente trita è l'idea della Cenerentola che incontra il principe azzurro, talmente di cattivo gusto è associare Cenerentola alla figlia di un cassintegrato e il principe a un finanziere di Londra e talmente indecente che la Boralevi sia andata a presentare il suo libro alla Confindustria di Firenze.

La favola di Cenerentola poteva essere utile per dare speranza ai proletari dell'Ottocento, quando non c'era libertà né democrazia, né giustizia sociale, e quindi l'unica possibilità di crescita sociale era quella di sposare un membro di una classe sociale privilegiata.

Il messaggio è devastante e fa il paio all'invito fatto tempo fa da Berlusconi a una giovane disoccupata, di sposare un milionario.

Thursday, February 14, 2013

Lavoro nel governo

Ho ricevuto un appello di Bersani, che recita:
L'obiettivo è: Vincere le elezioni e portare lavoro, rinnovamento, ripresa economica e giustizia sociale nel governo del Paese.
Finalmente un obiettivo chiaro: portare lavoro nel governo. Ossia a lui, che si candida a guidarlo.
 

Tuesday, February 05, 2013

Visualizzazione creativa

Sono incuriosito dallo studio delle tecniche comunicative dei politici, che la sinistra italiana dimostra di ignorare completamente.

Una mia collega si occupa di Critical Discourse Analysis e ha analizzato tutti i discorsi del presidente George W. Bush, individuandone i costrutti ben pianificati dai suoi spin-doctors per trasmettere messaggi che orientano l'opinione pubblica.
George Lakoff, a cui lo studio si ispira, ha scritto un libro (Don't think of an Elephant) in cui spiega magistralmente e tecniche retoriche usate dalla destra americana, e che sembrano essere state perfettamente copiate da Berlusconi.

Barack Obama ha curato la sua campagna selezionando con metodi scientifico la forma dei messaggi da inviare ai suoi sostenitori.

Mi chiedo se Berlusconi sappia come esprimersi per istinto o se abbia un team di professionisti della comunicazione che gli preparano i discorsi. Se è così, tanto di cappello.
L'ultima sua uscita è spiegata in questo modo da Mario Calabresi, direttore de La Stampa:
Il Cavaliere aveva bisogno di un colpo a effetto e ha usato una tecnica che gli esperti di comunicazione chiamano «visualizzazione creativa»: dare agli elettori l’esatta sensazione che proverebbero ad andare in Posta e tornare a casa col portafoglio pieno. Non c’è dubbio che sotto questo aspetto la mossa è azzeccata e potrebbe per un attimo aiutare i consumi.
Mi chiedo se la visualizzazione creativa può essere associata ai neuroni a specchio della mente umana: sono quella parte del cervello che ci rendono capaci di immedesimarci nelle sensazioni di altri.
 

Melandri o Voltaire

Ho sentito poco fa al telefono con Formigli le parole con cui Giovanna Melandri, presidente del museo Maxxi di Roma per meriti politici, giustifica la sua decsione di non proiettare il film di Emmot in periodo elettorale.
Voltaire diceva:
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
La Melandri si ristudi i principi della libertà di espressione e capirà quanto sia assurdo che questi diritti siano sospesi proprio durante una campagna elettorale.

Quanto al fatto che "un ente pubblico, finanziato dai soldi di tutti" non possa essere il palcoscenico di un'opera che esprime un punto di vista, di qualunque parte esso sia, è una totale idiozia: se non sono proprio le istituzioni pubbliche a garantire la libertà di chiunque a esprimere le proprie opinioni, chi dovrebbe farlo?
La frase poi è orrendamente espressa negli stessi termini dell'editto bulgaro con cui Berlusconi ha preteso e ottenuto la cacciata dalla Rai di Biagi e Santoro.

Anche vietare una proiezione è un atto politico, da cui il Maxxi si dovrebbe astenere, se non vuole essere considerato fazioso.
Se la Melandri teme che vengano attribuite al Maxxi le opinioni dell'opera che presenta al pubblico, basta che esponga un disclaimer, come fanno giornali e riviste che pubblicano interventi non della redazione:
Quest'opera rappresenta le opinioni dell'autore, che non possono essere attribuite in alcun modo all'editore.
Visto che la Melandri non difende Emmot, significa che la Melandri non è Voltaire.
Forse su questo non c'erano dubbi, ma la sua posizione su questa vicenda la rende indegna di dirigere un'istituzione pubblica.
 

Monday, February 04, 2013

Berlusconi passa in testa e Bersani frana

Secondo le stime di Netsentiment Berlusconi è passato in testa nel gradimento tra i politci e Bersani scende al quarto posto scavalcato da Grillo.

Quale sia il problema del PD è talmente evidente che ormai lo dicono tutti, compreso l'editoriale di Battista sul Corriere della Sera:  non si sa quali siano le posizioni del PD, molto probabilmente perché non lo sanno neppure loro.

Bersani parla in modo confuso e incomprensibile attraverso allusioni e sottintesi: "questa cosa qua" (sarebbe la truffa del MPS), "sapete di cosa parlo", e altre simili che sono state usate come zimbello da Crozza.

Mi ero preso la briga di segnalare la scarsa chiarezza della cosiddetta carta di intenti fatta firmare in occasione delle primarie.
Ora ho ricevuto una email con un appello al voto, che ho letto e cestinato perché non avevo voglia di fare un'altra disamina critica.
Ma Annamaria Testa lo ha fatto per me. Eppure basterebbe che Bersani si facesse correggere i testi da un maestro di scuola elementare, non dico da un spin doctor!


Un vecchio amico come Paolino Madotto si è entusiasmato per le proposte "finalmente concrete" che Bersani propone sull'innovazione. A me sono parse molto vaghe.

Prendiamo ad esempio ciò che Bersani dice su CDP, che Paolo cita nel suo panegirico: "In questi ultimi anni la CDP è stata lasciata troppo sola di fronte a questo tipo di scelte. Se andremo al governo riporteremo sotto la politica industriale più generale questa partita per aiutare in tutti modi la diffusione di internet e la crescita del nostro sistema produttivo, con la massima attenzione e oculatezza." Quali scelte? Qual è la partita? Che vuol dire "massima attenzione e oculatezza", mi pare il minimo da parte di qualunque ammistratore onesto: ci dovrebbe dire come pratica questa attenzione e oculatezza. Nominando una persona all'AGCOM d'imperio senza leggere i curricula?
L'unico pezzo sensato nella frase è "aiuteremo in tutti i modi la diffusione di internet". Ma me ne vuoi dire almeno uno?
Non voglio apparire come un sostenitore di Monti, ma nel suo piano si indicano i nomi di persone competenti che sono state messe in lista per occuparsi di innovazione e si parla di scorporo della rete da Telecom. Questa è una cosa chiara e secondo me fondamentale.

 

La sinistra avrebbe dovuto imparare almeno una cosa in 20 anni di Berlusconismo: a parlare chiaro alla gente. Se perderà ancora una volta, la ragione è questa.

Saturday, February 02, 2013

Google funds French publishers

Google signs a deal with the French government to provide 60 million Euros to establish a fund to finance projects by French publishers to improve their Internet presence.

It sounds a little bit crazy that the European publishers have to beg a competitor like Google to fund the innovations they desperately need to survive.
Google will have total visibility of the project developments, and if any relevant and innovative result would come out of the projects they will be in a position to exploit it, possibly even more quickly than the publishers, since Google has a much bigger and better infrastructure and a larger and well trained technical staff.

History teaches that the typical effect of subsidies like these is that companies will just relax on the little oxigen for their finances, but when the money will expire, they will be in even worse position than before in the marketplace.

The second part of Google proposal is to increase the use by publishers of Google advertising platform which guarantees to Google a 62% share of the revenues.
All things considered, accepting Google proposal would be a suicide for publishers, as argued by the director of Fanpage.

Even more striking is that Europe is unable to fund its own research: it is a terrible sign if private US companies start replacing the ineffective and bureocratic process of funding research established at the European Commission.
When I was at MIT, Marvin Minsky impressed me by saying that it is much better to fund research through mecenatism than by committees. Even random choice is better that committees since there is a chance that an outstanding project will be chosen, which instead would have zero chances in an evaluation by a committee.

After having been one of the pioneers of European projects back in 1980's, when one of my project was even selected as a ESPRIT flagship project, in the 1990's I started experiencing the miopy of the European research evaluation process.

Specifically on the topic of technologies for newspaper publishing, in 2011 I gathered a team of the best world-reknown experts in Europe on syntactic analysis of natural languages and submitted to a call of FP7 a proposal for a project titled
NewsFlow: An Integrated Language Engine and Personalised Newspaper Delivery
The project aimed on one side at advancing language analytics technology, and on the other to apply these technologies in the production of personalized newspaper for online fruition.
We envisaged building an innovative service for online journalism, capable of analyzing and aggregating news-items on a large scale, and allowing publishing personalized newspaper editions and delivering them through different digital media.
The project involved the largest newspaper publishing group in Italy and had preliminary contacts with other European groups.

The reviewers of project NewsFlow (proposal n. 287731, call FP7-ICT-2011-7) seemed quite incoherent to me as they wrote that the project had high potential impact:
"The objectives are clear and valid. The goal of building a single all-encompassing model is innovative and ambitious but risky. The overall concept however is sound and is in line with the work programme."
"There is high potential impact, but this is jeopardised by the risks embodied in the technical approach."
but then suggested not to fund it.
The project would be well under way by now, if it were funded by the EU and some of those technologies that publishers seem to require now would be already available to them.

The fact that the project was ambitious but risky to me was a very positive assessment.
If one does not undertake risky projects, what is the purpose of research? Do just what you already know how to do?
Isn't the purpose of public funding to be used for ambitious and risky ideas?
If it is not risky, one would ask a bank for funding.
Should the EU Commission reason and behave like a bank?
Whose risk it was? Did the reviewers worry about their own money?
Did they ever worry about the many funded projects that have not delivered anything, even if the project was not risky?
What is more risky for Europe: not to try innovative ideas or to wait for some US company to take their market by storm?

An internal review document by the Commission itself acknowledges the issue but does not propose a solution: "Challenges: The Need to Reach an Agreement on the Balance between Trust and Risk in Research Funding".

I am pursuing nevertheless the idea in which all the NewsFlow project proposers believed and we are working on the risky "single all-encompassing model" with various funding, including, ironically, a Google award.

This is the second time that the Language Technology division of the European Commission rejects a proposal of mine.
The first one was in 1996, when I submitted project Naxos (ESPRIT Proposal No. 24872), for developing search technologies based on link analysis of Web (before PageRank was made popular by Google).
In that case the project was rejected with the motivation it "lacks a European dimension".
The European project officer at the time, Nino Varile, was unable to explain to me what that meant.
The project fullfiled the requirements of participation of teams from several European countries.
We then built those technologies ourselves with our own startup, Ideare, who went on to built Web search engines throughout Europe (lack of European dimension!).
 

Wednesday, January 30, 2013

Profumo di soldi

Trovo fantastico questo post di Paolo Colli Franzone.
Profumo, presidente del Monte dei Paschi di Siena, ha proprio detto così:
"Mal che vada, rimborseremo con le nostre azioni"
che a quel punto saranno carta straccia.
Infatti MPS capitalizza oggi meno di 2 miliardi, e ha debiti forse per oltre 10, con il prestito si indebita di altri 4 e se il magico piano industriale di Profumo non riuscirà a recuperare quei milardi e a pagare interessi da strozzinaggio al 10% a Banca d'Italia, si troverà con più debiti che patrimonio.

Ora si capisce perché MPS è (di fatto) fallita, se i suoi dirigenti pensano che i crediti si eroghino a queste condizioni.

Wednesday, January 23, 2013

Recovery on sight

Since several months I have been saying that economic recovery would start in the second quarter of 2013.
I was arguing that many companies and people have been holding their breath, delaying any decisions on investments and spending as long as possible, being scared that they could not see clear in the future.
But eventually you cannot hold your breath for too long.
As the financial crisis gets over and after the central banks have shown that they can resist speculation against sovereign debts, someone will start spending money for anything that has become necessary and cannot be further postponed.
As soon as someone starts spending, someone else will follow, companies will start investing again and a new cycle of economic growth will begin, maybe slowly initially.

Today this article by Giuseppe Turani, a renown and often reliable economic commentator, makes a similar forecast using exactly my same arguments.

Wednesday, January 09, 2013

Smart cassiere

Immagino che questa innovazione faccia parte di quelle che vanno sotto il termine abusato di Smart City.

Si tratta delle "Casse Veloci" introdotte dal supermercato in centro, dove ci serviamo di tanto in tanto, insieme con: turisti, pensionati, ragazzi in movida (un tempo si diceva "struscio"), visto che è a pochi metri dalla strada principale di Pisa con i negozi e vicino alla stazione.

Il nuovo sistema prosegue nella tradizione di far fare a noi utenti i mestieri che una volta facevano i professionisti.
Siamo così diventati tipografi (desktop publishing), cassieri di banca (ATM teller o online bancking), disegnatori (Illustrator), fotografi (PhotoShop), ecc.
Col risultato che i mestieri vengono svolti tutti malamente da dilettanti anziché da professionisti.

In altri termini siano stati assunti di fatto come dipendenti da tante aziende, per le quali lavoriamo contribuendo a ridurre il loro costo del lavoro e non sempre traendone benefici.

Con le "Casse Veloci" sono stato in pratica assunto come cassiere dal supermercato.
E senza alcuna preparazione: infatti lo faccio malissimo, come racconto qui sotto.
Credevo che il mio mestiere fosse quello del ricercatore a cui mi sono preparato per anni, invece mi trovo a lavorare come cassiere.
Qualche capacità di smanettare con le macchine l'ho acquisita, ma imparare le idiosincrasie del sistema che vi racconto non è banale, e soprattutto non sarà efficace per una clientela così casuale come quella che ho descritto.
Se magari col tempo, andando spesso a quel supermercato, imparerò a usare quegli attrezzi, dubito che riusciranno a farlo i turisti e i pensionati.

Sto cercando di fare capire anche ai tecnici informatici della mia università che è ben diverso svolgere un'operazione con un sistema automatizzato da parte di qualcuno che quella operazione la fa tutti i giorni e che quindi la fa con scioltezza, o da parte di che la stessa operazione la deve fare raramente, e quindi è come se ogni volta si trovasse a dovere imparare di nuovo come farla.
Per esempio mi dicono: "Prenotare un seminario è facilissimo, basta andare sul Web." Sì, ma sul Web dove? E poi come si trasmette l'avviso del seminario? E come si predispone il pagamento della missione?
Una volta queste cose le faceva la segreteria. E siccome lo facevano di frequente e per tutti, lo sapevano fare e anche rapidamente.
Invece, facendo svolgere questi compiti a degli incompetenti, il tempo che ci mettono è 10 volte tanto, spesso viene fatto male o sbagliando.
Alla fine il manager di turno è convinto di aver risparmiato sul costo del personale.
In realtà viene fatto fare in modo inefficiente un'operazione che richiede T minuti del tempo di personale di costo C a una persona che costa 10C e che ci mette 10T, ossia un aumento di costo di due ordini di grandezza.
Un caso paradossale mi è capitato passando in segreteria e sentendomi dire che dovevo fare una fotocopia di un documento! Cioè: un professore ordinario che costa allo stato 200 Euro l'ora deve lavorare al servizio delle segreterie!

Il sistema delle "Casse Veloci" è di una complicazione assurda, tanto che per tre casse in fuzione, c'erano due dipendenti ad assistere i clienti.

Il meccanismo consiste nel passare da soli i prodotti sul lettore ottico e poi pagare o in contanti o con bancomat.
L'idea parrebbe buona, se non ché l'implementazione fatta da IBM, è a dir poco tortuosa.
Sul lato sinistro della cassa c'è un ripiano dove appoggiare il cestino da cui estrarre i prodotti.
Al centro c'è il lettore sul quale si passano i prodotti.
A destra c'è un piano, su cui c'è scritto:
"Appoggiare qui i prodotti nelle buste"
e difatti ci sono lì vicino in bella vista i sacchetti da usare per raccogliere la spesa.
Una voce sintetizzata illustra tutti i passaggi da svolgere.
Il problema nasce dal fatto che in realtà il piano di appoggio non è un semplice piano, ma una bilancia.
Quando la si tocca o si sposta un prodotto da una busta all'altra, il sistema pensa che tu lo stia fregando, mettendo in busta un prodotto non letto e comincia a chiedere:
Passare il prodotto non scannerizzato sul lettore
Cosa che risulta difficile da capire o da fare, non sapendo a cosa si stia riferendo.
Dopo aver riperuto due-tre volte l'ammonimento, la macchina si blocca.
Per sbloccarla occore chiedere l'intervento di un cassiere (una persona fisica) che inserisce una sua schedina sul lettore e lo fa ripartire.
La cassiera spiega che non devo tenere i prodotti sul piano a destra perché è una bilancia.
Le faccio notare che c'è una scritta che dice appunto il contrario e lei non mi sa rispondere: ripete soltanto che non bisogna toccare i prodotti una volta messi nelle buste.
Ma questo accade in continuazione, anche solo per fare posto o perché una bottiglia cade e la si deve ritirare su.
Il tutto avviene nella confusione totale e nel mezzo del rumore di un supermercato affollato: i beep dello scanner si confondono con quelli dello scanner a fianco e uno non sa se il suo è passato oppure no.
Il monitor visualizza anche la lista, ma questa presto diventa lunga e certo uno non si mette a scorrerla tutta, anche perché è pressato da altre persona in coda.
Non basta: molti prodotti non passano lo scanner.
Per esempio ne avevo uno con l'etichetta in inchiostro arancione, compreso il Bar Code, a cui i lettori ottici sono praticamente ciechi.
Anche questo ha richiesto un intervento della cassiera fisica, che dopo aver fallito anche lei a far passare il prodotto, ha deciso di inserire a mano il codice.
Cosa che ha fatto sbagliando tre volte, perché battere su uno schermo touch sensitive disposto in verticale, non è altrettanto agevole che battere su una tastiera stando seduti.
Non solo, questo va fatto stando in piedi, tenendo il prodotto in una mano, mentre con l'altra si inforcano gli occhiali per leggere e con la terza (sic) si batte il codice.

Chi ha progettto il sistema (IBM), si è preoccupato più di rassicurare il suo committente (il supermercato) contro il rischio di frodi, che di fare un sistema semplice e fool proof.
Ma è chiaro che una macchina così stupida, che ha come unici sensori un lettore ottico e una bilancia, non potrà mai essere in grado di capire cosa sta facendo il cliente che ha davanti a sè.
Quindi prende quasi sempre decisioni sbagliate, assumendo che il cliente stia cercando di fregarla.

Non è così che si può fare: o ci si fida dell'onestà dei clienti, mettendo in conto anche qualche eventuale piccola perdita, largamente ricompensata dalla riduzione del costo del lavoro, oppure bisogna dotarsi di tecnologie ben più sofisticate, ad esempio con RfId su tutti i prodotti o con telecamere in grado di riconoscere oggetti e movimenti, ecc.
Oggi queste tecnologie sono ampiamente sviluppate e si trovano persino nei video giochi più comuni.

IBM è nota per il disastro dei sistema di Poste Italiane, quando non seppe gestire un aggiornamento del software di tutte le filiali.
Sembra tuttavia che stia ritornando di moda il vecchio adagio "Nessuno è mai stato licenziato per aver acquistato IBM".
In moltissime imprese, anziché cercare soluzioni avanzate e innovative, i responabili dei sistemi informatici pensavano di andare sul sicuro comprando IBM. Per anni IBM ne ha approfittato, rifilando soluzioni antiquate e perdendo il treno dell'innovazione, che alla fine ha enormemente danneggiato lei stessa.
Adesso IBM si è reinventata nel settore dei servizi, ma deve ancora imparare molto dai suoi competitor per migliorare i suoi sistemi.
In particolare dovrebbe imparare a fare degli approfonditi test di uso prima di mettere in funzione servizi su larga scala.
Eppure IBM ha investito ngli ultimi anni nel fare sfoggio di tecnologie sviluppando sistemi di Intelligena Artificiale come Deep Blue per giocare a scacchi e più di recente Watson, un sistema di Question Answering in linguaggio naturale che ha battuto i campioni del quiz televisivo Jeopardy!
Purtoppo il passaggio da tecnologie di ricerca avanzata a prodotti di largo consumo richiede un altro tipo di appoccio.

Ecco alcune note, tra i serio e il facezio, sul termine smart.

Monday, December 24, 2012

infame fine del WCIT

Eli Dourado, uno dei fondatori di WCITLeaks, racconta come è andata a Dubai. A quanto pare le cose si stavano mettendo molto male ed è stata una serie di fortunate coincidenze che alla fine hanno convinto 55 stati a non firmare il trattato finale.
Una cosa dovrebbe essere chiara: questioni fondamentali che coinvolgono aspetti tecnici e una visione dell'evoluzione futura delle tecnologie non possono essere affidate a un consesso di politici, che sono abituati a lavorare per compromessi, pur di concludere qualcosa.
Le decisioni sul funzionamento di Internet si sono sempre basate su "rough consensus and running code", ossia su prove concrete e reali del funzionamento e dell'efficacia di una proposta (RFC).
L'ITU ha cercato per mesi di confondere le acque, nascondendo le sue vere intenzioni, che a Dubai sono alla fine emerse chiaramente:
And the months of false assurances that the Internet would not be up for discussion at the WCIT represent the opposite of transparency; they look in retrospect like simple obfuscation.
Can the ITU and its member states truly embrace transparent processes? Perhaps—but there’s a long way to go. And the future direction of the Internet could be at stake.
Internet è di tutti ed è troppo importante perché le decisioni sulla sua evluzione possano essere lasciate a una delegazione di rappresentanti di governi, emanazione dell'ONU, come l'ITU o l'Internet Governance Forum (IGF).
Gli Stai Uniti hanno dato un bell'esempio di apertura, invitando a far parte della loro delegazione un rappresentante del mondo della rete. Ma sarebbe semplicemente meglio che tali deegazioni governative sparissero e si tornasse a discutere in consessi in cui partecipano tutti coloro che hanno idee, esperienze e una visione condivisa del futuro.


Saturday, December 15, 2012

tre no a trenord

Un ennesimo disastro informatico, di cui non sapremo mai le vere cause, finché non si creerà una commissione di inchiesta sui disastri informatici, come propongo da tempo, che è stata inserita anche tra le idee per l'Internet del futuro.
È uno dei compiti di cui si potrebbe occupare l'Agenzia Digitale.

Anche questa volta, come per le Poste, il disastro è avvenuto con l'installazione di un nuovo software GoalRail dell'azienda spagnola Goal Systems, costato 1,5 milioni di Euro.
Come nel caso delle Poste, sarebbe bastato avere a disposizione una procedura di rollback, per ritornare ad usare il sistema precedenemente in uso.

 

Saturday, December 08, 2012

Battisti sfregiato

Rai1 ha dedicato mercoledì 5 uno speciale a Lucio Battisti, ‘Emozioni… pensieri e parole’.

Anche in questa, come in tutte le trasmissioni musicali della Rai (es. Ballando con le Stelle) in cui si ripropongono canzoni del passato, le canzoni vengono orribilmente straziate da un'orchiestra invadente, che non fa sentire le voci (come nel caso di Mario Biondi), e da intrepretazioni melodiche piene di vocalismi e gorgheggi.
Mi chiedo chi sia l'ingegnere del suono, che non riesce a miscelare decentemente i microfoni.

Le canzoni di Battisti sono ricche di swing e quando lui le cantava, era l'antitesi del melodico.
Era anche questo che le rendeva moderne rispetto alle canzoni italiane del tempo.
Renderle melodiche non solo le rovina, ma le omologa alle canzoni a cui si contrapponevano e quindi diventa un vero e proprio insulto.
Sarebbe come se per celebrare i quadri di Picasso, ne facessimo delle versioni barocche.

Anche Aldo Grasso e Andrea Scanzi la pensano in modo simile.

Patty Pravo se l'è cavata un po' meglio cantando una sua canzone:

 
e un po' meno con Emozioni, recitando più che cantando e con la solita orchestra che tralascia il celebre riff di chitarra:

Friday, December 07, 2012

SMS perduti

Le Telco piangono miseria a tutto spiano, pur continuando a erogare lauti dividendi ai loro azionisti.

Si distingue nel pianto Luigi Gambardella, ex presidente di ETNO e autore dell'infame proposta di far pagare il mittente degli scambi via Internet.

Un altro dei suoi mirabili interventi, riguarda il traffico degli SMS, che vengono fatti pagare cifre folli, che non stanno né in cielo né in terra: letteralmente, visto che il costo degli SMS è esorbitante al confronto dei costi delle comunicazioni con Marte.

Garbandella si lamenta che le telco perderebbero $29 miliardi a causa di applicazioni come Whatsapp e altri servizi di social messaging.
Comunque sia, si tratterebbe di circa il 10% del mercato degi SMS, pari a $202 miliardi nel 2011, secondo Portio Research, che è tutto margine, visto che il costo degli SMS agli operatori è vicino a zero, usando un canale altrimenti inutilizzato.

Le domande sono:
  • perché le telco stesse non hanno realizzato applicazioni come queste?
  • perché stanno a dormire e non investono in innovazione tecnologica?
  • perché si meravigliano se in un mercato concorrenziale qualcuno faccia loro concorrenza, offrendo prodotti alternativi a minor costo?
  • perché se si lamentano che aziende OTT come Google facciano grossi guadagni con servizi di rete, Telecom Italia ha venduto Virgilio e Loquendo?
 

Saturday, November 24, 2012

primarie, intenti e ossimori

Ho provato a leggere la carta di intenti che devono sottoscrivere gli elettori delle primarie del Centrosinistra.

Intento significa: "determinazione ad eseguire un certo atto in un particolare modo per una ragione specifica; risolutezza ad usare certi mezzi per raggiungere un determinato scopo".

Mi aspettavo quindi un testo che parlasse di "scopi", "atti", "mezzi". Invece ci si trova di fronte ad un testo vago, pieno di sottintesi, di ammiccamenti, di politichese ambiguo e persino di ossimori.

Non pare che il testo sia stato vagliato da un esperto di comunicazione, ma nemmeno da un buon insegnante di lettere di scuola secondaria.
Riconoscere il limite della politica e dei partiti significa anche ...
Frase politichese da evitare, qui declinata con "significa anche" che non è nemmeno una definizione.
Si sta dicendo che non c'è da fidarsi dei partiti?

Alcune enunciazioni sembrano escusatio non petita in difesa dei partiti e della politica tradizionale:
Dobbiamo sconfiggere l’ideologia della fine della politica ...
[Non credo sia un'idelogia, ma di sicuro lo scopo non può essere di sconfiggerla ma di governare bene e la carta si dovrebbe concentrare sul come farlo.]
La sola vera risposta al populismo è la partecipazione democratica. La crisi della democrazia non si combatte con “meno” ma con “più” democrazia.
Sembra una critica al Movimento 5 Stelle: che però fa della partecipazione diretta di cittadini la sua bandiera. Questo è "più" o "meno" democrazia?

Ma torniamo agli intenti.
Qual è l'intento nelle seguenti affermazioni?
  • Il nostro progetto non sarà retoricamente per i giovani, ma dovrà essere soprattutto di giovani.
  • Il tema del merito non può essere contrapposto a quello dell’eguaglianza delle opportunità.
    Ha senso esporre un intento negativo? Rileggiamolo: Intendiamo non contrapporre il merito all'eguaglianza delle opportunità. Significa che se qualcuno ha più merito di un altro ma ha più opportunità di quell'altro, si favorisce il secondo? Oppure non li si contrappone e quindi non si fa nulla né in un senso né nell'altro? Si poteva dire: intendiamo assicurare pari opportunità a tutti, favorendo i più meritevoli. Che però a questo punto diventa una banalità: come si attuano pari opportunità e si favorisconi i meritevoli? Risposta: "Attraverso l’introduzione di misure più incisive", e cioè?
  • Per riuscirci [non si capisce a cosa, perché la frase precedente era: "nulla senza l’Europa"] agiremo ... rafforzando la piattaforma dei progressisti europei.
    Che non so cosa sia: mi vuoi dire cosa vuoi fare tu e non rimandare a cosa vogliono fare gli altri?
  • Se l’austerità e l’equilibrio dei conti pubblici, pur necessari, diventano un dogma e un obiettivo in sé – senza alcuna attenzione per occupazione, investimenti, ricerca e formazione – finiscono per negare se stessi.
    Che significherebbe che l'austerità nega se stessa? Che non ci sarebbe austerità? E quindi l'effetto sarebbe positivo: la negazione di un effetto negativo è positivo.
In certi casi si sfiora l'ossimoro:
Sono poi essenziali norme stringenti in materia di ... libertà dell’informazione.
Sulla libertà di informazione ci vogliono meno norme possibili, basta anzi un'unica norma che proprio impedisca ai parlamenti di legiferare in materia, ossia il First Amendment:
Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances.
I politici italiani hanno solo fatto danni quando hanno tentato di dettare norme sulla libertà di informazione, di cui la legge Sallusti è solo l'ultimo orrido esempio.
Occorrono piani industriali per ogni singola amministrazione pubblica al fine di produrre efficienza e risparmio.
Piani industriali per la pubblica amministrazione? Sono molto sospettoso in generale per ogni piano industriale, figuriamoci per la pubblica amministrazione!
Qui vive la ragione più profonda che ci spinge a cercare un terreno di collaborazione con le forze del centro liberale. Per questo i democratici e i progressisti s’impegnano a promuovere un accordo di legislatura con queste forze.
Un programma dovrebbe dire cosa si vuol fare, non con chi ci si vuol alleare. Un partito come il PD che non ha mai trovato saputo esprimere a propria identità, quando ha l'occasione di farlo rimanda ad un confuso e mal definito insieme di forze chiamato "centro liberale". Ma quando la smetterà la dirigenza del PD, ispirata da un sempre perdente D'Alema, di rincorrere questo fantomatico e inesitente "centro liberale"? Il 2011 ha dimostrato che la sinistra vince (da Milano, Napoli, Puglia, referendum. ecc) quando fa la sinistra.
Saranno semmai gli sparuti e dispersi del cosiddetto centro che dovranno venire incontro alla sinistra: tanto hanno solo da guadagnarci loro, non la sinistra.

Si potrebbe continuare a lungo, ma mi fermo qui: il Centrosinistra dopo 20 anni non ha ancora imparato a parlar chiaro.

In sostanza: poche idee ma confuse.

PS.
Pietro Ichino afferma che l'ambiguità di quel documento è stata una delle ragioni per ritirarsi dal PD:

Quella Carta, però, era viziata anch’essa da un’ambiguità di fondo. ...
Proprio l’ambiguità di quel documento è all’origine dell’ambiguità che affligge oggi la coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani.
 
PS2.
Le elezioni hanno dimostrato che il "centro liberale" non esiste. CVD.


Friday, November 23, 2012

meno votanti, meno parlamentari

Trovo interessante la proposta di GiuseppeVisano:
Meno votanti ....... allora meno parlamentari.
Un deputato ogni 80.000 voti validi e un senatore ogni 160.000.
Se il 40-45% degli elettori non vota, si otterrebbe automaticamente la riduzione dei parlamentari che tutti dicono di volere ma non hanno il coraggio di realizzare. Lasciamo che siano gli elettori a decidere.

Così si darebbe anche voce a quelli che non votano perché non si sentono rappresentati e impegnao i candidati ad andarsi a cercare il consenso con lo stesso impegno in tutti i casi, non rendendo più facile essere eletti quanto più gli elettori sono delusi dalla politica.
 

persecuzione RAI Equitalia

Nuova puntata della vicenda del pagamento del canone RAI del 2011, in cui la procedura online fallì, dopo avermi addebitato l'importo sul conto.

Oggi mi è arrivata una nuova ingiunzione, in cui l'importo è lievitato a € 153,69.

Sto pensando di rivolgermi a un avvocato per chiedere i danni per tutto il tempo che mi hanno fatto perdere.

 

Sunday, November 18, 2012

FS miglior prezzo

Altro baco nel sistema di prenotazione online di Trenitalia.
Se seleziono l'opzione Ricerca il miglior prezzo, mi fa vedere la scelta tra più date possibili, tutte vuote e tutte a prezzo 0,00 Euro.

 

Thursday, November 08, 2012

startup e small talk

Comincio ad essere infastidito da tutte le chiacchiere di politici e consulenti intorno a startup, smart cities, ecc.

Chi fa davvero le startup non ha tempo da perdere in convegni e incontri.

Real Startups Just Keep Coding


Brian Helmig, co-founder Zapier
I’m a bit of a cynic, but at least for me, politics tends to be a bit of a distraction. Of course, I understand that many of the issues are incredibly important, but my disinterest is purely practical and not ideological. When customers need support, code needs written, and servers need upgrading, the political process seems far removed from my daily reality. So, like most of us, I watched the spectacle with a detached curiosity and then got back to work.

da governance a regulation

Da governance a regulation il passo è breve.
Da tempo sostengo che fosse sbagliato parlare di "Internet Governance" e ho cercato di boicottare l'Internet Governance Forum, l'iniziativa dell'ONU dove i rappresentanti di governi disquisiscono tra tartine e caviale di cose che non capiscono.
Adesso il presidente di ITU Hamadoun Touré viene allo scoperto parlando specificamente del fatto che U.N. Must Lead Internet Regulation Effort.

L'intervento trascura tutte le strutture tecniche e organizzative che hanno creato e mantenuto Internet fino ad oggi, citando solo ICANN, che tra tutte non è la più importante.

Insomma, il messaggio è: ragazzini, finora vi abbiamo lasciato scherzare, adesso entrano in campo i professionisti e vi facciamo vedere come sistemiamo le cose.

Peccato che come sistemino le cose gli operatori telefonici lo conosciamo bene, avendoli dovuti subire per decenni.

Il pensiero di un "global regulatory body for all countries" è terribilmente inquietante.

PS.
Adesso non sono più il solo a proporre di boicottare l'IFG.
 

Thursday, November 01, 2012

la porti un bacione a Firenze

La nostra cittadina, graziosa e sì carina, la ci ha tant'anni eppure la un n'invecchia mai.
La porti un bacione a Firenze e a tutti i fiorentini che vedrai.

Così diceva una canzone di Odoardo Spadaro, un cantante fiorentino, che esprimeva la nostalgia di un emigrato per la sua città natale.


Oggi Marchionne smentisce di aver denigrato la città, precisando che la frase incriminata è stata "pretty, old town".
Era una citazione da Spadaro?

Ma forse invece era "pretty old town", che significa un'altra cosa: la virgola c'era o non c'era?