Friday, August 20, 2010

The report of my death was an exaggeration: the Web

Come diceva Mark Twain: "la notizia della mia morte è un po' esagerata".
Così la tesi di Wired che il Web sia morto.

Ai tempi di Louis Rossetto Wired era una rivista in cui apparivano articoli illuminanti, ricchi di idee e di visione.
Ricordo questioni rilevanti come quelle sul copyright, sulle libertà digitali, sui micropagamenti, sul Big Negroponte Switch, sulla gift economy (oggi Open Source e croudsourcing), sulla new economy, ecc.
Lo ricevevo in abbonamento dagli USA e passavo due giorni a leggerlo dall'inizio alla fine.
Adesso è diventato solo una rivista che pubblicizza prodotti e gadget e ogni tentativo di presentare qualche idea si rivela fallimentare, come questo articolo: The Web is Dead.

L'analisi è sbagliata e basata su grafici di percentuali di traffico, anziché di quantità di traffico o quantità di tempo.

Wired aveva già sentenziato la morte del Web nel 1997, sostenendo che il futuro era il Push: previsione completamente sbagliata come apparve immediatamente anche a me.

Ora non c'è dubbio che il Web stia evolvendo e continuerà ad evolvere.
Però non bisogna dimenticare che Web significa semplicemente HTTP+HTML, niente altro che un protocollo e un linguaggio di markup per i contenuti, come del resto Internet significa solo TCP/IP, ossia altri protocolli.

Su http si fondano i server e i browser: entrambi evolvono e ci hanno portato da una parte ai Web Services e alle applicazioni Ajax dall'altra.

I browser continuano ad evolvere, insieme con HTML, mentre le app, decantate nell'articolo, non sono che un'altra forma per consumare i contenuti del Web trasportati con http.
Quando Cris Anderson fa l'esempio che la app di Google Maps è migliore del Google Maps Web site, dimentica che anche la app sta consumando i dati dello stesso server http.

Non rimpiango di aver chiuso l'abbonamento con Wired diversi anni fa.
La sua parabola è stata persino raccontata in un libro.

No tenure

Dibattito sul NYT sulla domanda:
Are younger scholars' careers blocked by their older (and tenured) professors?
Stessi problemi che da noi e, tra le altre, la stessa proposta che faccio da tempo:
abolire la tenure.

I docenti hanno contratti di durate progressivamente crescenti e poi decrescenti: 5, 20, 10, 5, 2.

Il posto di lavoro fisso è un anacronismo del secolo scorso e va abolito per tutti, introducendo al suo posto meccanismi di tutela come quello proposto da Tito Boeri in Un nuovo contratto per tutti.

Purtroppo né un governo pseudo-liberista né un'opposizione vetero-sindacale lo riescono a capire.

Thursday, August 19, 2010

L'aritmetica di Tremorti

Come riporta Tito Boeri:

la pressione fiscale, è cresciuta dal 42,9 del 2008 al 43,2 per cento del 2009, come certifica l'ultima Relazione Unificata dell'Economia e Finanza Pubblica. Consapevole di questo fatto, il Ministro Tremonti in una recente intervista sul Sole24ore ha sostenuto che la pressione fiscale è aumentata perché è diminuito il pil. In realtà anche le entrate calano insieme al prodotto in un rapporto pressoché di uno a uno, quindi la pressione fiscale (il rapporto fra entrate fiscali e prodotto interno lordo) sarebbe dovuta rimanere almeno invariata.

Meno reddito si produce e più tasse si pagano.

Wednesday, August 11, 2010

Not Neutrality

In Why Google Became A Carrier-Humping, Net Neutrality Surrender Monkey viene proposta un'analisi piuttosto inquietante delle ragioni del voltafaccia di Google rispetto alla Net Neutrality.

In sintesi, Google avrebbe perso la sfida lanciata ai carriers per una rete aperta con dispositivi non controllati dagli operatori, ma aperti basati su Android, che consentissero agli utenti la totale libertà di gestire le proprie applicazioni e servizi.

Avendo perso la battaglia, ha accettato di venire a compromessi con gli operatori al fine di poter conquistare quote di mercato per quello che considera la sua prossima miniera d'oro.

Inquietante ma plausibile.

Monday, August 09, 2010

Controindic-Azuni

Vorrei esprimere in pubblico il mio enorme sconcerto di fronte a quanto vedo accadere in Italia riguardo a Internet.

L'ultima inizativa, dopo il decreto Pisanu, varie leggi liberticide comprese quelle dell'opposizione, le norme sui blog infilate nella legge sulle intercettazioni, è quella sulla Internet Governance chiamata Codice Azuni, lanciata dal ministro Brunetta.

Possibile che l'unica cosa che interessi i politici e i loro scagnozzi sia solo come limitare o complicare l'uso della rete in nome di questo o quel principio, come fa notare anche Vittorio Zambardino?

Ai miei tempi i problemi che affrontavamo erano quelli di come rendere disponibile la tecnologia a basso costo al più ampio numero di persone.
E cercavamo in tutti i modi di coinvolgere i politici perché dessero un contributo: cose semplici e scontate come la liberalizzazione dei mercati, mica tanto.
In Italia si riuscì a scardinare il monopolio solo per merito della direttiva europea 90/388/CEE sulla liberalizzazione del traffico dati.
Non c'è bisogno che ricordi le nostre battaglie e le nostre attività: Giorgio Giunchi ne tiene traccia a futura memoria.

Dopo decenni di totale ignoranza delle questioni di fondo (accesso e trasporto), non vedo altro che tavoli, comitati, forum, in cui si dibatte su come impedire di fare questo o quello.

Ma in che mondo vivono costoro?

Non si rendono conto che ci sono milioni di persone che ogni giorno si ingegnano per trovare nuovi modi per rendere possibili nuovi servizi, nuove funzioni, semplificare ogni attività, utilizzando ogni soluzione tecnica possibile e immaginabile?
E qualcuno perde tempo a ingegnarsi su come impedire o complicare tutto ciò?
Non si rendono conto che le soluzioni normative sono quanto di peggio si possa immaginare?

Prendete per esempio la questione dei diritti di proprietà intellettuali (IPR).
La strada della normativa, seguita per anni dalle major e dalla RIAA è stata del tutto fallimentare:
20 Dec 2008 ... The RIAA today announced it is giving up on suing
individual users for distributing music over the Internet.

La soluzione è stata al contrario sfruttare la tecnologia inventandosi un servizio su basi completamente diverse: accesso a basso costo a una montagna di contenuti digitali.
Lo stesso succederà con gli editori di libri e di giornali (BTW, Barnes&Noble in questi giorni sta chiudendo, ormai sopraffatta da Amazon).

È e sarà sempre così: la rete inventa e risolve i problemi rivolgendosi direttamente al suo pubblico, gli utenti e scavalcando tutte le oligarchie di intermediari.

I politici (e le lobby che li stimolano, come nel caso delle major) blaterano, cercano di frenare e arrancano indietro di anni rispetto alla realtà di un mondo in continua evoluzione: la tanto temuta "incertezza dinamica".

Una delle domande che Isoc ha posto in un suo recente questionario sulla posizione tenere rispetto all'Internet Governance Forum (IGF), era se il suo mandato quinquennale dovesse essere rinnovato.

Nessuno dei temi proposti per il proseguimento ha raccolto più di un quarto dei voti e solo una infima proporzione "considers that the IGF actually acts as a catalyst for tangible change".

Ciononostante, immagino per inerzia, "However, 87% of the respondents expressed their desire to continue the IGF past its initial five-year mandate".

Io ho risposto che IGF andrebbe chiuso: mi pare che non ci sia nulla di rilevante tra i temi proposti per il prosieguo di IGF, dato che la questione del digital divide è sparita dall'orizzonte.

Francamente la posizione che dovrebbe tenere l'Italia al prossimo incontro di Vilnius dovrebbe essere quella di terminare IGF.
Può essere imbarazzante, ma questa è la stessa posizione della Cina.

Al contrario in USA la FCC propone delle policies per Internet molto più sagge che non presuppongono regolamentazioni:
It is also an approach that does not involve regulating the Internet. It would preserve the freedom and openness of the Internet.

Tali policies riguardano:
  1. Extending high-speed broadband to all Americans wherever they live;
  2. Protecting and empowering consumers, and ensuring healthy and fair competition;
  3. Promoting the safety of the public, through E911 and initiatives to guard against cyber attack;
  4. Lowering the costs of broadband investment and accelerating deployment;
  5. Preserving the freedom and openness of the Internet.
Sottoscrivo: meno chiacchere e leggi ostacolanti e più interventi per agevolare la diffusione e l'uso.

Friday, July 02, 2010

società dell'Entertainment

Martedì ho partecipato, su invito del Comune di Firenze, al convegno Internet Better Life.
Ad un panel erano stati invitati alcuni imprenditori Internet di successo, tra cui Paolo Barberis, fondatore di Dada, che è una realtà imprenditoriale significativa, con 170 milioni di fatturato e sedi in 16 paesi.

Barberis ha presentato l'azienda e la sua filosofia, che si basa su 5 cardini, traffico, presenza, intrattenimento, persone.

Dada infatti è partita come ISP, poi ha fornito servizi di hosting, di registrazione domini e infine si è dedicata all'intrattenimento fondando la joint venture Dada Entertainment con Sony Music,
che distribuisce suonerie per cellulari e brani musicali.

Ho chiesto allora a Barberis che fine avesse fatto la Società della Conoscenza, che per lungo tempo tempo era stato un leit-motif dell'importanza di Internet.

Ha risposto che la vedeva in Wikipedia e nei motori di ricerca, ma restava nel segmento traffico, come generatore di traffico, ma non di revenues, in quanto le revenues le fa Google.

Peccato: Dada è stato il primo cliente di Ideare, a cui fornimmo la tecnologia di search per realizzare il motore di ricerca SuperEva. Poi nel 2000 decisero di passare a Google lasciando a loro la conoscenza e i soldi.

sGovernment

Tra i parametri Internet da raggiungere entro il 2002, contenuti nella lettera aperta all'allora presidente del Consiglio Massimo D'Alema, c'erano:
  • 90% delle procedure tra cittadino e PA attivabili e documentate via Web
  • 5 milioni di accessi al mese al sito Web di ciascuna azienda o amministrazione per ogni 100 mila utenti
Secondo l'EGovernment Report, pare che nel 2010 l'Italia sia ancora molto indietro e comunque sotto la media europea.

Come dice Gianni Dominici:
In merito alla maturità e alla completezza dei venti principali servizi di e-government individuati siamo al 18° posto con un valore inferiore anche alla media dei 31 paesi analizzati. Un dato che peggiora se si prendono in considerazione i servizi con il massimo livello di sofisticazione: diventiamo ventesimi.

Sunday, May 30, 2010

Ask not: Kennedy revisited

Riascoltare quello che J.F. Kennedy disse nel suo discorso inaugurale nel 1961 è ancora commovente.

La celebre frase:
And so my fellow Americans, ask not what your country can do for you - ask what you can do for your country

fa oggi riflettere soprattutto per ciò che non dice ma che evidentemente sottintende.

Sottintende che lo stato sia un bene comune che offre sostegno ai cittadini (what your country can do fo you) a cui tutti i cittadini sono invitati a contribuire (what you can do for your country).

Sottintende che sia legittimo attendersi che lo stato faccia qualcosa per i cittadini, altrimenti non si capisce a cosa serva e perché i cittadini gli chiedano qualcosa.

Altra cosa sottintesa: Kennedy non pensava certamente a uno stato socialista, che si occupa di tutto e di tutti.

L'affermazione appare enormemente distante dalla mentalità prevalente in Italia oggi, in cui lo scopo principale dei politici e di gran parte dell'elettorato sembra quello di depredare lo stato.

I politici mungono le casse dello stato, come descritto nel La Casta di Stella e Rizzo, certi partiti premono per ridurre gli interventi statali trasferendoli agli enti locali per potervi arraffare meglio e di più, per trasferire funzioni inerentemente pubbliche ai privati in nodo che questi (alcuni soggetti e non la comunità) ne possano beneficiare ed infine tutti adottano forme più o meno gravi di corruzione (vedi Gherardo Colombo) per arricchirsi o per vantaggi personali.

Gli elettori appoggiano tutto questo nella speranza che una parte di questi benefici ricada su di loro.

Oggi sarebbe uno straordinario passo avanti se solo si ritornasse a credere in quello slogan.

Saturday, May 29, 2010

notifica a Dio

La chiesa cattolica, per voce del promotore di giustizia della Congregazione della Fede, monsignor Charles Scicluna, ha sancito che le pene dell'inferno sono aumentate ai pedofili.
La sanzione entra in vigore immediatamente, senza pubblicazione sulla gazzetta ufficiale.

Occorre che Dio ne prenda immediatamente atto.
Naturalmente non c'è stato bisogno di notificarglielo perché Lui è onnisciente.
Lui sapeva anche degli abusi sessuali, ma è stato zitto: per questo in qualche modo si sentiva in colpa e ha preferito non discutere.

Dio non si è nemmeno irritato per non essere stato consultato prima della delibera, dato che si rende conto di dover lavorare alle dipendenze della chiesa cattolica.
Senza di loro non sarebbe nessuno.
Però, essendo l'unico Dio, si è chiesto come dovrà comportarsi quando altre delibere verranno emesse dai dirigenti di altre chiese monoteiste come ebrei e musulmani.

Thursday, May 27, 2010

la recessione è finita!

La recessione in Italia "è finita a metà del 2009", ma "la ripresa secondo le previsioni procederà a passo limitato nel complesso del 2010, rinforzandosi un po' nel 2011".
Lo scrive l'Ocse, nella sezione dedicata all'Italia del suo Economic outlook.

Corriamo a dirlo a Tremonti che non se n'era accorto e chiediamo che ritiri la manovra.

Come dice Angelo Raffaele Meo, parafrasando Clemenceau
l'economia è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli economisti

Wednesday, May 26, 2010

salviamo l'euro, aboliamo l'euro

Per salvare l'Euro dobbiamo abolirlo

trasformandolo in una moneta solamente elettronica.

Niente più monete o banconote, solo transazioni elettroniche e un borsellino elettronico per le minute spese.

Sarebbe una grande innovazione tecnologica, che darebbe all'Europa il vantaggio di anticipare gli altri paesi, come avvenne con il GSM.
Le aziende potrebbero sviluppare la tecnologia dei borsellini in varie modalità: RFID, GSM, WiFi, etc.

Ci sarebbero i borsellini Armani e Luis Vuitton.

Gli stranieri che vengono in Europa acquisterebbero borsellini ricaricabili.

Si svilupperebbe la tecnologia delle reti per sostenere milioni di transazioni al secondo e sulla stessa rete si potrebbero innestare le comunicazioni a due vie tipo twitter per gli amanti del Web 2.0.

Ma soprattutto si darebbe un colpo decisivo alla malavita, dalle mafie ai corruttori ai trafficanti ai semplici evasori di iva.

È il momento di farlo e la nostra possibilità di salvezza.

L'idea fu proposta una decina di anni fa da Gianfranco Prini.

Sunday, May 23, 2010

distruzione sociale, culturale, morale

Ecco quanto scrive un certo Masdemi sul Blog di Repubblica a proposito della legge bavaglio in discussione al Senato.

Ho 70 anni.
Ho visto i celerini di Scelba, p.zza Fontana, Brescia, Bologna, le BR, i NAR, Chinnici, Falcone, Borsellino, Mattarella, Dalla Chiesa, la P2, Antilope Cobbler, Ustica, Gladio, l’uccisione di Moro.
Ho visto Andreotti, Taviani, Colombo, Gronchi, Leone, Craxi.
Vi posso assicurare che quello che stiamo vivendo è il periodo peggiore dalla proclamazione della Repubblica ad oggi.
Il nostro paese è completamente distrutto sotto il profilo sociale, culturale, morale.
Le ultime due generazioni sono inebetite e cloroformizzate dal modello sociale proposto da Tv di stato e commerciale nella più assoluta disinformazione ed ora vogliono chiudere anche quelle piccole finestre che tentano di farci affacciare sulla realtà.

il divino Tremonti

Le asserite capacità divinatorie di Tremonti si sono completamente dissolte.

Quello che recentemente chiamavo lo spettro del debito e che Tremonti continuava a negare è finalmente emerso in tutta la sua drammaticità.

Quello che stupisce è che ci sia ancora qualcuno che sostenga che Tremonti sia stato abile nel gestire i conti pubblici italiani negli ultimi quindici anni.

INSEMTIVES winner

The game Phratris, designed with GALOAP by my students in the course LOA (Laboratory Oriented to Applications), has won first prize at the INSEMTIVES Game Challenge:

we are happy to inform you that your submission to the game challenge 2010 was awarded the first place!

The respective celebration and presentation of the games of the game challenge 2010 will take place on May 30, 2010 in Crete (at the ESWC 2010 venue).

PhraTris is a Semantic game, for the annotation of sentences with syntactic dependencies.

Here is a short video presentation of PhraTris.

finanziamento dei risultati

Alla buon ora!

La Commissione Europea ha emanato una comunicazione Simplifying the implementation of the research framework programmes, in cui stabilisce il principio "Moving towards result-based instead of cost-based funding".

Sono anni che predico che si dovrebbe passare dal modello di "finanziamento delle proposte" a quello del "finanziamento dei risultati".
La ricerca era finora l'unico settore di attività in cui si pagano le promesse e non la consegna dei lavori, cosa specialmente intollerabile in un periodo di crisi economica e finanziaria.
L'ho detto in tutte le occasioni ai funzionari europei che incontravo e alla fine il messaggio sembra essere arrivato a destinazione.

L'ultima volta che mi è capitato, di fronte a un funzionario particolarmente ottuso che fingeva di non capire, ho dovuto persino alzarmi e abbandonare platealmente la riunione.
È stato particolarmente commovente vedere lo stupore degli altri colleghi, i quali mai si sognerebbero di criticare il funzionario che li finanzia e per cui sarebbero disposti a prostituirsi.

Adesso spero solo che venga applicato con rigore e non vanificato da valutatori compiacenti, come purtroppo finora succede spesso.

Tuesday, May 18, 2010

non ce l'hanno con noi

Questo era il problema angosciante che Bruno Vespa sottoponeva ieri sera a Porta a Porta ai suoi ospiti, riguardo alla tragedia che ha colpito il corpo di spedizione italiano in Afghanistan, che il ministro Frattini ha spiegato essere lì per proteggere la nostra sicurezza.

Siamo stati infine rassicurati che le milizie afghanistane non ce l'hanno con i nostri militari, pertanto possiamo continuare a fornire loro bersagli su cui esercitarsi.

Monday, May 17, 2010

scorie televisive

Stamane per caso in albergo ho visto uno spezzone di Uno Mattina in cui il conduttore intervistava il presidente dell'Enel Conti e il vicedirettore del TG1 (non ricordo il nome).
A tutte le domande (ma è economico?, ma dove si metteranno le scorie?, di un conduttore chiaramente molto ben disposto) le risposte erano entusiasticamente positive.

Conti ha spiegato che le centrali nucleari operano da 14 milioni di ore (senza citare Chenobyl), e che il problema delle scorie lo risolveremo sicuramente, tanto si tratta in tutto di 7 metri cubi di materiali.
Il giornalista del TG1 ha risposto con molti "assolutamente sì" e si è scagliato contro tutti coloro che impedirebbero la crescita economica del paese, che senza energia economica non potrebbe continuare a sviluppare la sua vocazione manifatturiera.

Nessun contraddittorio.
Su YouTube si trova invece una violento scontro tra Tozzi e Chicco Testa, che si è rivolto a Tozzi dicendogli che gli avrebbe "spaccato la testa": umorismo involontario credo.

Comunque è chiaro che è iniziata la campagna di convincimento attraverso i media annunciata da Berlusconi.
Naturalmente non c'è nulla da preoccuparsi, perché D'Alema e gli altri del [PD]S ci hanno insegnato che la TV non sposta voti ;-)

Solo Berlusconi, che di media non capisce niente, continua a crederlo, poveretto.

Thursday, May 13, 2010

God save the Liberal Democrat

Un governo a guida conservatore che propone cose di questo genere?

  • ridurre il deficit salvaguardando i redditi più bassi,
  • alzare il livello di esenzione dei redditi personali più bassi,
  • aumentare le tasse per i proventi finanziari non usati per investimenti,
  • riformare le banche promuovendo quelle mutue,
  • aumentare i poteri di regolamentazione della Bank of England,
  • offrire facilitazioni di credito per le SME,
  • introdurre il diritto degli elettori a ritirare il mandato a parlamentari che si comportano male,
  • assicurare finanziamenti adeguati alle università e di migliorare la qualità dell'insegnamento,
  • attrarre più studenti svantaggiati,
  • rivedere le leggi per proteggere la libertà di parola,
  • eliminare la conservazione di record sul traffico internet e delle mail,
  • aumentare l'uso di energia da rifiuti e di energia marina,
  • ridurre le emissioni dalle centrali a carbone,
  • migliorare gli habitat per conservare la biodiversità,
  • creare una rete per le ricariche dei veicoli elettrici,
  • bloccare la creazione di nuove centrali nucleari.

Tremonti qualche giorno fa chiedeva idee su cosa fare? Eccole.

Invece Bersani chiede di votare via rete le sue idee per il PD!

Sunday, May 09, 2010

FCC meno neutra per la network neutrality

La FCC ha escogitato una delicata soluzione per poter legittimamente intervenire a dire la sua sulla network neutrality, dopo la sentenza del tribunale di Washington sul caso Comcast, accusata di aver indebitamente penalizzato il traffico P2P.

Vuole considerare gli ISP come operatori telefonici e pertanto farli rientrare nella sua giurisdizione.
Tuttavia, per attenersi al principio di non regolamentazione di Internet (udite udite voi amanti della Internet governance), solleva gli ISP dalla maggior parte delle regole, mantenendone solo sei:
  • Section 201: open access
  • Section 202: net neutrality
  • Section 208: diritto a segnalare violazioni di 201 e 202
  • Section 222: privacy (divieto di scambiarsi informazioni sul traffico dei clienti)
  • Section 254: Universal Service Fund
  • Section 255: accesso ai disabili
L'operazione non sarà facile e ci saranno molte opposizioni, oltre che aspetti da chiarire, in particolare su cosa si intenda su informazioni sul traffico (ad esempio certi servizi come Akamai sfruttano conoscenze su origine e destinazione per ridirigere il traffico verso server più vicini all'utente) e i costi dell'USF e del suo utilizzo.