Monday, July 09, 2012

UnicoOnline ahi ahi

Altro caso di bug in un servizio pubblico.
Il software per la compilazione di Unico 2012, fornito dall'Agenzia delle Entrate e sviluppato da Sogei, va in tilt quando si tenta di inviare il file che lui stesso ha prodotto, con questa segnalazione:

IL FILE: C:UNICOONLINEARCTTRGPP50H09G224I_UNI12.UPF NON ESISTE!

A parte che il messaggio stampa malamente il path, perdendosi tutti i '\', il file in realtà esiste.
(Per i non informatici, il carattere '\' nelle stringhe viene usato come escape quindi se lo si vuole stampare, bisogna raddoppiarlo in '\\').

Guardando il log degli errori, ci trovo:

java.lang.NullPointerException
 at finanze.IDAC.gui.DialogCheckBox.getCheckValue(DialogCheckBox.java:34)
 at finanze.IDAC.structUNI.ControllerUNI12.showWizardFor(ControllerUNI12.java:1144)
 at finanze.IDAC.struct.Controller.opViewNodeInContainer(Controller.java:1523)
 at finanze.IDAC.struct.Controller$3.run(Controller.java:1628)
Exception in thread "AWT-EventQueue-0" java.lang.ClassCastException

Altro problema è che risulta impossibile spostare i dati su una cartella diversa da quella impostata fissa come:

     C:\UnicoOnline

In rete ci sono diversi utenti che chiedono come fare, ma nessuno ha trovato una soluzione.

Dopo aver cercato a lungo una soluzione, a questo punto erao arrivate le 3 di notte e mi restavano due possibilità:
  1. prendere i dati prodotti dal programma per il modulo F24 e sottometterlo attraverso un servizio di online banking. Questo però risolveva solo il problema contingente del pagamento ma non quello della sottomissione della dichiarazione.
  2. tentare di usare un altro programma per preparare i file per la trasmissione.
Negli anni scorsi si usava un programma chiamato File Internet.
Si noti che da nessuna parte nelle istruzioni di quest'anno per l'utilizzo del servizio, il programma viene mai menzionato. E del resto se ne potrebbe fare a meno e non ho mai capito perché la Sogei abbia usato una soluzione tanto complicata di usare due programmi diversi, uno per creare la dichiarazione e uno per "prepararla per l'invio".
Oltretutto ci sarebbe alquanto da ridire sull'utilizzo di formati crittici e non estendibili, che cambiano ogni anno. Di ogni documento prodotto esistono da 2 a 4 versioni, in una combinazione perversa di formati UPF, PDF, DIZ, F24, FCF, CCF.
Questo comporta che 3 volte su quattro uno dei programmi si lamenti che non riconosce il formato, e vattelapesca a capire quale versione di formato gli serve.

Di file Internet ho la versione usata negli anni scorsi, ma siccome i formati sembrano cambiare ogni anno, ho preferito cercare una versione aggiornata.
Ho provato a cercarlo tra il software sul sito dell'Agenzia delle Entrate, in tutti i modi, ricerca per chiave, per titolo, scorrendo la lista alfabetica di tutti i software.
Alla fine l'ho trovato, non mi ricordo come, attraverso un motore di ricerca esterno, che mi ha portato nel posto giusto del sito dell'Agenzia.
Viene distribuita la versione del 3/7/2012 e quindi mi sono tranquillizzato pensando di aver trovato la soluzione.
Dopo averlo scaricato però l'installazioe falliva, perché il programma di installazione InstallAnywhere (bel nome se lo facesse davvero) si bloccava dicendo che mancava la versione di Java 1.15.20. Nella mia macchina è installata la versione più recente che è la 1.6.
Allora sono andato sul sito dove distribuiscono Java, che una volta era Sun e adesso è Oracle.
Sono dovuto andare alla ricerca delle vecchie versioni in archivio e ho provato a scaricarla.
Per fare il download è però richiesta l'iscrizione. Un tempo ero iscritto alla developer network di Sun
e ho provato a entrare col mio nome. Mi è stato detto che non esisteva e ho dovuto fare una nuova iscrizione.
Dopo aver riempito una form lunghissima, i cui mi chiedeva di tutto, compreso la misura delle mie scarpe, mi è stato detto che una login con quell'indirizzo mail esisteva già.
Allora ho ritentato a entrare con l'indirizzo mail anziché col mio nome e dopo tre tentativi, finalmente ho ritrovato la passoword che usavo 15 anni fa.
Così sono riuscito a installare File Internet e a preparare i file per la trasmissione.
A questo punto sono andato sul sito dell'Agenzia per inviarli e mi sono di nuovo imbattuto con un problema di password.
La password che usavo era scaduta: il solito mantra dei sistemisti che pretendono che gli utentu cambino frequentemente le password. È una sciocchezza di cui ho dibattuto altre volte.
Siccome la dichiarazione dei redditi si fa una volta l'anno, la password la uso solo una volta l'anno e pensare che debba scadere dopo 90 giorni ha poco senso.
Avrebbe più senso se si chiedesse di cambiarla dopo un certo numero di utilizzi, che appunto potrebbe tenere conto di tentativi di accesso illegali.
Comunque, dopo averla cambiata e averci rimesso quella di due anni fa, con buona pace dei sistemisti, sono riuscito a completare la trasmissione della dichiarazione.
Poi ho fatto logout e sono entrato col login di mia madre, per sottomettere anche la sua.
L'operazione di invio richiede di indicare di nuovo la password, ma mi segnala che non ero autorizzato a compiere quell'operazione.
Non capivo il perché, visto che l'avevo fatta poco prima.
Allora ho chiuso e poi riaperto il browser, e questa volta ho potuto concludere l'operazione.

A questo punto erano arrivate le 5 del mattino e mi sono chiesto quante altre persone in Italia avranno avuto la stessa pazienza e determinazione per fare la loro dichiarazione dei redditi online.

Mi spiace molto anche perché il programma è stato sviluppato da Sogei ispirandosi alla mia versione di Unico98, che gli mandai su loro richiesta.
La mia versione non richiedeva alcuna installazione e operava usando una Applet Jave in un browser.
Oggi si potrebbe fare con AJAX.

PS.
In realtà non ci sarebbe stata necessità di fare alcuna sottomissione di F24, perché dalla dichiarazione risultava un credito.
Tuttavia, per un motivo misterioso, nel foglio RX per la compensazione, il programma indicava una cifra decimale.
Se indicavo per la compensazione una cifra arrotodata per eccesso, produceva un F24 per un importo di qualche centesimo negativo, se per difetto, positivo.
Naturalmente era impossibile indicare un importo decimale nei campi per la compensazione, perché tutti gli importi devono essere arritondati all'Euro e il programma non accetta le virgole.
Sapevo anche che gli importi inferiori a 20 Euro non vanno pagati, quindi la logica del comportamento del programma mi sfugge.

Wednesday, July 04, 2012

democrazia liquida

Quello che suggerivo in mio precedente post come una possibile rivoluzione del modo di fare politica diventa possibile attraverso lo strumento di Liquid Feedback.
Lo hano adottato i Pirates Italiani.

In questo articolo si analizzano gli aspetti matematici della raccolta del consenso e distribuione del consenso:

Paolo Boldi, Francesco Bonchi, Carlos Castillo, and Sebastiano Vigna. Viscous democracy for social networks. Commun. ACM, 54:129−137, June 2011.

no ACTA

Giuseppe,
This just in -- the European Parliament, in a landslide vote, has voted down ACTA, with 478 votes against and only 39 in favor! As one of the 380,000 people who called on MEPs to vote "No," (attraverso Acces Now, ndr) congratulations to you and all the other organizations, communities, and Members of Parliament who have fought to defeat this dangerous international treaty.

Chissà se i politici italiani la vorranno capire una volta per tutte  che non devono nemmeno mai pensare a leggi che interferiscono con la libertà di espressione.
Mi piace molto il First Amendment della Costituzione USA, che recita proprio:
Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press ...

spending o spanding

Da ciò che trapela dai risultati della Spending Review, Monti sta preparando una riduzione dei dipendenti pubblici attraverso prepensionamenti.

I prepensionamenti sono una soluzione per le imprese private, che spostano i costi dei salari sull'INPS, ma per il pubblico sono solo una partita di giro.

Sui tagli alle spese gonfiate e a quelle inutili, sono perfettamente d'accordo: nel mio ambito lotto tutti i giorni contro questo.
Un caso eclatante riguarda il sistema di verbalizzazione elettronica degli esami, che mi ingegnai di sviluppare totalmente gratis per la mia Università, la quale invece fino a pochi giorni fa ha preferito usare un sistema che è costato intorno ai 500 mila Euro.
Perché abbiano agito cosi un rettore e un Senato Accademico, che pur sapevano che c'era una alternativa migliore e più economica, è qualcosa che sfugge alla mia comprensione.

Uno dei principali problemi delle amministrazioni pubbliche in Italia è la mancanza di una cultura di efficienza e di servizio e poi la deresponsabilizzazione dei dirigenti.
Chi opera nel pubblico ritiene spesso che il suo compito sia insostituibile e pertanto che spetti ad altri coprire le spese, i buchi di bilancio, ecc.
Dovrebbero invece essere soggetti alle stesse responsabilità di una azienda privata rispetto sia ai soci che al codice civile. I dirigenti che non gestiscono in maniera efficiente i propri compiti, vanno cacciati, senza ammortizzatori e senza pensioni d'oro.

Come segnala il Washington Post, un'altra grave difficoltà dell'Italia è la scarsa produttività.
In Italia si lavora molto di più che all'estero in termini di ore/anno: mediamente 1.817 contro le 1.431 della Germania e le 1.553 della Francia.
Ma la produttività è più bassa.
Campioni mondiali di produttività sono gli Stati Uniti con 60,9 dollari all'ora, seguono Germania e Francia sopra quota 55, poi la Svezia a 52 e l'Inghilterra a 47,8. L'Italia è in fondo alla classifica, con 45 dollari di Pil per ogni ora lavorata.

La produttività dipende da tantissimi fattori, uno dei quali sono proprio le inefficienze dei servizi pubblici.
Un altro sono gli scarsi investimenti in tecnologie e innovazione, paradossalmente dovuti proprio al basso costo del lavoro. 
L'Italia è un paese di vecchi, (Prandelli), in tutti i campi, non solo in quelli di calcio.

Googlopoly

Neanche la deep pocket di M$ rischia di bastare per contrastare lo strapotere di Google.

L'articolo riporta una penetrazione di Bing del 15% e di Google al 66%.

Ma la situazione in Europa è ben diversa:

Italia

Google: 98%
Virgilo: 1%
Bing: 0.7%

Francia

Google: 90.6%
Bing: 3.3%
Yahoo!: 1.6%
Orange: 1.1%

UK
Google: 92%

Quale soglia bisogna superare perché sia considerato un monopolio?

La Commissione UE ha in aperto una procedura contro Google per infrazione delle norme sulla concorrenza, dove rischia una multa di $38 miliardi, ma pare che l'atteggiamento sia di accettare un compromesso.

Si tratterebbe di circa un terzo di quanto previsto nel summit del 28/6/2012 per finanziare la crescita Europea.
Se fossi Monti, ex commissario europeo alla concorrenza, non avrei dubbi.
E li investirei tutti nello stimolare lo sviluppo di servizi innovativi sul Web.


Tuesday, June 26, 2012

sexy science

La commissaria europea all'innovazione Marie Gheoghegan Quinn ha pensato di promuovere una maggiore partecipazione alla scienza della donne con questo spot (gli esperti dicono che sia costato oltre 100 mila Euro):



L'idea mi è piaciuta talmente che ho pensato che se ne potrebbe fare uno simile per invogliare i maschi a dedicarsi alla scienza.
Questa la scenenggiatura dello spot: un gruppo di bei ragazzi in pantaloncini da calcio palleggia al ritmo di "Macho Man" dei Village People, ed entra palleggiando tra gli alambicchi di un laboratorio, dove un'allampata direttrice depone gli occhiali e li guarda con uno sguardo tra lo stupito e il compiaciuto.


Vedansi anche i commenti al filmato di Monica Lanfranco che riporta anche una commovente conversazione con Rita Levi Montalcini:

La Montalcini ad un certo punto dichiara che per fare la scienziata ha dovuto rinunciare a fare la madre e la moglie.
Non dice quanto le sia costato, ma è evidente che un impegno serio per eccellere nella scienza richiede una dedizione totale. Questo sarebbe il messaggio onesto e veritiero da dare ai giovani, non quello di una attività giocosa o spettacolare.
Abbiamo certo bisogno di donne nella scienza, ma soprattutto di giovani in generale che la considerino una sfida intellettuale a cui dedicarsi con determinazione.
Il successo nella scienza viene con l'impegno, non facendo carriera con le pregiudiziali o con le raccomandazioni.


Saturday, June 23, 2012

spudoratezza formigonica

Ho appena sentito Formigoni dichiarare:
  1. non ho ricevuto avvisi di garanzia, quindi non sono indagato.
  2. non mi dimetto perché le accuse su di me sono inconsistenti.
Se è in grado di affermare che le accuse sono inconsistenti significa che ha letto le accuse contenute nell'avviso di garanzia.

Sunday, June 10, 2012

il topolino di Passera

Il governo Monti è sull'orlo di una crisi per la mancata presentazione del Decreto Sviluppo. Si dovrebbe trattare della misura chiave per uscire dalla crisi rilanciando l'economia di un paese che non cresce da 15 anni. Il ministro Passera dice di averci lavorato per mesi e dichiara che lo porterà a casa entro l'estate, come se fosse un cagnolino dopo la pipì ai giardinetti.
Ho cercato di capire in cosa consisteranno queste misure miracolose e costose, visto che il ministro dell'Economia lo ha bloccato per mancanza di copertura.
Ho cercato negli archivi del Sole 24Ore, il quotidiano finanziario più letto in Europa.
Ne ho trovato solo alcuni accenni misteriosi (si parlava prima di uno sconto del 30% sulle tasse per investimenti in ricerca), poi ridimensionati.
Il massimo dettaglio è riportato in questo articolo, in cui si dice che il bonus per la ricerca riguarda solo l'assunzione di giovani dottori di ricerca con mille cavilli e distinguo, per un impatto totale valutato in 25 milioni.
25 milioni?
Ma stiamo scherzando?
Le banche spagnole chiedono un sostegno di 100 miliardi all'Europa per non fallire e noi pensiamo di rilanciare un paese con il 35% in più di abitanti con 25 milioni?
Se è così questo ci dà la misura della baratro in cui siamo (altro che orlo del baratro), a malapena un governo riesce a trovare in sei mesi una cifra che è solo il doppio di quella che gli italiani
hanno raccolto in pochi giorni con gli SMS per aiutare i terremotati dell'Emilia.

Dopo il topolino di Monti sui pagamenti dei debiti della PA, il topolino di Passera (senza allusioni o illusioni) sulla crescita.

Aggiornamento
Sempre misteriosi i dettagli anche sulla versione rivista del decreto.

Altro Aggiornamento
Dalle ultime indiscrezioni, gli importi sembrerebbero fortunatamente ben superiori.

I dubbi restano
Molti commentatori sollevano però dubbi sull'efficacia del provvedimento.
Secondo Mario Riva, il vero impegno finanziario del governo è di poche centinaia di milioni (come strilla anche segretario del Pdl Alfano), e dubita che questo possa creare quel volano da 80 miliardi che ventila il ministro Passera. Altrettanto dubbio è che si riescano a vendere immobili per 10 miliardi o che gli sgravi fiscali sulle ristrutturazioni (che già ci sono), possano rilanciare l'edilizia. Lo stesso dicasi sui bond per project financing delle infrastrutture che era stato persino preventivamente criticato da Alesina e Giavazzi sul Corriere. Sembra che ancora una volta si punti su soluzioni antiche (mattone e strade), anziché operare come si dovrebbe fare nel terzo millennio verso l'innnovazione e le nuove tecnologie.
Dare un piccolo obolo a qualcuno in sofferenza economica e che ha paura di rischiare non cambierà nulla. Sarebbe come quando dare qualche Euro a un marocchino: lui lo prende e ringrazia e continua a fare come prima, non pensa certo a crearsi un altro mestiere.
Qui ci vorrebbe una maggiore inventiva, come quella dei microprestiti del premio Nobel Yunus, che hanno avuto successo nel terzo mondo.
Bisogna fare cambiare il clima e l'aria che la gente respira, un clima in cui la gente possa vedere una speranza attraverso il proprio impegno e la capacità di cogliere opportunità usando il proprio ingegno.
Fare lavoretti in casa, chiudere i cantieri della Salerno-Reggio Calabria non sono misure di questo genere.
Speriamo ci sia qualcosa di buono nell'Agenzia Digitale.

Finale in ridere
Persino il WSJ ritiene la manovra inadeguata e lo fa prendenola sul ridere: Employment, Italian style.

Wednesday, June 06, 2012

delusione sorgenia e MPS

Ho commesso qualche mese fa l'errore di accettare l'invito da una operatrice di un call Center di passare a Sorgenia per la fornitura di energia elettrica.
La signorina sosteneva che Sorgenia utilizza il 90% di energia rinnovabile nelle sue forniture. Le ho detto che non mi pareva possibile, forse intendeva che il 90% di quelle che produce direttamente provengono da energie rinnovabili, ma che certo non può coprire il 90% del fabbisogno con energie rinnovabili, non nel prevedibile futuro quantomeno.

Comunque aveva promesso di inviarmi della documentazione che a quanto pare sottointendeva la mia adesione e quindi mi sono trovato iscritto.

Poco tempo fa mi è arrivata una bolletta di circa 400 Euro, che si riferisce alla fornitura in uno scantinato dove normalmente il consumo è nullo. L'importo è stato addebitato automaticamente sul mio conto.
Dopo essermi scervellato un po' per capire cosa fosse successo e fatte le opportune verifiche all'impianto e al contatore, ho chiamato stamane Sorgenia.

L'operatore mi ha detto che c'era stato un errore e mi avrebbero stornato i 400 Euro dagli importi delle bollette successive.
Gli ho spiegato che avendo consumi nulli ci sarebbero voluti anni prima di tornare in pari.
Lui però ha insistito che le loro norme non prevedono i rimborsi.
Gli ho fatto notare che la situazione non è accettabile, e crea una asimmmetria: io consento a loro di prelevare dal mio conto, ma loro dovrebbero rifondere sul mio conto i crediti. Cosa che fanno altri operatori come mi è capitato di recente ad esempio con Vodafone.
Tra l'altro, trattandosi di un errore loro, riconosciuto da loro stessi, non vedo perché debba essere io a subirne le conseguenze.
L'operatore sosteneva di non poterci fare nulla e al massimo mi suggeriva di fare un reclamo per raccomandata all'Ufficio Reclami di Sorgenia.
Ho ribadito che non avevo tempo da perdere e che temevo mi avrebbero dato la stessa inaccettabile risposta.

Allora gli ho chiesto cosa sarebbe successo se avessi disdetto il servizio.
In questo caso mi sarebbe stato mandato un assegno per pareggiare il debito.
L'ho ringraziato per avermi suggerito una soluzione.
Poi mi è sorto il dubbio: in Sorgenia sono passato disdicendo Enel con una semplice telefonata, perché non posso disdire Sorgenia con una altrettanto semplice telefonata?
Allora l'operatore ha ammesso che se mi rivolgessi ad un altro operatore, sarebbe lui ad occuparsi della disdetta e della pratica, senza che io debba fare nulla.

L'ho ringraziato di nuovo, questa è la soluzione migliore ed è quella che ho adottato.
Sono andato sul sito enel.it, ho riempito un modulo online con i dati della fornitura e sono passato a Enel senza raccomandate, proteste agli uffici reclami o quant'altro.

La vicenda comunque mi offre una grande ispirazione per fare quattrini a palate.
Basta aprire un servizio qualunque, offire ai clienti sconti clamorosi, poi mandargli bollette di importi stratosferici.
Perché limitarsi a 400 Euro?
Basta trovare un cliente più facoltoso e addebitargli 100.000 o 1 milione di Euro.
Quando quello protesta, ci si scusa e si dice che gli si daranno i soldi indietro a 10 Euro al mese.

Intanto noi andiamo alle Bahamas a festeggiare i soldi in banca e a lucrare su interessi e altro.

Purtroppo questa vicenda spiega ancora una volta come in questo paese il mercato non funziona: gli operatori pensano solo a come turlupinare i clienti anziché a come migliorare i loro servizi per conquistarsi clientela.

PS2.
Questa inchiesta riporta come spesso gli utenti vengono catturati a loro insaputa.

PS.
Nello stesso giorno ho chiuso il conto in banca al Monte dei Paschi di Siena.
Da una settimana non riuscivo ad accedere al servizio di banking online, con rimpalli dal servizio assistenza alla filiale avanti e indietro.
Tra l'altro per il servizio mi viene fatto pagare un canone mensile, quando invece dovrebbero essere loro a pagarmi per il risparmio sul personale di sportello.
Quando il direttore ha saputo delle mie intenzioni, è venuto a chiedermi se poteva fare qualcosa per me.
Gli ho detto che era da anni che segnalavo disfuzioni e carenze dei loro servizi, e non mi avevano mai ascoltato.
Ad esempio avevo protestato contro la loro prassi di fare pagare il 5% sull'importo di certi bonifici: cosa priva di senso in quanto tutto avviene in forma elettronica e la differenza di sforzo da parte loro è di battere una cifra in più sulla tastiera.
Quando gli avevo fatto notare che un'altra banca da cui mi servivo applicava un costo fisso, indipendentemente dall'importo, ha risposto che loro sono una banca che opera da 600 anni, e non va confrontata con le nuove banche.
Ultime parole famose, MPS è sull'orlo del fallimeto e sarebbe già fallita se non fosse che è considerata una banca di interesse nazionale.
Purtoppo i dirigenti non capiscono, e cercare di spiegare a loro cosa sbagliano è tempo sprecato.
Mi ci sarebbe voluta mezz'ora per elencare tutte le mie lamentele, ma ho ripetuto al funzionario che sarebbe stato tempo perso per me e per loro: le loro magagne le dovrebbero conoscere meglio di me e se non lo sanno, ripetergliele non serve a nulla, visto che non mi danno retta.

Saturday, May 26, 2012

basta partiti

Trovo disgustoso sentire politicanti, giornalisti e commentatori discettare di meccanismi elettorali con un occhio ai partiti e ai loro equilibri attuali.
Chi fa le leggi dovrebbe farle in un ottica di lungo respiro, non lasciandosi guidare dalle circostanze contingenti.

Comunque, nessun meccanismo elettorale risolverà mai i problemi della politica italiana, né potrà risollevare a classe politica dal discredito in cui è sprofondata.

L'unica soluzione è cambiare completamente l'approccio alla rappresentatività.
Non possono essere più i partiti a rappresentare i cittadini, perché ormai non rappresentano più altro che cricche autoreferenziali.
La soluzione è che i cittadini scelgano direttamente le persone che li rappresentano senza mediazione di partiti.
Un po' come avviene nei paesi anglosassoni, in cui ciascuno elegge il "proprio" representative e quando ha delle osservazioni o problemi, viene invitato a rivolgersi a lui.
I partiti si limitano a essere generici contenitori, mentre ciascun candidato fa la sua campagna personale e deve trovarsi i propri sostenitori.

Ciascuno dovrebbe dare il suo voto alla persona di cui si fida di più o che lo ha convinto personalmente di poterne rappresentare pensiero sentimenti e interessi.

Poi i rappresentanti eletti dovranno riunirsi in parlamento per affrontare le questioni con la mente scevra da pregiudizi e da ideologie, costituendo alleanze dove opportuno e necessario.

Con gli strumenti della democrazia direttta, le elaborazioni di programmi e obiettivi potranno essere sviluppati con il contributo dei cittadini e il ruolo dei rappresentanti parlamentari sarà solo quello di essere portavoci delle istanze che emergono da questo processo.

Altro che antipolitica! Questa sarebbe politica al massimo grado.

Wednesday, May 23, 2012

monti e montagne di debiti con le imprese

La PA ha crca 70 miliardi di debiti con le imprese che le hanno fornito prodotti e servizi.

La prima e più ovvia cosa da fare per rilanciare la crescita sarebbe, come dico da tempo insieme con molti altri, di imporre alle PA di pagare immediatamente tali debiti.
Non si capisce proprio perché le PA ritardino i pagamenti: quando fanno un ordine devono avere la disponibilità, quindi quando ricevono la fattura dovrebbero pagare immediatamente.
Non c`è motivo per non farlo, perché non è che ritardando le PA possono lucrare sugli interesssi, essendoci la tesoreria unica.
Si tratta solo di ingiustifiabili inefficienze della burocrazia.

Ho sentito diversi membri del governo, da Passera in giù, promettere di fare qualcosa, sempre con infinite cautele e distinguo.

Ieri il Consiglio dei Ministri ha varato finalmenete delle norme in proposito.

Poteva essere una buona notizia, invece Monti ha partorito un topolino:

1. riguarda 20-30 miliardi su 70
2. offre alle aziende solo una certificazione, a loro richiesta, che potrà consentire loro di ottenere un finanziamento sul credito
3. quest'ultima provoca solo ulteriore burocrazia. Se il devbito esiste, lo sforzo di pagarlo è inferiore a quello di emettere un certificato
4. qualora anche un'azienda ottenga il certificato, si dovrà accollarsi il costo degli interessi sul prestito.
5. questo fa aumentare il costo delle imprese e riduce i loro profitti
6. il beneficio lo avranno solo le banche he emetteranno prestiti garantiti al 100% dallo stato (a meno di default).

La cosa sorprendente è che la Mercegaglia abbia applaudito al piano.
Posso capire che sia meglio di niente, ma se gli imprenditori si suicidano per cause simili, un palliativo come quello attuato, meritava invece una critica vibrante.

Mi spiace, ma il duo Monti-Passera parla di crescita, ma non fa le cose ovvie e giuste da fare.

C'era una volta il CUP

CUP, Centro Unico Prenotazioni, come dice il nome stesso, era una volta il servizio a cui rivolgersi per prenotare qualunque tipo di esami medici.

Oggi ho chiamato, e un messaggio ha cominciato a elencare casi in cui bisogna rivolgersi altrove.
Non li ho contati, ma erano circa una dozzina.

Peccato, una volta tanto che avevamo un servizio utile, lo abbiamo subito rovinato.

Monday, May 14, 2012

Vive l'Holland

No, non il presidente francese, ma l'Olanda, primo paese europeo a varare una legge sulla net neutrality.

Spero si possano bloccare i tentativi degli operatori di poter lucrare indebitamente sul traffico e mettere a tacere anche altrove tutti i fautori di prassi discriminatorie e contrarie al libertà di uso della rete.

Sunday, May 13, 2012

inequitalia

Ho ricevuto una cartella che mi chiede il pagamento del canone RAI 2011, che ho regolarmente pagato a gennaio 2011.
Ho usato il servizio di pagamento online sul sito della RAI, che mi ha fatto eseguire un bonifico tramite il servizio di home banking della mia banca. Completato il bonifico, è apparsa una segnalazione di errore del loro server. Ma a quel punto il bonifico era già partito e infatti risultava addebitato sul mio conto. Dopo averne verificato l'esito ho chiamato il servizio abbonamenti al telefono per segnalare l'accaduto. Mi dissero di non preoccuparmi, che a volte succede (sic!).
Se non ché dopo sei mesi mi arrivò dal Servizio Abbonamenti RAI un'ingiunzione di pagamento con tanto di mora e interessi. Li chiamai e mi dissero che se avevo pagato dovevo allegare il bollettino. Spiegai che non esiste alcun bollettino, perché il pagamento era stato fatto online e la procedura aveva dato errore, mancando di darmi la conferma.
Suggerivo che verificassero nel loro conto, perché alla mia banca il pagamento risultava andato a buon fine.
Dissero che non si poteva fare altrimenti e dovevo mandare una copia su carta della ricevuta.
L'unica cosa che potei fare fu di andare alla mia banca e farmi stampare un estratto conto di quel mese da cui risultava il bonifico effettuato con importo e beneficiario.

Purtroppo non è bastato. Equitalia mi ha invito una cartella tramite corriere TNT, che mi ha lasciato solo un avviso di consegna costringendomi a prendere la macchina per andare fuori Pisa a ritirarla: paradossalmente però mi hanno addebitato circa 6 Euro per questa modalità di consegna!

In totale, mi viene chiesto di pagare 150 Euro, dall'iniziale importo di 108 che ho già pagato correttamente.
Ho provto a chiamare il loro numero verde, ma di giorno non è accessibile dai celluari. Quando ho potuto chiamare da fisso, erano le 18:05 ed era già chiuso, e un messaggio registrato mi invitava ad andare al loro sito web.
Così ho fatto e ho provato a inserire una segnalazione, tramite l'apposita form.
Completata la form in tutte le sue parti, premo il bottone INVIA, e mi risponde che la form non è riempita correttamente e segnala:
- Riempire il campo Descrizione
cosa che ovviamente avevo ben fatto. Dopo aver provato in vari modi, alla fine ho prodotto un PDF della stessa pagina con la descrizione che avevo riempito  e usato il campo Allega PDF per mandarla, indicando nel campo descrizione: "vedi allegato".
Presumo che il problema fosse che la descrizione era troppo lunga, ma allora bastava dirlo o meglio ancora usare una form con lunghezza delimitata.

Pare che in Italia siamo ben distanti da avere servizi online ben fatti e funzionanti.
Basterebbe fare funzionare i servizi e si risparmierebbe un sacco di tempo e fatica per tutti.

Se per ogni pratica commettono 4 errori, allora capisco perché Equitalia sia oggi nel caos!

PS.
Stamane sono riuscito a parlare con il Call Center di Equitalia, ma mi hanno detto che il Call Center non può far nulla, dà "solo informazioni", e devo andare di persona all'ufficio di Equitalia, fuori città anche quello.

PS2.

Oggi sono andato all'ufficio di Equitalia, dove mi hanno detto che le indicazioni del Call Center sono errate. Nemmeno loro possono cancellare il ruolo, ma devo rivolgermi allo Servizio Abbonamenti RAI.
Dopo avergli spiegato per l'ennesima volta che già ci avevo provato più volte, con telefonate e fax, mi ha suggerito di chiamare un numero verde.
Guarda caso era quello del Call Center del servizio Abbonamenti RAI, che dopo una lunga spiegazione sul fatto che il servizio stesso è a pagamento, infine ti passa attraverso una trafila di domande.
Giunti alla voce pertinente pagmanenti effettuati, il messaggio si conclude con un bel suggerimento "verificare le proprie ricevute" e la chiamata viene interrotta.
Allora l'impiegato ha proposto un'altra soluzione: di presentarmi il giorno 22 maggio all'ufficio postale in via Barganga, dove è presente (solo quel giorno), un incaricato RAI.
Sfortunamentente il giorno 22 ho una visita in ospedale programmata da mesi.
Gli ho chiesto se aveva un'altra soluzione, prima che a qualcuno venga in mete di pignorarmi la casa, non avendo pagato la cartella entro 60 giorni.
Non ha saputo rispondere.
Arrivato alla disperazione, ho chiamato la sede RAI di Firenze, che è quella a cui avevo inviato i fax, come indicato nell'ingiunzione.
Il centralinista si è rifiutato di farmi parlare con qualcuno, dicendo di avere disposizioni di non passare le chiamate, e mi ha invitato di nuovo a chiamare il solito Call Center.
Ho spiegato anche a lui che il Call Center dà solo un'indicazione inutile e l'ho pregato almeno che fosse lui stesso ad avvisare coloro che ricevono i fax di darmi una risposta.
Questo è il massimo che sono riuscito ad ottenere.
Adesso sono in attesa di risposta.

PS3
Non avendo avuto alcuna risposta, ho spedito due raccomandate agli uffici RAI di Torino e Firenze, minacciandoli di adire alle vie legali se non effettueranno imediatamente la cancellazione del ruolo.

Tuesday, April 10, 2012

Il senso delle parole

Mi trovo d'accordo su questa conclusione dell'Albero di maggio:

Il significato di una parola, quindi, è qualcosa che si ottiene attraverso la "contrattazione" fra parlante e interlocutore. Non è un qualcosa che esista prima della comunicazione, così come non esiste un prezzo del pane prima della compravendita. Il pane prodotto per uso esclusivamente personale ha un costo, il quale è certamente connesso col suo prezzo, ma non si identifica con esso. La contrattazione che stabilisce il prezzo, comunque, non avviene fra chi parla e un'intera comunità. Il prezzo del pane è piuttosto il risultato di innumerevoli contrattazioni individuali, alcune delle quali sfuggono alla nostra sfera d'influenza, ma dalle quali nessuno è escluso.

Wednesday, March 28, 2012

dècima

Si chiamava dècima la quota parte del reddito che un agricoltore doveva alla chiesa.
Maurizio Dècina è invece un noto professore e professionista del settore telecomunicazioni, alle cui aziende a volte offre i sui tributi.
I suoi seminari sono sempre interessanti, perché è un grande istrione e si sbilancia sempre in previsioni per il futuro. Raramente ci indovina, ma è divertente starlo a sentire.

Ricordo ad esempio una riunione del 1996, dopo l'insediamento di Prodi, convocata dall'on. Giovanna Melandri, appena nominata responsabile del settore Comunicazioni del PDS, dopo avere defenestrato Piero De Chiara, che aveva aiutato noi di Città Invisibile nella battaglia contro la TUT.
Maurizio Dècina fece una delle sue presentazioni sul futuro, in cui preconizzava un sistema tutto basato sulla TV via satellite.
Per spiegare quanto fosse fuori strada, azzardai una previsione: entro 4-5 anni la gente avrebbe speso più tempo in Internet che davanti alla TV. Tutti mi guardarono allibiti.
Eppure la previsione era semplice: contavo sul fatto che entro pochi anni molte aziende sarebbero state collegate e quindi gran parte dei lavoratori avrebbe speso 8 ore al giorno scambiadosi mail e altri materiali via Internet. Bastava poi aggiungere una buona pecentuale di giovani che avrebbero adottato la tecnologia e i numeri erano fatti.
Pochi anni dopo, per dare una spinta in quella direzione, sottomisi al Presidente del Consiglio D'Alema una lettera aperta che suggeriva di intervenire per lo sviluppo di Internet in Italia, con quelli che chiamai i Parametri Maastrich per Internet: obiettivi misurabili che l'Italia doveva raggiungere per poter entrare nell'era della comunicazione digitale.

Tornando a ieri, nel corso di un seminario della serie Informatica e Networking, qui a Pisa, Maurizio Dècina ha sostenuto che le aziende di servizio, i cosiddetti OTT, Over The Top), non pagano i costi della rete che usano per erogare i loro servizi.

Questo è l'argomento chiave che usano tutti gli operatori telefonici europei per pretendere un balzello sui profitti di chi fa servizi, e cercano sponda nei politici di turno, minacciando il rischio di posti di lavoro.
Gli ho fatto notare che l'idea è altrettanto assurda che se la Società Autostrade, oltre a farsi pagare il pedaggio per i camion che li trasportano, chiedesse all'Ikea una quota dei profitti delle vendite dei suoi mobili.

La cosa lo ha fatto terribilmente inalberare, e ha cominciato a blaterare che lui la questione la conosce bene e che ci sono studi che lo dimostrano.
Ho ribadito che la banda usata per il trasporto viene pagata da due lati, sia da Google, che paga l'accesso al/agli ISP a cui si connette, che dagli utenti che la pagano al loro operatore.
Lui ha obiettato che gli utenti pagano una tariffa flat.
Appunto: la pagano, con la tariffazione che ha reso possibile lo sviluppo di Internet.
Se si fosse adottata la tariffazione a consumo, come pretendevano gli operatori telefonici, Internet oggi non esisterebbe. Oggi, che di consumo gli utenti non vogliono sentir parlare, gli operatori rilanciano con tariffazioni basate sui contenuti, dovendo passare per questo sopra la Net Neutrality.
Qui si è arrabbiato ancora di più, dicendo che lui è stato il primo a portare Internet in Italia e che sa cos'è Internet e che lui con Internet ci ha guadagnato facendo Inet con Quintarelli.

Avrei potuto ribattere che c'è stato qualcun altro prima di lui a portare Internet in Italia, non da ultimo la Città Invisibile con la battaglia contro la TUT e il GARR con la rete GARR-B, GARR-G e GARR-X, che è tutt'ora la rete Internet con maggior banda aggregata in Italia.
E quanto a soldi, Ideare ne ha guadaganti parecchi creando i primi motori di ricerca in Italia.

Ma non mi andava di fare a chi ce l'ha più duro, quindi sono stato zitto.

Gli ho invece segnalato che Stefano Quintarelli, nel seminario prima del suo, ha sostenuto il contrario, che se anche si distribuissero i ricavi degli OTT ai carrier, questo non porterebbe loro grande beneficio, perché in Internet, come in tutti i fenomeni a Power Law, pochissimi fanno molti soldi e tantissimi fanno pochi soldi.
Pertanto distribuendo una parte degli utili di Google a migliaia di carrier, a questi arriverebbero solo briciole.
Farebbero meglio a fare loro stessi i servizi, facendo concorrenza agli OTT.
Cosa che però Dècina ha ammesso che non sanno fare.

Ci siamo lasciati con la promessa che mi manderà dei materiali che dimostrano che Google non paga l'accesso perché ha fatto un accordo di peering in cui non paga quattrini, in cambio del traffico che porta al carrier.
Secondo me questo non vuol dire non pagare, vuol dire pagare in natura, anziché in moneta.
Poi potremo discutere se Google o Amazon abusano di posizione dominante, ma questa è un'altra questione.

Intanto gli ho mandato questo mio articolo Internet è di tutti, che apparirà sul numero di GARR News dedicato ai 20 anni della rete della ricerca italiana.

Oggi molto gentilmente mi ha mandato alcune segnalazioni, tra cui:
Conclude affermando di concordare con la posizione di Labowitz e cioè di far pagare ai grandi content providers la banda di transito negli IXP.

Friday, March 02, 2012

morsa della tinagli

Ieri sera da Santoro si parlava di crescita economica e tra gli invitati c'era Irene Tinagli, giovane e bella economista che insegna a Madrid.
A lei era assegnata la parte dell'economista serio e preparato, a sostegno delle azioni del governo.
Quando però Santoro le ha chiesto cosa fare per la crescita, ha cominciato a balbettare, dicendo cose come "ne stiamo parlando", "stiamo studiando interventi sul mercato del lavoro", ecc. senza dare alcuna risposta concreta.
Più avanti Landini della FIOM ha fatto un intervento infervorato lamentandosi che le imprese non investono e in particolare che la FIAT ha annunciato la sospensione del piano di investimnti Fabbrica Italia, dopo che lo aveva promesso in cambio di accordi capestro con i lavoratori. Proponeva quindi che si procedesse ad una patrimoniale per ricavare fondi da destinare agli investimenti, ricordando che il 10% delle persone in Italia detiene il 45% della ricchezza.
La Tinagli avrebbe potuto ribattere dicendo che il rapporto non è poi tanto scadaloso, visto che in altri paesi il rapporto è ancor più sbilanciato, invece ha toppato clamorosamente dicendo che il 10% più alto delle fasce di reddito comprende redditi intorno a 30000 l'anno, che costitusce la classe media e che, essendo già alte le imposte, questo provocherebbe un blocco dell'economia.
Santoro le ha dovuto spiegare che la patrimoniale si riferisce al patrimonio, non al reddito.

Ecco come farsi stritolare dal mondo dello spettacolo: quella che sembrava una brillante economista da prendere ad esempio del talento italiano che si fa strada nel mondo, cade su una domanda elementare che la farebbe bocciare a un qualunque esame universitario di economia.

Thursday, March 01, 2012

sono solo parole

Già, e la musica dov'è?

La canzone che è arrivata terza al Festival di Sanremo è fatta di 5 note in tutto ripetute dall'inizio alla fine.
Si tratta di una scala discendente dalla dominante alla tonica: sib, lab, sol, fa, mib, con ogni tanto un re.

Dopo una lunga introduzione, fatta ripetendo sol, sol, fa, mib (che ogni tanto continua fino al re), si resta in attesa del ritornello, che non è altro che lo stesso motivo trasposto di una quinta e urlato più forte, con in più un arpeggio sull'accordo maggiore (sol, sol, sib, sib, sol, mib).

Solo Tchaikovski, nel Pas de Deux dello Schiaccianoci, riesce a creare una composizione struggente usando una semplice scala discendente: do---, si, la, sol, fa-, mi, re, do----.



Saturday, February 25, 2012

allarme treno

Ho asisistito ieri alla presentazione di un progetto di tirocino in Informatica che consisteva nella realizzazione di un sistema per allertare le squadre di operai che lavorano lungo i binari ferroviari dell'arrivo di un treno.
Il progetto aveva degli aspetti interessanti, quali l'uso di schede Arduino per gestire un sensore a ultrasuoni da una parte, un modem wireless per la comunicazione e una sirena di allarme dall'altra.

Alcuni seri dubbi sono però sorti alla commissione di laurea riguardo all'affidabilità della soluzione, visto che un suo malfunzionamento potrebbe mettere a rischio gli operai.
In particolare il sensore a ultrasuoni non è in grado di distinguere la direzione del treno, e quindi darebbe a volte falsi allarmi.
Nè distinguerebbe se due treni passano contemporaneamente in due direzioni diverse.
Inoltre ci si domandava quanto affidabile fosse il software di controllo e quali tecniche di verifica fossero state adottate.

Le risposte del candidato non sono risultate soddisfacenti.
Ma al di là di questo, íl progetto mi ha fatto ricordare un episodio che mi raccontava mio padre.

Durante la guerra mio padre lavorava nel genio militare e comandava una squadra che riparava i binari dopo i bombardamenti.
Un soldato veniva messo di vedetta ad una certa distanza per accorgersi dell'arrivo dei treni e segnalarlo per tempo.

Una volta successe che la vedetta si era allontanata e non segnalò in tempo l'arrivo del treno.
Quando mio padre si accorse che il treno stava sopraggiungendo era ormai troppo tardi.
Gli operai avevano appena posato un binario nuovo, ma non avevano ancora fatto in tempo a fissarlo con le viti.
Non c'era tempo per segnalare al treno di fermarsi o di rallentare.
Pertanto mio padre diede l'ordine ai soldati di allontanarsi più rapidamente possibile per sfuggire a una catastrofe.

Il treno sopraggiunse e miracolsamente passò sopra il binario senza deragliare.

Saturday, February 18, 2012

scempio di aranci

Ribelliamoci allo scempio della lingua italiana o, a seconda del caso, dell'ambiente siciliano!

Una pubblicità andata in onda nel mezzo di Sanremo, in uno dei massimi picchi di ascolto della TV, invitava ad acquistare "aranci originali della Sicilia".

Tuesday, February 14, 2012

altra figuraccia informatica


Il Festival di Sanremo si è aperto poco fa con uno sfoggio di tecnologie che riprendevano il tema di 2001 Odissea nello Spazio.
La meccanica delle navette scese dall'alto ha funzionato perfettamente, anche se le ho viste solo con la coda dell'occhio perché stavo combattendo per tentare l'accesso alla mia bolletta di Sorgenia, che dopo avermi richiesto per tre volte di battere una password di 12 caratteri misti maiuscoli e minuscoli, assolutamente impossibile da ricordare, solo per finalmente arrivare a una enorme paginona che diceva
Errore 550, servizio indisponibile per un problema tecnico, riprovare più tardi

Bene mentre mi succedeva questo, sotto la minaccia di dover cambiare la password periodicamente non so per quale sadica perversione (tutto solo per evitare il tremendo rischio che qualcuno veda la mia bolletta), a questo punto a Sanremo erano arrivati alla prima votazione e manco a farlo apposta il sistema di voto elettronico non ha funzionato.

In questo momento, dopo aver cercato invano di rimetterlo in piedi, sono passati ad una vecchia tecnologia, quella dei foglietti di carta.

Temo davvero che siamo un paese negato per la tecnologia e le cose stiano persino peggiorando.

impostore di rank

In diverse occasioni ho avuto modo di prendere le distanze dalle affermazioni del prof. Marchiori che si vantava o lasciava credere di essere l'inventore dell'"algoritmo di Google".

I fatti sono ben chiari, basta leggere l'articolo di Brin e Page in cui introducono PageRank e in cui citano il lavoro di Marchiori, dicendo esplicitamente che l'approccio di Marchiori è diverso dal loro, anzi per l'esattezza l'opposto: Marchiori usa gli outlink e PageRank gli inlink.
Adesso è stato richiesto a Google stessa di pronunciarsi.

Se si dovesse considerare chi per primo ha pensato di utilizzare i link alle pagine, come fonte di informazioni sulle pagine stesse, potrei mettermici anch'io, con vari articoli sulla categorizzazione per contesti:
Il progetto Theseus era iniziato già nel 1996, con la proposta Naxos (aprile 1996) e proseguito con lo sviluppo di Arianna (estate 1996), contemporaneamente allo sviluppo di Google e di PageRank.
Quando Jeffrey Ullman, professore di Stanford e partner di Brin in Google, venne a Pisa come membro della commissione di valutazione del dipartimento, nel 1999, fu colpito dal nostro lavoro al punto di esprimere questo parere nella relazione ufficiale:
The objective of the project is in a sense a combination of the two viewpoints: develop sophisticated Web applications. The reviewers feel that, while the project is not without flaws, it represents an excellent direction for the department to take. We encourage the department to grow this effort if at all possible.
In privato discutemmo le relazioni con il progetto di Brin-Page, e concordammo che, mentre entrambi utilizzavano le informazioni dei link, loro li usavano per la ricerca, mentre noi li usavamo per la classificazione, ed utilizzavamo non soltanto i link, ma anche quello che chiamavamo il loro contesto, ossia i paragrafi circostanti e i titoli dei capitoli o delle sezioni che li includevano.

Sunday, January 15, 2012

Costa Concordia

Questo video mostra il percorso della Costa Concordia fino all'affondandamento:
Incredibilmente secondo SeeNews la nave sarebbe passata in mezzo ai due scogli di Le Scole, ad una profondità di circa 10m, insufficiente per una nave che pesca 8.5 m.

chiarezza su grasso e proteine

Mi fido sempre poco di ciò che riportano i giornali a proposito di diete, anche quando riferiscono studi scientifici.
L'ultimo esempio è questo articolo di Repubblica, che spiega in modo incontrovertibile, secondo uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, che: 
un regime alimentare povero di proteine fa aumentare la massa grassa

una dieta in cui si assumano poche proteine porta all'aumento di grasso a discapito della massa muscolare.
ma che invece:
 il gruppo cui era stata assegnata una dieta povera di proteine aveva preso meno peso.

e tuttavia:

In coloro che avevano seguito la dieta a basso contenuto proteico, più del 90% delle calorie in eccesso era diventato massa grassa. Per gli altri non era più del 50%.
e infine:
Peso diverso, ma stessa quantità di massa grassa, insomma.

Chiaro, no?

Leggendo l'articolo originale, si scopre semplicemente che:
Overeating produced significantly less weight gain in the low protein diet group (3.16 kg; 95% CI, 1.88-4.44 kg) compared with the normal protein diet group (6.05 kg; 95% CI, 4.84-7.26 kg) or the high protein diet group (6.51 kg; 95% CI, 5.23-7.79 kg) (P = .002). Body fat increased similarly in all 3 protein diet groups and represented 50% to more than 90% of the excess stored calories.
Ossia una dieta ricca di proteine porta a un aumento di peso di più del doppio, anche se il grasso accumulato è lo stesso.



Saturday, January 14, 2012

truffa infostrada wind

Da settimane siamo tempestati da chiamate da agenti di Infostrada che ci offrono di passare al loro servizio.
Evidentemente disperati dopo i nostri infiniti dinieghi, sono passati a una tecnica, che a tutti gli effetti va considerata un tentativo di truffa.

Nell'ultima chiamata, la signorina del call center si è qualificata come Telecom e ha cominciato dicendo che si era verificato un problema sulla nostra linea a causa di un intervento di Infostrada-Wind.
Ho risposto che non capivo cosa potessi entrarci io in una questione tra Telecom e Infostrada: che se la risolvessero tra di loro.
La signorina insisteva dicendo che c'era un problema e che andava assolutamente risolto altrimenti saremmo rimasti senza linea.
Le ho risposto che la nostra linea stava funzionando perfettamente e che non capivo cosa stesse dicendo e la invitai a richiamarmi quando avesse avuto le idee più chiare e chiusi la telefonata.
Pochi secondi dopo venivo richiamato dalla stessa signorina che insisteva che c'era un problema causato da Infostrada e chiedeva di parlare col titolare della linea, che è mia moglie.
A mia moglie Maria venne ripetuto lo stesso discorso, che rischiavamo di restare senza linea se non facevamo quanto ci chiedevano. La signorina le chiese di prendere l'ultima bolletta e di indicarle il Codice Segreto in essa indicato. Rispondemmo che non avevamo nessuna bolletta sottomano, e la signorina protestò che non era possibile. Spiegammo che riceviamo le bollette online e che se loro erano Telecom lo avrebbero dovuto sapere e tanto più il codice segreto, che pertanto ci rifiutammo di fornire.
La signorina rispose che in effetti loro erano Telecom e infatti avevano i nostri dati, ripetendo il nome del titolare della linea e il suo codice fiscale.
A questo punto spiegò a Maria che la avrebbe fatta parlare con l'ufficio legale di Telecom e dopo qualche minuto di attesa le venne passata un'altra pesona, che si qualificò come rappresentante dell'ufficio legale di Telecom e ribadì la storia che dovevamo seguire le loro istruzioni: avremmo dovuto confermare l'adesione al servizio Infostrada rispondendo a delle domande che ci sarebbero state poste.
Maria ribadì che non aveva alcuna intenzione di aderire a Infostrada, ma loro insistettero dicendo che questa era la soluzione più semplice, perché a quel punto Telecom avrebbe potuto intervenire e chiedere il rientro presso di loro.
Maria disse che già eravamo in Telecom e non capiva come passare a Infostrada sarebbe stata una soluzione più semplice per restare con Telecom.
Quelli insistevano dicendo che loro facevano sempre così perché quello era il modo più rapido di risolvere il problema (non si capisce quale).
Maria disse che non le tornava, ma comunque acconsentì a ricevere la telefonata.
Poco dopo arrivò una telefonata apparentemente da Infostrada che le chiese se voleva aderire al servizio, a cui ovviamente lei rispose di no: questa volta l'incaricata non fece una grinza, si scusò e richiuse.
A questo punto arrivò una nuova chiamata dal presunto ufficio legale di Telecom in cui si arrabbiarono dicendo che lei avrebbe dovuto rispondere sì a tutte le domande minacciando che altrimenti ci avrebbero staccato la linea.
Maria alla fine si stufò e disse che non poteva affermare il contrario di ciò che pensava e chiuse la telefonata.

Siccome tutta la vicenda puzzava di imbroglio, telefonai a Telecom chiedendo se risultava un qualche problema in corso sulla linea e riferii di tutta la vicenda.
Mi rassicurarono che non c'era nessun problema e nessun intervento in corso e si raccomandarono di non fornire a nessuno informazioni e tantomeno il codice segreto, che è quello che serve per la migrazione ad altri operatori.

Quindi attenzione a tutti, se ricevete proposte come questa, si tratta di un tentativo di truffa da cui guardarsi bene.
Tra l'altro poiché erano coinvolte più persone, si tratta di truffa aggravata.

tremorti e tredispersi

Saturday, January 07, 2012

right to Cerf the net

Vint Cerf has taken public position against Internet access as a human right.
He claims that it is inappropriate to name a technology among fundametal principles, since technology evolves while principles should stand.
I partially agree on this and in fact I would not mention the word "Internet" but a term referring to the medium, rather than to a specific technology.
Nevertheless "freedom of press" is mentioned in many laws worldwide, including the First Amendment, so I see nothing wrong with "freedom of network", meaning the freedom to create, connect, use and share content with any network.
However Cerf seems to restrict human rights to very few things:
Loosely put, it must be among the things we as humans need in order to lead healthy, meaningful lives, like freedom from torture or freedom of conscience.
He misses though that there are other rights that require not just prevention of wrong doing, but an active policy.

Human rights include right to work (Art. 23 of UDHR), right to a standard of living adequate for the health and well-being of himself and of his family, including food, clothing, housing and medical care (Art. 25), right to education (Art. 26).
This does not mean that they should be provided for free: it means that no human could live without them. It is our goal as a society to ensure that these rights are attained for all mankind.
It makes sense to consider access to communication and information networks (not just the specific Internet of today) as a basic right, something that everybody should have.
Technology has created the abundance (not scarsity) that pertains to Commons. We should make the network a Common, shared among every person and collectively owned. Each network user in fact contributes to it in term of both infrastructure (the end device and local loop), content and services.
Cutting out a single person from the network is just an offense against humanity as cutting a piece of brain from someone's head.

Vint Cerf is one of the inventors of the Internet protocols and the leading promoter of the ISOC campaign: "Internet is for everyone", hence his opinions require respect.
However Sir Tim Berners Lee, the inventor of the Web, has a contrary opinion that Internet access is indeed a human right.

Wednesday, December 21, 2011

corsa alla voce

Come c'era da aspettarsi, le aziende stanno cominciando a capire le possibilità rivoluzionarie dell'uso del linguaggio nelle interfacce.

Il movimento è stato accelerato dall'acquisto di Siri da parte di Apple e dal suo utilizzo su iPhone.

Adesso le aziende stanno facendo la corsa ad accaparrarsi le aziende specializzate del settore.
Nuance, dopo l'acquisto di Loquendo, adesso compra Vlingo, una startup di Boston.
Nuance Mobile's senior vice president Mike Thompson said that "virtually every mobile and consumer electronics company on the planet is looking for ways to integrate natural, conversational voice interactions into their mobile products, applications, and services," and said the acquisition of Vlingo would "accelerate the pace of innovation to meet this demand."
Immagino che Telecom Italia si stia rodendo le unghie per aver ceduto un'azienda strategica come Loquendo, tra l'altro a un prezzo irrisorio.

Anche noi negli ultimi 12 anni abbiamo sviluppato una tecnologia di text analytics (Tanl) di primissimo livello, necessaria per interpretare i testi dopo il riconoscimento vocale. È deprimente che non la si riesca a portare sul mercato.

Sunday, December 11, 2011

veronesi tuto mato

In Veneto si dice "veronesi tutti matti", ma qui mi riferisco al prof. Sandro Veronesi, celebre oncologo ed ex ministro della Salute.
Veronesi gode di gran fama di scienziato, ma la mia stima in lui era già scesa parecchio quando aveva accettato di presiedere la Commissione per la Sicurezza Nucleare, su invito del governo Berlusconi.
Veronesi dichiarava una fede assoluta nel nucleare, che stride di per sè con il principio scientifico del dubbio e inoltre ignorava molteplici fatti scientifici che rendono la scelta nucleare attualmente impraticabile.
Infattii Veronesi parve ricredersi dopo l'incidente di Fukushima e rinumciò alla carica nella commissione, che poi comunque venne sciolta.

Ieri sera però ho sentito Veronesi intervenire alla trasmissione "E se domani" su Rai3 sul tema della carne nella dieta umana, un tema più consono alla sua preparazione di medico.
Anche qui però ha usato impropriamente la statistica, sostenendo che il consumo di carne pone a rischio di cancro, citando studi che indicano una più alta incidenza di cancro nelle popolazioni che consumano carne.
Veronesi dovrebbe sapere che correlazione statistica non implica un rapporto di causa effetto.
Inoltre si è espresso contro l'ipotesi che la scoperta della cottura abbia consentito all'Homo Herectus del pleistocene di sviluppare il cervello e le sue capacità intellettuali. Poiché la carne cotta è più digeribile, il consumo di carne avrebbe consentito ai nostri antenati di poter dedicare meno tempo a procacciarsi cibo o a digerire rispetto ad altre razze.
Veronesi confutava questa tesi con argomenti statisticamente irrilevanti, tra cui il fatto che Leonardo e Einstein fossero vegetariani e che che tra gli indiani, che sarebbero vegetariani, ci sono molti con alto quoziente intellettivo.
Ora Einstein divenne vegetariano negli ultimi suoi anni di vita.
Quanto a Leonardo, si inferisce soltanto da alcuni comportamenti che potesse essere vegetariano ed altri ipotizzano persino che la dieta vegetariana possa essere stata correlata all'emiparesi che lo colpì negli ultimi anni.
Infine le abitudini vegetariane degli indiani variano nel tempo e a seconda delle religioni.

In ogni caso, esempi isolati non sono sufficienti per rigettare un'ipotesi scientifica sull'evoluzione della specie:
There is little evidence to the contrary that animal foods have always played a significant role in the diets of all hominin species. Increased reliance on animal foods not only enabled for enhanced encephalization and its concomitant behavioral sophistication, but this dietary practice also permitted colonization of the world outside Africa.

Saturday, December 03, 2011

monti nomen

Monti ha scelto bene i suoi ministri, ma forse si poteva fare di meglio (nomen omen):

Ministro per l 'Ambiente: Cleanit (invece di Clini)
Ministro dell'Interno: Scoppola (invece di Cancellieri)
Ministro della Giustizia: Cancellieri (invece di Di Benedetto)
Ministro della Difesa: Trapattoni (Di Paola)
Ministro per lo Sviluppo Economico: Cresci (Passera)
Ministro del Lavoro: Stanca (Fornero)
Ministro dell'Istruzione: Dotti (Profumo)
Ministro della Salute: Curato (Balduzzi)
Ministro per la Cultura (con delega allo Spettacolo): Carnevale (Ornaghi)
Ministro per gli Affari Europei: Tedesco (Milanesi)
Ministro per gli Affari Regionali: Gnudi, con segretario Affamati (Gnudi)
Ministro per la Coesione: Colla (Barca)
Ministro per le Politiche Agricole: Pianta (Catania)

borghi e sobborghi

Segnalo questo articolo del NYT: The Death of the Fringe Suburb

Pisa è la versione toscana di questo fenomeno: con migliaia di famiglie che si sono trasferite in passato nei dintorni e che affollano la città in macchina tutte le mattine (quando vengono al lavoro) e le notti (quando vengono a divertirsi), provocando in un centro minuscolo una densità di auto tra le più alte d'Italia.
Il centro è stato lasciato agli studenti, per case spesso malamente mantenute e dagli affitti esorbitanti.

Forse non è più il caso di puntare su Fiat per il rilancio economico e di convincere i sindacati che si mettano l'anima in pace.
Lo sviluppo è altrove.

Bisogna investire in piste ciclabili, trasporti pubblici, car/bike sharing e riqualificazione dei centri storici.
Rifare le pavimentazioni con pietre levigate, affinché si possano usare strumenti a ruote: trolley, passeggini, pattini, skateboard. Come hanno fatto a Barcellona, non usando pietre scavate da profondi solchi come hanno fatto in piaza Dante, che richiede scarponi da montagna per l'attraversamento, e un po' meglio in corso Italia.
Non basta limitarsi a chiudere le buche per evitare gli incidenti come quello alla collega Marilisa, che costano al comune molte migliaia di Euro in risarcimenti

Bisogna allargare i marciapiedi, che negli anni dell'auto sono stati ridotti ai minimi termini, fino al caso limite da 30 cm qui in lungarno, a fianco della chiesa di S. Cristina. E se a quel punto non c'è spazio per le auto, ci si rassegni e si chiuda la strada: non era stata prevista per il traffico dei veicoli e per secoli la città è sopravvissuta ugualmente.
L'effetto paradossale è che per facilitare le auto, si sono obbligati i pedoni a camminare sulle strade, un'abitudine inveterata nei pisani, che ormai lo fanno anche dove i marciapiedi ci sono.
Di conseguenza il traffico delle auto si rallenta, ottenendo l'opposto dello scopo e provocando disagi a tutti.
Inoltre vanno interrati gli scarichi delle grondaie.
Quando piove a Pisa non si può camminare perché ci sono rivoli d'acqua ogni 3 metri da attraversare con gli stivali.

Basta andare in una qualunque media città a nord degli Appennini (Modena, Reggio Emilia, Udine per citare le ultime che ho visitato) per notare la differenza tra il decoro di queste e la sciatteria di Pisa.

Invece di mandare le startup a Ospedaletto o Navacchio, occorre creare spazi in centro per nuove aziende vicine all'università.


Tuesday, November 22, 2011

creativi assurdi

Ho già fatto osservare che tutte le pubblicità di automobili ce le fanno vedere muoversi in assoluto silenzio, senza minimo rumore di motore, spesso sullo sfondo di paesaggi naturali incontaminati.
Uno recente si spinge persino a mostrare un automoblista assordato dai rumori di città, che si rifugia dentro la macchina, dove regna un silenzio perfetto. Chissà chi lo produceva il rumore là fuori.

Un altro esempio di assurdo logico è il seguente.
Cosa fanno tutti i migliori alteti italiani, Fiona May, Cristina Vezzali, Federica Pellegrini, Andrew Howe e Alex Schwazer, quando non si allenano?
Mangiano merendine o le fanno mangiare ai loro figli.

Come si può immaginare di circumveire il pubblico cercando di annullare le caratteristiche negative dei prodotti (inquinamento per le auto, obesità per le merendine) associandole con immagini del loro opposto?
Pensano che i consumatori non abbiano capacità di raziocinio e un'immagine sia sufficiente ad annullare la realtà dei fatti?



Saturday, November 19, 2011

belusconi web

Mi preoccupa molto l'intenzione di Berlusconi di investire in una web TV.
Anche se con molto ritardo, Berlusconi sembra aver capito che il controllo delle televsioni non è più sufficiente per canalizzare il consenso.
Il web è molto dinamico, ma anche molto disarticolato, essendo sostanzialmente sostenuto e alimentato da volontari con mezzi artigianali.

Conquistare audience sul web non è stato finora una faccenda da grandi agenzie o da strateghi della comunicazione.
Ci sono numerosi esempi di fallimento: AOL+TimesWarner, Google Video rispetto a YouTube, giornali oline rispetto a Huffington Post.
In genere il successo sul web arride in modo inatteso a qualche fortunata startup che viene esaltato dal fenomeno di concentrazione dovuto alla legge di Zipf.

Il modo più sicuro per avere successo sul web è di acquistare qualcuno che ha già un qualche successo e contribuire alla sua crescita. L'acquisto di YouTube da parte di Google è un classico esempio.
Ma neanche questo riesce sempre, vedi Murdoch con MySpace.

Tuttavia Berlusconi potrebbe riuscire, specie se riesce a combinare i contenuti degli utenti con quelli professionali, come fa l'Huffington Post.

La sinistra in questo caso resterebbe disarmata e sconfitta e sarebbe una sconfitta da cui non c'è via d'uscita.

Ci può consolare solo che in questo momento non ci sono esempi di grande successo in rete in Italia che Berlusconi possa acquisire. L'unica eccezione è il blog di Beppe Grillo, che non è proprio adatto.

canaloplasty

On Wednesday I underwent canaloplasty, a surgical treatment for glaucoma in my right eye.
Canaloplasty is a new advanced treatment that unclogs the Schlemm's canal which collects the aqueous humor from the anterior chamber of the eye and disperses it.
In a pigmentary glaucoma like mine, the canal gets clogged by particles of pigment from the iris.
I decided to go for this treatment, despite contrary opinions of my ophthalmologists in Pisa and Barcelona, since it looked to me a better solution than creating an artificial channel through the eye, as in trabeculectomy or drainage implants, which are more conventional solutions.
Restoring the natural flow sounded like the right idea: the only problem is that the surgical procedure is complex and requires a good eye surgeon.
There are only about a dozen of them in Europe.
I found one in Udine, dr. Paolo Brusini, who has been a pioneer performing it since a couple of years.

The surgery requires passing a microcatheter all the way through the Schlemm's canal, i.e. 360 degrees around the iris. The catheter is a tiny fiber optic with a light on top, so that the surgeon can see its position.
Despite the anesthesia I could feel the catheter moving within the eye.
Brusini started from the top moving counterclockwise but when reached 8 hours it found a blockage.
It was a moment of tension, then Brusini decided to remove the catheter and to try in the other direction.
This time the blockage was removed and the catheter reappeared from the end of the channel.
It was a moment of cheer and I heard a sigh of relief from Brusini and his collaborators.
The whole operation took more than an hour and Brusini said that all canaloplasty operations are quite stressful for him, and indeed he had to take a rest after finishing.

I am very grateful to Brusini for his competence, dedication and passion in his work. He and his team at the Udine Hospital have been very competent and kind.
It is just a pity that surgery rooms and other facilities for his clinic are not enough and hence the waiting list is long.

The day after surgery I was released and I can already behave normally as the eye completes recovery.
The pressure in the eye is down to 12 mmHg, from levels up to 40 in the days before surgery, despite the use of drops and diuretics to control it.

Monday, November 14, 2011

videocrasia

Nella dibattito che Enrico Mentana ha condotto ieri sera prima della proiezione del film Videocracy, egli ha discusso con i giornalisti Aldo Cazzullo e Massimo Giannini delle manifestazioni davanti al Quirinale quando Berlusconi è andato a presentare le sue dimissioni a Napolitano.
Cazzullo aveva scritto un pesante editoriale sul Corriere in cui condannava tali manifestazioni. Sorvolava invece sui ben più indecenti atteggiamenti e gestacci dei politici nella stessa circostanza.
Giannini ha invece sostenuto che si trattasse di una manifestazione fisiologica e non particolarmente deprecabile.

Del dibattito mi ha colpito invece la mancanza di logica nei ragionamenti di Mentana e Cazzullo.
I dimostranti di sabato venivano assimilati a quelli del finale del Caimano, che erano invece l’opposto, una sommossa violenta scatenata dal premier condannato in tribunale.
In piazza c’era invece un’orchestra e un coro che manifestava gioia cantando l’Hallelujah di Handel, una manifestazione del tutto pacifica, come ammettevano gli stessi giornalisti che la criticavano.
Cazzullo si lamentava che la polizia avesse dovuto chiudere la zona: come se questo fosse una prova di violenze in corso.

Ma il ragionamento più assurdo era quello di Cazzullo che diceva che bisognava stare attenti alle critiche, perché non è detto che Berlusconi sia finito.
Quindi non si può criticare liberamente per timore di possibili rappresaglie?
È questo il comportamento che i nostri giornalisti consigliano di tenere in una democrazia?
Non sottende questo l’assuefazione ad un regime, di cui bisogna avere paura?
E non è proprio questo ciò che abbiamo imparato di Berlusconi, che è spietato contro i nemici, che comprendono giornalisti come Biagi, Santoro, Luzzatti, attori satirici come la Guzzanti e politici come Dotti, Scognamiglio, Casini e Fini e chiunque altro abbia osato opporglisi?

Gli ingenui giornalisti ci hanno invece ancora una volta spacciato l’immagine di un Berlusconi che vuole essere amato e piacere a tutti: tutti quelli che gli si inchinano.
E i giornalisti ci invitano a inchinarci, anziché a tenere la schiena dritta come chiedeva Montanelli.

Wednesday, November 02, 2011

poro lupi

Dopo la figura penosa della Gelmini la settimana scorsa a Ballarò, ieri abbiamo assistito ad un altro esempio della decomposizione delle menti della maggioranza.

La Bernini e Lupi si erano preparati il solito discorsetto trito e ritrito sul fatto che la crisi viene da fuori, dall'Europa e che è tutta colpa del debito pubblico che questo governo ha ereditato dai precedenti.
Lupi sbandierava il fatto che tutte le borse europee, non solo quella italiana, oggi erano crollate.
Peccato che di fronte a loro ci fosse un agguerrito Luigi Abete che è sbottato dicendo che Lupi era fuori di testa.
Lupi era infatti in stato confusionale: non capiva che un conto sono le borse, che reagiscono a fenomeni complessivi, in particolare al rischio sul debito greco e su come questo possa riflettersi sulle banche europee, comprese quelle italiane, che sono esposte in titoli greci.
Altro conto è lo spread, l'interesse sul debito pubblico italiano, che riguarda solo la credibilità e solvibilità dell'Italia.
E lo spread è aumentato sempre, anche il giorno dopo la lettera di Bersluconi alla UE, quando invece le borse sono risalite, come riferiva gongolante Lupi: risalite non per la lettera di Berlsuconi, ma per l'accordo sul sostegno alla Grecia.

Abete ha messo alle strette la Bernini chiedendole: ma se il problema è europeo, non occorre che l'Italia faccia niente, tocca all'Europa risolverlo?
La povera donna zeppa di botulino, che fa già fatica ad aprire la bocca, non avendo argomenti ha cercato di metterla in cagnara, che è la seconda tecnica che hanno insegnato ai politici di destra che partecipano ai talk show.
Ma neanche questo ha funzionato: Floris ormai lo ha imparato e al primo accenno fa abbassare i microfoni ai caciaroni e li blocca sul nascere.
Se si voleva ragionare, si poteva citare l'articolo di Paul Krugman sul NYT, sul secchio bucato degli interventi europeri. Krugman spiega che usare la BCE, finanziata dagli stati europei, per sostenere gli stati europei è come cercare di svuotare l'acqua di una falla in una barca con un secchio bucato. Può dare un piccolo sollievo temporaneo, ma presto bisogna tamponare la falla.
Alla Bernini che diceva che il problema è un problema europeo, bisognava spiegare che all'origine del problema europeo ci sono la Grecia e l'Italia e che se l'Italia non risolve i suoi problemi, come ci chiedono inisistentemente i nostri partner, nemmeno il problema europeo si risolve. I tedeschi e la Merkel in particolare hanno dimostrato molta pazienza finora, accettando di darci una ultima chance di dimostrare che riusciamo a fare interventi seri e concreti.
Alla Camusso e a Floris che indicavano le decine di provvedimenti annunciati e mai attuati dal governo per ridurre il debito e rilanciare la crescita, faceva solo pena sentire la Bernini tentare sfacciatamente di negare che il governo avesse fatto ben poco finora. Se avesse fatto il suo dovere evidentemente non saremmo qui a discutere sui diktat della BCE.

È stato ancora più vergognoso Lupi quando ha usato il solito argomento trito di rinfacciare all'opposizione certi comportamenti di cui viene accusata la maggioranza, in stile Cicchitto, Schifani o Capezzone.
In particolare ha provato a lagnarsi della segnalazione di Rutelli che un parlamentare, Antonione, avesse deciso di lasciare la maggioranza.
Lupi si è lamentato dicendo che quando uno lascia la maggioranza è considerato serio, mentre se lascia l'opposizione no. Strano che Lupi finga di non sapere che chi passa alla maggioranza riceve un congruo compenso in termini di posti di sottosegretario o simili, quindi si tratta di azioni deprecabili sia per chi le compie che per chi le negozia.

Friday, October 28, 2011

Pora stella

Forse a qualcuno è sfuggito, perché Maria Stella on. Gelmini lo ha detto a Ballarò soffocata dagli applausi per Fini.
Per controbattere a Gianfranco Fini, che riferiva che la moglie di Umberto sen. Bossi era andata in pensione di anzianità a 39 anni, la pora Stella ha affermato, credendo di avere in mano la prova dell'inganno:
Non è vero. Ho visitato la Bosina e tuttora insegna la moglie di Bossi.
Infatti Mauela Marrone in Bossi percepisce sia la pensione di anzianità dello Stato e sia insegna alla Bosina, una scuola privata che si pone tra gli obiettivi di "formare cittadini coscienti dell’identità territoriale" e che riceve 800 mila Euro di sussidi dal governo, in barba all'art. 33 della Costituzione che sancisce:
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Sempre nella stessa trasmissione, la pora stella ha sostenuto che i governi Berlusconi non hanno mai messo le mani nelle tasche degli italiani, lasciandoci col mistero da quali tasche provengano i 200 miliardi di manovre attuate dal fido Tremonti. Non dimentichiamoci che sempre a Ballarò la Gelmini assicurò che se Tremonti avesse fatto dei tagli al suo ministero, glielo avrebbe detto. Lei ingenua si è dovuta ricredere quando qualche settimana fa si è svegliata dai suoi sogni dicendo che non avrebbe più accettato tagli al suo ministero.

Infine, ciliegina sulla torta, di fronte alle critiche alla scuola, si è difesa con l'arma letale:
La scuola italiana l'ha distrutta la sinistra!
Così ha fatto harakiri, ammettendo che la scuola è stata distrutta, ma facendo finta di non sapere che non c'è stato nessun ministro dell'Istruzione di sinistra in 65 anni di repubblica, se non una breve parentesi di 4 anni con Luigi Berlinguer.

Sunday, October 09, 2011

bongiorno sveglia!

L'avv. Giulia Bongiorno, intervistata da Lucia Annunziata, spiega le ragioni della sue dimissioni dalla Commissione Giustizia della Camera, sulla questione della legge bavaglio sulle intercettazioni.
Bongiorno sostiene che Berlusconi fa finta di essere garantista, in realtà è interessato solo a coprire i suoi problemi.
La Annunziata giustamente le chiede come mai le ci sono voluti 4 anni per arrivare a questa conclusione.
Allora la Bongiorno spiega che lei ha avuto l'incarico di negoziare la fusione tra Forza Italia e An e Berlusconi continuava a metterle ostacoli. Alla fine si è visto come è andata a finire, con i Finiani cacciati dal PdL.
Evidentemente né lei né Fini hanno capito che non si possono fare accordi con Berlusconi, come sa bene D'Alema dai tempi della bicamerale, e poi Dotti, Scognamiglio, Pera, Pannella, Adornato, Guzzanti, Casini e una lunga lista di personaggi usati e gettati.
Se a Berlusconi offri il dito, lui si prende il braccio, e non ha nessuno scrupolo a gettare a mare qualunque accordo, nel momento in cui sente in posizione di forza. Ti attira nella sua tana, ti succhia l'anima e a quel punto ti schiaccia. Avanti il prossimo.

In altre parole, il famoso detto di Abramo Lincoln:
Puoi imbrogliare tutti qualche volta, ma non puoi imbrogliare tutti tutte le volte.
non vale se i tutti da imbrogliare cambiano nel tempo e sono così sprovveduti da non avere memoria storica.

Insomma Bongiorno sarà un bravo avvocato, ma come politica è piuttosto ingenua, come peraltro il suo presidente Gianfranco Fini.

Saturday, October 08, 2011

Scamarcio sguardo fisso

Scamarcio è l'interprete di una scalcagnata miniserie TV intitolata "Il segreto dell'acqua".
L'ho seguita per vedere se Scamarcio nelle sei puntate avrebbe mai cambiato espressione del viso.
Invece per tutto il tempo mantiene la stessa espressione vuota e assente, qualunque cosa succede: se stia scopando la collega poliziotta fidanzata del fratello, oppure se sia preso a pistolettate o se reciti l'omelia funebre per un collega assassinato.
Sembra che Scamarcio faccia quel gioco che si fa tra ragazzi di guardarsi in faccia fino a che uno perde mettendosi a ridere. Scamarcio purtroppo vince: ho aspettato inutilmente che Scamarcio prorompesse in una risata liberatoria. In questo dimostra abilità simili a quelle di "expressionless mug" Tobey Maguire in Spiderman, anche se a Maguire capitano cose ben più incredibili.

La storia è completamente scalcagnata: dovrebbe parlare di mafia e di clandestini a Palermo e di approvvigionamento idrico.
In realtà la mafia sembra occuparsi di speculazione edilizia, acquistando case, ristrutturandole e vendendole.
Si occupa anche di costruire un acquedotto per cui impiega manodopera clandestina, ma a parte questo non si capisce cosa ci sia di illegale, visto che opera sulla base di un contratto di cui deve rispettare i tempi di consegna e il lavoro sembra fatto ad opera d'arte.
Ci sono un certo numero di morti, la cui logica sfugge e spesso non è legata a questioni di mafia.
Un imprenditore affoga un extra-comunitario perché fidanzato con la figlia e poi muore a sua volta di infarto.
Uno si suicida per aver rinchiuso la madre in un ospizio, un altro cade dalle scale fuggendo dai poliziotti non si sa perché.
L'unico che muore per motivi di mafia è un poliziotto traditore, che si redime salvando Scamarcio dai proiettili.
Il mandante dell'omicidio è il padre di Scamarcio, un mafioso interpretato da un attore che biascica le parole, forse cercando di imitare Marlon Brando del Padrino, ma non si capisce nulla di ciò che dice.
Comunque tutto finisce a tarallucci e vino, perché il fratello di Scamarcio, colpito dal suo sguardo durante la deposizione in tribunale, si pente e accusa il padre.

Insegnate ai procuratori antimafia come fare quello sguardo micidiale e avremo sconfitto la mafia.

Nel frattempo ridateci Camilleri e Montalbano.

Friday, October 07, 2011

Jobs rinnova la sua sfida

Steve Jobs è stato indubbiamente un grande innovatore e ha lasciato un'impronta indelebile nel mondo dell'informatica. La sua morte prematura colpisce e lascia un vuoto incolmabile.

Sotto la sua guida Apple, più che inventare, è stata in grado di cogliere le invenzioni altrui e renderle accessibili ad un vasto pubblico.

Ma, come diceva Henry Ford, una tecnologia è rivoluzionaria quando viene resa disponible a tutti: questo è ciò che ha fatto Jobs e che ha reso Apple una società rivoluzionaria.
Rivoluzioni in informatica continueranno a esserci, e saranno alimentate da chi fa ricerca e inventa, ma non possono fare a meno di chi le trasforma in strumenti per tutti.
Proprio a questo proposito, noto una singolare coincidenza con una notizia di due giorni fa: l'introduzione di un'interfaccia vocale sugli iPhone.
L'interfaccia voice su iPhone apre finalmente la strada all'uso del linguaggio in sostituzione delle interfacce grafiche.
In dieci anni di ricerca sull'analisi del linguaggio ha fatto progressi straordinari.

L'addio di Steve Job potrebbe quindi coincidere con il superamento delle interfacce GUI inventate da Alan Kay e che Jobs seppe trasferire in prodotti di largo consumo, rivoluzionando il mondo, non solo informatico.

Forse lo stesso avverrà con le interfacce in linguaggio naturale, e Steve Jobs ci lascia dopo aver lanciato la sfida per la prossima rivoluzione.

Ancora una volta Apple non ha inventato, ma ha acquisito la tecnologia da SIRI, una startup dell'SRI, che a sua volta utilizza le tecnologie di ASR di Nuance, che a sua volta ha di recente acquistato Loquendo.

Loquendo era uno spinoff del vecchio CSELT di Torino, dove nacque tra l'altro lo standard MP3. È stata ceduta da Telecom Italia a un prezzo irrisorio, circa il doppio del fatturato.

Anche in questo caso le aziende italiane hanno dimostrato di non sapere sfruttare la tecnologia e di non essere capaci di competere a livello globale. Appena hanno qualche carta da giocare, si ritirano, come fece qualche anno fa Pirelli, cedendo la produzione di dispositivi in fibra ottica a Cisco.

Poi magari finiscono a chiedere aiuti al governo e protezione per il mercato nazionale, come Telecom e Alitalia.

Wednesday, September 14, 2011

Tlemonti

Altra giravolta del genio di Tremonti che aveva additato la Cina come fonte di tutti i nostri mali.
Adesso Tlemonti offle ai cinesi in svendita quote di società italiane in cambio dell'acquisto di BTP che non riesce a piazzare più a nessuno se non a tassi quasi da usura.
Chissà perché vendere l'Alitalia ai francesi non andava bene, invece vendere Eni e Enel ai cinesi è cosa buona e giusta. Forse l'energia è meno strategica del trasporto aereo passeggeri?
Per l'Alitalia abbiamo gettato al vento 4-5 di milardi di Euro, che tanto i miliardi ci avanzano da tutte le parti. Comunque Air France già possiede il 25% di Alitalia e finirà per acquistare anche il resto a prezzi molto inferiori a quanto promesso al governo Prodi prima che Berlusconi con le sue bravate mandasse a monte l'affare.

Friday, August 19, 2011

borsello elettronico

Per consentire la tracciabilità di tutti i pagamenti e insieme dre un impulso all'innovazione e all'industria europea, propongo di introdurre la moneta elettronica per l'Euro.
I passi da svolgere a livello europeo sarebbero questi:

1. Definizione di uno standard europeo per la moneta elettronica

2. Specifiche internazionali di borsello elettronico ricaricabile per le minute spese con tecnologia NFC (Near Field Communication)

3. Commessa a consorzio europeo per lo sviluppo di lettori NFC per addebito spese da borsello elettronico

4. Riduzione IVA di 1% su tutte le spese pagate con moneta elettronica nei primi 5 anni



Friday, August 12, 2011

tremonti: il licenziamento felice

Ammettendo alfine la necessità di una "manovla molto folte", tentando di aggiustare frettolosamente la sua patetica manovra precedente, Tremonti ha illustrato oggi le sue proposte, tra le quali spicca, pare su suggerimento della BCE, l'idea del licenziamento felice, ossia "il superamento di un sistema aziendale rigido e il licenziamento e la dismissione del personale compensato con meccanismi di assicurazione più felici", una "sorta di diritto di licenziare", ma "compensato con migliori posti di lavoro".

Resta da capire chi sarà felice del licenziamento: l'azienda, il lavoratore o l'assicurazione.




Sunday, August 07, 2011

la seconda scoperta del secolo

Dopo aver scoperto che il PdL è un partito di servi, Ernesto Galli della Loggia fa la sua seconda grande scoperta che la Rai è stata ridotta a un ectoplasma attraverso le direttive, le nomine pilotate, i diktat bulgari emessi da Berlusconi in barba al conflitto di interessi.
Attento Ernesto, la prossima epurazione potrebbe toccare a te!
Il tuo direttore Ferruccio l'ha già sperimentata una volta e ha dovuto abbassare la cresta.

monti per tremonti

Monti bacchetta Berlusconi e Tremonti in un lucido editoriale sul Pompiere della Sera, che qualche giorno fa aveva detto che bisognava "domare subito l'incendio" (forse per non smentire il nomignolo affibbiatogli da Travaglio).

Ciò che dice sembra talmente ovvio che non si capisce come il governo e gran parte degli italiani siano stati incapaci di riconoscerlo.

Il podestà straniero che Monti evoca però darà solo le indicazioni sugli obiettivi che l'Italia dovrà raggiungere. Mi chiedo chi sarà a definire le strategie per raggiungerli. Se saranno gli stessi, Tremonti e Berlusconi, che ci hanno portati a questa situazione, non sono stati nemmeno capaci di capirla e hanno proposto soluzioni sbagliate e insufficienti, allora siamo proprio in cattive mani.

Come Paul Krugman sostiene in un Op-Ed sul NYT, ci si dovrebbe porre l'obiettivo di una crescita e in particolare dell'occupazione, che è il dramma maggiore per le giovani generazioni e per il futuro dell'economia occidentale.

Non è con condoni, cartolarizzazioni o altri giochini di finanza creativa che si rilancia l'economia del paese.

Toccherebbe a persone come Monti cha hanno idee e competenze, prendere coraggio, farsi avanti e guidare il paese verso l'uscita dal tunnel.