Friday, October 28, 2011

Pora stella

Forse a qualcuno è sfuggito, perché Maria Stella on. Gelmini lo ha detto a Ballarò soffocata dagli applausi per Fini.
Per controbattere a Gianfranco Fini, che riferiva che la moglie di Umberto sen. Bossi era andata in pensione di anzianità a 39 anni, la pora Stella ha affermato, credendo di avere in mano la prova dell'inganno:
Non è vero. Ho visitato la Bosina e tuttora insegna la moglie di Bossi.
Infatti Mauela Marrone in Bossi percepisce sia la pensione di anzianità dello Stato e sia insegna alla Bosina, una scuola privata che si pone tra gli obiettivi di "formare cittadini coscienti dell’identità territoriale" e che riceve 800 mila Euro di sussidi dal governo, in barba all'art. 33 della Costituzione che sancisce:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Sempre nella stessa trasmissione, la pora stella ha sostenuto che i governi Berlusconi non hanno mai messo le mani nelle tasche degli italiani, lasciandoci col mistero da quali tasche provengano i 200 miliardi di manovre attuate dal fido Tremonti. Non dimentichiamoci che sempre a Ballarò la Gelmini assicurò che se Tremonti avesse fatto dei tagli al suo ministero, glielo avrebbe detto. Lei ingenua si è dovuta ricredere quando qualche settimana fa si è svegliata dai suoi sogni dicendo che non avrebbe più accettato tagli al suo ministero.

Infine, ciliegina sulla torta, di fronte alle critiche alla scuola, si è difesa con l'arma letale:
La scuola italiana l'ha distrutta la sinistra!
Così ha fatto harakiri, ammettendo che la scuola è stata distrutta, ma facendo finta di non sapere che non c'è stato nessun ministro dell'Istruzione di sinistra in 65 anni di repubblica, se non una breve parentesi di 4 anni con Luigi Berlinguer.

Sunday, October 09, 2011

bongiorno sveglia!

L'avv. Giulia Bongiorno, intervistata da Lucia Annunziata, spiega le ragioni della sue dimissioni dalla Commissione Giustizia della Camera, sulla questione della legge bavaglio sulle intercettazioni.
Bongiorno sostiene che Berlusconi fa finta di essere garantista, in realtà è interessato solo a coprire i suoi problemi.
La Annunziata giustamente le chiede come mai le ci sono voluti 4 anni per arrivare a questa conclusione.
Allora la Bongiorno spiega che lei ha avuto l'incarico di negoziare la fusione tra Forza Italia e An e Berlusconi continuava a metterle ostacoli. Alla fine si è visto come è andata a finire, con i Finiani cacciati dal PdL.
Evidentemente né lei né Fini hanno capito che non si possono fare accordi con Berlusconi, come sa bene D'Alema dai tempi della bicamerale, e poi Dotti, Scognamiglio, Pera, Pannella, Adornato, Guzzanti, Casini e una lunga lista di personaggi usati e gettati.
Se a Berlusconi offri il dito, lui si prende il braccio, e non ha nessuno scrupolo a gettare a mare qualunque accordo, nel momento in cui sente in posizione di forza. Ti attira nella sua tana, ti succhia l'anima e a quel punto ti schiaccia. Avanti il prossimo.

In altre parole, il famoso detto di Abramo Lincoln:
Puoi imbrogliare tutti qualche volta, ma non puoi imbrogliare tutti tutte le volte.
non vale se i tutti da imbrogliare cambiano nel tempo e sono così sprovveduti da non avere memoria storica.

Insomma Bongiorno sarà un bravo avvocato, ma come politica è piuttosto ingenua, come peraltro il suo presidente Gianfranco Fini.

Saturday, October 08, 2011

Scamarcio sguardo fisso

Scamarcio è l'interprete di una scalcagnata miniserie TV intitolata "Il segreto dell'acqua".
L'ho seguita per vedere se Scamarcio nelle sei puntate avrebbe mai cambiato espressione del viso.
Invece per tutto il tempo mantiene la stessa espressione vuota e assente, qualunque cosa succede: se stia scopando la collega poliziotta fidanzata del fratello, oppure se sia preso a pistolettate o se reciti l'omelia funebre per un collega assassinato.
Sembra che Scamarcio faccia quel gioco che si fa tra ragazzi di guardarsi in faccia fino a che uno perde mettendosi a ridere. Scamarcio purtroppo vince: ho aspettato inutilmente che Scamarcio prorompesse in una risata liberatoria. In questo dimostra abilità simili a quelle di "expressionless mug" Tobey Maguire in Spiderman, anche se a Maguire capitano cose ben più incredibili.

La storia è completamente scalcagnata: dovrebbe parlare di mafia e di clandestini a Palermo e di approvvigionamento idrico.
In realtà la mafia sembra occuparsi di speculazione edilizia, acquistando case, ristrutturandole e vendendole.
Si occupa anche di costruire un acquedotto per cui impiega manodopera clandestina, ma a parte questo non si capisce cosa ci sia di illegale, visto che opera sulla base di un contratto di cui deve rispettare i tempi di consegna e il lavoro sembra fatto ad opera d'arte.
Ci sono un certo numero di morti, la cui logica sfugge e spesso non è legata a questioni di mafia.
Un imprenditore affoga un extra-comunitario perché fidanzato con la figlia e poi muore a sua volta di infarto.
Uno si suicida per aver rinchiuso la madre in un ospizio, un altro cade dalle scale fuggendo dai poliziotti non si sa perché.
L'unico che muore per motivi di mafia è un poliziotto traditore, che si redime salvando Scamarcio dai proiettili.
Il mandante dell'omicidio è il padre di Scamarcio, un mafioso interpretato da un attore che biascica le parole, forse cercando di imitare Marlon Brando del Padrino, ma non si capisce nulla di ciò che dice.
Comunque tutto finisce a tarallucci e vino, perché il fratello di Scamarcio, colpito dal suo sguardo durante la deposizione in tribunale, si pente e accusa il padre.

Insegnate ai procuratori antimafia come fare quello sguardo micidiale e avremo sconfitto la mafia.

Nel frattempo ridateci Camilleri e Montalbano.

Friday, October 07, 2011

Jobs rinnova la sua sfida

Steve Jobs è stato indubbiamente un grande innovatore e ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'informatica. La sua morte prematura colpisce e lascia un vuoto incolmabile.

Sotto la sua guida Apple, più che inventare, è stata in grado di cogliere le invenzioni altrui e renderle accessibili ad un vasto pubblico.

Ma, come diceva Henry Ford, una tecnologia è rivoluzionaria quando viene resa disponible a tutti: questo è ciò che ha fatto Jobs e che ha reso Apple una società rivoluzionaria.
Rivoluzioni in informatica continueranno a esserci, e saranno alimentate da chi fa ricerca e inventa, ma non possono fare a meno di chi le trasforma in strumenti per tutti.
Proprio a questo proposito, noto una singolare coincidenza con una notizia di due giorni fa: l'introduzione di un'interfaccia vocale sugli iPhone.
L'interfaccia voice su iPhone apre finalmente la strada all'uso del linguaggio in sostituzione delle interfacce grafiche.
In dieci anni di ricerca sull'analisi del linguaggio ha fatto progressi straordinari.

L'addio di Steve Job potrebbe quindi coincidere con il superamento delle interfacce GUI inventate da Alan Kay e che Jobs seppe trasferire in prodotti di largo consumo, rivoluzionando il mondo, non solo informatico.

Forse lo stesso avverrà con le interfacce in linguaggio naturale, e Steve Jobs ci lascia dopo aver lanciato la sfida per la prossima rivoluzione.

Ancora una volta Apple non ha inventato, ma ha acquisito la tecnologia da SIRI, una startup dell'SRI, che a sua volta utilizza le tecnologie di ASR di Nuance, che a sua volta ha di recente acquistato Loquendo.

Loquendo era uno spinoff del vecchio CSELT di Torino, dove nacque tra l'altro lo standard MP3. È stata ceduta da Telecom Italia a un prezzo irrisorio, circa il doppio del fatturato.

Anche in questo caso le aziende italiane hanno dimostrato di non sapere sfruttare la tecnologia e di non essere capaci di competere a livello globale. Appena hanno qualche carta da giocare, si ritirano, come fece qualche anno fa Pirelli, cedendo la produzione di dispositivi in fibra ottica a Cisco.

Poi magari finiscono a chiedere aiuti al governo e protezione per il mercato nazionale, come Telecom e Alitalia.

Wednesday, September 14, 2011

Tlemonti

Altra giravolta del genio di Tremonti che aveva additato la Cina come fonte di tutti i nostri mali.
Adesso Tlemonti offle ai cinesi in svendita quote di società italiane in cambio dell'acquisto di BTP che non riesce a piazzare più a nessuno se non a tassi quasi da usura.
Chissà perché vendere l'Alitalia ai francesi non andava bene, invece vendere Eni e Enel ai cinesi è cosa buona e giusta. Forse l'energia è meno strategica del trasporto aereo passeggeri?
Per l'Alitalia abbiamo gettato al vento 4-5 di milardi di Euro, che tanto i miliardi ci avanzano da tutte le parti. Comunque Air France già possiede il 25% di Alitalia e finirà per acquistare anche il resto a prezzi molto inferiori a quanto promesso al governo Prodi prima che Berlusconi con le sue bravate mandasse a monte l'affare.

Friday, August 19, 2011

borsello elettronico

Per consentire la tracciabilità di tutti i pagamenti e insieme dre un impulso all'innovazione e all'industria europea, propongo di introdurre la moneta elettronica per l'Euro.
I passi da svolgere a livello europeo sarebbero questi:

1. Definizione di uno standard europeo per la moneta elettronica

2. Specifiche internazionali di borsello elettronico ricaricabile per le minute spese con tecnologia NFC (Near Field Communication)

3. Commessa a consorzio europeo per lo sviluppo di lettori NFC per addebito spese da borsello elettronico

4. Riduzione IVA di 1% su tutte le spese pagate con moneta elettronica nei primi 5 anni



Friday, August 12, 2011

tremonti: il licenziamento felice

Ammettendo alfine la necessità di una "manovla molto folte", tentando di aggiustare frettolosamente la sua patetica manovra precedente, Tremonti ha illustrato oggi le sue proposte, tra le quali spicca, pare su suggerimento della BCE, l'idea del licenziamento felice, ossia "il superamento di un sistema aziendale rigido e il licenziamento e la dismissione del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici", una "sorta di diritto di licenziare", ma "compensato con migliori posti di lavoro".

Resta da capire chi sarà felice del licenziamento: l'azienda, il lavoratore o l'assicurazione.




Sunday, August 07, 2011

la seconda scoperta del secolo

Dopo aver scoperto che il PdL è un partito di servi, Ernesto Galli della Loggia fa la sua seconda grande scoperta che la Rai è stata ridotta a un ectoplasma attraverso le direttive, le nomine pilotate, i diktat bulgari emessi da Berlusconi in barba al conflitto di interessi.
Attento Ernesto, la prossima epurazione potrebbe toccare a te!
Il tuo direttore Ferruccio l'ha già sperimentata una volta e ha dovuto abbassare la cresta.

monti per tremonti

Monti bacchetta Berlusconi e Tremonti in un lucido editoriale sul Pompiere della Sera, che qualche giorno fa aveva detto che bisognava "domare subito l'incendio" (forse per non smentire il nomignolo affibbiatogli da Travaglio).

Ciò che dice sembra talmente ovvio che non si capisce come il governo e gran parte degli italiani siano stati incapaci di riconoscerlo.

Il podestà straniero che Monti evoca però darà solo le indicazioni sugli obiettivi che l'Italia dovrà raggiungere. Mi chiedo chi sarà a definire le strategie per raggiungerli. Se saranno gli stessi, Tremonti e Berlusconi, che ci hanno portati a questa situazione, non sono stati nemmeno capaci di capirla e hanno proposto soluzioni sbagliate e insufficienti, allora siamo proprio in cattive mani.

Come Paul Krugman sostiene in un Op-Ed sul NYT, ci si dovrebbe porre l'obiettivo di una crescita e in particolare dell'occupazione, che è il dramma maggiore per le giovani generazioni e per il futuro dell'economia occidentale.

Non è con condoni, cartolarizzazioni o altri giochini di finanza creativa che si rilancia l'economia del paese.

Toccherebbe a persone come Monti cha hanno idee e competenze, prendere coraggio, farsi avanti e guidare il paese verso l'uscita dal tunnel.

Thursday, August 04, 2011

parti dissociali

Sono andato a leggere il documento che le parti sociali hanno sottoposto oggi al Governo per fronteggiare la situazione economica del paese.

Si tratta di un documento breve in cui vengono indicate 6 priorità.
Ciò mi ha fatto subito ben sperare, ma le speranze si sono subito dileguate.

1 punto. Pareggio di bilancio 2014. Questa è la favoletta di Tremonti, scaricata sul governo che verrà, ma siamo seri. Vogliamo puntare a questo per il rilancio dell'economia del paese?

2 punto. Costi della Politica. Ridurre i costi, abolire le province, accorpare i comuni. Tutto giusto. Ma che cosa c'entra questo col rilancio economico del paese? È una questione politica, non credo se ne dovrebbero impicciare i sindacati.

3 punto. Liberalizzazioni e privatizzazioni. Ma se questo è ciò che Berluscononi considera il suo grande sogno: portare a compimento la grande "rivoluzione liberale". Forse il problema è intendersi su cosa vuol dire "liberalizzare e privatizzare", e allora queste poche righe di documento non sono sufficienti a definire l'obiettivo. Ne sa qualcosa Bersani quando ha tentato qualche liberalizzazione o quando di recente si è tentanto di mettere mano a una riforma degli albi professionali. A tutti va bene liberalizzare, purché sia nel settore diverso dal nostro! E quindi non si fa mai nessuna liberalizzazione. Occorre spiegare come fare a uscire da questa impasse, altrimenti anche questo è whishful thinking.
Privatizzazioni poi, se non si accettano capitali stranieri stiamo freschi: le aziende italiane sono sottocapitalizzate di loro, figurati se hanno capitali freschi da investire: Alitalia docet. Ma per attirare capitali stranieri occorre un sistema produttivo, infrastrutture e servizi all'altezza di un paese moderno. Queste non si improvvisano.

4 punto. Sbloccare gli investimenti. Sbloccare le opere già finanziate. Questo è l'unico intervento concreto richiesto in tutto il documento.
Un altro, semplicissimo ed efficace, sarebbe di chiedere che le amministrazioni paghino le fatture a 30 giorni, sollevando molte imprese da problemi di cassa.
Modificare il titolo V invece è un'altra di quelle cose che richiedono tempi lunghissmi e non da alcun sollievo immediato alle aziende.

5 punto. Semplificazione e Pubblica Amministrazione. Approvare rapidamente i provvedimenti all'esame del parlamento. Questo non mi sembra un grande suggerimento, né tantomeno quello di una riforma della PA che permetta recupero di produttività. Ora o si ritiene che Brunetta sia un cretino e se ne chiedono le dimissioni, altrimenti questo è ciò che lui dichiara di stare facendo.

6 punto. Mercato del lavoro. Le parti sociali preseguiranno l'impegno a modernizzare le relazioni sindacali. Mi sembra faccia parte del loro mestiere, dovrebbe andare da sè quasi senza dirlo. Non mi è neanche chiaro a chi lo dicano: a sè stessi? Le relazioni sindacali non sono certo col governo.

Insomma, mentre il paese affonda, siamo ancora a fumose dichiarazioni, a impicciarsi di questioni altrui, a fughe in avanti e a non proporre niente di concreto e di preciso.

Wednesday, August 03, 2011

berlusconi e la soluzione finale

Straordinario discorso di Berusconi poco fa in Parlamento. Ci ha spiegato che ín Italia non c'è da preoccuparsi perché le banche hanno liquidità superiore a quella delle banche degli altri paesi e hanno superato bene gli stress test, le famiglie e le aziende sono molto meno indebitate di quelle degli altri paesi.
Sono gli investitori internazionali che non capiscono come stanno veramente le cose, ma il governo ha già messo in atto tutti gli interventi per rientrare dal debito entro il 2014 e sia Barroso che Junkers al telefono gli hanno confermato che il governo sta facendo bene.
Comunque lui si impegna di persona a tirare fuori l'Italia dalla crisi che è planetaria.
In altri termini, si impegna a portare l'Italia fuori dalla Terra.

Il solito esagerato: basterebbe che se ne andasse lui fuori dall'Italia!

Tuesday, August 02, 2011

missioni sinistre

Complimenti alla sinistra italiana per il voto a favore del finanziamento delle missioni all'estero.
Passava lo stesso anche se votava contro, ma almeno non si dava l'appoggio a iniziative che persino l'ex capo dell'intelligence di Obama considera fallimentari.
Blair estimated that there are some 4,000 terrorists worldwide, and a budget of some $80 billion devoted to fighting them -- a figure he said did not include the wars of Afghanistan or Iraq.
"That's $20 million for each of these people ... Is that proportionate?"
Invece a noi italiani di soldi da buttare in guerre inutili ce ne avanzano da tutte le tasche.

PS.
Il rifinanziamento prevede l'acquisto di aerei in grado di trasportare ordigni nucleari. Qualcuno dei votanti a favore è in grado di spiegare in quale modo un ordigno nucleare può essere utilizzato in una missione di pace?

viale del Tremonti

Sono anni che dico che bisogna cacciare Tremonti. A dicembre c'eravamo quasi, poi sono arrivate le Giubbe Rosse guidate da Napolitano a salvare Berlusconi dandogli un mese di tempo per riorganizzare le truppe.

Non fosse bastato, Napolitano si è messo di nuovo alla guida delle truppe di soccorso organizzando l'approvazione rapida della più assurda manovra economica concepita dal genio di Treconti.
Così assurda che in due giorni lo spread è aumentato di 100 punti e si è rimangiato il doppio del valore della manovra stessa, costringendo il genio dei conti a modificare in mezza giornata la manovra concepita in sei mesi per portarla da 1,5 miliardi a 40 miliardi, facendo così contento, presumo, Napolitano.
Per qualche giorno lo spread è sceso sotto i 300 e Treconti ha gloriosamente dichiarato che era merito suo, dimenticando i massicci acquisti di BTP che si è dovuta sobbarcare la BCE.
Ma notoriamente, cercare di tirarsi su per i lacci delle scarpe non dura a lungo e difatti oggi siamo arrivati al record di 355.

Ebbene, a questo punto, visto che Berlusconi non è uno stupido, ma Bersani forse sì, il risultato è che a disfarsi di Tremonti sarà Berlusconi stesso, lasciando con un palmo di naso Bersani, la sinistra, il terzo polo, confindustria, Montezzemmola, sindacatti e tutti gli altri.
Mentre tutti gli altri stanno lì timorosi di fare una mossa, mamma mia, non sia mai, chissà come reagiscono i mercati, chissà che succede se casca Berlusconi, e chi ci va poi al governo, e questa sinistra sarà poi in grado di governare.
Cacasotto, frignoni, incapaci.
Adesso ci terremo altri dieci anni di Berlusconi e di Berlusconismo.
Diteglielo a Bersani e al PD che si vergognino, che fanno schifo, che si tolgano di mezzo, che i loro tatticismi non porteranno mai da nessuna parte.

Saturday, July 30, 2011

tremonti memoria

Tanto per non scordare cose che già ho ricordato ma che è bene ripetere e diffondere perché sarebbe giunto il momento di disfarsi di questo solenne buffone oltre che adesso conclamato piccolo imbroglione.
Ecco le numerose giravolte di Tremonti in politica economica.
Ne avesse mai azzeccata una. Ci ha sempre spiegato con le sue illuminanti tautologie i fenomeni dopo che erano avvenuti prendendo provvedimenti sbagliati per rabberciare la situazione causata dai suoi improvvidi provvedimenti precedenti.

tracce di tremonti

Ora si è capito perché Tremonti ha insistito tanto per abolire la norma sulla tracciabilità dei pagamenti, quella introdotta dal suo pedecessore Visco che obbligava l'uso deli assegni per gli importi superiori a 100 Euro.
Se no come faceva Tremonti a pagare in nero in contanti i 4000 Euro di affitto dell'appartamento di Milanese.
Lui ha ammesso di aver fatto un errore, ma d'altra parte, poverino, lavora così tanto, per il bene dell'Italia, che non può occuparsi di questi dettagli.
Certo, con quel che guadagna, Tremonti potrebbe permettersi di rivolgersi a un commercialista. Gliene potrei consigliare uno famoso, che è suo omonimo.

Thursday, July 28, 2011

innovazione massima locale

Vi racconto una storia.

Un'azienda produceva panini per hamburger. Gli ingredienti erano farina, lievito, sale, zucchero. Era leader in quel mercato.
Gli agricoltori del paese però entrarono in crisi a causa della concorrenza internazionale e chiesero sussidi al governo. Il governo intervenne per favorire l'innovazione nella produzione di corn syrup, al punto che il corn syrup divenne molto più economico dello zucchero.
La ditta dei panini introdusse innovazione di prodotto utilizzando corn syrup nei suoi panini al posto dello zucchero e dando loro un sapore che li rese speciali.
Anche i produttori di bevande gasate innovarono i loro prodotti sostituendo lo zucchero con il corn syrup e gli agricoltori furono molto contenti.
Qualche anno dopo un lungo e laborioso studio medico scoprì che la popolazione era molto ingrassata e questo provocava molte malattie quali il diabete, e che questo, oltre ai danni alla salute causava ingenti costi sanitari.
Pertanto venne lanciata una campagna per convincere i cittadini a ridurre il consumo di hamburger. I consumi scesero e la ditta che produceva i panini fallì.
Lo studio venne ripetuto e rivelò che le persone sovrappeso non erano diminuite, bensì aumentati.
Si scoprì che un studio svolto da un eretico ricercatore che tutte le riviste ufficiali avevano fino a quel momento ignorato, spiegava che mentre lo zucchero è una sostanza naturale che il fegato riconosce ed è in grado di scomporre e dissolvere eliminadolo col metabolismo, il corn syrup si maschera e si combina nei grassi formando composti che si accumulano nell'organismo in composti non smaltibili. A tutti gli effetti il corn syrup è una sostanza tossica che andrebbe vietata.
Morale della storia: l'innovazione a volte può portare a benefici locali che non sempre corrispondono a benefici globali.

Wednesday, July 27, 2011

suchert

Nel blog Tempo Reale di Vittorio Zucconi appaiono a volte commenti molto intelligenti firmati da un certo suchert. Riporto l'ultimo che ho trovato degno di non andare perduto.

In “Le origini del totalitarismo”, Hanna Arendt cita Toqueville ed il suo “L’Ancien Régime et la Révolution” per riaffermare come non sia il privilegio in sé ad essere oggetto dell’odio popolare, ma il privilegio inutile, non accompagnato da un reale potere e dalle responsabilità che, sempre, del potere sono diretta conseguenza.

La rivoluzione francese giunse quando l’aristocrazia era già ben avviata lungo la propria parabola discendente; quando, sotto la monarchia assoluta, era già venuta meno la sua funzione di classe dirigente e solo le restavano i patrimoni.
L’aristocrazia della fine dell’ancien régime era, nella percezione popolare, una casta di buoni a nulla, incapaci anche di esercitare il potere, la cui ricchezza appariva del tutto superflua. Parassitaria.
Un situazione del tutto simile è quella in cui si trovano oggi i nostri politicanti, sia in parlamento che nelle amministrazioni locali.
La legge elettorale e il voto di fiducia palese hanno, di fatto, esautorato il parlamento.
Onorevoli e Senatori, e il loro infimo livello intellettuale ne é la dimostrazione, non hanno ormai altra funzione che quella di votare seguendo le istruzioni dei capi dei propri partiti. Svolgono, perlomeno agli occhi dei cittadini, un compito troppo modesto per pretendere di conservare i privilegi di cui godono; chiunque si sente in grado di schiacciare a comando un bottone e pare assurdo che per fare quello, e nulla più, qualcuno che pure non sembra troppo intelligente o preparato (e di fatto non serve che lo sia) riceva dei compensi, in denaro e in natura, del tutto sproporzionati ai salari con cui deve sopravvivere la stragrande maggioranza degli italiani.
Le restrizioni imposte dalla disastrosa situazione delle finanze pubbliche alle amministrazioni locali, non solo ha diminuito la qualità e quantità dei servizi di cui godono i cittadini, ma ha ridotto, e di molto, la capacità dei politicanti di distribuire favori di ogni tipo e, prima d’ogni altra cosa, posti di lavoro.
I cittadini, parafrasando di nuovo Arendt, erano disposti ad accettare l’abuso e l’arbitrio di assessori e consiglieri regionali perché, per quanto fossero ingiusti o addirittura illegali, rappresentavano il modo in cui veniva esercitato un potere che avvertivano, sulla propria pelle, come reale. Da quando il governo centrale ha stretto i cordoni della borsa questo potere è, nella percezione di molti, scomparso; resta la visione, anche a livello locale, di una classe non più dirigente di privilegiati, solitamente impreparati a svolgere i propri compiti, che hanno perso qualunque funzione che non sia la difesa del proprio privilegio.
Non bisogna essere dei maghi della finanza per capire che, al più tardi in autunno, sarà necessario chiedere altri sacrifici ai cittadini; non è più del tutto vero il detto “trade until May then sail away”, lavora fino a maggio e poi va in barca, degli operatori di Wall Street, ma i mercati tendono ancora a rallentare le operazioni durante l’estate e, a meno di sviluppi drammatici della crisi del debito USA, sarà solo dopo le ferie che, si scatenerà tutta la furia di una tempesta di cui, temo, abbiamo visto solo l’inizio.
I nostri politici, che siano di destra o sinistra in questo caso c’entra ben poco, hanno pochissimo tempo per ridimensionare drasticamente i propri costi, se non è già troppo tardi. Non si tratta, da parte loro, solo di far risparmiare all’erario qualche miliardo di euro, ma, soprattutto, di dimostrare al Paese la propria voglia di essere davvero, prima di tutto con l’esempio, classe dirigente.
Non lo facessero, e tale è la loro stupidità che non paiono disposti a farlo, temo che scopriranno che la pazienza degli italiani pare infinita, ma non lo è.
Quel giorno, quando i nostri moderni gentiluomini, finalmente capiranno quel che intendeva Burke quando, appunto, scriveva “le rivoluzioni si preoccupano più delle condizioni di un gentiluomo che non dell’istituzione di un re”, io vorrei essere ovunque tranne che al loro posto.

ancor agcom

Altro messaggio a 24 dall'audizione di Calabrò in Parlamento:

Evitiamo di mescolare il diritto di autore con la pirateria.

Il diritto di autore è inalienabile e nessuno lo contesta. La cosiddetta "pirateria" non viola il diritto di autore, bensì il copyright.
La violazione del diritto di autore si manifesta con il plagio, ossia appropriandosi dell'opera dichiarandosene autore o creando un'altra opera che ne ricalca parti significative. Questo non è ciò che fanno i cosiddetti pirati.

La remunerazione del lavoro intellettuale avviene separatamente dal riconoscimento del diritto d'autore e si ottiene in molte forme diverse, non necessariamente quelle tradizionali che si basano sulla remunerazione dei publisher, non degli autori. Internet consente micropagamenti, pagamenti con abbonamenti, pagamenti indiretti con pubblicità, pagamenti su base statistica, dual licencing e licenze gratuite.

In molti casi gli autori sono pagati da enti pubblici per le loro opere.

Comunque Internet è un mezzo nato per la condivisione, dove ciascuno mette a disposizione di altri le sue opere, in modo volontario, se vuole. Se non vuole, non lo fa, tiene le sue opere sotto chiave: bel modo di farsi conoscere!

Ma il beneficio della condivisione è molto maggiore del contributo che qualunque singolo potrebbe mai poter apportare.
Questo tutti lo hanno capito e per questo che dopo anni di boicottaggio anche le grosse aziende ci si vogliono attaccare come sanguisughe.
Ma invece di partecipare in forma cooperativa, si lanciano attacchi denigratori parlando a sproposito di "pirateria", quando chi lucra guadagni spropositati e ingiustificati sono proprio loro.

bersanetor

Bersani si spara sui piedi tentando di dare una risposta a Travaglio sul caso Penati.
Ammette palesemente di avere commesso un errore sul consigliere Pronzato, sbaglia la ricostruzione dell'incontro Gavio-Penati sostenendo di averlo favorito nel suo ruolo di ministro delle Attività Produttive, mentre nel 2004 al governo c'era Berlusconi, ammette che la sua credibilità sia messa in discussione.

Oh, ragassi, sono talmente paesano e provinciale che mica mi posso ricordare tutto nei dettagli.

Oh, ragassi, mica penserete che possa essere davvero credibile.

Saturday, July 23, 2011

oslo horror

L'orrore scatenatosi a Oslo ha scatenato il riflesso condizionato di certi giornalisti che vedono terroristi musulmani ovunque.

Credo sarebbe meglio abbassare i toni ed evitare di scatenare fanatismo contro fanatismo.

Preserviamo Oslo e il suo messaggio di pace, gli sforzi per le trattative di pace che portarono agli accordi di Oslo tra Rabin e Arafat del 1993, affossati da un altro terrorista assassino.
Uniamoci quindi al dolore dei norvegesi per il loro lutto e incoraggiamoli a superare questo momento difficile proseguendo senza farsi intimidire.

Il terrorismo è purtroppo solo una risposta esasperata dagli estremismi di ogni genere, ideologici, politici e religiosi.
Si estirpa combattendo l'origine del male, cioé l'estremismo, non affrontando il sintomo, ossia il terrorismo, che si rigenera.